Il party blasfemo del 6 dicembre che doveva tenersi presso l’UniBo è uno dei motivi per cui la Madonna chiese la pratica dei cinque sabati

Ragazzi, che dispiacere dirvi quanto Bologna sia in pieno declino morale, sociale e politico; è proprio nella città del vizio, presso i locali dell’UniBo, che si sarebbe dovuta tenere una festa sociale ‘alternativa’ pro-LGBTQ, in virtù dell’amore, l’uguaglianza e il rispetto, presso i locali universitari di via Filippo Re: un party blasfemo – intitolato ‘Immacolata Con(tra)ccezione’ – remake di quell’evento che nel 2007 portò l’arcivescovo metropolita Caffarra ad attuare una processione pubblica di riparazione, promosso da almeno cinque realtà locali insite nel comune di Bologna, con pubblica derisione alla Madonna, insulto al deposito fidei della Chiesa Cattolica Romana, mancanza di rispetto al culto, alla fede e alla sensibilità altrui.

Questo che vedete sottostante è il banner pubblicato online con pubblica derisione alla Santissima Vergine, Madre di Dio. Sacrilego e disgustoso, l’effetto collaterale di ‘slogan’ analoghi (che hanno il gusto anti religioso e cristianofobico), consapevolmente o inconsapevolmente, é di istigare sentimenti di ilarità e derisione contro la fede cattolica sollecitando l’avversione del popolo laico alla fede, con il rischio di causare odio e divisione. L’effetto ottenuto è l’opposto del presunto effetto inteso (che sarebbe quello di… fare ridere? Provocare gioia? Non saprei).

– “Ovviamente nessuno spazio a comportamenti fascisti, razzisti, omolesbotransbifobici, machisti, sessisti e killjoy”

Proibiti tutti gli atteggiamenti in avversione al buon senso e alla coscienza tranne quelli in avversione alla fede. Quest’ultimo è lecito e richiesto. Questa qui che vedete sopra è sia una blasfemia che una bestemmia manifesta alla Madonna, di natura grafica e testuale, che ferisce il Cuore Immacolato di Maria. Per Maria, nostra Madre, si tratta di un’offesa grave il cui Divin Figlio, nostro Salvatore, chiede riparazione. Cosa dicono i santi sulla bestemmia?


Sant’Agostino

“La bestemmia è più grave ancora dell’uccisione di Gesù Cristo fatta dai giudei. Perché i crocifissori di Gesù non sapevano quello che facevano e non conoscevano Gesù come vero Dio, mentre i bestemmiatori di solito sanno quello che dicono e conoscono chi è Dio.”


Sant’Antonio di Padova

“Dinanzi a genitori che piangono desolati il loro bambino morto, io prego il Signore di risuscitarlo; dinanzi alla povertà di un padre che mi domanda un pezzo di pane per sfamare i suoi figli, io mi commuovo e prego Dio che gli sia provveduto; ma dinanzi a sposi che desiderano un figlio e sono bestemmiatori, io prego il Signore che nasca loro un figlio sordo e muto: sordo per non sentire le bestemmie dei genitori e muto perché non le ripeta!”


San Bernardo di Chiaravalle

“Tutti gli altri peccati nascono più o meno da fragilità o da ignoranza, ma la bestemmia procede da scelleratezza.”

“La libertà d’espressione giustifica l’insulto gratuito?”
La libertà è un concetto che va saputo utilizzato; esso è un dono e al tempo stesso una responsabilità dell’uomo, disciplinata dall’intelligenza. “libertà di espressione” e “di parola” non implica che una persona possa fare ciò che vuole, come e quando vuole, mancando di rispetto alla libertà e alla sensibilità altrui. I concetti di libertà, adottati dall’Italia più anarchica, libertina e abbandonata a sé stessa che sia mai esistita, stanno ufficialmente buttando l’urina fuori dal vaso: le libertà dell’individuo hanno un limite, una regola ed una disciplina, in accordo con la coscienza morale ed il buon senso.

“Libertà” significa essere liberi di essere e di esprimersi senza, tuttavia, mancare di rispetto offendendo alla libertà, alla dignità e alla sensibilità altrui. Per capirlo non bisogna essere necessariamente cattolici: lo dice, già da sé, il buon senso insito nella coscienza umana. Sono libero di esprimermi, di dissentire e di dire la mia ma non implica che possa provocare, insultare, deridere e offendere la dignità altrui per il principio della libertà personale. Qualora ci si atteggiasse in tale maniera, si potrebbe dire che la libertà propria termina nel momento in cui inizia la libertà altrui.

Dissentire dalla fede non implica poterci urinare sopra liberamente ‘perchè è una mia libertà’. La libertà di non essere credente è un conto, la reazione che si può avere nei confronti della fede è un altro conto; nel momento in cui, in virtù di questa libertà, si pensa di poter fare, contro la fede altrui, qualsiasi cosa uno voglia, in virtù di una male interpretata ‘libertà di espressione’, si sbaglia ed è qui che l’urina esce fuori dal vasino.

