I frutti della Medaglia Miracolosa su quattro congregazioni religiose

Vi ho raccontato la storia, vi ho parlato dell’iconografia, vi ho parlato delle mille testimonianze sopraggiunte ai giorni nostri, ho risposto alle domande essenziali, vi ho parlato della suora da cui tutto ebbe inizio… cos’altro potrei aggiungere? Beh, quando si tratta delle opere di Dio, c’è sempre qualcosa in più che può essere detta. In questo mio nuovo articolo, infatti, vi parlerò delle conseguenze storiche che la medaglietta mariana, correlata agli eventi di Ru du Bac di Parigi, ha portato in ben quattro congregazioni religiose ultra-centenarie.

I
Rinnovamento vincenziano

Gli effetti storici della medaglietta non mancarono di ‘colpire’ le comunità religiose fondate da san Vincenzo, detto in senso positivo. A quel tempo, il declino della fede, dell’osservanza della regola, dei voti perpetui religiosi (castità, povertà, obbedienza) e il crollo vocazionale erano già fenomeni storici avviati e in continuo espandersi. Le congregazioni vincenziane non mancarono di subire colpi a tal proposito, divenendo soggette ad un declino temporaneo. Tuttavia, tali effetti ebbero modo di appianarsi. Scrive il superiore generale in una lettera indirizzata alla famiglia vincenziana del 1 gennaio 1855: «La Compagnia, rialzatasi a stento dalle sue rovine, non aveva che un’esistenza molto debole e sterile e poche speranze di riprendere un giorno il bel posto che aveva un tempo occupato nella Chiesa, quando una voce misteriosa le annunciò che Dio si sarebbe servito delle due famiglie di San Vincenzo per rianimare la fede. Poco dopo, ebbe luogo, nella cappella della Casa Madre delle Figlie della Carità, l’apparizione di Maria Immacolata che fece nascere la Medaglia Miracolosa. Tale evento si verificò nel 1830. Cominciò allora una nuova era per la Compagnia» (Sicari, 2007). Nel 1837 si contavano 325 case delle Figlie della Carità; nel 1860 erano divenute 1.050, comprese le missioni estere (Guida, 2000); al 31 dicembre 2005 ammontavano a 2.424, per un totale di 21.002 suore. La crescita vocazionale graduale fu il frutto di una fede rinnovata, alimentata e spinta in avanti, verso il futuro, dall’apparizione mariana di Rue du Bac.

II
Le Figlie di Maria

Il 20 di giugno del 1847, papa Pio IX concesse alle scuole tenute dalle Figlie della Carità la facoltà di costituire un associazione sotto la protezione della Vergine Immacolata. L’associazione adottò la medaglia con un nastro azzurro quale segno e simbolo della propria realtà religiosa. La confraternita delle Figlie di Maria nacque sotto insistenza di suor Labouré secondo le indicazioni di Maria SS. La finalità prevista fu di carattere sociale e missionario, con l’intento primo ed ultimo di «arrivare al cuore di Gesù per mezzo della sua Madre Immacolata» (Guida, 2000).

III
Sodalizio della medaglia

L’8 luglio del 1909, papa Pio X diede l’approvazione all’associazione della Medaglia Miracolosa, sulla falsariga del modello delle Figlie di Maria. L’associazione ha un iter di integrazione ben preciso e richiede di portare al collo la medaglietta per divenire parte spirituale dell’associazione stessa. Secondo quanto stabilito dopo il Concilio Vaticano II, ne fanno parte tutti coloro che ricevono l’imposizione liturgica della medaglia che ogni sacerdote può fare servendosi della formula rituale: in sostanza, ne è membro chiunque porti la medaglia al collo. Pio X arricchì l’associazione di varie indulgenze. Nel caso in cui la medaglia venga smarrita, basta avere l’intenzione di indossarne un’altra, non necessariamente benedetta (ma se lo è è ancor meglio), purché si possa continuare a lucrare tali indulgenze. Obbligo degli associati è «di portare con amore e di diffondere la Medaglia Miracolosa», invocando spesso la Madonna con la giaculatoria incisa sul recto (Chierotti, 1979). Il carisma è quindi quello di diffusione e testimonianza della medaglietta.

IV
Suore di Maria della Medaglia Miracolosa

Nel 1879, nel comune di Lubiana, capitale della Slovenia, nacque la congregazione delle Suore di Maria della Medaglia Miracolosa con finalità di assistenza agli ammalati e ai moribondi. L’atto di fondazione fu ad opera di suor Leopoldina Brandis, membro della Figlie della Carità, devota della Madonna e sostenitrice della medaglietta. L’istituto è oggi presente in Slovenia con buona diffusione in Croazia, Canada, Benin e in altri paesi della comunità europea.

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