Il diario della principessa Eugenia Von Der Leyen | Anno IV: 1924


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1924

2 Gennaio. Il poveretto molto difficile, veniva sempre più vicino e gemeva; non era possibile pregare. Avevo un grande terrore che mi toccasse. Questa cosa è per me la più spaventosa, tutto il mio essere mi si ribella. Fui contenta quando venne Gianni col quale ho potuto pregare. Poi il poveretto se ne andò. Poichè mi sentivo tremendamente stanca, dissi: “Per favore lasciami dormire, io continuo pure a pregare per te”. Lui: “Che cosa mi avevi promesso?” e se ne andò. Io mi sentivo piccola a causa della mia poltroneria.

3 Gennaio. Mi sono svegliata di soprassalto. Il poveretto appoggiava le sue mani su di me, fu una cosa terribile. L’ho pregato di allontanarsi e poi ho pregato per lui, ma lui era tanto irrequieto, se ne andò nella mia stanza accanto dove lo sentii a lungo far rumore e fracasso. Gianni qui, piangeva. Gli chiesi: “Perchè sei così triste?” Lui: “C’è qualche cosa fra me e te”. Io: “Sì, lo so, ma io devo pregare anche per gli altri”. Lui: “Non devi!” Io: “Ma io ho tanta paura quando non posso aiutare quel poveretto, paura che mi tormenti”. Lui:”Sopporta!” E sparì. E’ molto difficile ciò, che cosa posso fare con quel poverino.

4 Gennaio. Venne il poveretto. Io gli dissi che non avrei ancora potuto aiutarlo, finché non era libera l’altra anima. Allora incominciò a gridare e si gettò su di me, cosa tremenda! Più tardi venne Gianni. Io: “Sei contento di me adesso.” Lui: “Si.” Io: “Devo fare tutto per te?” E per gli altri, niente?” Lui: “Dà di più!” Quale introspezione da parte sua, io potrei dare di più se non ci fosse più in me il mio “io”.

5 Gennaio. Il poveretto venne durante il giorno e potei vedere tutta la sua lordura e quanto era ripugnante. Non riesco a spiegarmi che cosa avvolge il suo corpo, forse non è una pelle, ma in ogni modo è tutto pieno di ulcere e tumefazioni. Confrontandolo con la mia stufa potei rilevare la sua grandezza. Egli mi venne incontro con le braccia distese. Io mi rifugiai nella mia torre, non mi venne dietro, poi disparve.

6 Gennaio. Durante la notte ebbi dei dolori e non venne nessuno; cosa straordinaria, però gradita. Il Cavaliere in chiesa (era domenica).

“Il tormento cessa, il castigo no!”
7 Gennaio. Il poveretto entrò di nuovo dalla finestra, fece tanto rumore che mi svegliai prima. Io: “Se non puoi ancora parlare dammi un segno di risposta”. Sei una povera anima?” Egli accenna di si. Io: “Ti posso aiutare davvero?” Egli assentì di nuovo e mi venne molto vicino. Io: “Conosci quell’altra anima, che io devo aiutare prima di te?” Egli scuote il capo e vuol prendere la mia mano. Non riesco a dargliela questa mano! Io: “Perchè mi tocchi sempre?” Allora mostrò tutte le sue piaghe e tumefazioni gridando in modo pauroso. Io pregai con lui. Egli si calmò un po’ tenendo la sua mano sul letto. Vieni ancora Gianni, pare non si vedano. Io: “Sai che c’è qui anche un’altra anima”. Lui: “Si”. Io: “La vedi?” L’altro: “No”. Io: “E allora come lo sai?” Lui: “Perché tu hai già dato”. Io: “Che cosa ho già dato?” Lui: “Luce”. Io: “Che cosa intendi dire con la parola luce?” Lui: “La strada”. Io: “La dò anche a te?”. Lui: “Sì”. Il poveretto andò via. Gianni rimase ancora a lungo, ho pregato molto con lui. Gli ho chiesto ancora molte cose, ma non ebbi risposta. Tutto ciò non lo riesco a capire, come posso dar “luce”, ma una cosa è chiara, che il poveretto avrà bisogno ancora di molte cose.

9 Gennaio. Il poveretto con me dalle 10 e mezzo fino alle quattro. Niente da fare con lui. Non mi perse d’occhio un istante, e questo stanca assai. Il suo volto ha forse qualche cosa di naturale. Una volta mi saltò addosso. Io gli gridai: “Non puoi farlo!” Allora egli divenne furioso, ma si ritirò nel suo angolo. Io provai tanto spavento. Appena se ne fu andato, sentii improvvisamente una musica proveniente da lontano, una cosa del tutto nuova. Aprii la finestra, ma dal di fuori non si sentiva niente.

