Il miracolo Eucaristico permanente di Siena

Giovanni 6, 48,58
48 Io sono il pane della vita. […] 50 questo è il pane che discende dal cielo, perchè chi ne mangia non muoia. […] 54 Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo resusciterò nell’ultimo giorno. […] 56 Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui.

L’Eucaristia è il corpo e il sangue di Cristo. Io credo nella presenza reale del Corpo e del Sangue di Cristo nell’Eucaristia (Mistero della Transustanziazione, Concilio di Trento, 1545). Credo che la particola consacrata sia Cristo in persona e che la sua presenza spirituale sia reale. Credo che, ricevendo l’Eucaristia durante la Santa Messa, Cristo in Corpo e Sangue entri in me e stia nel mio corpo fino alla consumazione chimica della particola. Per questo motivo, la Chiesa Cattolica, nella ricezione dell’Eucaristia, richiede che il fedele sia non in peccato mortale ma in stato di grazia (confessato), onde evitare sacrilegi. La presenza reale di Cristo va assunta in stato di comunione con Dio.

Quest’oggi voglio parlarvi del miracolo Eucaristico permanente di Siena. È un fenomeno di origine sovrannaturale e di cui non tutti i fedeli di fede cattolica sono a conoscenza – e non lo appunto come se dovessero esserne a conoscenza a tutti i costi – dando, a maggior ragione, le cause motivazionali per scriverci un articolo. La causa fenomenologica dell’evento è di natura trascendente; il fenomeno in sé si potrebbe definire dialetticamente metafisico. È l’immanente che si incorpora con ciò che trascende: è l’unione delle due nature coesistenti in natura. Ripercorriamo la genesi storica di questo fenomeno: tutto quello che si sa a riguardo, fino ad oggi.

Il miracolo Eucaristico permanente di Siena

Questo è il piccolo angolo virtuale che ho disposto per parlarvi di questo fenomeno. Eccoci dinanzi le porte della storia, seppur breve ma intensa: buona lettura!

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Storia del miracolo Eucaristico permanente di Siena

Il miracolo Eucaristico va contro ogni legge fisica, chimica e biologica. Esso consiste nella prodigiosa conservazione di 225 Ostie consacrate il 14 agosto 1730 nella basilica di S. Francesco in Siena e, nella stessa notte, trafugate in modo sacrilego da ladri ad oggi mai scoperti, i quali rubarono perfino la pisside d’argento che le custodiva. Le particole consacrate furono ritrovate la mattina del 17 agosto nel vicino santuario di S. Maria in Provenzano, ove erano state inserite in una cassetta per l’elemosine.

Al ritrovamento, le Ostie furono ripulite, esaminate ed identificate; furono riportate in S. Francesco a seguito di una solenne processione alla quale parteciparono i cittadini del luogo in un tributo di canti, di preghiere e di fiaccole accese. A seguito dei tributi dei singoli cittadini, i quali iniziarono a visitare le particole con frequenza, i religiosi Minori Conventuali decisero di non usufruire delle particole per la consumazione nella SS. Messa, lasciandole invece in esposizione presso la chiesa particolare. Con il passare del tempo, qualcuno notò che le particole non erano soggette a degrado e ad eventuali segni di alterazione chimica. Le particole rimanevano tali e quali alla condizione iniziale. Ciò venne notato e l’informazione di quanto stava avvenendo iniziò a circolare.

Il 14 aprile del 1780, la comunità di fedeli dovette constatare che, anche mezzo secolo dopo, le particole rimanevano tali e quali a com’erano in origine. Non vi erano state alterazione di nessun tipo, nonostante il passaggio temporale di cinquant’anni. Il nascete illuminismo, corrente gnoseologica di pensiero soggettiva e limitata, avrebbe ignorato quanto accaduto, scettica dinanzi ciò che si pone all’esterno dell’empirismo. Padre Giovanni Carlo Vipera fu l’autore di una ricognizione ufficiale per assicurarsi che le Ostie consacrate erano le stesse di quelle rubate. La sua conclusione fù: “Abbiamo riconosciuto come una specie di vero prodigio che si siano conservate incorrotte senza veruna alterazione per il tratto lunghissimo di cinquant’anni.

Il popolo si è quindi ritrovato dinanzi una delle più straordinarie e imponenti testimonianze scientifiche della presenza reale di Cristo nell’Eucarestia. La Provvidenza sa come ricavare il meglio da episodi opposti alla grazia: Dio può trarre il bene dal male, è teologicamente e storicamente risaputo. Nel corso dei secoli, le Ostie sono state soggette ad esami scientifici attuati da personaggi e commissioni di ogni tipo, a cicli periodici, nel corso dei secoli. La scienza ha sempre dichiarato che: “Le sacre Particole sono ancora fresche, intatte, fisicamente incorrotte, chimicamente pure e non presentano alcun principio di corruzione“.

