Dal diario di santa Gemma Galgani – 7 agosto 1900: “Venne la tanto sospirata sera”

Sono qui che guardo la finale di Coppa Uefa (si, dopo la riforma del 2009 si chiama Europa League ma io, da buon figlio del novecento, continuo a chiamarla come si chiamava un tempo) mentre mi viene voglia di riprendere il diario di santa Gemma Galgani (edizione Shalom) e di sfogliarlo. Lo prendo, lo poggio sul tavolo e lo apro a caso. Eccoci a pag. 159; siamo in data martedì 7 agosto 1900.

Martedì 7 agosto
Le appare san Gabriele, che con volto sfavillante le parla della fondazione del monastero di Lucca e invoca a tal fine l’intercessione di Maria Santissima

Ieri, il giorno, l’angelo custode mi promise che alla sera avrei potuto parlare con confratel Gabriele. Venne la tanto sospirata sera; prima di tutto il sonno voleva vincermi, poi un’agitazione tale mi prese, che fui presa da spavento. Ma siccome Gesù era vicino a darmi quella consolazione, e allora, o prima o dopo la consolazione, mi dà qualche dolore. Sia sempre benedetto.


La vita di santa Gemma Galgani fu costellata di virtù e di esperienze mistiche. La giovane lucchese, amante della Santa Messa quotidiana, del mantellino da passionista, dell’obbedienza, della carità, della purezza e del minestrone lucchese (piatto che si ritrovava a tavola spesso), era una giovane mistica particolarmente unita al Cuore di Gesù.

Soggetta a locuzioni mariane fin da quando aveva 7 anni e protagonista di visioni mistiche ed estatiche notevoli, la sua produzione spirituale, in quanto ad atteggiamento e mistica, è oggi uno dei testamenti cristiani più belli che ci siano. Riguardo le sue esperienze mistiche, esse si dividevano primariamente in quattro parti:

  • la visione di san Gabriele dell’addolorata, santo e religioso passionista
  • la visione di Maria, la Madonna, Madre di Dio (generalmente al sabato)
  • la visione di Gesù (generalmente al venerdì)
  • la visione dell’angelo custode

Nel diario annota la visione di confratel Gabriele, che pure spesso veniva a trovarla; sono tre, perlomeno secondo il team di merluzzi operanti nella mia mente, le informazioni principali che possiamo ricavare. La prima, la rassicurazione dell’angelo sulla futura nonchè prossima visione del santo (confratel Gabriele); la seconda, la tentazione (sonno, agitazione, spavento) prima della grazia celeste; la terza, l’opera di Gesù che dapprima le permette il dolore nella prova e poi la consolazione in virtù della prova superata, mantenendosi sempre a lei vicino.

Ma quanto era carina la nostra piccola Gemma? La bellezza l’aveva nell’anima… e pure in volto, tanto erano delicati e celesti i lineamenti del suo viso.

Sapendo che avrebbe visto confratel Gabriele, Gemma andò in contro ad una piccola prova temporanea. Nella prova benedisse Gesù, la prova la superò, si mantenne serena ed infine, anche se non lo leggete, Gemma vide confratel Gabriele (pag. 160), una delle grazie che le venivano concesse come conseguenza del suo portamento spirituale. La pagina che segue è quasi del tutto dedita al racconto della visione che la santa ebbe del santo passionista, dialoghi inclusi.

Quel che la rendeva degna di visioni mistiche nonché così meravigliosamente (scusate, devo andare sotto per poter fare la lettera maiuscola)…

… Cattolica, era la preghiera costante e quotidiana; la fedeltà assoluta ai Sacramenti; il suo NON vantarsi di ciò che viveva (e vedeva); la sua continua bontà spirituale in ogni occasione; il suo benedire Gesù nei momenti di gioia e nei momenti di sconforto; il suo riconoscersi come peccatrice (e va detto che rispetto a noi era avanti anni luce). Gemma era una ragazza speciale, ‘birichina’ nei peccati, ricca di bontà spirituale, di preoccupazione per la propria santificazione e per il prossimo. E potrei continuare.

