Le dieci convinzioni popolari totalmente errate che gli evangelici continuano ad affermare sui cristiani cattolici


Un po’ di contesto per chiunque non lo sappia: il cattolico è colui che crede in Cristo e alla Chiesa di Roma governata dal papa, nonché alle Scritture secondo quanto rivelato da Dio e stabilito dai padri e i dottori della Chiesa.

L’evangelico è colui che crede in Cristo ma non alla Chiesa, né tantomeno alla dottrina cattolica pre e post-Concilio Vaticano II. Il cattolico segue la Bibbia, la Chiesa di Roma, il papa a capo di essa nonché i vescovi, guide della Chiesa e del popolo. L’evangelico ha la Bibbia evangelica; non ha né Chiesa, né vescovi, né papa, né sacerdozio, né Sacramenti, né istituzioni di vario tipo, né altro. Le differenze dottrinali, liturgiche, teologali e quant’altro sono a dir poco enormi.

Un esempio? Per noi c’è il purgatorio, secondo loro non esiste; noi riconosciamo Maria, madre di Dio e di tutti gli esseri viventi, nonché le verità e i dogmi ad essa associata, mentre per loro è giusto una figura storica e nient’altro; noi abbiamo il papa, il clero, la gerarchia ecclesiale, loro assolutamente niente, a parte una figura che chiamano “il pastore”; per noi c’è la confessione che ci lava dal peccato mortale, c’è il peccato veniale e mortale, ci sono i Sacramenti, c’è il sacerdozio, per loro niente di tutto questo esiste; e questi sono solo alcuni degli esempi.

Che qualcuno professi un credo piuttosto che un altro, a me importa relativamente, essendo ognuno libero di seguire il credo che preferisce; personalmente, e questa è materia di formazione, nessuno deve imporre il proprio credo ad un altro, né tantomeno impugnare la verità ridicolizzando e mancando di rispetto a quella altrui; se scegli di essere evangelico piuttosto che cattolico, io rimango dell’idea che hai scelto l’idolo giusto, Cristo, ma hai cannato dottrina; tuttavia sei libero di fare quello che vuoi. Io mi esporrò sempre secondo quella che è la mia fede, senza imporla, mancare di rispetto o implicare una forma giudizievole e/o di condanna nei confronti di coloro che aderiscono ad un credo piuttosto che al mio.

Siamo nel 2018: di tempo, dalla creazione del mondo, ne è passato. Ne equivale che, se ci sono cose che si ripetono, queste possono essere annuali, decennali, secolari o addirittura millenarie a seconda di quanto sono state generate. Una cosa ormai secolare sono le credenze popolari che gli evangelici, cristiani post-luterani nati dopo il 1700, continuano ad avere sui cattolici, cristiani nati 2000 anni fa con l’avvento di Cristo. Ci sono credenze popolari che perdurano ancor oggi e che ormai possono essere definite realmente secolari. Un po’ come la storiella del gatto nero o del fulmine che ti becchi se attraversi due pali, gli evangelici hanno mantenuto, ben fissata nella loro cognizione del cattolico, questa sorta di lista di mitologie “mentali” di cui sono ancora convinti, evocandoli ogni qual volta si parli di religione ufficiale e religione “artificiale”.

Nessuno sembra mai aprire un dialogo diretto con loro per poter dire: guardate, non è così. Spesso, piuttosto che il dialogo, segue solamente il silenzio. Quel che serve non è litigare, ma discutere; parlare, senza disprezzare. Voglio farlo io, liberamente e pacificamente, nel mio blog. Ecco a voi dieci credenze popolari totalmente sballate che l’evangelico continua ad affermare sul cattolico; mi sono giunte a mente fredda e a mente altrettanto fredda le ho scritte: a voi.


1. I cattolici adorano e idolatrano la Madonna

Stereotipo popolare antico come la leggenda del gatto nero. Ancora con questa storia. Noi non adoriamo la Madonna. Né essa è oggetto di idolatria. Noi veneriamo la Madonna. La venerazione è diversa dall’adorazione e dall’idolatria. Il nostro legame con Maria è umano ma al tempo stesso subordinato. La riconosciamo come Regina degli angeli e dei santi, in quanto tale ci poniamo felicemente su un gradino più basso rispetto a lei. Il rapporto è fatto di amore, amicizia, dolcezza, dialogo, ammirazione. L’adorazione è un esclusiva riservata a Dio.

