Papa emerito Benedetto XVI è brutto e cattivo solo nei servizi televisivi


Quando ero contro la Chiesa di Cristo, eoni fa e ben prima, logicamente, della mia conversione, una cosa che facevo era andare contro papa Benedetto XVI; per me non era soltanto l’odioso numero uno, di più: era la fonte di tutti i mali del mondo. Il mio odio verso di lui era pari all’odio che nutrivo contro me stesso, il genere umano tutto e la Chiesa di Roma. Mi univo a coloro che lo odiavano, buttando in mezzo a tanto disgusto anche il mio, di disgusto, sputato lì senza pietà.

Andare contro un papa non significa semplicemente posizionarsi contro di lui nel tuo cuore, in maniera intima e privata, e basta. Dal momento che lo odi, la cosa in sé non finisce dentro di te: il tuo odio cerca di andare oltre, di esprimersi e di diffondersi nel mondo, veicolandosi tramite le persone. Ha bisogno di persone incaute, prive di difese, per potersi veicolare e passare nell’altro. Non entra in te per rimanerci, ma perchè ti vuole usare per giungere a qualcun altro. Ti utilizza come strumento di diffusione. Ti cerca perchè vuole l’altro. Perchè l’odio vuole questo: vuole diffondersi e inserirsi nella testa di qualcun altro, sfruttando chiunque possa avere a disposizione come tramite per distribuire sé stesso, nel tentativo di diffondersi a macchia d’olio. Non gli basta stare da solo, per conto suo.

Chiunque sia contro la Chiesa, spesso e volentieri agisce e assorbe informazioni in modo quasi del tutto automatico. Ovunque ci sia del veleno gratuito contro l’istituzione di Cristo, l’hater è presente, pur non avendo, dalla sua, alcuna motivazione personale fondata. Domani appare un meme che sfotte il papa? Quel meme finirà, generalmente, per condividerlo, supportandolo senza freni. Domani appare un articolo contro di lui? Finirà, generalmente, per supportarlo e per nutrirsi di ogni parola scritta, la quale alimenterà l’odio viscerale che prova più di quanto sia già stato alimentato (l’odio). Dirà che le cose stanno così e colà perché lo dice il giornale. Si ciberà di quei ragionamenti e di quei concetti astratti tanto da fare sua ogni parola, pur senza aver mai riflettuto se quei ragionamenti siano veri o meno, credibili o meno, infondati o meno. E’ un processo verosimile al meccanismo di diffusione del virus chimico che agisce per via area. Ti entra dentro e non te ne rendi conto; non ci rifletti, non ci dialoghi prima di farlo entrare, non lo accetti consapevolmente perchè hai riflettuto se è bene averlo dentro o meno. Il virus “baipassa” le difese mentali e fisiche del corpo e bum, ti svegli e lo hai dentro. E diviene parte di te.

Ricordo quando papa Benedetto XVI, per me, era l’esaltazione totale di quello che si diceva tra un meme su facebook e un “articolo” su internet in una qualche testata digitale. Il suo pontificato è stato tra i più forti che siano mai esistiti; eppure, di ogni parola, pensiero, gesto e opera da lui compiuta, nulla è finito nella piattaforma dei mass media. Tra una Messa di guarigione, un esorcismo, una catechesi intellettuale stupenda, una riduzione allo stato laicale di un sacerdote per i peccati di pedofilia, un allineamento con la Dottrina impeccabile, una confessione, un intervento sociale, storico e culturale e un atto di liberazione di un posseduto, papa Benedetto XVI finiva nei circuiti mediatici unicamente per qualcosa che di fatto si creava nella mente di un ricevente qualunque, l’anima incauta, il non credente, che fonda la sua considerazione relativa alla Chiesa attraverso il sentito dire, l’ascolto di un servizio televisivo e i meme grafici sui social.

Il meme di oggi su facebook cosa dice? Nel meme, si ha l’immagine del papa mentre pranza con, dinanzi, qualche ornamento di valore che appartiene all’istituzione clericale. Ai piedi dell’immagine, si ha la scritta “il popolo muore e lui mangia nell’oro!!! La chiesa ruba!”. E’ fatta: per il popolo, “la chiesa ruba”. Non lo possono sapere, non ci hanno mai riflettuto, non hanno mai vissuto dall’altra parte della barricata, non hanno mai varcato la soglia di una parrocchia, non hanno mai vissuto “il di dentro” della Chiesa, non hanno fatto ricerche, non si sono mai documentati scientificamente, non hanno mai avuto a che fare con un prete, non hanno visto come vengono gestite le finanze… però è così. Dopo quel meme, è così.

