Il mio secondo incontro con Dario Gritti | “Ormai è finita, non mi arriveranno altre grazie” mi ripetevo poco prima di lasciare Medugorje…

Facciamo un salto indietro nel tempo, fino al 19 di agosto di quest’anno… un giorno che non dimenticherò mai. Era una domenica di agosto, il mese più caldo del periodo estivo. Dopo circa trenta giorni di pellegrinaggio nella piccola località di Medugorje, era giunto il giorno in cui mi accingevo a tornare in Italia. Da un lato, ero un tutt’uno con “che dispiacere!”, perchè me ne stavo andando; ma al tempo stesso ero contento: tornare nel proprio paese difficilmente può farti stomacare. Inoltre, stare a Medugorje per così tanto tempo può essere pesante. E’ bellissimo, ma può essere a bit heavy. Così, quel giorno, ero giunto al termine del mio pellegrinaggio. Tutto pronto per partire: le valigie fatte, la camera disfatta e sistemata, le cose prese, gli orari stabiliti, l’ultima messa, l’ultima eucarestia a Medugorje…. tutto pronto per il gran finale.

capannone-giallo-medjugorje

La mattina, così, mi fiondai dove risiede il capannone giallo, nello spiazzale dietro la chiesa di San Giacomo, dietro le panche. Giunto ad un minuto dall’inizio della SS. Messa, trovai file di persone tutt’intorno con l’interno del capannone pieno, così rimasi a fare Messa fuori, nello spazio adiacente, come molti altri. Rimasi piuttosto quieto per tutto il tempo, mentre orde di pensieri volavano attraverso i confini della mia mente, sottoponendomi domande di ogni tipo sul presente, sul domani, sul ritorno, sul futuro… “Cosa accadrà quando sarò tornato? Ed oggi che è l’ultimo giorno, andrà tutto bene? Succederà qualcosa? Riceverò altre grazie?” — credo fortemente nelle grazie dell’ultimo minuto, ma quel giorno in particolare mi ero ormai convinto che nient’altro sarebbe successo. “Nah, non credo. Perchè il tempo del pellegrinaggio è finito e ciò che mi è stato dato, mi è stato dato. Non penso che da qui a quando metterò piede in macchina per partire riceverò altro. Ormai è finita, non mi arriveranno altre grazie. E’ fatta.”

La Messa andò avanti ed arrivò il momento dell’Eucarestia. Noi fuori, ci posizionammo in fila per riceverla, l’uno accanto all’altro, in trepida attesa. Ero lì in attesa dell’Ostia, quand’ecco che vidi un uomo. Capelli bruni, corti, un paio di occhiali da sole, la maglietta Gesù ama anche te… e la Madonna pure. Lo riconobbi. Presi l’Eucarestia, vissi l’incontro con Gesù e mi portai dietro di alcuni metri, allontanandomi dalla ressa. Finito il momento, mi misi a tener d’occhio quell’uomo senza perderlo di vista. “E’ lui… è quel carismatico che mi fece l’imposizione delle mani due anni fa, a Roma, durante il mese di giugno del 2016″, pensai. Quell’uomo era niente di meno che Dario Gritti. Si, proprio lui.

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Due anni prima, la mia bellissima esperienza nella chiesa di Sant’Anastasia mi aveva sfolgorato, facendomi vivere un autentica esperienza spirituale di riposo nello spirito. Poi, terminata quella sera, ne persi le tracce. Dimenticai come si chiamasse, non lo vidi più e non seppi più come trovarlo. Nei due anni successivi provai a cercarlo varie volte, con ogni mezzo, nel tentativo di rintracciarlo, ma ogni sforzo fu vano. Il mio desiderio di rivederlo era grande, ma non ci fu verso di ricordare come si chiamava o di sapere dove stava. Internet non mi fu di alcun aiuto. Così passai due anni dove, spesso, mi chiedevo “chissà come si chiamava? Lo rivedrò mai? Vorrei tanto tornare da lui e farmi fare un altra imposizione!”. Quel giorno a Medugorje, proprio quell’ultimo giorno di permanenza, poche ore prima di partire, Maria me lo servì su un piatto d’argento, ridandomi un uomo che cercavo da due anni. Era lì e mi distava solo pochi metri. Cambio di tempo: siete lì con me, in quel preciso momento.