10 Gennaio. Gianni venne in pieno giorno, sembrava molto allegro. Gli dissi: “Sembri molto contento, va meglio?” Lui: “Si”. Io: “Ma dimmi un po’ perchè devi ancora continuare ad espiare?” “Io ho offerto per te più volte l’Indulgenza Plenaria”. Lui: “Si”. Io: “L’hai ricevuta?” Lui: “Sì, Dio è giusto, il tormento cessa, non il castigo!” Egli sparve.

Incontrata l’Ombra, prende la forma di una donna, ma ancora è irriconoscibile.

Il poveretto entrò gridando. Ero ancora in piedi. Mi sono messa subito a pregare con lui. Egli poggiò la sua mano sul mio capo, io lo scrollai via e allora disse: “Dà!” Io: “Che cosa devo fare per te?” Lui: “Sacrifici!” Io: “Che cosa?” Lui: “Volontà!” Capii subito che cosa pensava perchè non lo volevo toccare e dovetti farlo. Egli mi stese le braccia, io le diedi la mano, ma non volentieri, anzi con avversione. Allora egli prese anche l’altra mia mano. Io sentii la sua appiccicosa nella mia mano, avrei voluto piangere. Io gli dissi: “Che cosa ti può fare la mia mano?” Lui: “Frescura!” Stetti ferma ma infelice fino che le sue mani caddero dalle mie, non c’era più niente da dire. Rimase alcun po’ e poi disparve.

11 Gennaio. Gianni è qui quasi tutta la notte. Ora sembra proprio contento. Io: “Dimmi perché eri posseduto?”. Egli: “Dato scandalo”. Io: “Adesso dove sei?” Lui: “Nell’ombra!” Io: “Ancora lontano dal buon Dio?” Lui: “Si”. Io: “Verrai ancora spesso da me?” Lui: “No”. Io: “Perché no?” Lui: “Non puoi più darmi niente”. Io: “Ma io ti aiuto ben volentieri?” Lui: “Io sono allontanato”. Io: “Che cosa devi patire ancora?” Lui: “Il castigo della separazione”. E disparve! Come è strano tutto questo. Io annoto solo quello di cui sono assolutamente sicura. Qualche volta devo ripetere la domanda, perché essi molto spesso mormorano o balbettano soltanto.

Il mostro si dà da conoscere
12 Gennaio. Il poveretto qui. Non ci sono nuove difficoltà. Vista l’ombra e gli Undici.

13 Gennaio. Mi svegliai per una stretta al mio braccio destro, il poveretto si piegò su di me. La sua testa era così vicina che mi pareva di svenire dalla paura. Non posso descrivere quanto sia spaventoso, ma non mi voglio lamentare. Il Signore Iddio non mi manderà più di quanto possa sopportare. Anche la sua faccia è piena di eruzioni e come coperta di una massa attaccaticcia. Finalmente si drizzò in piedi accanto a me. Io incominciai a pregare. Lui disparve. Visto il Cavaliere in Chiesa.

14 Gennaio. Ero molto preoccupata per il ritorno dei miei da Roma. E L…..era ancora da me la sera. Mentre lei stava quieta seduta accanto a me, vedo quel poveretto dietro di lei che mi fissa alla solita maniera. Non mi lascio impressionare, ma a lungo non ci riesco più, è un enorme sciupio di nervi. Così mando L a dormire. Mentre la sto per abbracciare l’ombra si mette davanti a lei, io vedo comunque L attraverso l’ombra. L….è immediatamente vicina, ma non vede niente, è soltanto sorpresa che la voglia mandare subito a letto e mi trova burbera. Appena essa se ne è andata il poveretto si getta su di me. Io tengo duro, non voglio svenire, ma c’era davvero da perdere i sensi. Non posso dire se ho pregato, ero come un arnese incapace di pensare. Riuscivo appena a respirare, tanto mi stringeva. Finalmente mi lasciò libera. Io: “Perché mi tormenti così”. Lui: “Perché prendi il mio tormento”. Io: “Ma chi sei tu?” Lui: “Uno che cerca”. Io. “Che cosa cerchi?” Lui: “Riposo (pace)!” Io: “Voglio sapere come ti chiami!” Lui: “Enrico” e disparve. Questa volta ero proprio disfatta, sono comunque contenta che egli parla, il povero Enrico.*

Udii di nuovo quella musica straordinaria. Ma potrebbe anche essere una immaginazione e provenire dalle vibrazioni dei fili telefonici, che passano sotto la mia finestra.

