Le dieci convinzioni popolari totalmente errate che gli evangelici continuano ad affermare sui cattolici


Un po’ di contesto per chiunque non lo sappia: il cattolico è colui che crede in Cristo e alla Chiesa di Roma governata dal papa, nonché alle Scritture secondo quanto rivelato da Dio e stabilito dai padri e i dottori della Chiesa.

L’evangelico è colui che crede in Cristo ma non alla Chiesa, né tantomeno alla dottrina cattolica pre e post-Concilio Vaticano II. Il cattolico segue la Bibbia, la Chiesa di Roma, il papa a capo di essa nonché i vescovi, guide della Chiesa e del popolo. L’evangelico ha la Bibbia evangelica; non ha né Chiesa, né vescovi, né papa, né sacerdozio, né Sacramenti, né istituzioni di vario tipo, né altro. Le differenze dottrinali, liturgiche, teologali e quant’altro sono a dir poco enormi.

Un esempio? Per noi c’è il purgatorio, secondo loro non esiste; noi riconosciamo Maria, madre di Dio e di tutti gli esseri viventi, nonché le verità e i dogmi ad essa associata; per loro è a malapena una figura storica e nient’altro; noi abbiamo il papa, il clero, la gerarchia, loro assolutamente niente, apparte una figura che chiamano “il pastore”; per noi c’è la confessione del peccato, il peccato veniale e mortale, il Sacramento, il sacerdozio, per loro niente di tutto questo esiste; e questi sono solo alcuni degli esempi.

Che qualcuno professi un credo piuttosto che un altro, a me importa un fico secco; personalmente, e questa è materia di formazione, nessuno deve imporre il proprio credo ad un altro, né tantomeno impugnare la verità ridicolizzando e mancando di rispetto a quella altrui; se scegli di essere evangelico piuttosto che cattolico, io rimango dell’idea che hai scelto l’idolo giusto, Cristo, ma hai cannato dottrina; tuttavia sei libero di fare quello che vuoi. Io mi esporrò sempre secondo quella che è la mia fede, senza imporla, mancare di rispetto o implicare una forma giudizievole e/o di condanna nei confronti di coloro che aderiscono ad un credo piuttosto che al mio.

Ora, siamo nel 2018, quindi se ci sono cose che si ripetono, queste possono essere annuali, decennali, secolari o addirittura millenarie a seconda di quanto sono state generate. Una cosa ormai secolare sono le credenze popolari che gli evangelici, cristiani post-luterani nati dopo il 1700, continuano ad avere sui cattolici, cristiani nati 2000 anni fà con l’avvento di Cristo. Ci sono credenze popolari che perdurano ancora oggi e che ormai possono essere definite secolari. Un po’ come la storiella del gatto nero o del fulmine che ti becchi se attraversi due pali, gli evangelici hanno fissa questa sorta di lista di stereotipi di cui sono ancora convinti, evocandoli ogni qual volta si parli di religione ufficiale e religione “artificiale”.

Nessuno sembra mai aprire un dialogo con loro e dirgli: guardate, non è così. Tutti zitti e per conto proprio. Allora vorrei dirlo io che certe cose che continuano a credere su di noi non corrispondono al vero e dopotutto mi sono aperto un blog apposta per esprimermi liberamente. Ecco a voi dieci credenze popolari totalmente sballate che l’evangelico medio continua ad affermare sul cattolico; mi sono giunte a mente fredda e a mente altrettanto fredda le ho scritte: a voi.

1. Adoriamo e idolatriamo la Madonna

Stereotipo popolare antico come la leggenda del gatto nero. Ancora con questa storia. Noi non adoriamo la Madonna. Né essa è oggetto di idolatria. Noi veneriamo la Madonna. La venerazione è diversa dall’adorazione e dall’idolatria. Il nostro legame con Maria è umano ma al tempo stesso subordinato. La riconosciamo come Regina degli angeli e dei santi, in quanto tale ci poniamo felicemente su un gradino più basso rispetto a lei. Il rapporto è fatto di amore, amicizia, dolcezza, dialogo, ammirazione. L’adorazione è un esclusiva riservata a Dio.

