La Santa Messa di Medugorje ha qualcosa di particolare | Il “Medugorje Effect” al suo massimo storico


Per esporre quanto mi accingo a raccontare, non ho bisogno di chiudere gli occhi: già ad occhi aperti, il momento che mi appresto a descrivere prende vita, trascinando con se i colori, le sensazioni ed il vissuto che esso comporta. Le immagini sono vivide e numerose e corrispondo ad alcuni dei più bei ricordi che ho di Medugorje. Nel piccolo paesino bosniaco, le ore 18.00 sono segnate da un appuntamento importante: la Santa Messa. Tutto, nell’aria, fa odore di Medugorje. Non c’è un angolino del paese che fa meno “Medugorje” rispetto ad un altro. La strada che porta alla messa è, come mi piace definirlo, pregna del Medugorje Effect©. Effetto che caratterizza ogni cosa che a Medugorje prende vita, SS. Messa inclusa.

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Premessa
La Santa Messa ha il medesimo valore ovunque. Questa premessa è d’obbligo. Sia che la facciate a Medugorje sia che la facciate in una piccola chiesetta abbandonata in una frazione di Hanoi in Vietnam, il valore è il medesimo. Tuttavia… c’è qualcosa di particolare che “unicizza” l’esperienza della Santa Messa medugorjana. Non è tanto una questione di liturgia o di altro: è il carattere esperienzale della cosa, nel suo insieme; è il modo in cui prende vita nei singoli atti della liturgia.

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Ciò detto, la Santa Messa di Medugorje ha si qualcosa di particolare. L’inizio della liturgia è senz’altro caratterizzato, nonchè ‘condizionato’, dall’immensa platea laica presente, dalla vastità dello spazio, dalla magnificenza visiva e da ciò che si ha intorno: il bellissimo ambiente all’aperto nonchè la valle sonora che tutta attorno vive e che ci viene donata dalla natura (gli uccellini, il fruscio degli alberi, i vagiti della natura selvatica, le carezze del vento, i profumi dell’aria bosniaca…). Il bellissimo spazio naturale ove la liturgia prende vita è un monumento estetico, stilistico e strutturale: uno spazio naturale enorme, immenso, ricco di bellezza, pieno di verde, di spazio, di alberi con una costruzione geometrica impeccabile, una distribuzione ed un disegno delle cose (elementi di contesto, elementi naturali etc) maestoso. Un panorama naturale donatoci da Dio. Personalmente lo reputo il miglior spazio per la liturgia della Messa al mondo: ha dalla sua una bellezza naturale da leccarsi gli occhi. E già quando la liturgia ha inizio, l’effetto medugorjano ti si schianta sul volto e sul cuore con tutti i suoi piccoli effetti relativi.

I canti previsti sono quelli medugorjani che, dalla loro, hanno un’identità musicale, un carattere esecutivo e un risultato finale di livello extra-mondiale; differentemente dalle comuni parrocchie locali, possono contare su cori, supporti strumentali e melodie di un altro mondo, ricreando gli effetti ‘sensazionali’ e la magniloquenza musicale del Mladifest (festival dei giovani). E’ vero che quando un canto ha inizio, distribuito nell’ambiente (uno spazio costituito da centinaia di mq) e con il coinvolgimento di migliaia di laici partecipanti, conquista un risultato che è corale e massivo al tempo stesso, sorretto da una straordinaria costituzione ‘grammaticale’ in termini musicali. Melodie derivate da una sorgente che ha radici nell’ispirazione divina, come se le suddette melodie derivassero dal pensiero di Dio e fossero state donate da un angelo. Esecuzioni mostruose grazie al coro e al reparto di strumentisti imponente.

Il momento topico del Santo, santo, santo è magnifico e magnificente al tempo stesso, perchè cantato ed in quanto tale eseguito e vissuto attraverso non una recita a parole (che rimane comunque sacrosanta) ma attraverso un canto di una bellezza maestosa. Un canto di quelli epici, di quelli che ti fanno convertire, facendoti sentire le carezze al cuore dello Spirito Santo. Questo momento ti entra nel cuore, ti fa cantare e pregare, ti dona gioia, in armonia con il popolo laico ed i sacerdoti.

Quando poi giunge il Padre nostro, quel che voglio dirvi è che fin quando non vivrete il coro dei migliaia che all’unisono intonano le parole, nel caso in cui sia parlato, o le note, nel caso in cui sia cantato, della preghiera biblica, non potrete vivere questo momento straordinario e quindi, di seguito, capire quale ‘vissuto’ doni nel cuore.

Il momento dell’Eucarestia è sempre e comunque il punto centrale, nonchè alfa e omega di ogni SS. Messa, e non può che essere il fulcro nonchè apice della messa medugorjana. Già di per se momento di “assoluto” nel mondo e nella vita di ogni cristiano, il momento dell’incontro con Cristo contiene ed esprime tutte le forme di preghiera, divenendone la più grande di tutte. La particola nella quale vi è il corpo e il sangue di Cristo è espressione universale del Sacrifico di Cristo, del suo amore e dell’opera salvifica, momento di massimo assoluto nella vita di ogni cristiano. Il momento è straordinario di per se per quello che si vive nell’anima: i contenuti periferici, gli aspetti esteriori del momento nulla valgono e nulla possono fare dinanzi l’effetto intimo, interiore, esclusivo e privato dell’incontro uomo-Cristo. Tuttavia, a Medugorje, se già l’incontro con Cristo è di per se un momento straordinario indipendentemente da tutto, la messa medugorjana dona una serie di elementi di ‘supporto’ assolutamente magnifici che accrescono la bellezza particellare del momento: il canto, che spesso e volentieri è l’inno della GMG di Cracovia 2016, porta e dona tutta la magnificenza di una melodia celeste che da se basta per arricchire il vissuto, facendoti piangere dalla commozione interiore. Le migliaia di persone che si mettono in fina donano un effetto visivo mostruoso, concludendo il momento che difficilmente, proprio per questi due elementi ‘esteriori’, può essere ripetuto altrove.

La Benedizione finale è arricchita da una pratica che è stata dismessa altrove: il sacerdote dona si la benedizione ultima come in ogni SS. Messa cattolica di rito romano del mondo, ma, nel momento in cui la SS. Messa termina, immediatamente dopo la fine, iniziano i 7 pater ave gloria richiesti dalla Madonna in un messaggio di Medugorje dato nei primi anni 80′. A cui, poi, fa seguito la benedizione degli oggetti, presente ogni giorno e che molto di rado viene fatta altrove se non in liturgie particolari. Così, di fatto, la liturgia continua, donando benedizioni e grazie su benedizioni e grazie. Questi momenti sono ricchi e donano sempre benedizioni celesti e momenti di grazie particolari se vissuti con amore, senza lamentele di sorta.


Questi sono i momenti più belli della messa medugorjana. Si, come dicevo all’inizio e lo ribadisco, la Santa Messa, per valore, espressione e significato, è uguale ovunque, ha il medesimo valore ovunque, ma quella di Medugorje… ha qualcosa di particolare, proprio per il modo in cui viene eseguita. E’ il come che cambia. E quando si è in stato di grazia, supportati in aggiunta da tutte queste “caratteristiche” tipicamente medugorjane, l’effetto interiore, quello dell’anima, ne trae giovamento. Credetemi: andateci e vivetela. Poi, non vorrete più tornare.

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