“Mi avvicino? E che gli dico?” penso tra me e me.
“Ma magari lo disturbo”
“Bhe, gli dico solo ciao… poi me ne vado”
“Dai, mi avvicino…”
“Però boh… magari si infastidisce”

Faccio avanti e indietro in un perimetro quadrato di un metro. Giro in tondo e quel ragazzo che durante un provino cantava just keep going round and round sembra poter rappresentare questo momento. Lo seguo con lo sguardo e non lo perdo, tenendo d’occhio ogni suo movimento. Lo stalkero come si deve ad ogni passo.

“Mi avvicino, gli dico chi sono, gli dico ciao e via, lo lascio in pace” continuo a pensare tra me e me.
“Si, ma magari lo disturbo”
“Ma no dai. Non gli dico niente…”
“Ma boh, non saprei…”
“Mah… gli dico ciao e via. Che sarà mai?”
“Non lo disturberò dai”
“Sarà la fine”

Faccio per avvicinarmi quando il cuore mi batte. L’emozione mi sale ed occupa uno spazio all’altezza del petto, si siede e mi osserva dal di dentro. Sembra sussurrarmi “ne avrai il coraggio? Devi dirgli ciao”. Alla fine mi butto. Faccio per avvicinarmi, quand’ecco che si accorge di me.

“Hei…” – mi butto, un po’ titubante – “ciao, sono Fabio. Ti incontrai a Roma due anni fa. Mi facesti l’imposizione delle mani, caddi e poi non ebbi più occasione di rivederti”
“Ah, ciao” mi risponde, sorridendomi. Riconosco il suo accento bergamasco caratteristico.

Camminiamo l’uno accanto all’altro. Parliamo un po’, io per primo; lo inondo di confidenze e gli faccio al volo qualche domanda. Seguono alcune risposte. Poi proseguiamo.

“Non ti vedo tanto contento” mi dice.
“E’ vero…” segue un dialogo che non confiderò. Dario mi batte la mano sulla spalla destra; mi da una pacca affettuosa, fraterna. Nell’istante in cui mi tocca, sento un fuoco penetrarmi la carne e riempirmi la spalla destra. Sento vampate di fuoco entrarmi dentro a sprazzi. Piccole vampate a intermittenza, nel momento esatto in cui il palmo della mano tocca la mia spalla.
“Cerca di essere più contento”
“Si… e che…” parliamo ancora un po’.

Mi guarda. Mi chiede “Tu, prima della confessione, ti perdoni? Perdoni te stesso?”. Rimango spiazzato. Conosco la risposta nel mio cuore. Parliamo ancora un altro pochino. Sento che siamo giunti alla fine e che, come arrivati all’angolo del capannone, mi lascerà. Gli confido ancora qualcos’altro.

Mi batte nuovamente la mano sulla spalla, questa volta su quella sinistra, accerchiandomi le spalle con il suo braccio. Sento entrarmi nell’anima l’amore puro dello Spirito Santo: vampate di fuoco che mi penetrano dentro oltrepassando i confini della materia. Poi, purtroppo, mi lascia.

“Cerca di essere più contento. Prega la Madonna per quella cosa”
“Si, certo”
“Cerca su internet le date dell’associazione Innamorati di Gesù e della Madonna, siamo a Bergamo, così vieni”
“Certo”

Mi sorride ed io ricambio. Vorrei stare con lui senza che vi sia un limite di tempo, vorrei fargli milioni di domande, vorrei poter ricevere tutte le risposte che porto nel cuore, ma il nostro incontro giunge a conclusione. Le nostre strade si dividono: lui a destra, io a sinistra. Lo vedo allontanarsi. Mi allontano dalla folla, mi posiziono accanto ad una panchina e mi viene da piangere. Il fuoco dello Spirito Santo mi è dentro e mi sta facendo sentire tutto l’amore dolce di Dio. Me lo godo, lo contemplo, me lo vivo appieno, lontano da tutti e da tutto. Mi giungono alcune lacrime, le quali oltrepassano i confini dei miei occhi, scivolandomi sulle guance. Non lo do a vedere. Sento l’amore di Dio e mi commuovo: è dentro di me e scorre come un fuoco incontrollabile, non contenibile, non limitabile. Poi, mi giro, nel tentativo di vedere un ultima volta Dario, magari di spalle, ma non lo vedo più. Con il cuore commosso, mi avvio tra la folla, pensando a quanto successo. Così anche quell’ultimo giorno non rimase senza frutto; Dio riuscì a stupirmi ancora una volta. Quel giorno, dopo due anni, rividi Dario Gritti, carismatico attraverso il quale Gesù opera, guarisce, libera.