2. Adoriamo e idolatriamo i santi

Stesso discorso precedente. Da nessuna parte noi adoriamo e/o idolatriamo i santi. In nessun versetto della Bibbia viene rivelato ed esposto di adorarli o idolatrarli. Noi preghiamo i santi affinché essi intercedano per noi presso Dio. Ciò è possibile nonché perfettamente naturale. In aggiunta li invochiamo affinché vengano in nostro soccorso e costruiamo con essi dei legami relazioni, esattamente come si costruisce un rapporto con un amico. Essi hanno la nostra venerazione. Né idolatria, né adorazione.

3. Non abbiamo un rapporto intimo e personale con la fede; la viviamo tramite le regole

Grosso errore che deriva dall’ignoranza, ovvero dall’ignorare il sapere ufficiale. Chi ignora finisce per riempire il buco di un informazione mancante con un altra generata diversamente, ad esempio per mezzo del sentito dire o di ciò che si dice in determinate fonti. La fede la si vive liberamente nel proprio cuore e poi anche tramite Sacramenti, che è qualcosa che si vive, esattamente come la fede all’interno della cameretta; l’uno non preclude l’altro. Il Sacramento non riduce la fede ad una relazione robotica isolata a taluni contesti; questa è infatti la visione soggettiva del non-cattolico. Chi vive il Sacramento vive la fede in modo intimo e personale esattamente quanto uno che parla con Dio nella sua camera. I Sacramenti quali Eucarestia e Confessione ci permettono di vivere, migliorare e arricchire la fede. E’ il modo in cui vengono visti tali Sacramenti che creano lo stereotipo massivo nelle comunità evangeliche, secondo cui noi vivremmo la fede non come qualcosa di unito al cuore ma unito ad un contesto esteriore d’esercizio. 

4. Non ci affidiamo alla Bibbia, ma alle tradizioni e alle regole venute dopo e inventate dall’uomo  

Ciò che la Chiesa ha stabilito è ciò che è stato rivelato tramite la Rivelazione di Cristo. Nulla di ciò che è stato detto, confermato e istituito si distacca dalla Bibbia. Se abbiamo il sacramento matrimoniale, il sacerdozio, la liturgia della S. Messa così come la confessione, giusto per citare quattro cose, è perchè tutto ciò è stato rivelato da Cristo e in quanto tale insito nella Scrittura. La loro Bibbia, essendo stata soggetta a modifiche e rivisitazioni durante l’epoca luterana, non dice tutto quello che appare nell’unica Bibbia sorgente, ma sottrae molti dei pezzi originariamente rivelati; per questo sono convinti che un terzo dei nostri “contenuti” siano inventati, non trovando gli stessi nella loro versione, che loro vedono come “l’unica” Bibbia, non essendo consapevole che la loro è una Bibbia stravolta. E qui che casca l’asino.

5. Non diventiamo cristiani per volontà propria ma per mezzo di riti imposti

Se leggi questo pezzo e sei evangelico, ti prego, mettiti alla scuola di qualcuno e studia. Noi non diventiamo cristiani per imposizione rituale e tradizionale. Il Battesimo non è rito. E’ un dono; vivere un Sacramento non implica “diventare” qualcosa per mezzo di un “rito”. Se poi lo diventi perché ti è stato trasmesso Cristo e in aggiunta sei passato attraverso un Sacramento quale è il Battesimo, la Comunione o la Cresima, non significa “diventare” per “mezzo di”. Il cristiano, a casa nostra, diventa tale per una libera e personale esperienza di Dio. In aggiunta, dopo l’eventuale conversione e libera accettazione di Cristo, vi è la frequenza dei Sacramenti, che rientrano nel cammino di fede e di conversione e non “impongono” nulla, né sono riti che riducono o degradano l’intimità della fede. Essi non sono “riti” fini a sé stessi con finalità stilistiche o burocratiche. Frequentarli non implica un rapporto di automatismo; chi poi è cristiano per tradizione, senza vivere intimamente la propria fede, è affar suo. L’errore dell’evangelico è vedere il Sacramento come un rito d’esercizio e il cammino di fede come vincolato da questi presunti “riti”. E’ un errore di percezione, conoscenza e consapevolezza.

