È stata rinviata la beatificazione di Fulton Sheen: ecco le scelte ‘preventive’ che hanno causato il rinvio

E’ giunta ieri la notizia d’oltremare che la beatificazione di Fulton Sheen, originariamente fissata per il 21 dicembre e di cui avevo già parlato in un articolo pubblicato due settimane fa, è stata rinviata a tempo indefinito. Non ci resta che approfondire quanto successo e capire le motivazioni del rinvio. What happened?

I. Il rinvio della beatificazione comunicato dalla Diocesi di Peoria

La diocesi di Peoria ha diffuso un comunicato ecclesiale distribuito in data 03.12 riguardante il rinvio indefinito della beatificazione. E’ importante, a scanso di equivoci, estrapolare quella che sembra essere l’affermazione più importante del documento, prima che i media, guidati dal veleno di Satana e dalla propensione ormai standardizzata a creare sensazionalismo anti-Chiesa, siano pronti ad inventare, strumentalizzare e disinformare il prossimo tramite la creazione di scandali, diffamazione e terrorismo allarmista a tavolino. Su Fulton Sheen non pende accusa alcuna e giammai è stato soggetto a scenari simili.

Nel clima corrente, è importante che il fedele sappia che non c’è mai stato, ne c’è adesso, alcuna accusa contro Sheen inerente l’abuso di minori

Estratto dal comunicato della Diocesi di Peoria (Comunicato integrale)
II. Premessa

Il rinvio è stato confermato da alcuni membri della Conferenza Episcopale Italiana della Santa Sede. A fare richiesta di rinvio alla Santa Sede è stato il vescovo Salvatore Matano della diocesi di Rochester. Ciò viene riportato dalla CNA e confermato da monsignor James Kruse.

Cos’è successo? Il rinvio della beatificazione sarebbe stato scatenato da una scelta preventiva riguardante un presunto caso di abusi su persone avvenuti nel 1960 e compiuti da un prete che avrebbe fatto parte della diocesi di Rochester nel 1967 ai tempi in cui Sheen svolgeva l’incarico di vescovo diocesano. Vediamo la storia che c’è dietro e che avrebbe poi portato alla richiesta di rinvio. Vediamo nel dettaglio quanto viene riportato da CNA, la Catholic News Agency.

III. La storia completa di ciò che è successo

La storia riguarda un singolo prete accusato. Il caso è quello di Gerard Guli, ex sacerdote della diocesi di Rochester. Guli venne ordinato nel 1956 e dal 1963 al 1967 fece da parrocco in alcune parrocchie della West Virginia. Secondo un documento della diocesi di Wheeling-Charleston, nel 1963, la diocesi di Rochester ricevette l’avvertimento che Guli, nel 1960, avrebbe commesso abusi contro laici adulti. Guli sarebbe dunque stato accusato di abusi e cattiva condotta nei confronti di soggetti adulti nel 1960 dalla diocesi di Wheeling-Charleston.

Secondo alcuni, il problema ipoteticola presunta accusasarebbe che Guli avrebbe servito come ministro presso la diocesi di Rochester nel 1967, quando Fulton Sheen era vescovo, nonostante le accuse del 1963. E questo metterebbe Sheen nel report del procuratore generale di New York, come se Sheen, con l’averlo nominato ministro in seno alla diocesi dopo i presunti scandali, avesse messo a rischio i fedeli.

Il monsignor Kruse conferma che Guli è l’ostacolo e afferma in aggiunta che Sheen non diede mai l’incarico a Guli di ministro presso la sua diocesi. “Abbiamo studiato ampiamente le decisioni amministrative di Sheen inerenti Guli e non ha mai messo a rischio i bambini” ha detto mons. Kruse a CNA “Parlando con Guli, riguardo l’assegnamento dell’incarico che secondo alcuni Sheen gli avrebbe conferito, Guli ha detto di non aver mai servito lì. Tutta questa storia secondo cui Sheen avrebbe assunto un prete pedofilo, non è vera”.

“I documenti mostrano chiaramente che fu il successore di Sheen, il vescovo Hogan, che diede l’incarico a Guli e fu lì che Guli causò altro danno” ha esposto mons. Kruse “E’ il vescovo Hogan che incaricò Guli presso le parrocchie nelle città di Campbell e Bradford dove Guli colpì ancora, e ciò è parte della ragione che ha portato alla rimozione e alla laicizzazione del prete”

Il vescovo Matano avrebbe così espresso preoccupazioni che il nome di Sheen possa venire messo su carta nel report del procuratore generale di New York riguardante l’indagine sugli abusi compiuti dall’ex sacerdote Guli e avvenuti nel 1960. Report che potrebbe venire pubblicato a ridosso di quella che sarebbe stata la data di beatificazione originariamente fissata.

