Come confessarsi? Guida breve alla confessione

Vi siete mai chiesti “come devo confessarmi”? Bene. Vi dico già che cliccando qui arriverete a sapere tutto ciò che vi occorre sulla confessione, previa lettura del mio speciale alquanto esaustivo. Qui, invece, parlerò dell’atto pratico di confessarsi, ovvero quel momento in cui ci si alza, si esce di casa e si va alla ricerca di un sacerdote. Un capitolo a se stante che non avevo trattato nel mio precedente speciale. Un sorta di tutorial ridotto e circoscritto attorno al mero atto pratico della confessione. Realizzato per aiutarvi ad approfondire questo bellissimo e quanto mai importante sacramento. Cominciamo? Via!


♥   premessa   ♥

Non esiste un modo di confessarsi, non c’è un “come” da seguire in modo programmatico, come fosse un dogma. Quanto segue non implica che si debba per forza fare come io ho scritto: non è di certo un obbligo seguire questa breve collezione di consigli, questa sorta di “tutorial” descrittivo e significativo. Quanto segue va visto come un insieme di consigli liberamente personalizzabili e accettabili e che si possono, ovviamente e di seguito, seguire, ascoltare ed attuare così come rifiutare; tutto ciò che leggerete va quindi visto come un libero invito ad usufruire di questi consigli-guida, che possono essere quanto mai utili per l’anima propria anche dinanzi i casi più aridi e apatici.

Gli unici passi obbligatori per la confessione sono solo due: raggiungere il confessore, confessarsi esprimendo in verità, sincerità e onestà i peccati per poi ricevere l’assoluzione. Quanto segue è un antologia di passi che possono incrementare la profondità della vostra confessione personale, darvi refrigerio ed aiutarvi nel vivere la confessione come atto spirituale e non solo “di testa”. Non andate in giro dicendo “va fatto così”. L’importante è confessarsi. Se poi volete liberamente prendere anche solo uno di questi consigli e farlo vostro, a modo proprio, ben venga. Questa è una guida di quelle “pro”, suggerita per attuare una confessione quanto più vera e profonda possibile. A voi accettare o meno i consigli. Da usufruire liberamente e da personalizzare a modo proprio.


Guida spirituale 2.0 by Fabio
28 aprile 2019
P.s. per la realizzazione di questa sorta di ‘tutorial’ ho tratto ispirazione da un esempio schematico di confessione liberamente usufruibile su cattoliciromani.com. L’esempio da me trovato lo ho poi de-costruito e ricostruito a modo mio.

Chiediamo scusa nel proprio cuore
Ci si raccoglie nel silenzio del proprio cuore e si chiede scusa a Dio. Per fare ciò è quanto mai consigliabile isolarsi; spingiamoci dunque verso un ‘deserto’, che sia la nostra cameretta o uno spazio, privato o pubblico che sia, circondato da silenzio. E’ preferibile la propria camera. Chiudiamo la porta. Facciamo ‘violenza’, sforziamoci, per liberarci da qualsiasi pensiero che possa sopraggiungerci in un questo momento. “Scusa, Dio”. “Scusa, Gesù, non volevo ferirti”. Si cerca di sentire questa richiesta di perdono nel proprio cuore e non solamente nella propria testa: per far ciò bisogna pregare, richiedere la grazia (possibilmente alla Madonna), aprirsi il cuore e vivere il momento senza particolari distrazioni.
Preghiamo per la grazia del pentimento
Talvolta la nostra anima può essere arida. Soggetta ad aridità, non si prova pentimento. Ciò è dettato, generalmente, da una scarsa continuità della preghiera e dal fatto che il peccato viene commesso per rabbia, vendetta o frustrazione, precludendo il dispiacere dopo averlo commesso. Per ovviare a questo si può recitare un Atto di dolore (non solo uno), nonché pregare, con continuità e costanza, richiedendo la grazia del pentimento. 
Perdoniamo noi stessi
Bisogna perdonare se stessi e non solo il prossimo. Bisogna perdonare se stessi con il cuore. Per farlo bisogna volersi bene e stimarsi. 
Alziamoci e rechiamoci presso un sacerdote
Si esce di casa, ci si incammina e si raggiunge il luogo della confessione. Lungo il cammino, è consigliato pregare, chiedere la grazia del pentimento e della contrizione dei peccati ed effettuare un atto di carità in buona fede in riparazione del peccato commesso. Entrati in chiesa, ci si può preparare all’atto della confessione pregando, leggendo un brano della Sacra Scrittura, meditando, chiedendo nuovamente scusa a Dio di cuore, invocando e pregando l’angelo custode per la conoscenza dei peccati. La preparazione è puramente interiore, spirituale e sentimentale. E’ del tutto privata, intima ed esclusiva.
Apriamo orecchie e cuore alla Sacra Scrittura
Capiamo che il vangelo è rivolto ad ogni abitante del pianeta, quindi anche a noi. Apriamo ‘a caso’ la Sacra Scrittura e leggiamo il brano che abbiamo trovato; riflettiamo per un po’; ci preghiamo sopra per ottenere eventuali ispirazioni concesse dallo Spirito Santo. Sentiamo nostre le parole di Gesù. “Figlio, ti sono rimessi i tuoi peccati” (cf. Mc 2,5).
Ci inginocchiamo davanti al confessore e ci confessiamo onestamente
Ogni peccato commesso va esposto senza essere taciuto, modificato o ridotto per vergogna. Diciamo ogni cosa in modo onesto, trasparente, chiaro, diretto. Non riduciamo l’identità del peccato. Non diamo la colpa all’altro per averlo commesso, nominando persone come causa sorgente del nostro peccato. Diciamo il peccato senza raccontare la storia che ci ha portato a commetterlo, evitando di mettere in gioco persone, fatti ed eventi nel tentativo di ridurre la colpa e la vergogna che si prova nei confronti di se stessi. Non raccontiamo la nostra vita, il nostro passato e il nostro presente. Buttiamo fuori il peccato, mortale e veniale, e basta.
Riceviamo l’assoluzione
Nel farlo, cerchiamo di stare in ginocchio, oppure, se si è seduti, di chinare il capo. Non distriamoci. Viviamo il momento dell’assoluzione, tutta e solo per essa. Rifiutiamo qualsiasi pensiero avverso o che ci distanzia dal Sacramento.
Ringraziamo per l’assoluzione
Ringraziamo nel proprio cuore per la grazia della confessione. Ringraziamo Gesù e il confessore.
Accettiamo l’opera di penitenza
Qualsiasi essa sia, mettiamola in atto non appena usciti dal confessionale.

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