Ed infine, così, partii dal porto di Spalato e feci ritorno in Italia. Portai con me la certezza che, questa volta, differentemente dall’episodio di Roma, lo avrei potuto rivedere, consapevole che non mi sarei dimenticato il nome, mentre, nel mio cuore, tutte le immagini vissute a Medugorje durante il mese passato scorrevano nella mia mente, come in un film di ricordi. Osservando l’orizzonte dalle ringhiere del traghetto, mentre la nave si avviava verso l’infinito, avvolta nell’oscurità della notte, ringraziai Maria per tutte le grazie che mi aveva dato. Sopratutto per quest’ultima — il gran finale.

8 pensieri su “Il mio secondo incontro con Dario Gritti | “Ormai è finita, non mi arriveranno altre grazie” mi ripetevo poco prima di lasciare Medugorje…

    1. Leggiti bene l’articolo de “Il messaggero” del 3 novembre 2019, caro Fabio, dice la verita’. La S.Sede, “Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita” ha condannato con Decreto del 24 Luglio 2019 l’opera distruttiva del Sig. Gritti per molti gravi abusi e scandali provocati tra i fedeli. Io ne sono testimone, e da sacerdote. Se vuoi informazioni scrivimi pure, ma cancella i tuoi articoli a sostegno di questa persona, che e’ davvero pericolosa per i cristiani, specie se giovani, e per la Fede cattolica. Ti benedico + p. Davide Maria sac.

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      1. Ciao, chiunque tu sia.

        Procedo per gradi:

        1) “Leggiti bene l’articolo de “Il messaggero” del 3 novembre 2019, caro Fabio, dice la verita’”

        L’ho letto.

        L’unica verità che leggo è la soppressione (è vero): il resto mi sembrano sensazionalismi misti ad informazioni strumentalizzate ed integrate nell’articolo per screditare e suscitare la convinzione che Dario fosse un ‘santone eretico’. Ville, macchine, cene, ristoranti.. fa tutto giornalismo medio. Ne parlerò in un commento apparte.

        2) ““Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita” ha condannato con Decreto del 24 Luglio 2019”

        Si, sapevo della soppressione ecclesiale, dato che fu Dario stesso a dirlo senza mai nasconderlo.

        Tecnicamente, per quello che si legge nell’articolo e per quello che so io personalmente, non mi pare che il Decreto abbia ‘condannato’ ma ‘soppresso’. Ad essere soppressa è stata l’associazione. Ciò, tuttavia, non implica che chi ne faccia parte sia adesso un delinquente, un eretico o un satanasso santone. Farsi delle personali interpretazioni a riguardo sarebbe facile. L’associazione non c’è più ma Dario non è stato né condannato né scomunicato.

        Era un semplicissimo carismatico come un Ironi Spuldaro, un Angelo Rovereto o un don Peppino Co’ (pur con le dovute differenze, essendo egli laico).

        Nulla di profano, personalmente.

        3) “l’opera distruttiva del Sig. Gritti…”

        Io l’ho vissuta: non mi pare fosse così distruttiva. Tutt’altro.

        Ho visto frutti di rinascita, di guarigione, di riconciliazione, di conversione. Gente uscita da possessioni diaboliche, atei dichiarati convertirsi e cominciare a frequentare la Chiesa, persone passare da ateismo a cattolicesimo romano. Ho visto atei convertirsi, prendere il rosario ed iniziare un cammino (ne ho conosciuto uno io personalmente). Ho visto e conosciuto ragazze passare da ‘odio totale contro la Chiesa’ a desiderio di consacrarsi.

        Mi sembra che i frutti fossero obiettivamente buoni.
        Ci sono stato tante volte e non una, per affermare questo.

        Non ho mai visto elementi, diretti o indiretti, che fossero sovversivi della verità di Cristo o distruttivi nei confronti del prossimo.

        4) “per molti gravi abusi e scandali provocati tra i fedeli”

        Sono confuso.

        Quali ‘gravi abusi e scandali provocati tra i fedeli’ sarebbero stati commessi?

        Perchè alzava la voce?
        Perchè rimproverava durante la catechesi?
        Perchè chiedeva di stare zitti o composti durante la catechesi?
        Per le battute che faceva?
        Per la severità comportamentale che spesso attuava nei confronti del prossimo?

        Padre Pio faceva cose simili. Forse ‘peggio’.

        Personalmente, da quello che ho visto, non mi sembrava facesse “gravi scandali e abusi tra i fedeli”.