6. I nostri preti perdonano il peccato e quindi siamo eretici: solo Dio perdona

La trasmissione strumentalizzata di un informazione genera due cause: ignoranza, prima, e confusione, dopo. Anche in questo caso si puo’ dire che chiunque affermi ciò abbia mancato un pezzo, o forse due, dell’informazione sorgente. Il prete non perdona; è Cristo che perdona, per mezzo del prete. Il sacerdote, in sé, è un tramite e in quanto tale agisce come strumento di Dio. Il sacerdote non è la fonte del perdono, ma è colui attraverso il quale il perdono viene trasmesso. Se non avessimo l’istituzione del Sacramento della Riconciliazione (la confessione), vi sarebbe anarchia totale; ognuno deciderebbe da sé cosa è il peccato, quando ha il peccato perdonato, quando è in stato di grazia (concetto che gli evangelici non hanno) e quant’altro.

7. Preghiamo i santi e la Madonna e quindi ci distacchiamo da Dio

La preghiera rivolta alle anime che vivono in Paradiso (i santi), a Maria e alle anime del Purgatorio non implica un distacco da Dio; si prega Dio e poi, in aggiunta, si pregano anche Maria, i santi e le anime del Purgatorio. La preghiera a loro rivolta è complementare e non esclusiva; il fatto di pregare costoro non significa sostituire Dio, o relegarlo in seconda posizione, come se il rapporto e l’eventuale preghiera a lui rivolta subissero una degradazione. Possiamo pregare la Madre di Dio così come qualsiasi santo in quanto essi intercedono per noi presso Dio. La preghiera a loro rivolta non è attuata per idolatria o adorazione. Tocca ad ognuno di noi far rimanere Dio al centro.

8. Abbiamo il Purgatorio per espiare i peccati e quindi siamo incoerenti ed eretici: Cristo li ha già espiati per noi

Qui c’è da chiarire una cosa. Il Purgatorio non è per espiare il peccato come se Cristo non avesse pagato lo stesso sulla Croce o come se il suo sacrificio non fosse stato sufficiente. Il Purgatorio è per espiare la conseguenza della colpa derivata dal peccato, differenza che ha del colossale. Per mezzo della confessione veniamo lavati e quindi liberati dal peccato grazie al Sangue di Cristo; Cristo cancella quindi il nostro peccato tramite confessione. Successivamente, dato che la Giustizia Divina esige il conto, dovremo offrire atti in riparazione della colpa per quanto abbiamo commesso. Il peccato viene cancellato; la conseguenza della colpa, no. Sarebbe troppo facile, altrimenti. Ammazzo una persona, mi pento ed è tutto apposto. Invece no: se faccio qualcosa di grave, se mi pento e mi confesso vengo si perdonato e ho quindi accesso alla vita eterna; ma devo comunque espiare la conseguenza della colpa, ovvero il male che ho fatto. Questa è logica, oltre ad essere Giustizia Divina. Chi non paga la conseguenza della colpa in terra, paga il prezzo in Purgatorio, luogo di espiazione temporanea. Il Purgatorio non è incoerente con l’opera salvifica di Cristo.

