Le 30 cose che più mi sono rimaste impresse del libro di Regolo su Natuzza Evolo


La lettura del libro di Luciano Regolo è un antologia di testimonianze, di racconti storici comprendenti un intero arco di vita, di episodi singoli, di incontri, di fatti, di dialoghi naturali e sovrannaturali, di reportage giornalistici e quant’altro: è una biografia storica che parte dal punto A e si chiude nel punto Z, facendo sua ogni informazione tra quelle reperibili. E’ il racconto di una vita.

La lettura di questo libro è stata condizionata da lunghi pomeriggi estivi che sembravano non terminare mai. Soltanto dopo un periodo di intensa lettura a ‘scossoni’, caratterizzato da un calvario interiore che stavo vivendo all’epoca, sono riuscito a terminare quest’opera. Era l’estate del 2013… o giù di lì.

Ad oggi, ecco le 30 cose che più mi sono rimaste impresse tra quelle raccontate nel classico di Regolo:

  1. La povertà della famiglia dove ella nacque.
  2. Gli episodi di bilocazione: innumerevoli.
  3. Quando, in bilocazione, si presentava nelle camere dei suoi figli spirituali spegnendo loro la luce della lampadina in segno di presenza, senza farsi vedere. Questo provocava in loro un grande spavento, ma era segno che Natuzza fosse vicina. Questo gesto divenne poi un gesto caratteristico.
  4. Quando, da bambina, comprava il pane dal fornaio e lo divideva tra i poveri del vicinato. Il fornaio non voleva che lo desse in giro, così glielo dava a condizione che lo mangiasse solo lei. Natuzza, pur di averlo in modo da darlo agli altri, una volta preso si metteva dinanzi il forno, si piegava sulle ginocchia e faceva finta di mangiarlo, così il fornaio credeva che lo stesse consumando tutto lei. In realtà, piegata sulle ginocchia mentre fingeva di mangiarlo, lo spezzettava a piccoli pezzi e se lo nascondeva sotto la maglia.
  5. Quando un giorno prese la teglia bollente dal forno a mani nude. Senza scottarsi. Suo figlio, o sua figlia, se ne accorse e mamma Natuzza disse simpaticamente di non dire nulla.
  6. Quando incontrò Giovanni Paolo II in piazza san Pietro. Prima dell’incontro ebbe in visione la Madonna che le disse “accetta tutto ciò che ti dice, anche se ti fa un rimprovero”.
  7. Quando si coricava sul letto che d’improvviso si alzava, si inginocchiava e guardava in alto. Era la Madonna che le appariva.
  8. L’obbedienza al marito, in piena coerenza con il Vangelo. Quando ricordava che la donna dev’essere sottomessa al marito così come stabilito dalla Rivelazione Divina.
  9. Quando le si presentò un drogato affetto da cocaina, completamente alterato e con un coltello. Mamma Natuzza, non sapendo cosa fare, prese della terra benedetta che le era stata portata dalla Terra Santa e la buttò sul volto del ragazzo. Costui si svegliò e d’improvviso era sobrio e consapevole. Natuzza gli disse “e niente, Gesù ti vuole tanto bene”.
  10. I suoi incontri con sacerdoti, vescovi, arcivescovi… chi le credeva, chi le andava contro.
  11. Quando venne ricoverata presso un ospedale psichiatrico perchè giudicata matta. Non perse mai la sua fede in Gesù e Maria nemmeno durante la permanenza da rinchiusa, con le suore dell’ospedale che le sparlavano dietro, umiliandola. La sua sofferenza era grande.
  12. Quando descrisse Gesù in dialetto calabrese: “è auto, 1.98 centimetri, beddu formato come chiddi tedeschi”.
  13. Quando disse ad un giornalista “non è che a Madonna vole i miliardi: chiddu che unu po’ dari. Un euro, du euro”
  14. La partenza del padre in Argentina quando era piccola. Padre che non fece mai ritorno.
  15. I suoi rapporti con padre Pio.
  16. Le volte che vedeva le anime del Purgatorio.
  17. Quella volta in cui vide un anima del Purgatorio e pensando che fosse un anima di quaggiù, le porse una sedia per farla sedere. Episodi analoghi accadevano spesso.
  18. Le oltre 100 persone che riceveva ogni giorno.
  19. La sua casetta di Paravati. Piccolina, umile, accogliente con la mitica palma dinanzi all’entrata.
  20. La sofferenza finale prima della morte.
  21. L’obbedienza fino alla morte ai vescovi della Chiesa.
  22. Quando vedeva l’angelo custode alla destra o alla sinistra della persona, a seconda se l’anima che aveva dinanzi era laica o consacrata.
  23. Quando certe persone andavano da lei vestiti da prete per smascherarla e lei li beccava in pieno, dicendo loro chi erano e cosa facevano nella vita, con dettagli intimi sulla loro vita privata.
  24. Quando dava messaggi alle persone da parte dei parenti defunti che si trovavano in Purgatorio.
  25. Quando disse di Kennedy “si è salvato, ma servono tanti suffragi”.
  26. Le volte in cui usava la bilocazione per cucinare, badare alla famiglia e per accogliere il prossimo.
  27. I fenomeni estatici e cristopatici. Le stigmate, la sanguinazione, le emissioni di sangue.
  28. La sofferenza offerta fino alla morte per la conversione dei peccatori di tutto il mondo.
  29. La recita quotidiana del Santo Rosario.
  30. Quando padre Pio le diceva “va e di questa cosa a quella persona” e Natuzza rispondeva “no, non ce la faccio a dirgli questa cosa, non ce la faccio, ci rimarrebbe male. Ditemi di dirgli tutto ma non questa cosa” e padre Pio la rimproverava dicendole “ma cos’hai, la severità di un colombo?”.

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