116 anni fa moriva santa Gemma Galgani: quale eredità ci ha lasciato?

Alle 13.30 dell’11 aprile 1903, ovverosia 116 anni fa, santa Gemma Galgani saliva al cielo. Oggi, un secolo e sedici anni dopo, la sua memoria è ricordata da coloro che seguono Cristo e da coloro che le sono devoti. Me compreso. Santa Gemma Galgani ci ha lasciato una grande eredità. Di comportamento, di pensiero, di mente e di anima. Voglio parlarvi di quello che, secondo quanto da me capito dopo “anni” di approfondimento, è il suo lascito spirituale donato al mondo. Posso quindi dire che ella…

gemma3Pregava di continuo. La sua vita era una preghiera continua. La sua unione con Cristo non si interrompeva mai. Abbandonate le cose del mondo, ella viveva solo per Gesù. La recita del rosario e le preghiere quotidiane non veniva mai scartate, dimenticate o ridotte nel tempo.
Frequentava la SS. Messa ogni giorno. Non c’era giorno in cui non frequentasse la SS. Messa. La frequenza era quotidiana. La teneva costante e ben piazzata al primo posto e così facendo aveva la grazia necessaria di affrontare qualsiasi ostacolo.
Obbediva. Si, obbediva. A Gesù, al confessore e al padre spirituale. Non andava avanti da se, ma si lasciava guidare attraverso i dettami che Gesù le dava attraverso i suoi direttori. E mai anteponeva il suo io a quello di Cristo. “Gemma, da domani fai tre penitenze al giorno”. Così era. Mai rispondeva “ma io vorrei fare quell’altra cosa”. Il suo io era annullato: vi era, in lei, la volontà sola di Cristo. 
Era pura e casta.
 Ella emise, con il permesso del confessore, il voto privato di castità. Affrontò e vinse tutte le battaglie della purezza. Vinse la lotta contro la masturbazione e le impurità di ogni tipo. Si mantenne casta nel corpo e nell’animo fino alla fine, nell’anima e nel corpo e non cedette mai al peccato impuro contro il sesto comandamento.
Non giudicava né pensava male sugli altri. Accadde una volta che diede un occhiata non proprio cristiana su una persona dinanzi la chiesa. Le apparve l’angelo facendola vergognare del suo gesto. Raggiunse un tale livello di perfezione che dalla sua mente non uscì più un pensiero che fosse un commento di qualità o un giudizio su una persona. 
Offriva le sofferenze per la conversione dei peccatori. 
Tutto ciò che passava lo viveva offrendolo a Gesù per la conversione dei peccatori. Imparando ad offrire la croce da Gesù, ogni sofferenza, fisica, spirituale o morale che fosse, veniva accettata e poi offerta per la salvezza delle anime.
Metteva la buona volontà ovunque. Che si trattasse di alzarsi dal letto, mettersi in ginocchio e poggiare la fronte sul pavimento per recitare un Atto di dolore o di recitare un rosario o di dover fare un atto di umiltà chiudendo la bocca senza rispondere ad un offesa o un umiliazione, la piccola Gemma metteva la volontà di fare quanto le veniva insegnato ovunque. Anche l’atto pratico di uscire di casa e raggiungere la parrocchia adiacente a via del Seminario, pur con tutte le tribolazioni interiori, era un atto di volontà.
Non rispondeva. Non rispondeva all’offesa, all’umiliazione, all’insulto. Non si difendeva, lasciava che gli altri avessero l’ultima parola e non si gonfiava la bocca del proprio io, del proprio orgoglio e della propria presunzione. Lasciava che gli altri dicessero male di lei, anche quando era presente, senza mai aprire bocca. A Dio offriva ogni umiliazione morale subita, portandola con pazienza e amore cristiano.

Tutto ciò ci dona un esempio concreto. Tanti esempi concreti. Esempi che sono da imitare. Questi erano i suoi atteggiamenti e le sue virtù, che possono quindi definirsi il testamento “caratteriale” e spirituale della santa lasciato ai posteri. Chi entra in contatto con lei, divenendole devoto, si schianta contro una realtà femminile opposta a quella odierna: purezza e non lussuria, bontà e dolcezza e non iniquità e cattiveria, intelligenza e non mondanità e idiozia. Lei era tutto ciò che una ragazza dovrebbe essere e che oggi le ragazze del giorno d’oggi, in genere, non sono. Va poi detto che, quanto da me esposto, è pur sempre sintetico. Per ogni virtù lasciata ai posteri si potrebbe aprire un capitolo d’approfondimento a parte. Approfondimento che poi, eventualmente, terrò per il futuro. Ma, indipendentemente se in modo approfondito o in modo più semplicizzato, le sue qualità cristiane fa bene che vengano ricordate e promosse.

Attraverso quale mezzo è possibile conoscere, e quindi studiare, la vita di questa santa? Bhe, ve ne sono vari. Io, fossi in voi, partirei dal diario, nell’edizione Shalom. Bellissimo libro da cui iniziare ad approfondire e studiare la santa, conoscendone anzitutto la vita. Poi, non vi resta che fare un bel pellegrinaggio a Lucca, vivendo uno dei più bei itinerari che il mondo dei santi offre. Partendo, magari, dalla bellissima casa Giannini. E se doveste incontrare un religioso passionista, sopratutto uno di quelli che vive presso il Santuario santa Gemma Galgani di Lucca, potrete sempre farvi raccontare di Gemma da uno di loro.

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