Nell’arco di pochissimo tempo, Benedetto XVI è divenuto, grazie al potere della tecnologia che permette lo scambio e la diffusione di informazioni in brevi attimi di tempo e  di coloro che la utilizzano che possono dire qualsiasi cosa essi vogliano, soggetto ad un odio talmente viscerale che mai prima d’ora una figura ecclesiastica era stata così oggetto di derisioni, insulti ed opinioni di massa avverse nella storia della Chiesa Cattolica. Di lui si è detto di tutto e di più. Il listone di luoghi comuni includeva:

Protegge i pedofili
Ruba ai poveri
Sfrutta i tesori della Chiesa per se stesso
Sfrutta le donazioni dei fedeli per se stesso
Sta seduto su una sedia senza fare niente
E’ ricco
E’ mafioso
Vive in camere d’oro
Mangia in piatti d’oro
Mangia con la forchetta d’oro
Indossa pantofole d’oro
Mangia col cucchiaio d’oro
Si allea con i “cattivi”
E’ un alleato dei potenti che distruggono la terra
Campa sulle credenze degli ignoranti
Non ha mai fatto nulla a parte stare seduto e parlare
E’ un massone
Supporta il N.W.O.
Nasconde la verità sul mondo
Ha 10.000 euro di stipendio al mese
E’ amico dei corrotti dello Stato
Fa parte del complotto mafia-Stato
Nasconde gli alieni in Vaticano

Potrei continuare. Credo di aver recuperato il meglio dei luoghi comuni sull’ex Sommo Pontefice. E davvero bastava che venisse condiviso un meme digitale in qualsiasi sito per alimentare il pensiero dell’odio nella mente dell’anima incauta che improvvisamente si riempiva la bocca delle medesime frasi, asserendo con assoluta verità che protegge i pedofili. Ma tra un dato interpretato, frutto dei processi soggettivi della nostra mente, ed un dato scientifico, vi è una differenza colossale.

Secondo la cultura del pressappochismo infondato che impera nel mondo, tramite i media ed internet, papa Benedetto XVI è stato una disgrazia sociale, culturale e intellettuale. Nella realtà dei fatti (nella realtà del mondo materiale e sensibile e non in quella di internet) le cose son ben diverse. L’ex pontefice di Roma è invero stato una grande figura nella comunità cattolica ed un papa rigoroso in quanto a fedeltà alla dottrina, fede, portamento e preghiera.

Benedetto XVI fu caratterizzato da un intelletto profondo e lucido, ma era capace di non venir meno quando si trattava di donare l’autentico spirito cristiano, aldilà di qualsiasi conoscenza culturale: il sorriso, il calore umano, la semplicità d’animo. Lui era, ed è, tutto questo. Ma, se ti inquadro da una certa angolazione e piazzo all’interno del video le parole che voglio, apparirai come io ti ho voluto far apparire. E non come sei realmente. La strumentalizzazione e la deformazione cognitiva su papa Benedetto XVI sono state forti e imperanti per tutta la durata del suo pontificato. Ancora oggi, il mormorio, la lingua avvelenata e le maldicenze continuano. E nessuna di queste cose ha, da parte propria, basi scientifiche per poter essere avvalorate.

E’ bello invece ribadire quanto lui sia stato una roccia del mondo cattolico. Un uomo che non ha fatto quanto gli altri dicevano che facesse, ma che ha invece compiuto parole, azioni e opere sconosciute ai più. Un uomo con il sorriso, sincero, reale. Un maestro di teologia. Un autore di continuità logica con il pontificato precedente. Un uomo di preghiera, sempre fedele alla Messa e al rosario quotidiano. Uno scrittore intellettuale favoloso. Autore di molti libri di spessore per qualsiasi credente. Basti pensare a L’eredità dell’amore – Essere cristiani oggi o alla trilogia di encicliche: Deus caritas est (Dio è amore), Spe Salvi (Salvati nella speranza), Caritas in veritate (L’amore nella verità), ovvero tre fondamenti del pensiero cattolico. La lotta contro la pedofilia nel clero — il “caso Maicel”, il “caso Irlanda”. La critica al relativismo. La fedeltà alla morale sessuale. La lotta all’AIDS. Ma papa emerito Benedetto XVI è anzi tutto un uomo di preghiera. Da solo, era una luce in un mondo di tenebra e iniquità. Anche laddove, nella chiesa, regnava il male, lui portava luce. Non permetteva al mondo di entrare nella sua chiesa. Dispiace solo che si sia ritirato. Ma egli è ancora tra di noi.

