Il miglior regalo di Natale è dire a Gesù «Ti amo»

Atto I
Portiamoci verso il deserto,
uno spazio isolato tutto nostro

Portiamoci in camera. Se la fuori c’è il rumore del mondo pagano, in camera cercheremo di acquietarlo. Se, osservando le mura e ritrovandoci soli ci sentiremo in malinconia, significa che dovremo ancora lavorare su noi stessi per sentirci a nostro agio in un tale contesto. Chiudiamo la porta alle nostre spalle. Cerchiamo di distanziarci da qualsiasi fonte sonora. Sediamoci. Se la nostra mente pensa a ciò che non è Dio, il nostro cuore non potrà concentrarsi su Dio. Dobbiamo sforzarci, in quanto la facoltà intellettiva di pensare o non pensare su qualcosa è in noi.

Il nostro deserto personale, il nostro spazio isolato, nel silenzio e nella solitudine.

Con occhi chiusi o aperti, rivolgiamo la nostra parola a Gesù, spontaneamente. Alcuni suggerimenti di carattere spirituale, possono essere:

  • “Ti amo”
  • “Vorrei poter provare pentimento per quel peccato”
  • “Cosa posso fare per te?”
  • “Perdonami se ti ho offeso”

La parola nasce nel nostro cuore. Diamo ciò che nel cuore è presente. Se vi sono delusioni, ferite o frustrazioni, confidiamole. Perchè Dio riceve sia la gratitudine che la delusione di un cuore ferito.

Atto II
Preghiera quotidiana: rosario mariano

Il rosario sia sempre nella nostra mano o nella nostra tasca. Laddove non possa stare in mano, sia in tasca; laddove non possa stare in tasca, stia in mano. Sia sempre con noi. E la chiave del cielo, assieme ai Sacramenti. Qualunque santo può testimoniare l’efficacia del Rosario.

Catena dolce che ci rannoda a Dio.
L’orazione più cara a Maria.
Bartolo Longo

Il Rosario è la “scala di Giacobbe” per la quale
salgono le nostre preghiere e discendono le grazie.
Sant’Annibale Maria di Francia

Da quando la Vergine SS. ha dato grande efficacia al Rosario, non c’è problema né materiale né spirituale che non si possa risolvere con il S. Rosario e con i nostri sacrifici. È l’arma più potente con cui possiamo difenderci in battaglia
Suor Lucia, veggente di Fatima

Quante corone, tante anime salve.
San Massimiliano Maria Kolbe

Recitiamo il rosario ogni giorno. Cerchiamo di farlo. Se non ci riusciamo, cerchiamo di partire da quelle poche preghiere che riusciamo a compiere. Chi riesce a farne anche solo una, parta da una e ne faccia almeno un’altra. Da una si passa a due, da due a tre, e via discorrendo. Chi riesce a farne anche solo tre, parta da tre e ne faccia almeno tre. Faccia quel che riesce a fare. Poi, gradualmente, cresca, con l’aiuto dello Spirito Santo per materna intercessione di Maria.

L’obiettivo è il Rosario quotidiano: una corona al giorno. Poi due. Poi tre. Poi quattro. Si parte dal minimo possibile, nei limiti delle nostre capacità per poi passare, gradualmente e in collaborazione diretta con lo Spirito Santo, ad una situazione di preghiera più ampia e consistente. Da pochi minuti al giorno ad un’ora e da un’ora ad almeno due ore giornaliere.

Se non c’è l’aiuto dello Spirito Santo, se non lo si richiede, se non si prega spontaneamente per averlo, se non ci si sforza in collaborazione con la grazia, se non c’è la combinazione collaborativa “libero arbitrio umano + grazia spirituale celeste”, si è destinati a rimanere fermi nel limite X a vita. Con possibilità di non crescere e, nell’eventualità dei casi, di de-evolvere.

Atto III
La partecipazione alla vita divina sulla terra: i Sacramenti

Se siamo in peccato mortale dobbiamo confessarci. Usciamo e dirigiamoci verso la Chiesa più vicina. Non rimaniamo molto o troppo tempo in peccato mortale. Potreste venire tentati a non confessarvi: in questo caso, più che mai, fate violenza contro le tentazioni e procedete verso l’esterno. Qualsiasi cosa vi dica, vi suggerisca e vi inciti a rimanere a casa o, una volta usciti, a tornare indietro, non seguitela. Per confessarsi servono due propositi: pentimento sincero e proposito di non ricommettere il peccato.