2. I cattolici adorano e idolatrano i santi

Stesso discorso precedente. Da nessuna parte noi adoriamo e/o idolatriamo i santi. In nessun versetto della Bibbia viene rivelato ed esposto di adorarli o idolatrarli. Noi preghiamo i santi affinché essi intercedano per noi presso Dio. Ciò è possibile nonché perfettamente naturale. In aggiunta li invochiamo affinché vengano in nostro soccorso, costruendo con essi dei legami relazioni, esattamente come si costruisce un rapporto con un amico. Essi hanno la nostra venerazione. Né idolatria, né adorazione.

3. I cattolici non hanno un rapporto intimo e personale con la fede: la loro fede è fondata su regole e tradizioni esteriori 

Grosso errore che deriva dall’ignoranza. L’ignoranza è quando ignori il sapere ufficiale. Chi ignora finisce per riempire il buco lasciato da un informazione mancante con un altra generata diversamente, ad esempio per mezzo del sentito dire o di ciò che si dice in determinate fonti. La fede la si vive liberamente nel proprio cuore e poi anche tramite Sacramenti, che è qualcosa che si vive, esattamente come la fede all’interno della cameretta; l’uno non preclude l’altro. Il Sacramento non riduce la fede ad una relazione robotica isolata a taluni contesti; questa è infatti la visione soggettiva del non-cattolico.

Chi vive il Sacramento vive la fede in modo intimo e personale esattamente quanto uno che parla con Dio nella sua camera. I Sacramenti quali Eucarestia e Confessione ci permettono di vivere, migliorare e arricchire la fede. Il primo è l’incontro personale e intimo con Cristo, vivo ed in carne: esso non preclude nessuna intimità personale nei confronti della fede, viceversa la incrementa se vissuta con cuore. E’ il modo in cui vengono visti tali Sacramenti che crea lo stereotipo massivo nelle comunità evangeliche, secondo cui noi vivremmo la fede non come qualcosa di unito al cuore ma conforme ad un contesto esteriore d’esercizio. 

FlightintoEgypt-Langley-SqSp4. I cattolici non si affidano alla Bibbia ma alle tradizioni e alle regole venute dopo e inventate dall’uomo  

Ciò che la Chiesa ha stabilito è ciò che è stato rivelato tramite la Rivelazione di Cristo. Nulla di ciò che è stato detto, confermato e istituito si distacca dalla Bibbia. Se abbiamo il sacramento matrimoniale, il sacerdozio, la liturgia della S. Messa così come la confessione, giusto per citare quattro cose, è perchè tutto ciò è stato rivelato da Cristo e in quanto tale insito nella Scrittura. La loro Bibbia, essendo stata soggetta a modifiche e rivisitazioni durante l’epoca luterana (1500), non dice tutto quello che appare nella versione originale della Sacra Scrittura, ma sottrae molti dei pezzi originariamente rivelati; per questo sono convinti che un terzo dei nostri “contenuti” siano inventati, non trovando gli stessi nella loro versione, che loro vedono come “l’unica” Bibbia, non essendo consapevolI che la loro è una Bibbia stravolta dalle riforme luterane. E qui che casca l’asino.

5. I cattolici non diventano cristiani per volontà propria ma per mezzo di riti imposti

Se leggi questo pezzo e sei evangelico, ti prego, mettiti alla scuola di qualcuno e studia. Noi non diventiamo cristiani per imposizione rituale e tradizionale privata di alcun significato e/o di alcuna intimità e coscienza spirituale. Il Battesimo non è rito. E’ un dono; vivere un Sacramento non implica “diventare” qualcosa per mezzo di un “rito”. Se poi lo diventi perché ti è stato trasmesso Cristo e in aggiunta sei passato attraverso un Sacramento quale è il Battesimo, la Comunione o la Cresima, non significa “diventare” per “mezzo di”. Il cristiano diventa tale per una libera e personale esperienza di Dio.

In aggiunta, dopo l’eventuale conversione e libera accettazione di Cristo, vi è la frequenza dei Sacramenti, che rientrano nel cammino di fede e di conversione e non “impongono” nulla, né sono riti che riducono o degradano l’intimità della fede. Essi non sono “riti” fini a sé stessi con finalità stilistiche o burocratiche. Frequentarli non implica un rapporto di automatismo; chi poi è cristiano per tradizione, senza vivere intimamente la propria fede, è affar suo. L’errore dell’evangelico è vedere il Sacramento come un rito d’esercizio e il cammino di fede come vincolato da questi presunti “riti”. E’ un errore di percezione, conoscenza e consapevolezza.