 

Annunci

2 pensieri su “Papa emerito Benedetto XVI è brutto e cattivo solo nei servizi televisivi

  1. Io non ce l’ho nè col papa emerito né col papa in carica ( ma lo spirito santo cosa dice di 2 papi? C’è stata confusione quando è andato a consigliare i cardinali elettori?), ma sicuramente ce l’ho con tutti i papi perché per tutti i papi è vero che :
    Protegge i pedofili
    Ruba ai poveri
    Sfrutta i tesori della Chiesa per se stesso
    Sfrutta le donazioni dei fedeli per se stesso
    Sta seduto su una sedia senza fare niente
    E’ ricco
    E’ mafioso
    Vive in camere d’oro
    Mangia in piatti d’oro
    Mangia con la forchetta d’oro
    Indossa pantofole d’oro
    Mangia col cucchiaio d’oro
    Si allea con i “cattivi”
    E’ un alleato dei potenti che distruggono la terra
    Campa sulle credenze degli ignoranti
    Non ha mai fatto nulla a parte stare seduto e parlare
    E’ un massone
    Nasconde la verità sul mondo
    E’ amico dei corrotti dello Stato
    Fa parte del complotto mafia-Stato

    E questo vale a partire da quelli che sabotavano l’impero romano e alla lunga ne hanno favorito la caduta, a quelli che massacrarono milioni di cosiddetti “eretici”, a quelli che proclamarono guerre per “cristianizzare” i barbari, a quelli che mandarono sul rogo milioni di “streghe”, a quelli che sterminarono gli indios di america per evangelizzarli, a quelli che imposero una censura sul sapere umano per 1000 anni perché non gli faceva comodo che certe idee si diffondessero, a quelli che applicarono le leggi razziali agli ebrei confinandoli in ghetti a quelli di oggi che se la fanno con pedofili, mafia, dittatori comunisti e militari, investono nel traffico di armi e permettono ai loro elettori cardinali di fare le porcate che più gli aggrada…..E questi sarebbero i vicari del sedicente cristo sulla terra???? Ma per favore! Penso che neanche l’anticristo saprebbe fare di peggio!

    Mi piace

    1. Alcune delle informazioni storiche riportate sono senz’altro vere: il genocidio delle popolazioni pre-colombiane, l’inquisizione europea rinascimentale, tutt’altro che “santa”, ma basata sulla violenza e l’imposizione con lo strumento del rogo, la persecuzione di Galileo il quale affermava cose senz’altro veritiere, il comportamento concreto deviato e tutt’altro che cattolico di molti prelati, lo scandalo economico e sessuale, la pedofilia… tant’è che Giovanni Paolo II, durante il suo pontificato, chiese scusa per quel che la Chiesa aveva effettivamente fatto. Tuttavia gli eventi storici sono poi molto più complessi e non possono essere semplificati in quanto dietro c’è un giro di responsabilità molto più ampio e immenso, aldilà della mera conoscenza storica; in molti casi non furono i papi i responsabili o i “designer” di questi moti socio-politici, ma coloro i quali lavoravano per la Chiesa come vescovi e sacerdoti, non tutti ma una parte; gente che nel tempo ha dato un esempio pessimo di cosa significa rappresentare Cristo. In molti dei fenomeni storici accaduti i responsabili furono non i papi “in prima persona” ma il clero e gli eserciti inviati “nel nome di Cristo” o coloro che mal portavano il messaggio cristiano, alle spalle del papa. Anche ad oggi, lo scandalo della pedofilia è responsabilità dei singoli preti afflitti da questa malattia e non dei papi, che hanno invece ridotto allo stato laicale moltissimi sacerdoti. Il papa ha una responsabilità ed un potere enorme, ma non ha “il grande occhio” che può sapere tutto di tutti; i primi che dovrebbero intervenire per fermare i soggetti “pedofili” sono i rettori dei seminari che dovrebbero accorgersi, nei 6-8 anni necessari per la consacrazione, che nel seminarista c’è qualcosa che non va. Poi toccherebbe al parrocco, che si prende in carica il neo-sacerdote, vedere, capire ed agire. Il papa, se un sacerdote nella parrocchia di Monza compie scandali sessuali, “non può farci nulla” se non è informato che tale sacerdote è uno sregolato e se le azioni di quest’ultimo non sono venute a galla. Quando poi al papa arriva la richiesta di consacrazione di tal dei tali, essendo, il consacrato, arrivato fin lì con la buona parola dei rettori, il papa presuppone che il soggetto sia affidabile. Non può sapere, nel suo appartamento in Vaticano, che tal dei tali è un pedofilo malato, ma può intervenire in modo assoluto non appena scopre lo scandalo o nel caso in cui sappia qualcosa già da prima. La chiesa è la prima a dire che un sacerdote afflitto da inclinazioni sessuali deviate NON deve entrare in seminario. Il silenzio che da sempre ha protetto questi prelati è invece responsabilità dei “colleghi” dei prelati stessi: sacerdoti, parroci e vice-parroci che anziché agire nella verità hanno agito nella menzogna, ergendo un muro di silenzio a protezione del collega pedofilo. Benedetto XVI ad esempio ha ordinato la riduzione allo stato laicale di moltissimi esponenti, che sono così diventati casi sotto la legge dello stato. Insomma la cosa nell’insieme è molto complessa, la responsabilità è degli uomini della chiesa che hanno commesso i loro errori secolari portando al crollo contemporaneo della fede e della Chiesa.

      Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...