Sogni d’amore di mezza estate


Sono nella mia camera. Chiudo gli occhi. Prende vita un sogno, ove mi ricordo di te…

Siamo distesi su una spiaggia. Guardo verso l’orizzonte, ove non vi è che il mare e lì, con i miei occhi, mi fermo, osservandone le onde. Ho paura a girarmi, temo di non incrociare i tuoi occhi; li sento distanti, diretti verso un “altrove” che non conosco. Sento i tremiti del cuore battere. Mi decido, mi giro. I tuoi occhi mi guardano. Vedo oltre di essi e scorgo una cerbiatta innamorata. Avvicino lentamente la mia mano verso la tua. Le nostre dita si incrociano. Stringendole dolcemente, osserviamo entrambi il tramonto, mentre i nostri cuori si innamorano l’uno dell’altro.

Sono seduto ai bordi del letto. Giaccio nel silenzio in un pomeriggio estivo circondato dai vagiti della natura e dal vento estivo. Sono qui, di lato a te. Ti sei addormentata. Guardo il tuo viso e scorgo la bambina che è in te. In te vedo innocenza, dolcezza, purezza d’animo. Scorgo ogni dettaglio del tuo volto. Voglio guardarti con gli occhi di Dio: con amore, con affetto, con nobiltà d’animo. So quanto hai sofferto. Mi siedo delicatamente sul bordo del letto, al tuo fianco. Dolcemente, stringo la tua mano. Ne accarezzo con il pollice la superficie. Porgo l’altra mano sulla tua fronte, spostando delicatamente una ciocca di capelli. Voglio guardarti con gli occhi di Dio. Vedo una principessa nobile: una ragazza da proteggere, custodire e stringere dolcemente. Vorrei poterti abbracciare al mio cuore. Vorrei poterti promettere di non ferirti mai. Sono qui, al tuo fianco, mentre ti guardo con dolcezza. Poggio il viso sul cuscino, stringendoti la mano. Con te al mio fianco, mi addormento, scorgendo per un ultima volta il tuo viso.

Riapro gli occhi. Sono dinanzi a te. Avvicino il tuo volto al mio cuore. Lascia che si poggia sul mio petto, delicatamente. Ascolta i battiti del mio cuore. Rimaniamo così, abbracciati, mentre il mio cuore ti sussurra all’orecchio.

E’ una notte di mezza estate. Siamo sdraiati a terra in un parco, ove il silenzio ci circonda e la natura sussurra solo leggermente i suoi vagiti. Siamo entrambi vicini; le nostre spalle adiacenti, i nostri occhi tendenti verso il cielo. Le nostre mani si accarezzano dolcemente. Senza che vi sia parola, rimaniamo assieme, l’uno di fianco all’altro, a guardare le stelle, mentre il mio cuore sogna desideri di avventura con te al mio fianco.

Passano gli anni. Il tempo scorre. Non ti ho mai più rivista… ti sogno nei miei desideri del cuore. Chiudo per un ultima volta gli occhi. Voglio sognarti, un ultima volta. Colori, figure, disegni: tutto si forma, ogni cosa diviene e tutto viaggia alla velocità del suono. Ogni cosa assume forma. Mi viene un ricordo, una situazione. Ora ho te davanti. Questo è il nostro ultimo incontro. Sembrava finita, sembravamo così distanti ed ora siamo così vicini. Il cuore mi sussurra speranza: non è finita. Siamo sopra una scalinata, avvolti nella penombra. Una pallida luce illumina il nostro angolo sperduto, lontano dalla piazza ghermita di gente. Siamo soli io e te, in questa piccola scalinata in pietra in una stradina sperduta della Sicilia. Ci sediamo. Le nostre mani si accarezzano, si uniscono, le dita si stringono dolcemente a vicenda. Vedo i tuoi capelli rossi, i tuoi occhi verdi, il tuo bellissimo neo. Alla Marilyn Monroe, come dicevi tu. E poi accadde. Chiudemmo gli occhi all’unisono. Le nostre labbra si avvicinarono, baciandosi dolcemente in modo puro, nobile, casto per un breve istante. Fu solo un istante, che divenne tempo, che divenne storia, che scomparve nell’eternità del mondo, sigillandosi nell’eternità del mio cuore. Ci guardammo. Poggiasti il viso sulla mia spalla ed io poggiai il mio sopra il tuo. Stringendoci delicatamente le mani, rimanemmo così, nella penombra, mentre i nostri cuori battevano a vicenda, l’uno contro l’altro.

Il mio viaggio, misto tra realtà e sogno, si conclude. Vorrei, un giorno, poter rivivere quel romanticismo cristiano, così puro, nobile, casto, dove a risplendere è la morale cattolica di Cristo. Vivrai nel mio cuore… ed è lì che non potrò che sognarti. Ma forse, un giorno, accadrà di nuovo.

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