6. I preti cattolici perdonano il peccato e quindi sono eretici: solo Dio perdona

La trasmissione strumentalizzata di un informazione genera due cause: ignoranza, prima, e confusione, dopo. Anche in questo caso si può dire che chiunque affermi ciò abbia mancato un pezzo, o forse due, dell’informazione sorgente. Il prete non perdona: è Cristo che perdona, per mezzo del prete. Il sacerdote, in se, è un tramite e in quanto tale agisce come strumento di Dio. Il sacerdote non è la fonte del perdono, ma è colui attraverso il quale il perdono viene trasmesso. Se non avessimo l’istituzione del Sacramento della Riconciliazione (la confessione), vi sarebbe anarchia totale; ognuno deciderebbe da se cosa è il peccato, quando ha il peccato perdonato, quando è in stato di grazia (concetto che gli evangelici non hanno) e quant’altro.

7. I cattolici pregano i santi e la Madonna e quindi si distaccano da Dio, tradendolo e mettendolo al secondo posto 

La preghiera rivolta alle anime che vivono in Paradiso (i santi e gli angeli), a Maria e alle anime del Purgatorio non implica un distacco da Dio; si prega Dio e poi, in aggiunta, si pregano anche Maria, i santi e le anime del Purgatorio. E il concetto di “anche” che l’evangelico esclude; quando lo ritrova in noi, lo fraintende. La preghiera a loro rivolta è complementare e non esclusiva; il fatto di pregare costoro non significa sostituire Dio, o relegarlo in seconda posizione, come se il rapporto e l’eventuale preghiera a lui rivolta subissero una degradazione. Possiamo pregare la Madre di Dio così come qualsiasi santo in quanto essi intercedono per noi presso Dio. La preghiera a loro rivolta non è attuata per idolatria o adorazione. Tocca ad ognuno di noi far rimanere Dio al centro.

8. I cattolici hanno il Purgatorio per espiare i peccati e quindi sono incoerenti ed eretici: Cristo li ha già espiati per noi

Qui c’è da chiarire una cosa. Il Purgatorio non è per espiare il peccato come se Cristo non avesse pagato lo stesso sulla Croce o come se il suo sacrificio non fosse stato sufficiente. Il Purgatorio è per espiare la conseguenza della colpa derivata dal peccato, differenza che ha del colossale. Per mezzo della confessione veniamo lavati e quindi liberati dal peccato grazie al Sangue di CristoCristo cancella quindi il nostro peccato tramite confessione. Successivamente, dato che la Giustizia Divina esige il “conto”, dovremo offrire atti in riparazione della colpa per quanto abbiamo commesso. Il peccato viene cancellato dai meriti di Cristo; la conseguenza della colpa, no.

Sarebbe troppo facile, altrimenti. Ammazzo una persona, mi pento ed è tutto apposto. Invece no: se faccio qualcosa di grave, se mi pento e mi confesso vengo si perdonato e ho quindi accesso alla vita eterna, ma devo comunque espiare la conseguenza della colpa, ovvero il male che ho fatto. Questa è logica, oltre ad essere Giustizia Divina. La conseguenza può essere espiata con preghiere, sofferenze e sacrifici offerti. Chi non paga la conseguenza della colpa in terra, la espia in Purgatorio, luogo di espiazione temporanea. Il Purgatorio non è incoerente con l’opera salvifica di Cristo.

9. I cattolici ascoltano la Chiesa e non Dio

La Chiesa dice ciò che ha detto Dio. La Chiesa parla tramite le parole di Dio e Dio parla per mezzo della sua Chiesa, da egli stesso istituita. Se il Catechismo dice A, ciò è dovuto al fatto che la Bibbia dice A. Se il vescovo parla, si presuppone che il suo discorso sia teologicamente allineato con la Dottrina. Ascoltare la Chiesa non significa ascoltare parole ideate dall’uomo, in quanto ciò che è detto dagli uomini della Chiesa è ciò che è stato rivelato. Se poi accade il contrario, è un problema isolato ai singoli elementi del clero che male svolgono il loro ministero.