Bisogna accusare i peccati senza vergogna, senza tenerne nemmeno uno dentro. Ognuno dei peccati va pronunciato e buttato fuori. Enunciamo i peccati veniali e mortali dinanzi il confessore e riceviamo l’assoluzione. Usciti di confessionale, siamo lieti e contenti. Sorridiamo!

Partecipiamo alla Santa Messa. Rimaniamo nel silenzio. Non mormoriamo. Non commentiamo se quello che avete davanti è vestito così o cosà o si muove così o cosà. Non giriamoci se sentiamo la porta della Chiesa aprirsi alle nostre spalle. Non commentiamo come le persone sono vestite, come si siedono, come si alzano, come si girano, che capelli hanno. Non parliamo di fatti altrui con il nostro vicino. Non commentiamo, non mormoriamo e non giudichiamo le azioni altrui commesse dalle persone, oggi o in passato. Teniamo le labbra della bocca ben fissi. Apriamoli solo per respirare. Guardiamo in avanti a voi e ascoltiamo quanto dice il sacerdote.

Così come abbiamo parlato a Gesù in camera nostra, possiamo farlo durante la Messa.

“Gesù, sto per riceverti, sono molto emozionato, vorrei sentire la Tua Presenza”

È un suggerimento spirituale, una delle possibili vie. Ve ne sono innumerevoli.

Riceviamo Cristo nell’Eucarestia. Non tocchiamolo con le nostre mani: lasciamo che il sacerdote poggi la particola consacrata sulla nostra lingua. L’Eucarestia è il corpo e il sangue di Cristo. Poi, godiamolo per almeno 10 minuti. Se lo riceviamo in grazia e con il cuore, potremo sentire Cristo nella nostra anima, sentiremo così gioia e pace. Così potremo sorridere, e non sarà un sorriso qualunque, ma il sorriso di chi ha Gesù dentro. Dentro proveremo gioia e potremo così esprimerla dinanzi il prossimo. Sarà una naturale conseguenza di ciò che si porta dentro.

Lasciamo la Messa con il sorriso. Diamo il nostro sorriso al prossimo, proiettandolo attorno a noi e mostrando con l’atteggiamento la pace e la gioia che vi ha dato Cristo. Rimanendo in silenzio e sorridendo, torniamo a casa, custodendo Cristo nel cuore. La fuori, dovremo cercare di essere Eucaristie viventi, fuochi che ardono dinanzi il prossimo, con semplicità e in buona fede.

Questa da me descritta è la giornata tipo del quotidiano e del giorno ‘‘qualunque’’. Non è l’esclusiva del Natale: sono le 24 con Gesù e con Maria – La giornata tipo, di ogni giorno, di tutti i giorni. A maggior ragione che è Natale, questa giornata può assurgere a momento topico dell’anno, una sorta di climax conclusivo dell’anno in corso.

E possono essere il più bel regalo da dare a Gesù ogni giorno e ancor di più durante la festività natalizia per tre motivi:

  1. Se si vive così ogni giorno, si vive un autentico cammino di santificazione, rendendo felici Gesù e Maria
  2. Se si vive così ogni giorno e si arriva a Natale con alle spalle un cammino analogo, a maggior ragione si fanno contenti Gesù e Maria
  3. Se si arriva a Natale dopo un periodo di lontananza e di tenebra avendo vissuto poco o per nulla un cammino con Gesù e Maria, lontani dalla preghiera e dai Sacramenti tutto l’anno e se, proprio durante le festività natalizie, in buona fede e con intenti reali, si riprende il proprio cammino, spinti dalla grazia e realmente desiderosi di ricominciare, a maggior ragione si fanno comunque felici Gesù e Maria

Soltanto se ignorerete Cristo deliberatamente e di vostra spontanea volontà per tutto l’anno per poi presentarvi alla Messa di Natale in vestiti sgargianti stile vip borghese, fingendovi partecipi, Gesù sarà scontento per l’elevato tasso di paganesimo ipocrita in voi presente. Eppure vi amerà comunque.

Insomma, buon Natale (non sono in ritardo, perchè il Natale è un solo giorno ma il Tempo di Natale dura fino alla prima domenica dopo l’Epifania), buona prosecuzione di cammino e buon inizio anno.

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