La vita di santa Gemma Galgani è stata ricca di esempi cristiani, virtù eroiche ed episodi mistici ricchi di informazioni genuine, sane, belle, che ci fanno riflettere. Il bello del conoscerla è di prenderla a piccole gocce, di ‘assaggiarla’ e poi gustarla gradualmente, passo dopo passo, in una conoscenza graduale che, pezzettino dopo pezzettino, mostra le bellezze dell’anima.

14 pensieri su “Dal diario di santa Gemma Galgani – 7 agosto 1900: “Venne la tanto sospirata sera”

  1. Ieri poi, alle 4 circa, mi venne un desiderio di unirmi un altro po con Gesu; mi provai e mi unii subito con Lui. Per dire il vero sentivo tanta ripugnanza, perche mi sentivo stanca, e senza forza; mi trovai di nuovo davanti a Gesù. Si mise accanto a me, ma non era più triste come la notte, era più allegro; mi accarezzo un po’, poi contento contento mi levo la corona dalla mia testa (un po’ soffrii anche allora, ma meno) e se la ripose sul suo capo, e non sentii piu nessun male; ritornai anzi subito in forze, e stavo meglio allora che avanti di soffrire. Gesù poi mi dimando diverse cose; io pure gli dissi che non mi mandasse a confessare dal padre Vallini, che non ci vado volentieri; Gesù allora si fece serio e un po arrabbiato mi disse che, subito che ne avessi bisogno, ci andassi. Glielo promisi e ci vado volentieri. Avevo sempre tante cose da dire a Gesu e Lui sentivo che a poco per volta mi veniva a mancare; allora mi promise che piu tardi, alle preghiere della sera, sarebbe tornato; ma allora era anche piu contento: mi apri il suo cuore, che vidi scritte due parole che non capivo. Glielo chiesi di saperle; mi rispose Gesù: Io ti amo tanto, perche molto mi somigli. In che cosa, o Gesù, – gli dissi – che mi vedo tanto dissimile a te? Nell essere umiliata, mi rispose. Capii allora bene ogni cosa, mi torno alla mente la mia vita passata. Un grosso difetto e stata sempre la mia passione, la superbia. Quando ero piccola, in ogni posto ove andavo, da tutti si sentiva dire che ero una gran superba. Ma Gesù, che mezzi ha usato per umiliarmi, specialmente in quest anno! Infine ho capito chi sono veramente. Sia sempre ringraziato Gesu. Mi aggiunse poi il mio Dio che col tempo Egli mi avrebbe fatta santa (qui non dico nulla perche e impossibile che accada di me, quel che disse Lui). Mi dette alcuni avvertimenti da dare al Confessore e mi benedi. Capii, come sempre, che si allontanava per qualche giorno. Ma quanto e buono Gesù! appena si parte Lui, mi lascia l’Angelo Custode, che con la sua continua carita, vigilanza e pazienza mi assiste. O Gesu, ti ho promesso che sempre obbediro, e di nuovo lo affermo. Sia pure tutta la mia fantasia, sia pure lavoro del diavolo, in ogni modo voglio obbedire. 21 luglio, Sabato

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  2. Tempo fa, Zlatan Ibrahimovic ha rilasciato una lunga intervista, in cui parla della sua carriera. ( https://www.youtube.com/watch?v=3l991lJ3oFU&t=5s )
    Un giorno, ai tempi dell’Ajax, incontrò un nuovo procuratore, e la sua vita cambiò.

    Tempo fa, io ho incontrato nuovamente un’amica speciale, in un momento particolare della mia vita, ed è diventata la mia procuratrice.