Chiaramente, dato che gli evangelici non hanno alcuna chiesa e che nella loro Bibbia, oggetto di modifiche radicali e mirate avvenute dopo le riforme luterane del 1500, la suddetta non viene nemmeno riportata, di seguito pensano che la stessa sia un istituzione umana: ecco da dove si è sviluppata, storicamente, la credenza che noi ci affidiamo ad istituzioni inventate, non volute dalla rivelazione, che avrebbero generato rituali e tradizioni arbitrarie, portandoci così a seguire, secondo loro, per l’85% l’uomo e per il 15% Dio.

10. La preghiera dei cattolici è automatica e non spontanea 

Questa è la decima ed ultima cosa che mi viene in mente. Di fatto mi ero fermato a nove quand’ecco che un illuminazione mi ha ricordato la leggenda numero dieci: la preghiera. Ma certo. Ecco a cosa si appigliano maggiormente gli evangelici quando attuano il confronto diretto con il cattolico: che, secondo loro, la loro preghiera nasce dal cuore, è al naturale, spontanea ed intima, mentre la nostra si ferma attorno a dei testi recitati senza che vi siano nient’altro che parole automatiche. Quale grosso errore. E mi vien anche da dire: se solo sapessero e sperimentassero in prima persona.

La nostra Ave Maria o Padre Nostro puo’ essere naturale, intima e di cuore tanto quanto una qualsiasi preghiera “inventata” spontaneamente e generata sul momento di cui gli evangelici tanto si vantano. Di più: anche noi, in parallelo alle preghiere rivelate nella Bibbia, abbiamo la preghiera spontanea, quella generata sul momento, tant’è che abbiamo anche un intero movimento fondato su quest’ultima (il Rinnovamento nello Spirito). L’una non preclude l’altra. Vi è la preghiera spontanea, il dialogo intimo e anche l’Ave Maria, il Padre Nostro e via discorrendo: dietro ogni parola delle suddette preghiere vi può essere lo stesso amore, la stessa intimità e la stessa naturalezza generata da una qualsiasi preghiera spontanea. E quest’ultima viene fuori sempre per mezzo della parola.

Tra una parola spontanea ed una che già conosciamo e che andiamo ad esporre vi puo’ essere lo stesso amore e la stessa spontaneità, nobiltà d’intenti e naturalezza senza che nulla di tutto questo venga precluso in nessuna delle due. E no, non si può sostituire l’Ave Maria con una preghiera spontanea: la preghiera mariana è il primo strumento di relazione e dialogo con Maria, che intercede per noi presso suo figlio. La preghiera spontanea è senz’altro meravigliosa, ma non sostituisce le preghiere “scritte”. Vi sono stati santi che un solo Padre Nostro hanno fatto venire giù il profumo di rose dal cielo, tanto era l’amore con cui lo recitavano.


E mi fermo qua. Dieci ne ho pensate e dieci ne ho scritte. Ti definisci evangelico? Entrando qui dentro non intendo convertirti. Sia chiaro. Ma ti prego, fa che quando uscirai da qui porterai con te almeno lo 0,01% di una cosa tanto preziosa: la riflessione. Già, la riflessione su qualcosa che credevi fosse così’, e che invece non lo è. Se poi vuoi rimanere evangelico fino alla fine dell’universo, fa pure! Eccerto che prossimamente, se mai incontrerò un evangelico, mi sentirò dire, se mai ve ne sarà il contesto, nuovamente le stesse cose: che adoriamo i santi, che non preghiamo di cuore, che la Chiesa è un invenzione arbitrale… liberi di ribadire le stesse cose, con bontà d’animo e rispetto, come io sarò libero di ribadire ognuna delle verità che ho scritto, nel rispetto dell’altrui persona e con bontà d’animo. Certo, siamo fratelli e vogliamoci bene: ma il rapporto dev’essere trasparente e così è giusto ribadire ed esprimere le proprie verità.

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5 pensieri su “Le dieci convinzioni popolari totalmente errate che gli evangelici continuano ad affermare sui cristiani cattolici

  1. Non avevo mai letto una comparazione cosi chiara sulle differenze tra le due correnti religiose, finalmente le ho messo a fuoco, e tutto ciò mi fa apprezzare ancora di più l’essere cattolica fino in fondo, grazie Fabio…

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  2. mah, ho studiato anni teologia, i manoscritti del mar morto, le bibbie concordate, tanti vangeli e anche quelli apocrifi. Sono stato in Israele, a Gerusalemme, ho toccato e visto con mano la radice della religione che poi si è scissa in più direzioni.
    Non ci sono torti o ragioni sulle ragioni a mio avviso, solo l’essere umano che è abituato a voler imporre il proprio cedo e non quello che abbiamo dentro l’anima: la spiritualità.
    Con un credo imposto, circuito, condizionato o meno, noi esseri umani vogliamo “ingabbiare” la nostra spiritualità che è il vero cuore dell’anima.
    Dovremmo forse cercare di definirci di meno in un partito o in una religione e cercare di essere semplicemente più spirituali e amare il prossimo…il resto? Fuffa! poi si è scissa in più direzioni.

