Il mio secondo incontro con Dario Gritti: “Ormai è finita, non mi arriveranno altre grazie” mi ripetevo poco prima di lasciare Medugorje

IMPORTANTE!
UPDATE DOPO IL 24/07/2019

L’associazione di fedeli “Innamorati di Gesù e della Madonna” di Dario Gritti è stata soppressa con Decreto Ecclesiale del 24/07/2019 emanato dal Dicastero della Santa Sede “Vita, Laici e Famiglia”. L’associazione è stata dunque abolita, risulta canonicamente sciolta e non esiste più.

La notizia della Soppressione Ecclesiale è stata diffusa a livello pubblico in data 03/11/2019, dopo più di tre mesi dalla sua emanazione, ed è circolata per tutto il mese di novembre, replicata da un gran numero di testate, siti e blog.

Ha diritto a leggere il Decreto nella sua interezza, integrale e completo, solamente chi faceva parte dell’associazione come membro iscritto – Per chi non è stato membro iscritto dell’associazione, non ha alcuna possibilità di leggere il testo integrale. Chi frequentava solamente e non era iscritto, non ha dunque il diritto di accesso al documento integrale (nota: io non ne ho mai fatto parte, dunque non posso sapere cosa vi sia iscritto per intero).

LEGGI IL DECRETO (NON INTEGRALE) NEL SITO DELLA DIOCESI DI BERGAMO

La parte di testo del Decreto che è stata resa pubblica, reca: “1) Il Dicastero constata abusi gravi della disciplina ecclesiastica e scandalo per i fedeli provocati dal Fondatore [..] nello svolgimento delle catechesi e nella vita interna dell’associazione […]. 2) il Dicastero considera che, per un eventuale futuro dell’associazione, non sia ragionevole separare la situazione dell’associazione nel suo insieme dalla situazione del fondatore. Perciò la decisione di sopprimere l’associazione a causa del comportamento del fondatore non è solo ragionevole, ma altresì necessaria: da una parte per evitare il protrarsi di situazione abusive della disciplina ecclesiastica, d’altra parte anche per tutelare le persone che sono attualmente membri dell’associazione”. 

Dunque le motivazioni rese note al pubblico sono due:

  1. “Abusi gravi della disciplina ecclesiastica”
  2. “Scandalo per i fedeli provocati dal Fondatore [..] nello svolgimento delle catechesi e nella vita interna dell’associazione”

Per ulteriori informazioni, chiarimenti e indicazioni potete chiamare la Cancelleria della Diocesi di Bergamo, dal lunedì al venerdì, dalle 09.00 alle 12.30. Trovate i contatti telefonici e via email della Cancelleria nel link sottostante.

ENTRA NEL SITO DELLA DIOCESI DI BERGAMO, NELL’AREA DELLA CANCELLERIA

Per un aiuto ulteriore, trovate i contatti della Curia Diocesana qui sotto.

  1. CURIA DIOCESANA
    • Piazza Duomo 5
    • 24129 Bergamo
    • tel. 035/278.111
    • fax: 035/278.250
  2. ORARI di APERTURA
    • lunedì – venerdì
    • h. 09.00 – 12.30

Dato quanto successo, posso riassumere che:

  • L’associazione non esiste più
  • Gli incontri pubblici sono terminati e non hanno più luogo
  • Non esiste più né l’incontro del sabato sera “Scuola di Gesù” né l’incontro mensile “serata giovani”
  • Dario Gritti non tiene più colloqui personali con nessuno
  • Dario Gritti non esercita più il carisma di cui è dotato e nessun tipo di attività associata
  • Dario Gritti non svolge più catechesi né incontri di tipo pubblico
  • La comunità religiosa non esiste più
  • I 21 ragazzi che facevano parte della comunità sono stati mandati a casa
  • La casa di Pontida è stata chiusa: non so di chi sia adesso
  • Non esiste più nulla

Di seguito, in obbedienza alla Chiesa Cattolica Apostolica Romana, alla Santa Sede e in relazione a quanto accaduto, affermo quanto segue:

  1. Non essendoci più nessuna realtà ecclesiale e nessun tipo di gruppo, di attività e di eventi, come conseguenza logica e naturale, non farò e non potrò più fare articoli di alcun tipo a riguardo
  2. Lascio i quattro articoli che ho scritto sulle mie esperienze personali per la libera lettura personale e lo faccio per quattro motivi:
    • Non rinnego il passato
    • Non rinnego di aver preso parte agli incontri e di aver partecipato alla realtà ecclesiale come se, dopo quanto accaduto, non fosse più comodo dirlo o per evitare l’impopolarità della persona
    • Non mi nascondo facendo finta di nulla, come se non avessi mai partecipato ad un loro incontro e come se non li avessi mai conosciuti
    • Lasciarli per la lettura non lede a nessuno: la realtà non esiste più e tutti sanno quello che è successo

Detto questo, lascio dunque disponibili le mie esperienze, nel mio blog, pur se le suddette letture non possono che implicare una fruizione passiva e senza conseguenze delle mie stesse esperienze, essendo ora cessata la realtà del gruppo e tenendo ovviamente presente quanto accaduto.

Andiamo avanti: con Gesù e Maria e con la Chiesa!


Facciamo un salto indietro nel tempo, fino al 19 di agosto di quest’anno… un giorno che non dimenticherò mai. Era una domenica di agosto, il mese più caldo del periodo estivo. Dopo circa trenta giorni di pellegrinaggio nella piccola località di Medugorje, era giunto il giorno in cui mi accingevo a tornare in Italia. Da un lato, ero un tutt’uno con “che dispiacere!”, perchè me ne stavo andando; ma al tempo stesso ero contento: tornare nel proprio paese difficilmente può farti stomacare. Inoltre, stare a Medugorje per così tanto tempo può essere pesante. E’ bellissimo, ma può essere a bit heavy. Così, quel giorno, ero giunto al termine del mio pellegrinaggio. Tutto pronto per partire: le valigie fatte, la camera disfatta e sistemata, le cose prese, gli orari stabiliti, l’ultima messa, l’ultima eucarestia a Medugorje…. tutto pronto per il gran finale.

capannone-giallo-medjugorje

La mattina, così, mi fiondai dove risiede il capannone giallo, nello spiazzale dietro la chiesa di San Giacomo, dietro le panche. Giunto ad un minuto dall’inizio della SS. Messa, trovai file di persone tutt’intorno con l’interno del capannone pieno, così rimasi a fare Messa fuori, nello spazio adiacente, come molti altri. Rimasi piuttosto quieto per tutto il tempo, mentre orde di pensieri volavano attraverso i confini della mia mente, sottoponendomi domande di ogni tipo sul presente, sul domani, sul ritorno, sul futuro… “Cosa accadrà quando sarò tornato? Ed oggi che è l’ultimo giorno, andrà tutto bene? Succederà qualcosa? Riceverò altre grazie?” — credo fortemente nelle grazie dell’ultimo minuto, ma quel giorno in particolare mi ero ormai convinto che nient’altro sarebbe successo. “Nah, non credo. Perchè il tempo del pellegrinaggio è finito e ciò che mi è stato dato, mi è stato dato. Non penso che da qui a quando metterò piede in macchina per partire riceverò altro. Ormai è finita, non mi arriveranno altre grazie. E’ fatta.”

La Messa andò avanti ed arrivò il momento dell’Eucarestia. Noi fuori, ci posizionammo in fila per riceverla, l’uno accanto all’altro, in trepida attesa. Ero lì in attesa dell’Ostia, quand’ecco che vidi un uomo. Capelli bruni, corti, un paio di occhiali da sole, la maglietta Gesù ama anche te… e la Madonna pure. Lo riconobbi. Presi l’Eucarestia, vissi l’incontro con Gesù e mi portai dietro di alcuni metri, allontanandomi dalla ressa. Finito il momento, mi misi a tener d’occhio quell’uomo senza perderlo di vista. “E’ lui… è quel carismatico che mi fece l’imposizione delle mani due anni fa, a Roma, durante il mese di giugno del 2016″, pensai. Quell’uomo era niente di meno che Dario Gritti. Si, proprio lui.