    Ci siamo incontrate, e io mi sono presentata al meeting coi miei libri, le mie lettere, le mie belle espressioni letterarie, le mie citazioni, la mia collezione di rosari.
    E lei si è presentata con nulla, solo se stessa, e io ho pensato: ma questa non è una procuratrice.
    E mi ha tirato fuori un sacco di esempi.
    Mi tira fuori Teresina, 24 anni, 9 anni di virtù eroiche in monastero, santa, patrona di Francia.
    Mi tira fuori Bernadette, 35 anni, onorò l’impegno preso con Maria Santissima non solo per 15 giorni ma per tutta la vita, santa, patrona degli ammalati.
    Mi tira fuori Giovanna d’Arco, 19 anni, messaggera per conto di Dio, non temette il fuoco, per ardere eternamente in cielo, santa patrona di Francia.

    E tira fuori Pamela, xxanni, fa la fighetta scrivendo lettere che non comprende neanche lei, non ascolta mai chi ha a cura la sua anima, anzi capisce una cosa per l’altra.

    E mi dice: Finora non hai fatto nulla, se noi iniziamo a lavorare insieme, dovrai fare 10 volte di più.

    E dal quel momento, cari amici, proprio come Zlatan con Mino, la mia vita è cambiata, perché ho capito che quello che facevo non bastava, dovevo fare molto di più.
    Davvero.

    E ancora davvero, proprio come Mino ha trovato a Zlatan il suo dream team, anche Gemma mi sta aiutando a entrare nel mio, di dream team.

    Che guarda caso ha gli stessi colori della Juventus.

    Avere Gemma come “procuratrice” è la cosa più bella che mi sia capitata, e poi vi spiegherò perché…
    Perché Gemma sta a me come Fabio Capello a Zlatan.

    GRAZIE GEMMA!!!

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    1. Che storia bellissima e che meraviglia di testimonianza. Pamela, vorrei tanto sapere la seconda parte di questa tua esperienza adesso. Non sto nella pelle! In che modo la tua vita è cambiata? Qual’è il ‘dream team’ di cui parli? Come funziona il rapporto tra te e lei? In che modo Gemma lavora da procuratrice? Non vedo l’ora di sapere la risposta a queste domande…

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  3. Cos’è successo quando Ibra è arrivato alla Juventus?
    Ha trovato don Fabio (Capello). https://youtu.be/RQdpYjkj8ow
    Don Fabio aveva visto Ibra qualche tempo prima in un Roma-Ajax di UCL.
    Un ragazzone che faceva numeri come un foca da circo, sia in partita che in allenamento: un talento.
    Don Fabio, all’arrivo a Torino, lo fa subito acquistare e dopo averlo osservato un mese gli dice:
    “Ibra, tu non sai calciare, sbagli il piede d’appoggio, vai in giro per il campo a giocherellare, sei sempre fuori posizione, non sai colpire di testa”.
    Insomma, un disastro.
    Ma don Fabio lo sapeva che aveva a che fare con una stoffa da campione, così gli fece vedere i gol di un marziano su una vhs, e Ibra li guardò, li riguardò, li guardò ancora, e li riguardò ancora.
    E ogni giorno, ogni santo giorno che Dio mandava sulla terra, lui, dopo l’allenamento passava ore davanti alla porta ad esercitarsi.
    Così diventò la leggenda Zlatan.

    Un giorno Gemma mi ha visto stare nel campo della vita e fare numeri da foca.
    Così decise che andavo bene per un dream team.
    Ma quando arrivai lì continuai a fare la foca, e Gemma mi aiutò a capire che, come Ibra, ero un disastro.
    Mi disse dove sbagliavo, e…. mi fece vedere la sua vita, i suoi goal.
    Ma se pensate che quei goal sono le sue esperienze mistiche, vi sbagliate di grosso.
    I suoi goal sono ben altri.
    Leggete La Follia della Croce, pp. 160-175.
    Quelli sono i goal dell’umiltà, dell’obbedienza, del dimenticare se stessi, di farsi nulla a se stessi per aprirsi al tutto di Dio: solo così Gemma ha potuto accogliere gli immensi doni che il Signore le ha fatto poi.
    E anch’io come lei, come Ibra, mi alleno tutti i giorni, tutti i santi giorni.
    Sapete, ogni volta che faccio un piccolo passo su questa irta strada, è come se facessi anch’io un goal, un goal che il più delle volte vedo solo io… e Gemma!
    Già, perché ogni volta sento una gioia scoppiarmi nel cuore, proprio come un calciatore che segna, e… la mia allenatrice esulta felicissima dalla panchina.

