Le tentazioni anteriori alla confessione che il maligno può suscitare

Parliamo di confessione e di tentazioni anteriori alla confessione. Vi sono, difatti, una serie di tentazioni che Satana può suscitare nella psiche del fedele, nei limiti della tentazione ordinaria permessa da Dio, ancor prima che il suddetto si avvii a confessarsi. Le suddette tentazioni che mi accingo a descrivere sono state ottenute, dunque conosciute, nei limiti del vissuto esperienziale. 

Va anzitutto specificato l’importanza primaria del Sacramento della Riconciliazione, altresì conosciuto come confessione. La confessione, qualora il fedele sia sinceramente pentito dei suoi peccati e faccia il proposito di non ricommetterli, per i meriti della Dolorosa Passione di Cristo assolve il peccatore dai peccati, cancella i peccati mortali dall’anima, anellando la pena eterna, e riporta allo stato di grazia – comunione – con Dio.

Chi muore in peccato mortale – ostinato nel peccato e dunque impenitente – si colloca da sé tra i peccatori impenitenti va da se stesso all’Inferno. Un peccato mortale genera un’offesa infinita a Dio e ad un’offesa infinita corrisponde una pena eterna. La Passione di Cristo è l’atto che ripara l’offesa infinita causata al Padre dal peccato dell’uomo. Soltanto per i meriti della Passione di Cristo, il fedele può ottenere la grazia della riconciliazione con Dio, ottenendo la giustificazione.

Bisogna sapere che Satana conosce propriamente il Catechismo della Chiesa Cattolica. Egli sa quanto sia fondamentale la confessione e ne conosce i presupposti teologici meglio di quanto possa l’intelletto umano. Per questo il demonio ha il terrore di essa. Il maligno, essere di puro spirito in eterna opposizione a Dio, non vuole che una persona qualsiasi si confessi, conscio che essa, confessandosi, si ricongiungerebbe a Dio, riacquistando lo stato di grazia, perdendo così lo stato mortale – di non comunione con Dio – dell’anima.

Chi vuole confessarsi diviene il nemico n.1 del maligno, nonché un soggetto particolarmente appetibile per gli attacchi ordinari di Satana. Spesso, nel tentativo di confessarsi, si ricevono impulsi, pensieri, condizioni che fungono da tentazione, e che ci portano, attraverso le nostre scelte arbitrarie e decisionali dinanzi la tentazione, a non volerci più confessare, finendo per rinunciare a questo primario e quanto mai importante Sacramento. Così si perde dinanzi la tentazione dandola vinta al Maligno. Quando ciò accade, il maligno ottiene una vittoria temporanea sull’anima. Bisogna combattere: Dio non vuole che l’anima si abbatta, ma che combatta, risalendo la china perduta.

Sono innumerevoli le tentazioni che possono venire prima della confessione. Si tratta di una serie di tentazioni, meramente intellettuali, interiori e spirituali, che il maligno usa per allontanarci da questo Sacramento. Ne abbiamo di varie: scoraggiamento spirituale, depressione, tentazione dell’impossibilità, tentazione della disperazione, risentimento e rancore verso Dio e quant’altro. Rigorosamente conosciute per esperienza personale.


Pensieri
  1. “È inutile che mi confesso, tanto poi torno a peccare…” (coopera con la grazia salvifica per non peccare più: prega e va a Messa ogni giorno per ricevere le grazie necessarie!)
  2. “È inutile che vada, tanto Dio non mi perdonerà mai”
  3. “Bah, e dopo che mi confesso? Tanto non cambia nulla”
  4. “Non mi serve confessarmi, Dio mi ha già perdonato”
  5. “Mi confesso nel cuore, non serve andare in confessionale..”
  6. “Non mi serve a nulla, tanto a Dio non frega niente di me…”
  7. “Chi me lo fa fare? È distante e ci vogliono venti minuti di strada per arrivare e poi magari non trovo neanche il sacerdote…”
  8. “Cavolo, piove e fa freddo, no dai, vado un altra volta”
  9. “Mi fanno male le gambe, sto a letto che è meglio” (se non è realmente grave, puoi andare tranquillamente e fare un sacrificio!).
Stati dell’anima
  1. Tentazione dell’accidia. Non volersi alzare dal letto, non volersi vestire e non voler uscire perchè troppo annoiati e soggiogati dall’ozio.
  2. Tentazione della commiserazione. Volersi piangere addosso, voler rimanere vittima dello stato malinconico, voler rimanere vittime della propria tristezza piuttosto che uscire da se stessi per cambiare condizione. Voler scegliere di rimanere dentro il proprio io.
  3. Tentazione del delusionismo emozionale. Credere che non ci sia nulla da fare rimanendo vittime del proprio stato delusionale. Pensare “È andata così male, sono così deluso.. dai, non mi confesso, tanto a Dio che importa”. “Non mi confesso, tanto poi non cambia niente…”.
  4. Tentazione del “rimandare a poi”. “Magari vado domani, ora c’è la partita…”.
  5. Tentazione impura. Volersi buttare nell’impurità e quindi rimandare la confessione “perchè intanto ora pecco di nuovo: mi confesserò più avanti quando mi riprendo”.
Tentazioni di contesto
  1. Persone moleste che ci vogliono far desistere dal proseguire lungo la strada verso la Chiesa particolare ove ci si vuole confessare.
  2. Ostacoli di qualsiasi tipo lungo la strada dal momento in cui si esce fino a quando si raggiunge il sacerdote: traffico, condizioni meteorologiche, particolari situazioni sociali, guasti improvvisi dell’auto e quant’altro.

Sono giunto a conclusione. Vi chiedo: avete mai avuto queste tentazioni prima della confessione? Bene, sappiate che il maligno sguazza in tutto ciò e si nasconde dietro ad ognuna di queste cose, suscitandole secondo il permesso divino. Dobbiamo esser forti e combattere ogni tentazione che ci sopraggiunge. Confessiamoci e non pecchiamo più.

Giovanni 8, 10 Alzatosi allora Gesù le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». 11 Ed essa rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù le disse: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più».

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