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Due anni prima, la mia bellissima esperienza nella chiesa di Sant’Anastasia mi aveva sfolgorato, facendomi vivere un autentica esperienza spirituale di “riposo nello spirito”. Poi, terminata quella sera, ne persi le tracce. Dimenticai come si chiamasse, non lo vidi più e non seppi più come trovarlo. Nei due anni successivi provai a cercarlo varie volte, con i vari mezzi che avevo a disposizione, nel tentativo di rintracciarlo, ma ogni sforzo fu vano. Il mio desiderio di rivederlo era grande, ma non ci fu verso di ricordare come si chiamava o di sapere dove stava. Internet non mi fu di alcun aiuto. Così passai due anni dove, a volte, mi chiedevo “chissà come si chiamava? Lo rivedrò mai? Vorrei tanto tornare da lui e farmi fare un altra imposizione!”. Quel giorno a Medugorje, proprio quell’ultimo giorno di permanenza, poche ore prima di partire, Maria me lo servì su un piatto d’argento, ridandomi un uomo che cercavo da due anni. Era lì e mi distava solo pochi metri. Cambio di tempo: siete lì con me, in quel preciso momento.

“Mi avvicino? E che gli dico?” penso tra me e me.
“Ma magari lo disturbo”
“Bhe, gli dico solo ciao… poi me ne vado”
“Dai, mi avvicino…”
“Però boh… magari si infastidisce”

Faccio avanti e indietro in un perimetro quadrato di un metro. Giro in tondo e quel ragazzo che durante un provino cantava just keep going round and round sembra poter rappresentare questo momento. Lo seguo con lo sguardo e non lo perdo, tenendo d’occhio ogni suo movimento. Lo stalkero come si deve ad ogni passo.

“Mi avvicino, gli dico chi sono, gli dico ciao e via, lo lascio in pace” continuo a pensare tra me e me.
“Si, ma magari lo disturbo”
“Ma no dai. Non gli dico niente…”
“Ma boh, non saprei…”
“Mah… gli dico ciao e via. Che sarà mai?”
“Non lo disturberò dai”
“Sarà la fine”

Faccio per avvicinarmi quando il cuore mi batte. L’emozione mi sale ed occupa uno spazio all’altezza del petto, si siede e mi osserva dal di dentro. Sembra sussurrarmi “ne avrai il coraggio? Devi dirgli ciao”. Alla fine mi butto. Faccio per avvicinarmi, quand’ecco che si accorge di me.

“Hei…” – mi butto, un po’ titubante – “ciao, sono Fabio. Ti incontrai a Roma due anni fa. Mi facesti l’imposizione delle mani, caddi e poi non ebbi più occasione di rivederti”
“Ah, ciao” mi risponde, sorridendomi. Riconosco il suo accento bergamasco caratteristico.

Camminiamo l’uno accanto all’altro. Parliamo un po’, io per primo; lo inondo di confidenze e gli faccio al volo qualche domanda. Seguono alcune risposte. Poi proseguiamo.

“Non ti vedo tanto contento” mi dice.
“E’ vero…” segue un dialogo che non confiderò. Dario mi batte la mano sulla spalla destra; mi da una pacca affettuosa, fraterna. Nell’istante in cui mi tocca, sento un fuoco penetrarmi la carne e riempirmi la spalla destra. Sento vampate di fuoco entrarmi dentro a sprazzi. Piccole vampate a intermittenza, nel momento esatto in cui il palmo della mano tocca la mia spalla.
“Cerca di essere più contento”
“Si… e che…” parliamo ancora un po’.

Mi guarda. Mi chiede “Tu, prima della confessione, ti perdoni? Perdoni te stesso?”. Rimango spiazzato. Conosco la risposta nel mio cuore. Parliamo ancora un altro pochino. Sento che siamo giunti alla fine e che, come arrivati all’angolo del capannone, mi lascerà. Gli confido ancora qualcos’altro.

Mi batte nuovamente la mano sulla spalla, questa volta su quella sinistra, accerchiandomi le spalle con il suo braccio. Sento entrarmi nell’anima l’amore puro dello Spirito Santo: vampate di fuoco che mi penetrano dentro oltrepassando i confini della materia. Poi, purtroppo, mi lascia.