        5) “Io ne sono testimone, e da sacerdote.”

        Anch’io ne sono testimone in quanto ho frequentato la sua opera e ci sono stato molte volte.

        Sinceramente non mi pare di aver visto cose sataniche o “gravi abusi e scandali”. Talvolta aveva atteggiamenti rozzi e burberi, certo, talvolta esagerava con certi estremismi di carattere particolarmente austero, certo, ma ci può anche stare e credo che questi aspetti rientrino tra “gli aspetti del carattere”, discutibili o meno.

        Il termine “abuso” ed il termine “scandalo” hanno un peso semantico specifico e gravano in modo particolare qualora vengano utilizzati: bisogna però avere presupposti e dati ‘scientifici’ alla mano per poterli utilizzare. Non bastano atteggiamenti burberi o rozzi, come quelli che talvolta poteva avere Dario, per giustificare una serie di terminologie analoghe.

        Certo, non era di certo perfetto, non era un santo, come anche affermato da padre Amorth ma, citando lo stesso don Amorth, “ci si può fidare di lui”.

        Si, ci si poteva fidare, pur con i suoi difetti di carattere.

        Le persone che ci andavano ritornavano e non ho mai visto nessuno lamentarsi, apparte una volta quando un ragazzo ateo si presentò ad una serata giovani e si lamentò tutta la serata criticando il fatto che la sua amica, dopo aver conosciuto Dario, voleva farsi suora. Un altra volta invece, una ragazza, rimproverata da Dario, lasciò la catechesi per poi ritornare dopo 10 minuti.

        Questo è il massimo che ho visto in un anno di frequentazione.

        6) “Se vuoi informazioni scrivimi pure, ma cancella i tuoi articoli a sostegno di questa persona”

        No.

        Non rinnego né nascondo nulla di quello che ho vissuto.
        Quel che è fatto è fatto.
        Il decreto non cambia il passato.
        La soppressione ecclesiale non trasforma, d’improvviso, Dario in un satanasso eretico santone.
        Nè Dario lo diventa per detta di qualcun altro.

        Cancellare sarebbe un grave atto di incoerenza contro me stesso: quello che ho vissuto non può essere cancellato e ciò che è fatto è fatto. Dio non eliminò Satana dopo che questo scelse l’Inferno e non lo fece per non rinnegare sé stesso. Quello che ho scritto nasce ai tempi in cui erano l’opera era riconosciuta. Quanto da me narrato sono esperienze personali. Non devo nascondere né rinnegare nulla. Non rinnego il passato e le mie esperienze.

        7) “che e’ davvero pericolosa per i cristiani, specie se giovani, e per la Fede cattolica.”

        Bisogna separare l’azione ecclesiale della soppressione sull’opera dalla persona che ha prodotto quella particolare opera. La soppressione dell’opera e la considerazione che può venir fuori da ciò è una cosa, la considerazione sulla persona è un altra. Avendolo conosciuto, io credo che Dario non sia una cattiva persona né tantomeno ‘pericolosa’. Un certo vescovo S. E. Mons. Sigalini la pensa in maniera analoga.

        La diocesi di Bergamo, nel Decreto (che non ho letto integralmente), parla di cose molto grosse che, sinceramente, non mi pare di aver vissuto di persona (“scandalo tra i fedeli” – “gravi abusi della disciplina ecclesiastica”). Quanto redatto nel Decreto dipende poi, ed in modo specifico, da chi ha avuto l’incarico di visitare Dario, analizzare la situazione per poi inviare tutti i dati raccolti alla Santa Sede.

        Non credo che Dario sia cattivo, Satana o eretico. C’erano prelati ai quali non piaceva per niente per i suoi atteggiamenti che venivano visti come ‘arroganti’, ‘rozzi’, ‘burberi’ e quant’altro ed altri che non apprezzavano certe severità di fondo nella gestione dei ragazzi e della catechesi. Capisco e comprendo anche il loro punto di vista. Tuttavia, per quello che ho visto e vissuto, non credo che certi atteggiamenti siano meritevoli di venire de-criptati come “gravi scandali tra i fedeli”.

        Se fosse il male scriverei subito un articolo per avvisare ‘il popolo’.