    E io non posso far altro che andarle incontro, indicandola come per dire: “E’ per merito tuo! E’ tutto merito tuo! Io non ho fatto niente!!”… come Pippo Inzaghi in Milan-Ajax 3-2

    Messaggio per Fabio: ti è arrivata la mia risposta per email???

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    1. Si, mi è arrivata e ho appena risposto 🙂
      Bellissima la prosecuzione del tuo racconto! Il parallelismo con il duo Ibra-Capello ed il cammino ad essi correlato è delizioso. Concordo che i veri goal di Gemma siano stati quelli da te descritti. Ed aggiungerei anche un altro dei più grandi obiettivi raggiunti e conquistati da lei: la verginità, la castità e l’astinenza dall’impurità. Virtù grandiosa. Aspetto un eventuale evoluzione della tua storia. 🙂

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  4. Ho un piccolo proseguimento della storia!!!!
    Che allenatrice è la nostra cara Gemma? E’ davvero come Fabio Capello?
    No carissimi, non solo, molto di più.
    Alle volte è come Antonio Conte.
    Ed esattamente come Antonio Conte in Nazionale

    Quest’estate avevo in mente di prendere una decisione abbastanza importante e quasi scontata sul lavoro.
    Ho sentito dentro di me Gemma che mi diceva di aspettare, che sarebbe venuto il momento, ma a fine agosto.
    E si è fatta sentire bene: mi ha intimato di star ferma, come faceva Antonio Conte: “Stai là, stai là”, non lasciare la posizione, rimani in fase difensiva.
    Sì, ho detto, anche se non capivo del tutto, pensavo che fosse giusto attaccare, ma che lei mi dicesse di non avanzare perché c’era il rischio di prendere un contropiede e subire gol.
    Pensavo mi dicesse di non fare di testa mia, ma di lasciarmi condurre da Lui, di non pretendere di far sempre tutto io, di decidere sempre tutto io.
    Certo, anche questo.
    Poi arrivò la fine di agosto.
    Ed ero ancora a centrocampo… ma mi arrivò un pallone sui piedi, e senza pensarci, tirai in porta da così lontano… e feci gol.

    Gemma sapeva tutto. Per questo mi aveva fatto attendere: per farmi fare un gol da antologia del calcio.
    Eh già, a fine agosto, ho scoperto che una persona che conosco era in crisi nera circa il suo cammino, e ho capito subito che il grosso sacrificio che facevo sul lavoro era un’offerta che dovevo fare al Signore per lei, per spianarle la strada: e così ho fatto, questo è stato il mio gol…
    Perché non c’è cosa più grande che dare la vita per i propri amici, se anche non è proprio la vita, ma un sacrificio così è ben accetto a Lui!

    E ancora una volta…. GRAZIE GEMMA!!!!!!!!!!!!!

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    1. Che bellissime queste testimonianze che mi porti, Pamela! Sono stupende, ricche di perle e piacevolissime da leggere. Me le gusto con calma, tanto sono belle.

      Dare la propria vita per gli altri con amore, con Cristo e per Cristo, è la più alta summa di cristianesimo cattolico, è l’insegnamento più prezioso che Gesù ci abbia dato.

      Come sempre, già desidero poter ricevere e leggere altre testimonianze analoghe. L’operato di santa Gemma, anche ad un secolo e più dalla sua morte terrena, è grande.

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