“Cerca di essere più contento. Prega la Madonna per quella cosa”
“Si, certo”
“Cerca su internet le date dell’associazione Innamorati di Gesù e della Madonna, siamo a Bergamo, così vieni”
“Certo”

Mi sorride ed io ricambio. Vorrei stare con lui senza che vi sia un limite di tempo, vorrei fargli milioni di domande, vorrei poter ricevere tutte le risposte che porto nel cuore, ma il nostro incontro giunge a conclusione. Le nostre strade si dividono: lui a destra, io a sinistra. Lo vedo allontanarsi. Mi allontano dalla folla, mi posiziono accanto ad una panchina e mi viene da piangere. Il fuoco dello Spirito Santo mi è dentro e mi sta facendo sentire tutto l’amore dolce di Dio. Me lo godo, lo contemplo, me lo vivo appieno, lontano da tutti e da tutto. Mi giungono alcune lacrime, le quali oltrepassano i confini dei miei occhi, scivolandomi sulle guance. Non lo do a vedere.

Sento l’amore di Dio e mi commuovo: è dentro di me e scorre come un fuoco incontrollabile, non contenibile, non limitabile. Poi, mi giro, nel tentativo di vedere un ultima volta Dario, magari di spalle, ma non lo vedo più. Con il cuore commosso, mi avvio tra la folla, pensando a quanto successo. Così anche quell’ultimo giorno non rimase senza frutto; Dio riuscì a stupirmi ancora una volta. Quel giorno, dopo due anni, rividi Dario Gritti, carismatico attraverso il quale Gesù opera, guarisce, libera.

Ed infine, così, partii dal porto di Spalato e feci ritorno in Italia. Portai con me la certezza che, questa volta, differentemente dall’episodio di Roma, lo avrei potuto rivedere, consapevole che non mi sarei dimenticato il nome, mentre, nel mio cuore, tutte le immagini vissute a Medugorje durante il mese passato scorrevano nella mia mente, come in un film di ricordi. Osservando l’orizzonte dalle ringhiere del traghetto, mentre la nave si avviava verso l’infinito, avvolta nell’oscurità della notte, ringraziai Maria per tutte le grazie che mi aveva dato. Sopratutto per quest’ultima – Il gran finale.

9 pensieri su “Il mio secondo incontro con Dario Gritti: “Ormai è finita, non mi arriveranno altre grazie” mi ripetevo poco prima di lasciare Medugorje

    1. Leggiti bene l’articolo de “Il messaggero” del 3 novembre 2019, caro Fabio, dice la verita’. La S.Sede, “Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita” ha condannato con Decreto del 24 Luglio 2019 l’opera distruttiva del Sig. Gritti per molti gravi abusi e scandali provocati tra i fedeli. Io ne sono testimone, e da sacerdote. Se vuoi informazioni scrivimi pure, ma cancella i tuoi articoli a sostegno di questa persona, che e’ davvero pericolosa per i cristiani, specie se giovani, e per la Fede cattolica. Ti benedico + p. Davide Maria sac.

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      1. Ciao p. Davide.

        Mi dispiace constatare l’utilizzo di toni impositivi e privi della dovuta cortesia, come se mi si potesse comandare cosa fare e non fare nel mio blog. Inviterei a diversificare la qualità dei toni e invito ad un uso più accurato dei vocaboli.

        Comunque sia, procedo per gradi:

        1) “Leggiti bene l’articolo de “Il messaggero” del 3 novembre 2019, caro Fabio, dice la verita’”

        L’ho letto.

        L’unica verità che leggo è la soppressione ecclesiale (è vera): il resto mi sembrano sensazionalismi misti ad informazioni strumentalizzate e interpretazioni prive di fondamenta storico-scientifiche integrate nell’articolo per screditare e suscitare la convinzione che Dario fosse un ‘santone eretico’. Ville, macchine, cene, ristoranti.. fa tutto giornalismo medio. Ne parlerò in un commento apparte.

        2) “‘Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita’ ha condannato con Decreto del 24 Luglio 2019”

        Si, sapevo della soppressione ecclesiale, dato che fu Dario stesso a dirlo senza mai nasconderlo, considerando in aggiunta che la notizia è di pubblico dominio.