        Ma la revoca del riconoscimento giuridico (la soppressione) di per sé non implica che sia ora “Il male” o che sia “pericoloso”. Sono aggettivi soggettivi — considerazioni personali. Quante e quante associazioni al giorno d’oggi vengono soppresse. Quanti e quanti santi sono stati attaccati dalla Chiesa stessa. Giovanna d’Arco venne accusata di eresia dalla Chiesa e poi bruciata viva. Dopo la morte, il vescovo annullò il decreto di eresia e solo dopo fu riconosciuta come santa. Padre Pio? Natuzza Evolo? Stessa sorte durante la vita. Se la Chiesa sopprime una realtà non implica che sia sbagliato, ovviamente, ma nemmeno che sia davvero una cosa giusta. L’infallibilità è un dogma solo per i decreti del Papa, non della diocesi. Anche la Chiesa, con i giudizi dati dai suoi figli prediletti (i prelati), può sbagliare.

        L’affermazione “che e’ davvero pericolosa per i cristiani, specie se giovani, e per la Fede cattolica” è composta da considerazioni soggettive ed in quanto tali personali che non condivido. Vanno comprovate con fatti, prove e documenti testimoniali ed è compito delle autorità ecclesiali esporsi in tale maniera e dopo le dovute indagini. La tua opinione a riguardo non è l’opinione della Chiesa, dopo un sinodo, su materie dottrinali ma l’opinione privata e personale di un sacerdote su un cittadino laico.

        Io non so neanche chi c’è dietro questo commento. Non è che arriva un utente qualunque da dietro un pc, fa un commento, dice “è pericoloso e lede alla fede, cancella tutto!” firmandosi “padre X” e automaticamente è così e dev’essere così. Chi sei? Quel che dici puoi provarlo in oggettività? L’opinione su una persona cambia per 5 righe di commento su internet? Da parte di chi? Su che basi? Secondo quali criteri e secondo quali fonti? Boh.

        Ciò detto, tutti sanno della soppressione e ognuno può scegliere liberamente da se stesso. Se uno si trova male può andarsene. Chi lo ha frequentato lo ha fatto perchè lo ha voluto, non per imposizione o plagio.

        Inoltre ed infine, ora come ora Dario non può più fare nulla in quanto, dopo la soppressione, è stata proprio abolita tutta la realtà, la casa dove si incontravano è stata chiusa e gli incontri non ci sono più. E’ finito tutto e non può più fare incontri. Per cui nessuno potrebbe andare ad un suo incontro, nemmeno volendo.

        Buona serata e che la Madonna ci stia sempre vicina

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      2. Vorrei ora utilizzare uno spazio a parte per un commento specifico sull’articolo sopracitato.

        Ho letto l’articolo e noto che utilizza toni molto duri, come se chi l’avesse scritto fosse un hater di Dario, oltre ad usufruire di una serie di informazioni strumentalizzate e facilmente strumentalizzabili a loro volta. Oltre a riportare l’informazione della soppressione, l’articolo esplicita e aggiunge una serie di considerazioni personali che possono facilmente venire strumentalizzate e generare ‘astio programmato’ (che genera astio per principio, ovverosia che come lo leggi sei già portato ad andarci contro). Mi spiego. Procediamo per punti.

        1) Nell’articolo Dario viene citato come “dj”. Peccato che dj non lo sia più da circa 20 anni: lo è stato un tempo, ora non più. Perchè dunque definirlo “il dj”? Fa e crea sensazione, negativizzando la persona ancora prima di presentarla al pubblico. Ora, chiunque legga il pezzo, finirebbe per convincersi che Dario era un dj anche durante l’esercizio da laico cattolico romano. “Il carismatico che va a Messa e poi fa il dj”. L’effetto sensazionalistico è orribile.

        2) Nell’articolo viene detto “continuavano a girare, con le loro felpe blu con cuore bianco e slogan dell’associazione, a bordo di pulmini Mercedes Vito serigrafati…”. E’ tutto vero e confermo. Certo, detto così, fa un effetto negativo, peccato che la realtà sia un altra.

        Anzitutto, non c’è nulla di male a girare con “felpe blu con cuore bianco etc…” e se hai presente tutte le realtà religiose del mondo hanno un ‘costumino’ proprio, suore, frati e sacerdoti inclusi. La maglia, poi, aveva una storia particolare con un significato annesso altrettanto particolare.

