Conosciamo F. Alan Ghino | Intervista esclusiva al poeta e aforista cattolico più geniale e sensibile del web


Ed è fatta: dopo tre mesi di comunicazione via email, Alan Ghino ha finalmente risposto ad ogni questione posta dal sottoscritto. L’intervista è finalmente pronta. Realizzata dal sottoscritto in diretta collaborazione con l’artista, esclusiva del mio blog e pronta ad uscire oggi, 4 marzo 2018, intervista con Alan Ghino è un pezzo che non puo’ mancare di essere letto da parte di chiunque cerchi un’intervista che si possa definire una testimonianza spirituale di ispirazione cattolica. Non vi resta che leggerla.

D: Buongiorno Sign. Alan, come sta?
R: Bene grazie. Ho un pò di fame e la mia esistenza è funestata da continui vuoti di senso e mancanze di certezze ma per il resto tutto bene. In particolare sono molto lieto per questa intervista anche se un pochino emotivamente agitato.

D: Quando ha iniziato a sentire, dentro di lei, il desiderio di scrivere poesie?
R: Uhm.. partiamo subito con una domanda bella tosta. Dunque potrei dirle che il desiderio di scrivere è stato presente in me fin dall’infanzia. Piccoli testi, racconti, canzonette e filastrocche hanno sempre accompagnato la mia creatività. Però per quanto riguarda il riuscire a dare una forma e un’espressione concreta alle mie emozioni e ai miei ricordi tramite la poesia è un’evoluzione piuttosto recente… avvenuta direi negli ultimi due anni e accompagnata da alcuni eventi personali che hanno fatto scaturire in me, oltre a un vortice di emozioni, anche una maggiore consapevolezza di ciò che si muove nel mio animo insieme a una maggiore conoscenza di me. In conclusione direi che ogni uomo nasce poeta. Un bambino in fondo è pura poesia. Ma non tutti riescono a conservare la semplicità e la purezza dell’animo infantile. Serve un’educazione al bello, alla conoscenza di sé, all’introspezione, alla spiritualità, che accompagni i fanciulli nella loro crescita e li educhi alla valorizzazione di tutto ciò che di stupendo racchiude in sé l’animo umano, che è tempio di Dio. Purtroppo oggi intorno a noi vediamo molto poca di tale educazione al bello ma non bisogna perdere la speranza. La scintilla di luce racchiusa in ogni creatura non può essere spenta molto facilmente e basta poco per ridestare uno spirito puro anche se rimasto per anni nel grigiore del mondo. Spero di non aver divagato troppo…

D: Qual’è stata la prima poesia che lei abbia mai scritto?
R: A questa domanda non penso di saper rispondere.. come le dicevo il fanciullo è pura poesia e quello che esprime un bambino nei suoi pensieri e nei suoi primi scritti è un frullato di poesia così come i suoi disegni. Potrei cavarmela dicendo che la prima poesia che ho scritto è la prima che è stata pubblicata sul suo blog, in quanto prima opera scritta e pubblicata, ma certamente essa è stata preceduta da moltissime poesie che la hanno preceduta e delle quali purtroppo conservo poca o nessuna memoria ma spero siano rimaste impresse nel cuore di Dio.

D: Quando scrive poesie, c’è qualcosa in lei che la ispira particolarmente?
R: Si certo, la poesia nasce sempre da un ispirazione che può essere un paesaggio, un incontro, il ricordo del passato di una giornata particolare, una persona e via dicendo. L’ispirazione d’altra parte può anche nascere da un movimento interiore dell’anima che in un momento di particolare sensibilità coglie o intuisce qualcosa di molto profondo e attraverso i sentimenti e la ragione trasforma questa intuizione in poesie. Personalmente ho sempre trovato maggiore ispirazione nei momenti passati in mezzo alla natura e nel silenzio. In particolare i luoghi che mi favoriscono l’ispirazione poetica sono il mare e la montagna.

D: Legge mai poesie altrui?
R: Si ma non spessissimo. A volte mi capita di soffermarmi su poesie o su scritti che colpiscono in particolare la mia attenzione. Le confesso che molte poesie a volte mi annoiano o mi lasciano indifferente e non escludo che a molti possa succedere così leggendo le mie poesie. Ma altre riescono a trasmettermi immediatamente qualcosa, come se l’autore parlasse direttamente a me e mi leggesse, scrivendo in parole quello che anche io, come lui, sento nell’anima ma che, a differenza sua, non riesco a esprimere così nitidamente e chiaramente. Quelle poesie li considero immediatamente come veri e propri capolavori e mi fanno nascere il desiderio di approfondire e migliorare la mia abilità poetica e soprattutto di scoprire sempre più a fondo la mia anima e l’animo umano nel tentativo di scrutare in essa l’immagine e l’impronta della bellezza e della sensibilità divina.

D: Lei è un uomo di fede?
R: Si la Fede è una dimensione molto importante nella mia vita.. direi fondamentale. Senza Fede molti miei gesti quotidiani, ordinari e straordinari sarebbero privi di un senso ultimo. La mia stessa vita sarebbe priva di un senso ultimo. Non so se sono all’altezza, anzi sicuramente no, di tale titolo; non so se sono davvero degno di essere definito un Uomo di fede, ma si, la Fede è necessaria per me.