        Tecnicamente, per quello che si legge nell’articolo e per quello che so io personalmente, non mi pare che il Decreto abbia ‘condannato’: ha ‘soppresso’. ‘Soppressione’ è differente da ‘condanna’. Si può dunque affermare che la Chiesa abbia SOPPRESSO ma il vocabolo CONDANNA è giuridicamente scorretto.

        Ad essere soppressa è stata l’associazione. Ciò, tuttavia, non implica che chi ne abbia fatto parte sia adesso un delinquente, un eretico o un satanasso santone. Farsi delle personali interpretazioni a riguardo sarebbe facile oltre che inesatto. Bisogna separare il fondatore dell’opera dall’opera stessa e non confondere il fondatore dell’associazione dai membri dell’associazione (che sono innocenti e non c’entrano nulla).

        3) “l’opera distruttiva del Sig. Gritti…”

        Potrei chiedere un’argomentazione su ciò che si dice?

        Io l’ho vissuta: non mi pare fosse così distruttiva.

        Ho visto frutti di rinascita, di guarigione, di riconciliazione, di conversione. Gente uscita da possessioni diaboliche, atei dichiarati convertirsi e cominciare a frequentare la Chiesa, persone passare da ateismo a cattolicesimo romano. Ho visto dei ragazzi non credenti convertirsi, prendere il rosario ed iniziare un cammino (ne ho conosciuto uno io personalmente). Ho visto e conosciuto ragazze passare da ‘odio totale contro la Chiesa’ a desiderio di consacrarsi.

        Mi sembra che i frutti fossero obiettivamente buoni.

        Ci sono stato tante volte e non una, per affermare questo.

        Non ho mai visto elementi, diretti o indiretti, che fossero sovversivi della verità di Cristo o distruttivi nei confronti del prossimo. Sono aperto a scoprire che fosse esattamente l’opposto.

        4) “per molti gravi abusi e scandali provocati tra i fedeli”

        La Santa Sede dichiara “gravi abusi” e “scandali”: “molti” lo hai aggiunto tu.
        Mi sembra di leggere, tra le righe del commento, un risentimento personale (“opera distruttiva” “molti gravi abusi” “che è davvero pericolosa per i cristiani”). Così è scorretto.

        Ciò detto, quali ‘gravi abusi e scandali provocati tra i fedeli’ sarebbero stati commessi? Conosciamo le affermazioni ma non i contenuti che si celano dietro. Ergo, non possiamo sapere più di quanto ci è concesso.

        Dire “è cattivo perchè ho visto cose e ne sono testimone…” e nient’altro lascia il tempo che trova, perché di fatto si cade nel sub-mondo delle affermazioni personali prive di argomentazioni, perdipiù via internet.

        5) “Io ne sono testimone, e da sacerdote.”

        Conosco molti sacerdoti in seno alla Chiesa che ne sono testimoni e non ne hanno mai parlato male. La realtà cambia a seconda dei punti di vista. Non è possibile rivendere il proprio vissuto come “verità assoluta e obiettiva”. I vissuti scambiano a seconda delle singole persone. C’è a chi non piaceva e a chi piaceva: qual’è la verità?

        Anch’io ne sono testimone in quanto ho frequentato la sua opera e ci sono stato molte volte.

        Talvolta aveva atteggiamenti sgarbati e manifesti, certo; talvolta esagerava con certi estremismi caratteriali, certo; talvolta aveva letture teologiche tutte sue che vendeva come “assoluti”, esagerando con estremismi nell’interpretazione del Vangelo, certo; ma ci può anche stare e credo che questi aspetti rientrino tra “gli aspetti discutibili del profilo psicologico”, discutibili o meno.

        Il termine “abuso” ed il termine “scandalo” hanno un peso semantico specifico e gravano in modo particolare qualora vengano utilizzati: bisogna però avere presupposti e dati storici, testimoniali e ‘scientifici’ alla mano per poterli utilizzare. Non bastano atteggiamenti burberi o rozzi, come quelli che talvolta poteva avere Dario, per giustificare una serie di terminologie analoghe.

