Il Canada approva la legge “Bill-C45” sulla legalizzazione della cannabis: la reazione della conferenza episcopale


Il 19 giugno, con una maggioranza di voti in Senato di 52 a 29, è stata approvata in via definitiva la legge denominata Bill-C45, relativa alla legalizzazione della canna, la quale avrà effetto a partire dal 17 ottobre di quest’anno. E’ chiaro che la conferenza episcopale canadese, facente parte del tessuto sociale e politico dello Stato federale del Canada, non ha mancato di esporsi, esprimendo il proprio disappunto, logicamente argomentato e motivato.

Le dichiarazioni dei vescovi della Chiesa Cattolica non hanno mancato di elevare pubblicamente una critica costruttiva alla suddetta legalizzazione. Il discorso episcopale ha una posizione netta che io personalmente condivido e ritengo in aggiunta che gli effetti collaterali andranno dal degrado fisico e mentale all’aumento di una società “spazzatura”. Penso che si possano riassumere alcuni dei punti in contrasto con la legalizzazione in tre parti.

1- Incentivo al degrado mentale e fisico

“Nel momento in cui sono già state spese così tante risorse per scoraggiare l’uso ricreativo del tabacco – affermano i vescovi – risulta difficile comprendere il disprezzo per la sicurezza pubblica insito nella legalizzazione della marijuana, che è probabilmente molto più pericolosa.”

Omettendo alla radice del discorso la costruzione di luoghi comuni precotti e non argomentati, i vescovi si sono avvalsi di studi scientifici comprovati, quali quelli eseguiti dalle associazioni nazionali di pediatria, psichiatria e medicina, sottolineando l’implicito legame che intercorre tra l’uso di cannabis e lo sviluppo di dipendenze, depressione, ansia, psicosi, danni allo sviluppo cerebrale e problemi polmonari come asma ed enfisema. E’ risaputa che l’equazione cannabis = danno è reale, ma mai come oggi i vescovi hanno voluto ribadirlo, sostenuti da studi comprovati.

2- La legalizzazione incrementa le problematiche della società canadese

“Ci saranno sempre dei mali sociali difficili da sradicare – afferma l’episcopato – ma la risposta sicuramente non può essere quella di arrendersi, condonare o legalizzare.”

E’ logico: l’utilizzo della cannabis non aumenterà la qualità dei singoli individui, ma piuttosto produrrà un sistema di leva per effetti collaterali quali danni cerebrali, malattie mentali, degrado giovanile, danni alla famiglia e quant’altro.

3- Non riduce la criminalità organizzata

La legalizzazione che avverrà tramite gli appositi rivenditori non produrrà una riduzione statistica della criminalità organizzata. Al contrario, andrà a crearsi un nuovo boom di mercato che attirerà a sé ancor di più l’industria e la criminalità organizzata, che certamente proverà a introdursi nel controllo della produzione e della distribuzione, pur se il mezzo della rivendita subirà una variazione (da illegale a legale). Mascherata sotto forma di “legalità”, il giro di affari della cannabis che c’è dietro non avrà una riduzione né toglierà di posizione gli uomini che fanno già parte di questo sistema. Se insomma prima la si comprava dal rivenditore affiliato al clan organizzato presso l’angolino della strada, oggi si potrà acquistare in negozio. Ma, dietro il negozio, l’architettura mafiosa già stabilita sul territorio non cambierà di certo, dato che la provenienza e la distribuzione saranno soggette alle mire della criminalità.

Questo è quello che penso. Io sono daccordo con l’avversità a questa iper-sostenuta legalizzazione inutile che piace soltanto ai consumatori, i quali non si rendono conto di tutti gli effetti collaterali, presi come sono dal consumo della cannabis per il mero piacere di consumarla. E voi?

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4 pensieri su “Il Canada approva la legge “Bill-C45” sulla legalizzazione della cannabis: la reazione della conferenza episcopale

  1. Se uno si vuole fumare la cannabis che lo faccia! I danni? Non più del tabacco, su cui i governi lucrano. Sicuramente molto meno dell’alcol, su cui i governi lucrano. Gli unici contro la cannabis sono gli spacciatori…………..

    Piace a 1 persona

    1. Così facendo c’è il rischio che sempre un maggior numero di persone finiscano per fumarsela…aumentando e incentivando il consumo, che non procura di certo dei benefici alla persona. Invece di evitare che una cosa che fa male venga veicolata nella società, questa viene incentivata… praticamente, molto presto avremo una generazione di adolescenti si davvero bruciata, visto che per esperienza, grandissima parte di quelli che conosco si fanno già tutti di cannabis…

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