L’Eucaristia è fonte e culmine della vita

L’Eucaristia è la mia corsia preferenziale verso il Paradiso. È come quando puoi scegliere se raggiungere Bologna in statale o previa autostrada: la prima complica e allunga il cammino, la seconda facilita il percorso e rassicura il viaggiatore. Chiunque scelga la strada dell’Eucaristia quotidiana, intraprende ufficialmente l’autostrada del sole, in direzione di Dio. Senza di essa non vivo, decado nella grazia e mi ritrovo soggetto ad una moltitudine di tentazioni senza la dovuta forza spirituale per respingerle. Essa è il più grande dei tesori ai quali sono legato, corpo e anima.

Prima di parlare di cosa sia l’Eucaristia è bene ricordare cosa non sia (partenza dal contrario: ricordate la quaestio di san Tommaso d’Aquino?). L’Eucaristia non è un pezzo di pane, simbolicamente rappresentante il corpo di Cristo; non è un pezzo di pane qualunque, come fosse solo materia e basta; non è una tradizione culturale creata dall’uomo; non è memoria liturgica fine a se stessa; non è “inventata” dall’uomo, come se non fosse preceduta da fondamenta scritturistiche.

L’Eucaristia è fonte e culmine della vita di ogni fedele. L’Eucaristia è presenza reale di Cristo; è Corpo e Sangue di Gesù; è Dio stesso disceso che diviene pane. L’Eucaristia fu istituita da Gesù stesso il Giovedì Santo. L’Eucaristia è sorgente di vita e punto somma nella storia della Chiesa Cattolica Apostolica Romana. Esso è il più grande dei tesori divini custoditi e protetti dalla Chiesa Cattolica Apostolica Romana, Corpo Mistico di Cristo.

L’Eucaristia è tutto ciò che la Chiesa dice di essere e niente di tutto ciò che il mondo pagano asserisca che sia. Per orientarsi nel labirinto organico del magistero ecclesiastico, è bene reperire una mappa, che aiuti l’orientamento per l’ottenimento del sapere, dando le indicazioni necessarie per il percorso sapienzale. Se dunque uno volesse approfondire la fonte storica e dottrinale dell’Eucaristia, da quale punto potrebbe partire? Giacchè siete qui, ve lo dico: da quelle che definisco «Le tre colonne».

Dogma della Transustanziazione
Le tre colonne

Sacra Scrittura

La Scrittura è fonte certa e divina in cui è possibile trovare ciò che Dio disse. Per comprendere, invece, bisogna rivolgersi al Magistero. Nella Scrittura si legge, nel Magistero si comprende ciò che si legge; seppur l’uomo sia comunque libero di adoperare le sue facoltà intellettive, durante la lettura delle sacre pagine, nel tentativo di ricavare una qualche semantica per se stesso. Ricordando che l’auto-interpretazione è condannata dalla Chiesa e che la stessa ha l’unica autorità, divinamente istituita, di interpretare la parola.

Giovanni 6, 54 Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. 55 Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue è vera bevanda. 56 Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me, e io in lui.

Tradizione

Gli apostoli misero in pratica la parola che Dio manifestò da se stesso, comunicò a loro e scolpì nel «tempo». Ciò che Gesù fece, gli apostoli attuarono a loro volta, e non come ripetizione sterile fine a sé stessa, avendo ricevuto poteri immediati da Cristo. Gli apostoli insegnarono ciò che a loro venne insegnato. Il primo banchetto eucaristico avvenne già nella prima comunità cristiana di Gerusalemme, nel primo secolo d.c. Tra le fonti storiche che ci parlano dell’Eucaristia, troviamo i testi sacri, Atti degli Apostoli 2,46Atti degli Apostoli 5,42. Dalla tradizione apostolica in poi, mediante la discendenza apostolica, la parola viene conservata e data alle generazioni nel corso del tempo.

Magistero

Il Magistero della Chiesa conserva, protegge e comunica alla più grande delle creature sulla terra, l’uomo, le meraviglie che Dio ha rivelato. Se la Scrittura comunica la verità rivelata, il Magistero comunica la verità rivelata interpretata. Non può aggiungere più di quanto sia stato rivelato. Non c’è documento ecclesiastico che non parli di Dio. In quale dei documenti della Chiesa Cattolica è possibile trovare una fonte magisteriale, di approvazione papale e dogmatica, sull’Eucaristia? Innumerevoli, mi vien da dire. Uno in particolare è: ‘‘L’Eucaristia: fonte e culmine della vita e della missione della Chiesa’’, frutto compiuto del Sinodo dei Vescovi del 2005. Clicca qui per leggerlo. Nel documento si annota: «39. La presenza del Signore nel sacramento è stata voluta da lui stesso per essere vicino all’uomo e nutrirlo di Sé, per restare dentro la comunità ecclesiale. La risposta dell’uomo è la fede nella presenza reale e sostanziale, come viene richiamato in alcune risposte in base alle encicliche Ecclesia de Eucharistia e Mysterium fidei. Con la fede nella presenza di Cristo nel sacramento vanno raccordati gli altri aspetti […] esso, infatti, è anche anticipazione della realtà ultima ed eterna durante il pellegrinaggio verso la casa del Padre Celeste, come è manifestato, per esempio dall’attesa sponsale delle persone consacrate.»


L’Eucaristia è la presenza reale di Cristo ed è stata istituita da Lui stesso per vivere con noi ogni giorno, tutti i giorni, e per nutrirci e riempirci del suo Amore infinito e illimitato, essenza e manifestazione del divino, Ente incausato, infinito e illimitato, anticipando la comunione eterna che verrà nel Regno dei Cieli. Chiunque accetti l’Eucaristia per fede e la viva quotidianamente, si prepari ad una vita di santificazione continua, all’anticipo della vita eterna e ad un aumento di grazia santificante, di origine divina, necessaria per la salvezza.

2 pensieri su “L’Eucaristia è fonte e culmine della vita

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