15 Gennaio. Enrico è qui a lungo, niente di brutto. Egli incomincia ad essere contento delle preghiere e trovo in lui anche un grande cambiamento della faccia. Mi sembra di conoscere i suoi occhi, ma non posso ancora stabilire di chi siano. L’ombra fu nella mia stanza e non posso ancora dire se è una donna.

16 Gennaio. Enrico mi svegliò con un urlo e poi incominciò a gemere paurosamente. Ho pregato con lui, ma poichè continuava a lamentarsi presi la bottiglia con l’acqua dei Tre Re Magi e la sparsi su di lui. Si quietò subito e incominciò a mormorare la preghiera con me, alla fine andò via. Sul pavimento non c’era una goccia d’acqua eppure io avevo vuotato tutta la bottiglia.

17 Gennaio. Strano. Durante la notte ho avuti forti dolori, non venne nessuno. Verso le 4 mi addormentai. Alle 6 venne Enrico. Gli chiesi: “Perché vieni così tardi oggi?” Lui: “Non ti ho trovata.” Io: “Perché no?” Sono sempre stata qui!” Lui: “Non eri chiara”. Io: “Ma dimmi perchè quell’aspetto così orrendo?” Lui: “Il peccato. Io: “Ti ho conosciuto quando eri vivo?” Lui: “No”. Io: “Sei vissuto in questo castello?” Lui: “Si,” Io: “Quando?” Era sparito.

*Nota. Il Parroco Sebastiano Wieser commenta: Enrico von M…… è una persona storica. Trovai il suo nome come quello di Egolfo e Barbara nei registri della parrocchia. Egli deve aver condotto una vita feroce. Egli appare per oltre un anno. Ha fondato e lasciato dei lasciti per Sante Messe annuali, ma la fondazione a causa dell’inflazione è ora sfumata. Per questo feci domandare, se egli sapeva che SS. Messe non sono più celebrate (intendevo celebrate come prima). “Il Sangue di Cristo scorre per tutti noi”, è la sua risposta. L’11 Febbraio è finalmente il giorno della liberazione di Enrico.

L’Ombra salì le scale davanti a me. Visto il Cavaliere in Chiesa
18 Gennaio. Di nuovo qui il poveretto. Egli si gettò su di me, io lo pregai di lasciarmi in pace, tutto inutile. Finalmente si rimise m piedi vicino a me! Io ero tanto spaventata che mi sarei messa a piangere volentieri. “Perché l’hai fatto di nuovo?” Lui: “Per venir liberato”. Io: “Libero da che?” Lui: “Non vedi questo?” Io: “No”. Lui: “Guardami bene”. Poi sparì. Devo aiutarlo a liberarsi dalle sue tumefazioni? Non capisco. ‘Come gli può giovare un sacrificio che faccio per forza? Perché io non lo toccherei mai di mia volontà. 19 Gennaio. Devo dire che adesso ho paura da ogni notte. Comunque posso dormire. All’una venne Enrico con un grido. Quale è la cosa migliore che posso fare per aiutarti? Lui: “Vinci te stessa!” e si slanciò contro di me. Fu una cosa tremenda. Ho sopportato quella pena in sacrificio per lui. Finalmente mi lasciò libera. Continuavo a pensare di essere tutta lordata da lui. Invece non si vede niente. Io: “Devi tormentarmi in questo modo?” Lui: “Si,” Io: “E chi lo vuole?” Lui: “Io”. Io: “Allora hai ancora la volontà libera?” Lui: “No”. Io: “Allora perchè dici che lo vuoi tu?” Lui: Mi spinge, perché soltanto tu.. non ho capito il resto”: Più tardi mi svegliai di nuovo per quella musica. Non riesco a comprendere che cosa sia, è come un canto alla parete vicino a me.

20 Gennaio. Egli venne di corsa nella mia stanza come un uragano spinto dal vento. Io ero ancora sveglia, e gli dissi subito: “Per favore, oggi stammi lontano!” Lui: “Perché?” Io: “Perché non posso resistere”. Lui: “Allora non mi vuoi aiutare?” e mi venne subito più vicino. Io non parlai più e chiusi gli occhi. Allora egli posò le sue manacce sulle mie spalle e premette la sua testa sulla mia. Di più non so, era troppo. Dopo, un po’ di tempo ritornai in me. Quando posso avere il conforto della S. Comunione è di nuovo tutto dimenticato.