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    1. Ciao Mirko. Risponderò al tuo commento senza toccare la persona. Farò quindi una critica a ciò che hai esposto e non a ciò che sei. Se ti sentirai toccato in modo personale, sarà un problema tuo.

      Data la generalità della tematica esposta e la non appartenenza ad un concetto-chiave specifico (visto che, come si usa dire, hai detto tutto e niente) agirò di conseguenza, toccando i vari punti espressi senza un ordine specifico. Direi che possiamo partire. Anzitutto, la tua presentazione lascia a desiderare, e lo intendo proprio da un punto di vista intellettuale.

      Hai studiato teologia (quale? Quella ufficiale o quella inventata dagli eretici nel 1500?), i manoscritti del mar morto (!), le “bibbie concordate” (non esistono), “tanti vangeli” (sono solo 4) e “anche quelli apocrifi” (mai riconosciuti e per questo dismessi a livello storico)… Bene, e quindi? Ciò non ti rende portatore della verità oggettiva né tantomeno avvalora quello che vai ad esporre. Ma cosa c’entra insomma che hai studiato tutta sta roba? A chi vorresti impressionare? Insomma, presentarsi come “sono quello che ha studiato..” prima di esporre un idea la trovo figlia di una mentalità adolescenziale da 14enne; lo trovo di una cafonaggine, ma di una cafonaggine, che non ti posso spiegare.

      Di la tua ma lascia perdere il tuo retaggio culturale, buttato lì per presentarti come per dire ‘guarda con chi hai a che fare’: non ti rende ‘migliore’ o più vicino alla verità o autore di opinioni superiori solo perchè hai questa o quest’altra conoscenza nozionistica (tra l’altro, quasi tutto quello che hai citato è cultura astratta, visto che molta roba non esiste). Piuttosto fai valere la tua opinione argomentandola (di argomentato non c’è nulla), anziché avvalorandola con il presunto retaggio da professore.

      L’espressione “tanti vangeli” mi ha poi fatto ridere o forse sorridere: tanti vangeli, ah ok, quindi insomma, hai studiato ‘tanti vangeli’. Poi magari dimmi quali.

      Sei stato in Israele, a Gerusalemme e hai “toccato e visto con mano la radice della religione”… ferma, calma. Qui ti fermo. Tu non hai visto un bel niente, caro Mirko. Ma niente niente. Per VEDERE e TOCCARE con mano la radice della religione avresti dovuto esserci circa… 2.000 anni fa, ai tempi di Cristo. Tu hai visitato il posto dove la religione è nata, ma non hai “visto e toccato” la radice della religione, storica e politica.
      Non mi pare tu sia nato attorno all’anno 0 né che eri presente quando Cristo passeggiava per Nazareth. Hai fatto un pellegrinaggio, ma non sei mica testimone della nascita di una religione, di come davvero sia venuta al mondo. Hai visto il posto dove è nata, che è un tantino (te lo scrivo maiuscolo) DIFFERENTE. Non hai assistito a un bel niente: non hai visto e non sei stato testimone di nessuno dei moti e degli eventi che ha portato alla nascita l’ebraismo, così come il cattolicesimo, così come le mille sotto-denominazioni cristiane (se vuoi te le insegno tutte: avventisti del settimo giorno, pentecostali, protestanti, evangelici, anglicani, neo-protestanti, mormoni, testimoni di geova e potrei continuare). Per cui, dire di aver visitato un posto per massimizzare questa sorta di ‘difesa dell’opinione’ lascia il tempo che trova.

      Da visitare Gerusalemme (l’ho visitata anch’io) a “vedere la radice della religione” ci passa un pochino di differenza. Quando poi dici che “poi si è scissa in più direzioni”, giusto per dirtelo, sappi che i luoghi dove poi è avvenuta dapprima la scissione protestante/luterana e poi la scissione evangelica, sono ben lontani da Israele (ti aiuto io: Germania, Roma, Inghilterra – epoca storica: 1500/1700 d.c.). Con Gerusalemme c’entrano poco o nulla: la radice della scissione storica è tutta europea e c’entra con uno o due personaggi in particolare.