        La Mercedes Vito? Magari era per gli usi della comunità, come il fatto di spostare le persone durante i viaggi che Dario faceva per le catechesi? Si, c’era davvero la Mercedes Vito. “Peccato” fosse un regalo fatto all’associazione per uso comunitario. La sopracitata “Mercedes Vito serigrafata” serviva non solo a Dario ma anche al trasporto dei ragazzi dell’opera quando si trattava di fare viaggi da Bergamo a Roma. Non era di certo un bene ad uso mono-personale per vizi e capricci individuali, come se Dario campasse nella ricchezza a spese altrui. Ho visto sacerdoti di parrocchia con molto peggio (Skode da 40.000 per uso privato). Ho visto gli stessi ‘pulmini’ presenti in molte altre comunità religiose, frati e suore comprese. Se hai una comunità religiosa e con la suddetta ti capita di viaggiare, ti serve una macchina per il trasporto proporzionata al numero di persone che hai dalla tua. E Dario in comunità non aveva 4 persone ma ben 22. Più lui. Questo, nell’articolo, non viene detto. Letto come appare, sembra il vizio di un santone mangia soldi.

        Anche la Chiesa di San Salvatore di Bologna, giusto per fare un esempio, ha una macchina simile, perchè muove da 5 a 10 persone per viaggi di evangelizzazione e altro. E quindi?

        3) Viene poi aggiunto “consumando pranzi e cene in ristorante”. Che giornalismo professionale. E’ vero anche questo e lo stesso Dario non l’ha mai nascosto. Peccato che letto così sembra che lo facessero di continuo, a sbafo, come se vivessero la bella vita. Peccato che in realtà i ragazzi han sempre mangiato dentro casa loro secondo quanto a loro veniva offerto dalla Provvidenza e dalle donazioni, rispettando ed osservando addirittura i digiuni a pane ed acqua il mercoledì’ e venerdì.

        I tanto sottolineati “pranzi e cene” erano offerti gratuitamente da chi invitava Dario fuori a cena una volta ogni morte di papa. Dario non l’ha mai nascosto: “si, a volte finiamo a mangiare in ristoranti perchè veniamo invitati”. Lo disse pure ad una catechesi. E’ eretico o ‘santone’ per questo?

        Qual’è il male se uno mangia in un ristorante perchè invitato? Il papa, i vescovi e i sacerdoti mi pare facciano la stessa cosa a volte. E’ un invito, lo accetti. Né il papa né Dario fanno male, sia chiaro. Il luogo è scelto non da chi viene invitato ma dall’ “invitante”, cioè colui che invita. E pazienza se Dario veniva invitato in ristoranti ogni tanto.

        Mamma mia, è incredibile come si possa coprire tutto il bene fatto da una persona per una cosa così strumentalizzata. Il potere del giornalismo fuffa.

        4) “creato intorno ad una catechesi spicciola ma spettacolarizzata, tra svenimenti e imposizioni delle mani” — non mi pare sia mai stata “spicciola ma spettacolarizzata”. Spettacolarizzata è generico, sensazionale e non è comprovato. Bisogna provare ciò che si dice con i fatti. Personalmente, a me parevano normali. A volte alzava i toni, a volte rimproverava, a volte scherzava. Incredibile.

        5) “Gli atteggiamenti guasconi del personaggio, il coinvolgimento di alcuni giovanissimi e l’assenza di sacerdoti in queste “preghiere” — gli atteggiamenti guasconi: di cosa si parla concretamente? Il coinvolgimento di alcuni giovanissimi… e quindi? Se ci sono “i giovanissimi” è sbagliato? Per la cronaca, “i giovanissimi” qui citati variavano dai 19 ai 33 anni. Inoltre, nell’opera c’erano anche persone di 40 e 71 anni. L’assenza di sacerdoti non mi pare fosse una cosa regolare, avendoli visti molte volte durante le sue preghiere per confessare e prestare servizio.

        Insomma, la soppressione è vera, il resto sembra essere aggiunto per creare ‘sensazione’, per infondere una sorta di ‘negatività programmata ad hoc’, per fornire una serie di strumenti atti a destabilizzare l’opinione del lettore nei confronti della realtà nominata. Scrivo che è stato soppresso e poi aggiungo che girava in Mercedes, che mangiava nei ristoranti, che è un dj santone… che percezione può avere uno che legge e che non lo ha mai conosciuto? Che sensazione fa ad un utente casuale? Quale opinione genera nella mente di chi non ha idea di chi sia e cosa faccia? Per l’appunto.

        Per un informazione storica (è stato soppresso) ci sono una miriade di considerazioni soggettive fuorvianti capaci di ledere alla comprensione percettiva e cognitiva del lettore.

        Proviamo a rileggere il tutto senza leggere “santone dj”, “Mercedes serigrafata”, “mangiava in ristoranti” e vediamo quale sensazione da?

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