Gli esami scientifici dal 1789 in poi

Fu così per gli esami scientifici che ebbero luogo nel 1789 – quest’ultimo test analitico fu voluto dall’arcivescovo diocesano Tiberio Borghese – nel 1815, nel 1854 e nel 1889. Nuovamente, fu il corpo tecnico della commissione, composta da eminenti professori di bromologia, igiene, chimica e farmaceutica, che compì il celebre esame scientifico del 10 giugno 1914. Anche in questo caso, non si ebbe che da constatare la perfetta conservazione delle 225 Ostie contro ogni legge della terra. Il caso ebbe ulteriore nota nel 1922 quando il cardinale Giovanni Tacci trasferì le sante Ostie in un cilindro di puro cristallo di rocca.

Nel 1950 furono collocate in un altro ostensorio, avente una maggiore protezione. Nuovamente, oltre due secoli dopo, le particole furono ritrovate ancora intatte, soggette ad uno stato inalterato, perfettamente integre ed immacolate. Nel 1951 ci fu un ulteriore caso di sacrilegio, ove dei ladri violarono i sigilli e rovesciarono le particole a terra, in un angolo del piano marmoreo del tabernacolo. Le Ostie non furono rubate e ritornarono protette nell’ostensorio. L’atto fu di suo un tentativo di sacrilegio fine a se stesso, senza tentativo di furto, ma con l’unico movente intenzionale di voler profanare il sacro.

Un ulteriore ed ultima ricognizione scientifica è stata effettuata nel 2014 ad opera della Congregazione per la dottrina della fede, una delle singole congregazioni di cui dispone la Santa Sede, disposta dall’arcivescovo di Siena-Colle di Val d’Elsa-Montalcino monsignor Antonio Buoncristiani. L’esame fu condotto da una commissione di esperti della quale fece parte anche un ricercatore del CNR. Le Ostie vennero dichiarate incorrotte, senza alcuna crescita microbica sia dopo 7 giorni dal campionamento sia dopo 14; nonostante la progressione del tempo, non vi sono fondamenta scientifiche per giustificare un tale avvenimento. La ragione analitica – il suo esercito intellettivo – dell’uomo si inchini dinanzi a ciò che trascende dallo spazio e dal tempo, usufruendo della fede, cooperatrice della ragione, per poter accettare quanto accaduto.

Ad oggi, le Ostie sono ancora conservate nella Basilica di S. Francesco, integre così come nel 1730, 288 anni dopo. Non sono soggette a deterioramento chimico, fisico o biologico. Un gran numero di fedeli, lungo il corso dell’anno, effettuano un pellegrinaggio per poter osservare da vicino queste 225 Ostie del miracolo Eucaristico tra i più imponenti della storia del mondo. Tra gli adoratori dell’Eucarestia, si annoverano santo papa Giovanni XXXIII, santo papa Paolo VI e santo papa Giovanni Paolo II, il quale andò in visita nella città di Siena presso la Basilica il 14 settembre del 1980, vivendo e constatando da se stesso quando avvenuto. In memoria delle categorie aristoteliche, l’Eucaristia conservata nel tempo – contro qualsiasi decadimento della materia fisica – può venir definita la sostanza divina in atto. È Dio stesso, nella santissima particola consacrata, che persiste nel tempo, essendo egli immutabile ed eterno.

Preghiere ed informazioni


Preghiera per una grazia. Cuore eucaristico di Gesù, attratti dal tuo invito: “Venite a me voi tutti che siete afflitti ed io vi consolerò” e fiduciosi nella tua promessa: “Chiedete e vi sarà dato, bussate e vi sarà aperto”, siamo venuti qui, dinanzi al prodigio in cui pulsa il tuo Cuore misericordioso, perchè tu volga lo sguardo sulle nostre pene ed i nostri bisogni e ci conceda la grazia che il nostro cuore sospira. Se, quanto ti chiediamo, giova al nostro vero bene, non lasciarci partire da te, o Gesù, senza averci esauditi. Ascoltaci, aiutaci, confortaci tu che tutto puoi, affinchè il nostro cuore si espanda nella soavità del tuo amore e, ancora una volta, possiamo ovunque cantare le tue lodi e la grandezza delle te misericordie. Amen.

Preghiera per un ammalato. O Gesù, medico divino, che nella tua vita terrena ti chinasti sempre con tanto amore e tanta compassione sui mali di numerosi infelici risanandoli da ogni loro infermità non solo quando, trepidanti, te lo chiedevano, ma persino quando altri ti imploravano per loro, guarda ora con la stessa bontà la persona che additiamo alle attenzioni del tuo Cuore misericordioso palpitante in questo perenne prodigio di amore e per la quale ti diciamo: colei che tu ami, è ammalata; se vuoi, puoi sanarla; dì una sola parola e sarà guarita. Noi, o Gesù, crediamo al tuo amore per noi e sappiamo che solo nella tua volontà e la nostra pace, perciò ti diciamo ancora: sia fatta la tua volontà e disponici ad accettarla e adorarla. Nonostante la nostra protesta di fede, di amore e di abbandono, il nostro umano e fraterno affetto per la persona che ti abbiamo raccomandato, ci costringe ad insistere perchè tu ripeta anche per lei: lo voglio, sii guarita! Facci ripartire da te col cuore colmo di consolazione, glorificando il tuo Nome e magnificando la tua infinita bontà. Amen.


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