Il miglior regalo di Natale è dire a Gesù “ti amo”, pregare il rosario, confessarsi, andare a Messa e ricevere Cristo nell’Eucarestia

Atto I
Portiamoci verso il deserto, verso uno spazio isolato tutto nostro.

Mettiamoci in camera.
Chiudiamo la porta.
Cerchiamo di distanziarci da qualsiasi fonte sonora.
Sediamoci.

Il nostro deserto personale, il nostro spazio isolato, nel silenzio e nella solitudine.

Con occhi chiusi o aperti, rivolgiamo la nostra parola a Gesù, spontaneamente. Alcuni suggerimenti di carattere spirituale, possono essere:

  • “Ti amo”
  • “Vorrei poter provare pentimento per quel peccato”
  • “Cosa posso fare per te?”

La parola nasce nel nostro cuore. Diamo ciò che nel cuore è presente.

Atto II
Preghiera quotidiana: rosario mariano

Il rosario sia sempre nella nostra mano o nella nostra tasca. Laddove non possa stare in mano, sia in tasca; laddove non possa stare in tasca, stia in mano. Sia sempre con noi. E’ la chiave del cielo, assieme ai Sacramenti.

Recitiamo il rosario ogni giorno. Cerchiamo di farlo. Se non ci riusciamo, cerchiamo di partire da quelle poche preghiere che riusciamo a compiere. Chi riesce a farne anche solo una, parta da una e ne faccia almeno una. Chi riesce a farne anche solo tre, parta da tre e ne faccia almeno tre. Faccia quel che riesce a fare. Poi, gradualmente, cresca, con l’aiuto dello Spirito Santo per materna intercessione di Maria.

L’obiettivo è il rosario quotidiano: una corona al giorno. Poi due. Poi tre. Poi quattro. Si parte dal minimo possibile, nei limiti delle nostre capacità per poi passare, gradualmente e in collaborazione diretta con lo Spirito Santo, ad una situazione di preghiera più ampia e consistente. Da pochi minuti al giorno ad un ora e da un ora ad almeno due ore giornaliere.

Se non c’è l’aiuto dello Spirito Santo, se non lo si richiede, se non si prega spontaneamente per averlo, se non ci si sforza in collaborazione con la grazia, se non c’è la combinazione collaborativa “libero arbitrio umano + grazia spirituale celeste”, si è destinati a rimanere fermi nel limite X a vita.

Atto III
La partecipazione alla vita divina sulla terra: i Sacramenti

Se siamo in peccato mortale dobbiamo confessarci. Usciamo e dirigiamoci verso la Chiesa più vicina. Non rimanete molto o troppo tempo in peccato mortale. Potreste venire tentati a non confessarvi: in questo caso, più che mai, fate violenza contro le tentazioni e procedete verso l’esterno. Qualsiasi cosa vi dica, vi suggerisca e vi inciti a rimanere a casa o, una volta usciti, a tornare indietro, non seguitela. Per confessarsi servono due propositi: pentimento sincero e proposito di non ricommettere il peccato.

Accusate i vostri peccati senza vergogna, enunciate i vostri peccati veniali e mortali dinanzi il confessore e ricevete l’assoluzione. Uscite di confessionale. Sorridete!

Partecipate alla Santa Messa. Rimanete nel silenzio. Non mormorate. Non commentate se quello che avete davanti è vestito così o cosà o si muove così o cosà. Non giratevi se sentite la porta della Chiesa aprirsi alle volte spalle. Non commentate come le persone sono vestite, come si siedono, come si alzano, come si girano, che capelli hanno. Non parlate di fatti altrui con il vostro vicino. Non commentate, non mormorate e non giudicate le azioni altrui commesse dalle persone, oggi o in passato. Tenete le labbra della bocca ben fissi. Apriteli solo per respirare. Guardate in avanti a voi e ascoltate quanto dice il sacerdote.

Così come avete parlato a Gesù in camera vostra, potete farlo durante la Messa.

“Gesù, sto per riceverti, sono molto emozionato, vorrei sentire la Tua Presenza”

È un suggerimento spirituale, una delle possibili vie.

Ricevete Cristo nell’Eucarestia. Non toccatelo con le vostre mani: lasciate che il sacerdote poggi la particola consacrata sulla vostra lingua. L’Eucarestia è il corpo e il sangue di Cristo. Poi, godetevelo per almeno 10 minuti. Se lo ricevete in grazia e con il cuore, potrete sentire Cristo nella vostra anima, sentirete così gioia e pace. Così potrete sorridere, e non sarà un sorriso qualunque, ma il sorriso di chi ha Gesù dentro. Dentro proverete gioia e potrete così esprimerla dinanzi il prossimo. Sarà una naturale conseguenza di ciò che si porta dentro.

Lasciate la Messa con il sorriso. Date il vostro sorriso al prossimo, proiettandolo attorno a voi e mostrando con l’atteggiamento la pace e la gioia che vi ha dato Cristo.

Rimanendo in silenzio e sorridendo, tornate a casa, custodendo Cristo nel cuore.

Questa da me descritta è la giornata tipo del quotidiano e del giorno ‘qualunque’. Non è l’esclusiva del Natale: sono le 24 con Gesù e con Maria – la giornata tipo, di ogni giorno, di tutti i giorni.

A maggior ragione che è Natale, questa giornata può assurgere a momento topico dell’anno, una sorta di climax conclusivo dell’anno in corso.

E possono essere il più bel regalo da dare a Gesù ogni giorno e ancor di più durante la festività natalizia per tre motivi:

  1. Se si vive così ogni giorno, si vive un autentico cammino di santificazione, rendendo felici Gesù e Maria
  2. Se si vive così ogni giorno e si arriva a Natale con alle spalle un cammino analogo, a maggior ragione si fanno contenti Gesù e Maria
  3. Se si arriva a Natale dopo un periodo di lontananza e di tenebra avendo vissuto poco o per nulla un cammino con Gesù e Maria, lontani dalla preghiera e dai Sacramenti tutto l’anno e se, proprio durante le festività natalizie, in buona fede e con intenti reali, si riprende il proprio cammino, spinti dalla grazia e realmente desiderosi di ricominciare, a maggior ragione si fanno comunque felici Gesù e Maria

Soltanto se ignorerete Cristo deliberatamente e di vostra spontanea volontà per tutto l’anno per poi presentarvi alla Messa di Natale in vestiti sgargianti stile vip borghese, fingendovi partecipi, Gesù sarà scontento per l’elevato tasso di paganesimo ipocrita in voi presente. Eppure vi amerà comunque.

Insomma, buon Natale (non sono in ritardo, perchè il Natale è un solo giorno ma il Tempo di Natale dura fino alla prima domenica dopo l’Epifania), buona prosecuzione di cammino e buon inizio anno.

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