9. Ascoltiamo la Chiesa e non Dio

La Chiesa dice ciò che ha detto Dio. La Chiesa parla tramite le parole di Dio e Dio parla per mezzo della sua Chiesa, da egli stesso istituita. Se il Catechismo dice A, ciò è dovuto al fatto che la Bibbia dice A. Se il vescovo parla, si presuppone che il suo discorso sia teologicamente allineato con la Dottrina. Ascoltare la Chiesa non significa ascoltare parole ideate dall’uomo, in quanto ciò che è detto dagli uomini della Chiesa è ciò che è stato rivelato. Se poi accade il contrario, è un problema isolato ai singoli elementi del clero che male svolgono il loro ministero. Chiaramente, dato che gli evangelici non hanno alcuna chiesa e che nella loro Bibbia, oggetto di pesanti modifiche avvenute dopo le riforme luterane del 1500, non viene nemmeno riportata, di seguito pensano che la stessa sia un istituzione umana; ecco da dove si è sviluppata, storicamente, la credenza che noi ci affidiamo ad istituzioni inventate, non volute dalla rivelazione, che avrebbero generato rituali e tradizioni arbitrarie, portandoci così a seguire, secondo loro, per il 65% l’uomo e per il 35% Dio.

10. La nostra preghiera è automatica e non spontanea 

Questa è la decima ed ultima cosa che mi viene in mente. Di fatto mi ero fermato a nove quand’ecco che un illuminazione mi ha ricordato la leggenda numero dieci: la preghiera. Ma certo. Ecco a cosa si appigliano maggiormente gli evangelici quando attuano il confronto diretto con il cattolico: che, secondo loro, la loro preghiera nasce dal cuore, è al naturale, spontanea ed intima, mentre la nostra si ferma attorno a dei testi recitati senza che vi siano nient’altro che parole automatiche. Quale grosso errore! E mi vien anche da dire: se solo sapessero e sperimentassero! La nostra Ave Maria o Padre Nostro puo’ essere naturale, intima e di cuore tanto quanto una qualsiasi preghiera “inventata” spontaneamente e generata sul momento di cui gli evangelici tanto si vantano. Di più: anche noi, in parallelo alle preghiere rivelate nella Bibbia, abbiamo la preghiera spontanea, quella generata sul momento, tant’è che abbiamo anche un intero movimento fondato su quest’ultima (il Rinnovamento nello Spirito)! L’una non preclude l’altra. Vi è la preghiera spontanea, il dialogo intimo e anche l’Ave Maria, il Padre Nostro e via discorrendo; e dietro ogni parola delle suddette preghiere vi puo’ essere lo stesso amore, la stessa intimità e la stessa naturalezza generata da una qualsiasi preghiera spontanea! E quest’ultima viene fuori sempre per mezzo della parola. E tra una parola spontanea ed una che già conosciamo e che andiamo ad esporre vi puo’ essere lo stesso amore e la stessa spontaneità, nobiltà d’intenti e naturalezza senza che nulla di tutto questo venga precluso in nessuna delle due. E no, non si puo’ sostituire l’Ave Maria con una preghiera spontanea! Quest’ultima è senz’altro meravigliosa, ma non sostituisce le preghiere “scritte”. Vi sono stati santi che un solo Padre Nostro hanno fatto venire giù il profumo di rose dal cielo, tanto era l’amore con cui lo recitavano!


E mi fermo qua. Dieci ne ho pensate e dieci ne ho scritte. Ti definisci evangelico? Entrando qui dentro non intendo convertirti. Sia chiaro. Ma ti prego, fa che quando uscirai da qui porterai con te almeno lo 0,01% di una cosa tanto preziosa: la riflessione. Già, la riflessione su qualcosa che credevi fosse così’, e che invece non lo è. Se poi vuoi rimanere evangelico fino alla fine dell’universo, fa pure! Eccerto che prossimamente, se mai incontrerò un evangelico, mi sentirò dire, se mai ve ne sarà il contesto, nuovamente le stesse cose: che adoriamo i santi, che non preghiamo di cuore, che la Chiesa è un invenzione arbitrale…liberi di ribadire le stesse cose; come io sarò libero di ribadire ognuna delle verità che ho scritto, nel rispetto dell’altrui persona.

3 pensieri su “Le dieci convinzioni popolari totalmente errate che gli evangelici continuano ad affermare sui cattolici

  1. Non avevo mai letto una comparazione cosi chiara sulle differenze tra le due correnti religiose, finalmente le ho messo a fuoco, e tutto ciò mi fa apprezzare ancora di più l’essere cattolica fino in fondo, grazie Fabio…

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