        6) “Se vuoi informazioni scrivimi pure, ma cancella i tuoi articoli a sostegno di questa persona”

        Questi toni inviterei a non usarli.

        Comunque sia, non cancello per un’unica ragione, che suddivido in punti:

        a) Non mi dissocio dalla realtà facendo finta di nulla per evitare l’impopolarità della mia persona: non ho niente da nascondere.
        b) Non rinnego di averci avuto a che fare per paura “di persecuzione” e per evitare l’impopolarità, come se ora non facesse comodo a nessuno dire di aver conosciuto la realtà.
        c) Non rinnego né nascondo nulla di quello che ho vissuto.
        d) Non mi nascondo dietro il muretto facendo finta che non sia successo nulla, come se non avessi mai frequentato la sua realtà, perchè ora è comodo dissociarsene.
        e) Quel che è fatto è fatto. Il decreto non cambia il passato ed il passato non dev’essere rinnegato.

        Cancellare sarebbe un grave atto di incoerenza contro me stesso: quello che ho vissuto non può essere cancellato e ciò che è fatto è fatto. Dio non eliminò Satana dopo che questo scelse l’Inferno e non lo fece per non rinnegare sé stesso. Quello che ho scritto nasce ai tempi in cui l’opera era riconosciuta. Quanto da me narrato sono esperienze personali. Non devo e non ho nulla da nascondere. Non rinnego il passato e le mie esperienze.

        Ho avvisato tutti che è stato soppresso, la mia parte l’ho fatta, ma non devo di certo fare finta di nulla, dissociandomi per comodità personale. È un atteggiamento che abborro.

        7) “che e’ davvero pericolosa per i cristiani, specie se giovani, e per la Fede cattolica.”

        Qui si passa a considerazioni personali sulla persona che hanno un peso specifico grave.

        Bisogna separare l’azione ecclesiale della soppressione sull’opera dalla persona che ha prodotto quella particolare opera. La soppressione dell’opera e la considerazione che può venir fuori da ciò è una cosa, la considerazione sulla persona è un altra.

        Il Dicastero, nel Decreto Ecclesiale (che non ho letto integralmente, non avendone il diritto), parla di cose specifiche che, sinceramente, non possiamo constatare di persona (“scandalo tra i fedeli” – “gravi abusi della disciplina ecclesiastica”), salvo i casi in cui uno avesse VISSUTO direttamente e internamente all’associazione. Se uno ha vissuto dal di dentro, dall’altra parte della barricata, allora è un’altra storia.

        Comunque sia, la revoca del riconoscimento giuridico (la soppressione) di per sé non implica che sia ora “Il male” o che sia “pericoloso”. Sono aggettivi soggettivi ––– considerazioni personali. Quante e quante associazioni al giorno d’oggi vengono soppresse. Quanti e quanti santi sono stati attaccati dalla Chiesa stessa. Giovanna d’Arco venne accusata di eresia dalla Chiesa e poi bruciata viva. Dopo la morte, il vescovo annullò il decreto di eresia e solo dopo fu riconosciuta come santa. Padre Pio? Natuzza Evolo? Stessa sorte durante la vita. Se la Chiesa sopprime una realtà non implica che sia sbagliato, ovviamente, ma nemmeno che sia davvero la cosa da fare ‘a tutti i costi’. L’infallibilità è un dogma solo per i decreti del Papa, non del Dicastero. Anche la Chiesa, con i giudizi dati dai suoi figli prediletti (i prelati), può sbagliare. Attuo questo discorso in senso generale e generico, senza riferirmi in modo specifico a quanto successo: in questo caso specifico, mi astengo da qualsiasi giudizio. Non giudico il Decreto.

        L’affermazione “che e’ davvero pericolosa per i cristiani, specie se giovani, e per la Fede cattolica” è composta da considerazioni soggettive ed in quanto tali personali che lasciano il tempo che trovano. Vanno comprovate con fatti, prove e documenti testimoniali ed è compito delle autorità ecclesiali esporsi in tale maniera e dopo le dovute indagini. L’opinione personale di un prelato a riguardo non è l’opinione della Chiesa, dopo un sinodo, su materie dottrinali, ma l’opinione privata e personale di un sacerdote su un cittadino laico. Così come c’è l’opinione negativa, c’è anche quella positiva, e viceversa.

