Il Sacramento della Riconciliazione (4) Le 16 tentazioni che Satana può mettere in atto per indurvi a non confessarvi

Buonasera a voi, figli di Dio. Quest’oggi desidero condividere una serie di tentazioni che Satana cerca di attuare nella mente del fedele, nei limiti della tentazione ordinaria permessa da Dio, ancor prima che il suddetto si avvii a confessarsi. Le suddette tentazioni che mi accingo a condividere sono state ottenuto, dunque conosciute, nei limiti della mia conoscenza esperienzale. Anzitutto va ribadito l’importanza primaria del Sacramento della Riconciliazione, la Confessione. Sinteticamente: essa, la Confessione, qualora il fedele sia sinceramente pentito dei suoi peccati e faccia il proposito di non ricommetterli, cancella i peccati mortali dall’anima per i meriti della Dolora Passione di Cristo e ci riporta allo stato di grazie (comunione) con Dio.

Chi muore in peccato mortale va da se stesso all’Inferno. Un peccato mortale genera un’offesa infinita a Dio e ad un’offesa infinita corrisponde una pena eterna. Ribadiamo: la confessione, per i meriti della Dolorosa Passione di Cristo, cancella il peccato mortale dall’anima, eliminando la pena eterna (Inferno) e ristabilendo lo stato di grazia dell’anima con Dio. Ecco perchè è così importante questo Sacramento, istituito da Cristo e custodito dalla Chiesa Cattolica. Ciò detto, procediamo.

Dovete sapere che Satana conosce molto bene il Catechismo della Chiesa Cattolica. Egli sa quanto sia fondamentale la Confessione. Per questo il demonio ha il terrore di essa. Il maligno, essere di puro spirito eternamente in opposizione a Dio, non vuole che una persona qualsiasi si confessi, conscio che essa, confessandosi, si ricongiungerebbe a Dio, riacquistando lo stato di grazia, perdendo così lo stato mortale – di non comunione con Dio – dell’anima. Chi vuole confessarsi diviene il nemico n.1 del maligno, nonché un soggetto molto appetibile per gli attacchi ordinari di Satana, in quanto egli detesta la confessione.

Spesso, nel tentativo di confessarsi, si ricevono impulsi, pensieri, condizioni che fungono da tentazione e che ci portano, attraverso le nostre scelte arbitrarie e decisionali dinanzi la tentazione, a non volerci più confessare, finendo per rinunciare a questo primario e quanto mai importante Sacramento. Così si perde dinanzi la tentazione e la si da vinta al Maligno. Quando ciò accade, il maligno ottiene una vittoria temporanea sull’anima. Bisogna combattere! Dio non vuole che l’anima si abbatta, ma che combatta, risalendo la china perduta!

Vediamo quali tentazioni possono venire prima della confessione. Condivido qui di seguito le tentazioni, perlopiù intellettive e spirituali, che il maligno usa per allontanarvi da questo Sacramento. Ne abbiamo di varie: scoraggiamento spirituale, depressione, tentazione dell’impossibilità, tentazione della disperazione, risentimento e rancore verso Dio e quant’altro. Rigorosamente conosciute per esperienza personale.


Pensieri
  1. “È inutile che mi confesso, tanto poi torno a peccare…” (coopera con la grazia salvifica per non peccare più: prega e va a Messa ogni giorno per ricevere le grazie necessarie!)
  2. “È inutile che vada, tanto Dio non mi perdonerà mai”
  3. “Bah, e dopo che mi confesso? Tanto non cambia nulla”
  4. “Non mi serve confessarmi, Dio mi ha già perdonato”
  5. “Mi confesso nel cuore, non serve andare in confessionale..”
  6. “Non mi serve a nulla, tanto a Dio non frega niente di me…”
  7. “Chi me lo fa fare? È distante e ci vogliono venti minuti di strada per arrivare e poi magari non trovo neanche il sacerdote…”
  8. “Cavolo, piove e fa freddo, no dai, vado un altra volta”
  9. “Mi fanno male le gambe, sto a letto che è meglio” (se non è realmente grave, puoi andare tranquillamente e fare un sacrificio!).
Stati dell’anima
  1. Tentazione dell’accidia. Non volersi alzare dal letto, non volersi vestire e non voler uscire perchè troppo annoiati e soggiogati dall’ozio.
  2. Tentazione della commiserazione. Volersi piangere addosso, voler rimanere vittima dello stato malinconico, voler rimanere vittime della propria tristezza piuttosto che uscire da se stessi per cambiare condizione. Voler scegliere di rimanere dentro il proprio io.
  3. Tentazione del delusionismo emozionale. Credere che non ci sia nulla da fare rimanendo vittime del proprio stato delusionale. Pensare “È andata così male, sono così deluso.. dai, non mi confesso, tanto a Dio che importa”. “Non mi confesso, tanto poi non cambia niente…”.
  4. Tentazione del “rimandare a poi”. “Magari vado domani, ora c’è la partita…”.
  5. Tentazione impura. Volersi buttare nell’impurità e quindi rimandare la confessione “perchè intanto ora pecco di nuovo: mi confesserò più avanti quando mi riprendo”.
Tentazioni di contesto
  1. Persone moleste che ci vogliono far desistere dal proseguire lungo la strada verso la Chiesa particolare ove ci si vuole confessare.
  2. Ostacoli di qualsiasi tipo lungo la strada dal momento in cui si esce fino a quando si raggiunge il sacerdote: traffico, condizioni meteorologiche, particolari situazioni sociali, guasti improvvisi dell’auto e quant’altro.

Sono giunto a conclusione. Ora vi chiedo: avete mai avuto queste tentazioni prima della confessione? Bene, sappiate che il maligno sguazza in tutto ciò e si nasconde dietro ad ognuna di queste cose, suscitandole secondo il permesso divino. Siate forti e combattete ogni tentazione che vi sopraggiunge. Confessatevi e non peccate più!

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