      Quando poi inizia la tua opinione, dopo la ‘fantastica’ presentazione geo-culturale, in realtà non avrei moltissimo da dire perchè, davvero, lascia il tempo che trova: non è argomentata, non è esplicitata in modo argomentativo; quelle che dici sono solo un gruppetto di affermazioni senza principio argomentativo. Affermazioni tue prive di una qualsiasi argomentazione. Praticamente, tu vorresti abolire le religioni esistenti, 2.000 anni di storia e un miliardo di credenti in 2-3 righe dicendo semplicemente un affermazione pseudo-filosofica da bacio Perugina? Dai. Mi aspetto di più da una persona che ha superato una certa età (premetto che stai parlando con uno che è un over 25).

      Il credo non è imposto: è rivelatorio ed ognuno agisce poi di seguito, accettandolo o meno liberamente. Lo si accetta liberamente: il cattolicesimo, poi, meno che mai si impone a qualcuno. Io l’ho accettato liberamente ed in esso ho trovato il massimo della spiritualità dell’uomo. Senza religione, la spiritualità è abbandonata a se stessa e finisce spesso per confinare con una cosa chiamata ‘paganesimo’, dove si fa entrare di tutto (spiritismo, astrologia e quant’altro). Ognuno è libero di vivere la spiritualità a modo proprio: con o senza credo, con o senza una dottrina, con o senza una religione.

      “Non ci sono torti o ragioni sulle ragioni”. Mmmh, non credo di aver capito. Comunque, per dirti: si Mirko, ci sono torti o ragioni sulle… ragioni. Se qualcuno dice che Hitler era buono, ha torto. Se qualcuno dice che Cristo è un personaggio inventato, ha torto. Si, ci sono verità, ci sono menzogne e quindi ci sono “torti e ragioni” (io le chiamerei verità o menzogne). Bisogna farsene una ragione. Se pensi che non ci siano, hai sbagliato pianeta terra, questo perchè tu, da solo, non puoi cambiare la storia.

      “Dovremo forse cercare di meno in un partito o etc etc etc etc…” — ti rispondo in punti:

      1) Le religioni non sono un partito.
      2) Ognuno è libero di aderire alla religione che vuole.
      3) Tu non sei nessuno per dire cosa dovrebbe fare un fedele appartenente alla religione.
      4) Io non vengo da te a dirti “dovresti essere meno spirituale a modo tuo e aderire ad una religione”.

      “E cercare di essere semplicemente più spirituali”… capisco, quindi aboliamo 2.000 anni di storia e seguiamo te, il tuo concetto di essere “semplicemente” spirituali ed il mondo sarà un posto migliore, giusto? Mmh, vedo un po’ di mitomania adolescenziale.

      Infine, concludo dicendoti una cosa: ma cosa c’entra tutto quello che mi hai scritto con il mio articolo basato sulle dieci non-verita che gli evangelici affermano sui cattolici? Io qui ho riportato dieci credenze popolari che gli evangelici affermano sui cattolici da secoli e che in realtà non corrispondo a verità. E’ un po’ come se avessi scritto “le dieci parole italiane che gli americani pronunciano sbagliate”. Sono dati di fatto storici. Cosa c’entra questa tua incursione? In questo articolo non parlo di imporre religione, non parlo di conversione, non disprezzo né l’uno, né l’altro… parlo di DIFFERENZE dottrinali, ascetiche, teologali.

      Gli evangelici dicono che i cattolici credono in A, B e C. Io, da cattolico, dico che è falso, in quanto il cattolico non crede in ciò che l’evangelico afferma. Insomma, il mio è un articolo specifico, “storico” per così dire, dove rispondo ad una serie di ‘accuse’ infondate. Non faccio “partito A vs. partito B”: rispondo solo ad alcune leggende lanciate nei secoli da una particolare organizzazione religiosa, nel massimo rispetto nei confronti della suddetta. Poi sei arrivato tu volendo fare il guru spirituale. Ma non pensare di essere nella regione per quello che hai studiato o visto: se credi che le religioni non esistano vuol dire che non hai conosciuto Cristo, e se non hai conosciuto Cristo è tempo perso parlare delle religioni.

      Prima incontrarmi Cristo, fammi un esperienza spirituale vera (non la lettura dei manoscritti del Mar Morto), poi ne riparliamo.

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