        Bisogna soppesare i pro e i contro.

        Io non so neanche chi c’è dietro questo commento. Non è che arriva un utente qualunque da dietro un pc, fa un commento, dice “è pericoloso e lede alla fede, cancella tutto!” firmandosi “padre X” e automaticamente è così e dev’essere così. Chi sei? Quel che dici puoi provarlo in oggettività? L’opinione su una persona cambia per 5 righe di commento su internet? Da parte di chi? Su che basi? Secondo quali criteri e secondo quali fonti?

        Ciò detto, tutti sanno della soppressione ecclesiale ed ognuno può scegliere liberamente cosa pensare a riguardo dopo aver saputo dell’accaduto. Infine, ora come ora Dario non può più fare nulla in quanto, dopo la soppressione, è stata abolita tutta la realtà nel suo insieme, la casa dove si incontravano è stata chiusa e gli incontri non ci sono più. E’ finito tutto e non può più fare incontri. Per cui nessuno potrebbe andare ad un suo incontro, nemmeno volendo.

        Buona serata e che la Madonna ci stia sempre vicina

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      2. Vorrei ora utilizzare uno spazio a parte per un commento specifico sull’articolo sopracitato.

        Ho letto l’articolo e noto che utilizza toni molto duri, come se chi l’avesse scritto fosse un hater di Dario, oltre ad usufruire di una serie di informazioni strumentalizzate e facilmente strumentalizzabili a loro volta. Oltre a riportare l’informazione della soppressione, l’articolo esplicita e aggiunge una serie di considerazioni personali che possono facilmente venire strumentalizzate e generare ‘astio programmato’ (che genera astio per principio, ovverosia che come lo leggi sei già portato ad andarci contro). Mi spiego. Procediamo per punti.

        1) Nell’articolo Dario viene citato come “dj”. Peccato che dj non lo sia più da circa 20 anni: lo è stato un tempo, ora non più. Perchè dunque definirlo “il dj”? Fa e crea sensazione, negativizzando la persona ancora prima di presentarla al pubblico. Ora, chiunque legga il pezzo, finirebbe per convincersi che Dario era un dj anche durante l’esercizio da laico cattolico romano. “Il carismatico che va a Messa e poi fa il dj”. L’effetto sensazionalistico è orribile.

        2) Nell’articolo viene detto “continuavano a girare, con le loro felpe blu con cuore bianco e slogan dell’associazione, a bordo di pulmini Mercedes Vito serigrafati…”. E’ tutto vero e confermo. Certo, detto così, fa un effetto negativo, peccato che la realtà sia un altra.

        Anzitutto, non c’è nulla di male a girare con “felpe blu con cuore bianco etc…” e se hai presente tutte le realtà religiose del mondo hanno un ‘costumino’ proprio, suore, frati e sacerdoti inclusi. La maglia, poi, aveva una storia particolare con un significato annesso altrettanto particolare.

        La Mercedes Vito? Magari era per gli usi della comunità, come il fatto di spostare le persone durante i viaggi che Dario faceva per le catechesi? Si, c’era davvero la Mercedes Vito. “Peccato” fosse un regalo fatto all’associazione per uso comunitario. La sopracitata “Mercedes Vito serigrafata” serviva non solo a Dario ma anche al trasporto dei ragazzi dell’opera quando si trattava di fare viaggi da Bergamo a Roma. Non era di certo un bene ad uso mono-personale per vizi e capricci individuali, come se Dario campasse nella ricchezza a spese altrui. Ho visto sacerdoti di parrocchia con molto peggio. Ho visto gli stessi ‘pulmini’ presenti in molte altre comunità religiose, frati e suore comprese e non c’è niente di male in questo. Se hai una comunità religiosa e con la suddetta ti capita di viaggiare, ti serve una macchina per il trasporto proporzionata al numero di persone che hai dalla tua. E Dario in comunità non aveva 4 persone ma ben 22. Più lui. Questo, nell’articolo, non viene detto. Letto come appare, sembra il vizio di un santone mangia soldi.

