La legge sull’eutanasia è immorale

Genesi 1,15

1 In principio Dio creò il cielo e la terra. 2 Ora la terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l’abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque. 3 Dio disse: «Sia la luce!». E la luce fu. 4 Dio vide che la luce era cosa buona e separò la luce dalle tenebre 5 e chiamò la luce giorno e le tenebre notte. E fu sera e fu mattina: primo giorno.

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Dio creò la realtà materiale e sensibile traendo la materia da se stesso. Fu Dio a creare l’universo. In esso vi pose delle leggi, scientifiche e matematiche, e vi riflesse l’ordine divino. Creò la natura, il regno animale ed infine l’uomo, donando ad esso il dono dell’intelletto libero: de libero arbitrio. Ad esso fece il più grande dei doni naturali che né le creature organiche né gli oggetti hanno. All’uomo diede la libertà di seguirlo così come di rifiutarlo. Le leggi dell’ordine naturale sono di origine divina, indissolubili, eterne, indipendenti dall’epoca e dall’io umano. L’uomo, come tale, ha la libertà di obbedire a quanto stabilito o di dividersi dall’ordine creato, usufruendo di un modello speculativo dell’io a sua immagine e somiglianza.

Quanto più l’uomo si distacca da Cristo, tanto più queste leggi e l’obbedienza che l’uomo deve alle suddette viene meno. Maggiore è il distacco da Cristo, minore è l’obbedienza alle leggi che egli ha creato con conseguenze naturalmente nefaste. Il relativismo, prodotto psichico innaturale e contro natura, si sostituisce alla legge eterna. Ciò che genera è caos anarchico venduto come “nuovo ordine”. Leggi create dall’uomo in opposizione alle leggi di Dio; male rivenduto come bene; idee contro natura rivendute come varianti della natura. Il meccanismo ha del matematico: -12% Cristo = +22% relativismo, caos e disordine. -25% Cristo = +40% relativismo, caos e disordine.

Il nesso tra perdere Cristo e perdersi è scientifico. Mi separo da Dio, privandomi della via del vangelo, intraprendendo la “via larga” di cui si parla nelle Scritture. Così facendo si finisce per incamminarsi, da se stessi ed in piena autonomia, verso la perdizione. Non mi volto per tornare a lui e rimango, a poco a poco, sempre più avvolto nel buio fitto. Arriva il giorno in cui, voltandomi indietro, non lo vedo più: tanto mi sono addentrato nella tenebra che tutto, attorno a me, è ormai buio. Ciò non implica che non si possa più tornare indietro: c’è ancora tempo, qualora lo si volesse.

Catechismo della Chiesa Cattolica 1992

2276 Coloro la cui vita è minorata o indebolita richiedono un rispetto particolare. Le persone ammalate o handicappate devono essere sostenute perché possano condurre un’esistenza per quanto possibile normale.

2277 Qualunque ne siano i motivi e i mezzi, l’eutanasia diretta consiste nel mettere fine alla vita di persone handicappate, ammalate o prossime alla morte. Essa è moralmente inaccettabile.

Così un’azione oppure un’omissione che, da sé o intenzionalmente, provoca la morte allo scopo di porre fine al dolore, costituisce un’uccisione gravemente contraria alla dignità della persona umana e al rispetto del Dio vivente, suo Creatore. L’errore di giudizio, nel quale si può essere incorsi in buona fede, non muta la natura di quest’atto omicida, sempre da condannare e da escludere.

2278 L’interruzione di procedure mediche onerose, pericolose, straordinarie o sproporzionate rispetto ai risultati attesi può essere legittima. In tal caso si ha la rinuncia all’ «accanimento terapeutico». Non si vuole così procurare la morte: si accetta di non poterla impedire. Le decisioni devono essere prese dal paziente, se ne ha la competenza e la capacità, o, altrimenti, da coloro che ne hanno legalmente il diritto, rispettando sempre la ragionevole volontà e gli interessi legittimi del paziente.

La legge sull’eutanasia è contro natura. La legge sull’eutanasia implica tre cose:

  • UNO Legalizzare e giustificare l’omicidio che un dottore commetterebbe ai danni di un paziente (essere umano)
  • DUE Legalizzare e giustificare il suicidio voluto come fosse un diritto (suicidarsi non è un diritto né la soluzione)
  • TRE Trasformare la figura del medico da curante del paziente (origine etica della professione) a omicida del paziente (sovversione della professione)

Siamo oltre i confini del lecito e della psicosi dell’io venduta come variante del raziocinio. Siamo in preda al caos, alle tenebre più fitte che siano mai esistite sulla terra dai tempi del Diluvio Universale e di Sodoma e Gomorra. Nemmeno le bestie arriverebbero a tanto.