D: Pensa che la poesia possa essere un mezzo per trasmettere la propria fede?
R: Certo, assolutamente! Anche la poesia rientra in questa ottica di Fede. Spero con la mia poesia di riuscire a trasmettere un po’ di bellezza, un piccolo riflesso della Bellezza del creatore che si riflette nel creato e che io provo a trascrivere e descrivere nelle mie poesie mescolando tale bellezza alle emozioni e i ricordi che essa suscita in me. In questo senso mi piacerebbe quindi essere considerato un poeta religioso, pur non essendo la religione al centro di tutte le mie opere, infatti, essa ne è comunque il motore e la linfa vitale, poiché è da Dio che tutto proviene e a Lui tutto ritorna. In questo senso ogni cosa, ogni affetto, ogni emozione, rimanda a Lui e la fede in Dio sorregge ogni mio tentativo di espressione.

D: “Io sono la verità, la via e la vita…” cosa ne pensa di questo verso?
R: Questa domanda mi colpisce particolarmente poiché questa frase evangelica la usai in una risposta importante che diedi a un certo momento della mia vita. E come allora non posso che ribadire, pur dopo diversi anni e alterne vicende, come Gesù Cristo rappresenti ancora per me queste tre importantissime dimensioni della vita: la Verità, ovvero il riferimento a valori assoluti e irrinunciabili che guidano e determinano le mie scelte oltre che lo specchio vivo e immutabile con il quale confrontarmi ogni giorno della mia vita, la Vita, e quindi la sorgente e il tesoro da cui attingere forza vitale per affrontare questo mondo di morte nel quale ci troviamo e la Via, ovvero la strada da percorrere, il cammino stesso sul quale poggiare i miei passi, il fondamento e il sostegno che sorregge la mia vita ed indica il fine ultimo verso il quale tutti siamo diretti cioè l’incontro finale con il nostro Dio e, speriamo, la comunione eterna con Lui.

D: Oltre alla poesia, c’è dell’altro che le interessa nella vita?
R: Certamente. La mia vita è piena di interessi e vicende che a volte favoriscono ma molte volte invece ostacolano e soffocano la mia sensibilità poetica. Diciamo che tralasciando cose troppo personali posso elencarle alcuni dei miei interessi principali. Al primo posto pongo quindi la dimensione religiosa nel quale includo sia la pratica dei sacramenti e la preghiera sia l’approfondimento della Fede cristiano-cattolica. Secondariamente vengono interessi legati a bisogni primari quali il cibo, che occupa uno spazio molto importante, le relazioni sociali, gli affetti, e le relazioni legate all’ambiente in cui vivo, studio e lavoro. In seguito la mia vita è occupata da visione di film, ascolto di brani musicali, lettura di libri e poesie, riposo e pianti. Molti pianti.. frequenti e improvvisi, a volte accompagnati da urla. Qualche volta per calmarmi prendo la camomilla o fumo sigari.

D: Pensa mai che le sue poesie potrebbero divenire un tesoro per la cultura della poesia italiana?
R: A volte lo penso… poi penso “no ma và.. figuriamoci!!”. Non so, penso siano poesie carine. Scrivo più che altro per esprimermi e soprattutto per esprimere il mio disagio. Se poi queste opere saranno apprezzate.. tanto meglio. Ma non credo. Penso rimarrò nell’oblio. In vita e in morte.

D: Chi è lei veramente?
R: Chi sono io? Cosa sono io? Qual è il senso della mia vita? Perché esisto? Perché qui ed ora? Perché non sono ancora morto? Queste sono solo alcune delle domande che mi pongo ogni giorno. No non so rispondere. Non so assolutamente chi io sia. Non so nemmeno se posso dire di essere. Io sono? Boh…

D: Si farà mai vedere in pubblico?
R: Perchè no? Si mi piacerebbe un giorno provare l’ebbrezza della fama e mostrarmi in pubblico. Magari nudo e urlando frasi senza senso. Si mi piacerebbe. Si se raggiungerò un certo livello di fama planetaria penso che soddisferò i miei fan mostrandomi loro con gioia.

D: Può dirci qualcosa sulla sua vita privata?
R: Mah.. no direi che la mia vita privata non è molto interessante. Passo lunghe giornate ad osservare il mare. Piango e sto molto tempo chiuso nella mia camera. Questo è quello che posso dire in estrema sintesi. Diciamo che la mia vita privata fa abbastanza schifo. Si ecco scriva così: la mia vita privata fa schifo.

D: Cosa ne pensa della perdita di fede globale nel nostro paese? Le preoccupa che questa nazione si sia del tutto scristianizzata nell’arco di 60 anni?
R: Penso che se tra 60 anni l’Italia potrà ancora definirsi una nazione sarà già un bel risultato. E se la parola cristiani esisterà ancora sarà un bel risultato. Come può intuire sono piuttosto pessimista sul futuro non solo del nostro paese ma del mondo intero. Chi semina vento raccoglie tempesta. E negli ultimi anni si è seminato un vento anche terribilmente avvelenato.

D: Poesia in rima e poesia senza rima. Quale tra le due preferisce personalmente?
R: La poesia in rima mi diverte di più. Ma la poesia senza rima è quella più alta. Dare musicalità, sinuosità e profondità a  un testo poetico senza ricorrere ad artifici stilistici è indice di genio e profonda sensibilità innata. Un esempio ne è Leopardi. Brani poetici sublimi con pochissime rime se non addirittura assenti.

D: Dia un messaggio a chiunque leggerà questa intervista.
R: Credi in Dio e abbandonati a Lui. Il Signore completerà per te l’opera Sua. Sii forte ed osserva i suoi Comandamenti. Meglio poveri con una retta coscienza che ricchi con la frode e l’inganno. Niente vale più di una coscienza pulita. E sa sbagli ritorna al Signore che avrà di te misericordia e risolleverà la tua vita. Non temete… guardate a Lui e sarete raggianti.

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