        Anche la Chiesa di San Salvatore di Bologna, giusto per fare un esempio, ha una macchina simile, perchè muove da 5 a 10 persone per viaggi di evangelizzazione e altro, avendo dalla loro una comunità di frati. E quindi?

        3) Viene poi aggiunto “consumando pranzi e cene in ristorante”. Che giornalismo professionale. E’ vero anche questo e lo stesso Dario non l’ha mai nascosto. Peccato che letto così sembra che lo facessero di continuo, a sbafo, come se vivessero la bella vita. Peccato che in realtà i ragazzi han sempre mangiato dentro casa loro secondo quanto a loro veniva offerto dalla Provvidenza e da ciò che veniva a loro offerto, rispettando ed osservando addirittura i digiuni a pane ed acqua il mercoledì’ e venerdì.

        I tanto sottolineati “pranzi e cene” erano offerti gratuitamente da chi invitava Dario fuori a cena una volta ogni morte di papa. Dario non l’ha mai nascosto: “si, a volte finiamo a mangiare in ristoranti perchè veniamo invitati”. Lo disse pure ad una catechesi. E’ eretico o ‘santone’ per questo?

        Qual’è il male se uno mangia in un ristorante perchè invitato? Il papa, i vescovi e i sacerdoti mi pare facciano la stessa cosa a volte. E’ un invito, lo accetti. Né il papa né i vescovi né i sacerdoti né Dario fanno male, sia chiaro. Il luogo è scelto non da chi viene invitato ma dall’ “invitante”, cioè colui che invita. E pazienza se Dario veniva invitato in ristoranti ogni tanto.

        Mamma mia, è incredibile come si possa coprire tutto il bene fatto da una persona per una cosa così strumentalizzata. Il potere del giornalismo fuffa.

        4) “creato intorno ad una catechesi spicciola ma spettacolarizzata, tra svenimenti e imposizioni delle mani” — non mi pare sia mai stata “spicciola ma spettacolarizzata”. Spettacolarizzata è generico, sensazionale e non è comprovato. Bisogna provare ciò che si dice con i fatti. Personalmente, a me parevano normali. A volte alzava i toni, a volte rimproverava, a volte scherzava. Incredibile.

        5) “Gli atteggiamenti guasconi del personaggio, il coinvolgimento di alcuni giovanissimi e l’assenza di sacerdoti in queste “preghiere” — gli atteggiamenti guasconi: di cosa si parla concretamente? Il coinvolgimento di alcuni giovanissimi… e quindi? Se ci sono “i giovanissimi” è sbagliato? Per la cronaca, “i giovanissimi” qui citati variavano dai 19 ai 33 anni. Inoltre, nell’opera c’erano anche persone di 40 e 71 anni. L’assenza di sacerdoti non mi pare fosse una cosa regolare, avendoli visti molte volte durante le sue preghiere per confessare e prestare servizio.

        Insomma, la soppressione è vera, il resto sembra essere aggiunto per creare ‘sensazione’, per infondere una sorta di ‘negatività programmata ad hoc’, per fornire una serie di strumenti atti a destabilizzare l’opinione del lettore nei confronti della realtà nominata. Scrivo che è stato soppresso e poi aggiungo che girava in Mercedes, che mangiava nei ristoranti, che è un dj santone… che percezione può avere uno che legge e che non lo ha mai conosciuto? Che sensazione fa ad un utente casuale? Quale opinione genera nella mente di chi non ha idea di chi sia e cosa faccia? Per l’appunto.

        Per un informazione storica (è stato soppresso) ci sono una miriade di considerazioni soggettive fuorvianti capaci di ledere alla comprensione percettiva e cognitiva del lettore.

        Proviamo a rileggere il tutto senza leggere “santone dj”, “Mercedes serigrafata”, “mangiava in ristoranti” e vediamo quale sensazione da?

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      3. Ne è testimone diretto Padre Davide? Perché pur non facendo parte del gruppo, ho presenziato molte volte al gruppo degli innamorati di Gesù e della Madonna, con rammarico ho appreso la notizia. Però a malincuore ho dovuto accettarla in obbedienza alla Chiesa

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