Cosa dimostra questa così fortemente voluta nonchè prossima legalizzazione dell’eutanasia?

One
L’abolizione del valore divino della sofferenza

Two
Il declino della coscienza umana

Three
L’ascesa del regno di Satana

Four
La sconfitta e la conseguente marginalizzazione del cristianesimo universale

Eutanasia: è un no

1

“L’abolizione del valore divino della sofferenza” La prima cosa è la totale distruzione della “cultura della sofferenza” come valore salvifico così come insegnatoci da Gesù con conseguente vittoria e dominio della “cultura della morte”, cultura satanica e anti-cristiana venduta come libertà individuale. Gesù ci insegna che la sofferenza, accettata e offerta, viene elevata a Dio e unita alle piaghe di Cristo, assumendo un valore universale. Questa verità di fede aiuta nel processo salvifico. Non si parla di salvezza temporanea e terrestre ma eterna, ovverosia l’anima si salva e va in Paradiso per l’eternità, salvandosi dall’Inferno. Per capirlo bisognerebbe fare un percorso, un cammino di conversione, partendo dall’origine: la scoperta che Dio esiste. E con lui anche Cristo.

Poi, bisognerebbe introdursi in un percorso teologico, per capire le verità poste nel deposito fidei. Bisognerebbe prima conoscere e accettare Cristo, poi scoprire, studiare e accettare le sue verità, poi approfondire il discorso della rivelazione in termini teologici e dottrinali e capire così il valore ed il significato della sofferenza. Solo così, dopo una conversione personale, un cammino ed un percorso, si può giungere alle radici sorgenti della sofferenza come valore universale, capendo, in aggiunta, perchè questa eutanasia ha un valore menzognero che non è un valore né un diritto. Sostituita e rifiutata la sofferenza, vince la cultura del capriccio: voglio morire e quindi mi faccio ammazzare. Eh, perchè è un diritto.

2

“Il declino della coscienza umana” La seconda cosa che questa legge dimostra è il declino morale del nostro paese, oramai giunto allo sfacelo completo. Dapprima il distacco dai valori cristiani, poi il rinnegamento ed infine la cancellazione e la distruzione totalitaria dei suddetti, dimenticati, dismessi e abbandonati nell’archivio del passato come fossero documenti obsoleti di un hard disk anni 90′ in disuso. Come fossero un cumulo di informazioni non più utili.

Partiti come paese fondato sulle radici cristiane, oggi l’Italia è una nazione privata della sua identità, vittima delle correnti, delle mode e delle nuove conquiste ideologiche e dei nuovi colonialismi di pensiero nati e costruiti nel corso del 900′. Questo dimostra come siamo passati da paese cristiano a paese relativista e satanico, vittima del liberalismo ideologico, che diviene il nuovo assoluto, dove ogni cosa è consentita in nome di un falso concetto di libertà che sta traviando il genere umano. 

4

“La sconfitta e la conseguente marginalizzazione del cristianesimo universale” La quarta è la definitiva sconfitta del cristianesimo come sorgente morale, etica e sociale dell’uomo nonché la cancellazione di Dio e l’elevazione dell’uomo a Dio di se stesso. Tolto Dio e con sé tutte le sue leggi, l’uomo si fa portavoce del suo stesso presente e del suo stesso futuro, decide da sé cosa è giusto e sbagliato, crea da sé il mondo, la morale e l’etica, stabilisce da solo ogni cosa. Il risultato? Caos totale. Anarchia organizzata. Falsi concetti di libertà venduti come libertà personali. Tolto Dio, il maligno ha carta libera: l’uomo è suo. E con esso può farci ciò che vuole. 


L’eutanasia vuole la morte della persona, legalizzata, «di diritto». Vuole che la persona possa suicidarsi con tanto di assist medico. Vuole che il paziente possa auto-terminarsi, nemmeno fosse un Terminator che decide da sé quando morire. Vuole che la persona possa annullarsi quando questa viene meno al suo sentirsi ‘utile’. E vuole assecondare il suo ‘voglio morire’. 

Di fatto, lo Stato gli sta dicendo “ah, ti capisco che ti senti inutile perchè stai soffrendo e sei terminale. Tranquillo, ti capisco. Ammazzati pure se vuoi. Ti capisco”. Questa non è l’Italia. Non è un diritto (il “diritto alla morte” non esiste in natura). Questo è delirio

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