Con la pubblicazione del report a ridosso della beatificazione, se Sheen fosse finito nero su bianco pur non avendo colpe, sarebbe venuto fuori il classico caos mediatico indiavolato capace di trasformare la realtà in disinformazione inventata a tavolino, con uno scandalo artificiale creato ad hoc. Ecco dov’è che scattano le scelte preventive di cauzione e attesa: scelte dettate da un paio di ragioni precauzionali.

Immaginatevi la scena. Sheen viene beatificato e, contemporaneamente, il report del General Attorney viene pubblicato con Sheen nominato nei documenti come vescovo della diocesi dove avrebbe prestato servizio il prete accusato. Immaginatevi quale storia succulenta i media potrebbero trarci pur di fare audience.

Ecco i media pronti a creare terrorismo virtuale previo l’utilizzo di slogan inventati dal nulla: “La Chiesa beatifica un esponente che permise ad un pedofilo di operare nella sua diocesi”. E sarebbe tutto falso. Tutto inventato. Verrebbe fuori la solita gogna capace di ledere al popolo, già disinformato di suo e pronto a credere ad ogni cosa, pronto a sguainare l’ascia e a crocifiggere la Chiesa ancora una volta. I media avrebbero dalla loro tutti gli elementi predisposti per combinare una trama perfetta: un prete accusato e un vescovo innocente prossimo alla beatificazione da collegare all’accusato. Scandalo perfetto per nuove fantastiche views! Ecco l’equazione che i media creerebbero a tavolino:

  • Il prete Guli è accusato di abusi risalenti al 1960
  • Si dice che il prete accusato abbia lavorato nella diocesi di Sheen (teoria)
  • Sheen doveva venire beatificato
  • Esce il report del procuratore distrettuale nel giorno della beatificazione con il nome Sheen associato a Guli

E voilà! Apriti cielo! Lo slogan da lanciare nei principali canali e in tutti i distributori digitali di (dis)informazione è pronto:

“Edizione straordinaria di canale 5: Sheen fu il vescovo di un pedofilo ––> La Chiesa beatifica un protettore di pedofili ––> Al lupo! Al lupo!”

Media di Satana. Cosa non ti andrebbero a creare pur di aumentare il traffico digitale, l’audience, lo share? Ecco quindi il rinvio della beatificazione onde prevenire scandali inutili con ripercussioni collaterali da tutte le parti.

In conclusione, Sheen non ha mai commesso alcunché e il prete accusato è l’ex sacerdote Guli. Che di fatto non c’entra con Fulton Sheen. Riassumendo, secondo alcune fonti Guli avrebbe prestato servizio nella diocesi di Rochester nel 1967 mentre mons. Kruse, con documenti e dati testimoniali alla mano, nega che abbia mai prestato servizio durante l’incarico di Sheen. Le scelte precauzionali e attendiste sono quindi quelle di aspettare la pubblicazione del rapporto del procuratore generale di New York.

La beatificazione viene quindi rimandata onde evitare di far coincidere la pubblicazione del report con la beatificazione qualora il rapporto dovesse avere, nero su bianco, il nome del futuro beato. Il rischio è la degenerazione di un presunto scandalo che potrebbe così confluire su un vescovo innocente e prossimo alla beatificazione. Scandalo che verrebbe creato e ingigantito dai media come non mai causando disinformazione e lamentela popolare.

‘La beatificazione è una celebrazione’ ha espresso una fonte vicina al Segretario di Stato del Vaticano ‘La finalità è di aiutare la fede delle persone, non di essere un’occasione per generare scandalo e problemi; nulla si perde nell’attesa e magari alcune cose verranno evitate’

La scelta finale è dunque quella di attendere la pubblicazione del rapporto e di rinviare la beatificazione, onde prevenire che la beatificazione possa coincidere con l’emissione del report e generare scandali mediatici inesistenti facilmente sfruttabili dai media per fare milioni di visualizzazioni ai danni di un perfetto innocente.

Sheen, intanto, è già santo nei cieli.

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