“Cosa fare? Come comportarci?”
Come fedeli e seguaci di Cristo, non dobbiamo reagire con odio, istigati da sentimenti di vendetta e di rivalsa, perchè così si finirebbe per diffondere atteggiamenti e reazioni dettate dal disgusto personale e dall’euforia ‘reazionaria’ del momento, che oltretutto sarebbero soltanto capaci di gettare altra benzina sul fuoco più di quanto ne sia già stata gettata. Bisogna evitare di fare il gioco del demonio: abbassarsi allo stesso livello rispondendo all’odio con l’odio. Perchè è quello che vorrebbe il maligno: rispondere usufruendo degli stessi strumenti di chi per primo ha offeso. Squadra A contro B, forconi presi e via con la guerra e addio alla pratica della Misericordia.

Bisogna fare attenzione e saper separare le cose. È tuttavia sacrosanto, lecito e necessario esprimere il proprio disappunto utilizzando i poteri disposti per bloccare questo tentativo capace di generare una provocazione gratuita di basso livello, ricordando alle persone che non possono fare quello che vogliono in virtù di un concetto di libertà falsificato, male interpretato e attuato a modo loro.

“Chi ha reagito dinanzi la blasfemia?”
Dopo quanto accaduto, sono intervenuti il senatore Simone Pillon, i membri di Student Office e la Diocesi di Bologna con un comunicato stampa del Cardinale Zuppi e la notizia è stata riportata da una decina e più di testate, cartacee e digitali, ognuna secondo il proprio verso ‘politico’. Chi è di destra condannava il gesto; chi è di sinistra lo difendeva. Il party è stato annullato dall’università stessa che ha giustificato la chiusura dicendo che gli atenei dovevano chiudere alle 20 e che, di seguito, non avrebbero potuto dar vita alla festa che sarebbe iniziata alle 22.

Ci si aspettava una maggior partecipazione delle autorità politiche ed ecclesiastiche, affinchè si facesse capire la gravità del gesto e il messaggio pubblico che non si devono e mai si dovranno tollerare gesti analoghi. Chi vuole dissentire dalla fede è libero di farlo, senza tuttavia offenderla gratuitamente, senza arrogarsi il diritto di urinarci sopra in maniera altrettanto gratuita, meno che mai con opere analoghe. Tant’è che il party avrebbero potuto farlo, certo, ma lasciando stare la Madonna, che nulla c’entra dinanzi i mali del mondo.


E se qualcuno avesse fatto un party pubblico deridendo e umiliando, con immagini liberamente diffuse, il mondo gay, come si sarebbero sentiti i membri di queste cinque realtà che hanno organizzato questo ‘party’? Apriti cielo. I cattolici, in una situazione come quella descritta (immaginaria), sarebbero stati crocifissi; loro, nell’attuale situazione (effettivamente avvenuta), con pubblica derisione a immagini sacre, eh ma è libertà di parola cioè raga. Guai, però, a toccare la loro bandierina colorata. C’è bisogno di una reazione santa, che prenda come modello Gesù e Maria e che reagisca senza cadere nell’odio ideologico e comportamentale. Come Cristo disse «Padre, perdona loro, perchè non sanno quello che fanno» (Luca 23, 33,34), giustificando i suoi crocifissori, anche coloro che stanno dietro questo pubblico oltraggio non sanno quello che fanno.

Come si reagisce e si ripara dinanzi tali offese, segno dell’ignoranza e dell’ineducazione? Con le opere, con le preghiere, con atti di riparazione pubblica e privata e con la pratica dei Cinque Sabati del mese. E’ anche per eventi analoghi che la Madonna apparve a Fatima nel 1917 chiedendo la pratica dei cinque sabati in riparazione alle cinque offese alla Madonna, tra cui “L’opera di coloro che la offendono direttamente nelle sue immagini sacre”. Per l’appunto.

2 pensieri su “Il party blasfemo del 6 dicembre che doveva tenersi presso l’UniBo è uno dei motivi per cui la Madonna chiese la pratica dei cinque sabati

  1. E se qualcuno avesse fatto un party pubblico deridendo e umiliando, con immagini liberamente diffuse, la bandiera Lgbt, i colori arcobaleno, il mondo gay, l’immaginario pro-gay e la bandiera-simbolo del comunismo, tutte cose tanto care a Bologna, come si sarebbero sentiti i membri di queste cinque realtà che hanno organizzato questo ‘party’? Apriti cielo.
    I giornali ne avrebbero parlato per mesi… “attentato alle libertà civili” etc etc.. Signore torna presto e stermina gli empi.

    Piace a 1 persona

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