21 Gennaio. Di nuovo così tremendo, solo che questa volta riuscii a non perdere i sensi. Sono diventata così debole perchè penso continuamente e con ripugnanza e orrore a questa cosa.

22 Gennaio. Andò un pochino meglio. Non riesco più a farlo parlare, potei almeno pregare con lui.

L’Ombra di nuovo a lungo nelle mie vicinanze, visto il cavaliere in Chiesa.

23 Gennaio. Enrico ha un aspetto diverso. Non posso ancora dire in che cosa sia diverso, comunque non è più così ripugnante. Sono felice, perchè non mi ha più toccata. Io: “Dimmi sei Enrico von M…?” Lui: “Si!” Io: “Perché devi fare una penitenza così lunga?” Lui. “Il peggior peccato!” Io: “Sei andato in giro per il castello per tutto questo tempo?” Lui: “Si” Perché non ti ho mai visto prima?” Lui: “Non ti era ancora permesso.” Io: “Devo chiederti se ti accorgi che le SS.Messe Legatorie per te non vengono più celebrate?” Lui: “Il Sangue di Cristo continua a scorrere per noi!”*

Poi incominciò a piangere. Io: “Perché piangi?” Lui: “Perchè non posso attingere!” Io: “E perché?” Lui: “Il castigo”. Io: “Ed io ti aiuto?” Lui: “Si”. Poi ho pregato con lui, non si poteva più fargli dire altro, si fermò tuttavia ancora un pezzo.

Mentre io stavo in Chiesa la sera, il cavaliere si inginocchiò verso di me e potei vedere quanto era bello e felice. Non ebbi il coraggio di parlare con lui. Questa è una classe di spiriti del tutto diversa, ai quali io non mi posso avvicinare.

24 Gennaio. Poichè ho affidato tutto a questi fogli, devo anche dire che sono quasi completamente finita nel mio fisico.

E per continuare materialmente dovetti rinunciare ai bisogni dello spirito, non potei andare a Messa perché ero troppo stanca. E’ un metodo di cura capovolto, perché allora mi viene a mancare tutto, e allora salta fuori tutto quello che non dovrebbe, tanta impazienza e una creatura senza carità!

Enrico qui tre volte durante la notte; adesso ha davvero un aspetto più umano, non più come una scimmia. Non vidi più nemmeno eruzioni. Ho pregato parecchio con lui e ho l’impressione che il “De Profundis” gli convenga meglio. Improvvisamente mi venne vicinissimo, senza toccarmi, per grazia di Dio! Lui: “Hai visto?” Io: “Si, che hai un aspetto diverso; e da che proviene questo fatto?” Lui: “Ti sei flagellata!” e sparì. Io l’avevo fatto, perchè mi venne come una ispirazione che ciò gli poteva giovare.

Purtroppo io riesco a fare così poco per quei poveretti!

L’ombra stava di nuovo sulle scale. Ho udito la musica, è un compenetrarsi e muoversi di suoni di un genere del tutto diverso.

25 Gennaio. Enrico rimase qui a lungo, è molto triste; perciò non riuscii a cavarne fuori niente. Le pustole ed eruzioni sono effettivamente sparite. Porta una camicia bruna. La tristezza è scolpita in maniera tanto evidente nel suo stesso contegno; se la potessi descrivere!

26 Gennaio. Enrico venne di giorno. La sua vista è più tollerabile di giorno che di notte. La sua testa e il suo volto sembrano un mosaico di colori messi insieme e proprio la trasparenza fa una profonda impressione. Io gli domandai: “Perchè ieri eri così triste?” Lui: “Non potei venire da te”. Io: “Perché no? eri pur stato qui?” Lui: “Erano troppi gli altri intorno a te”. Io: “Non ho visto niente!” “Chi era?”. Lui: “Anime”. Io: “Eppure io ho pregato con te”. Lui: “Tu eri divisa”. Io: “Per questo oggi sei venuto così di buon’ora?” Lui: “Si” Effettivamente ero stata in pace tutta la notte e fu un vero sollievo. Mi opprime però il pensiero che altre anime mi aspettano. La potrò continuare a sopportare con l’andar del tempo questa situazione? Ma dov’è la mia fiducia in Dio? E il mio spirito di sacrificio? L’ombra mi ha proprio perseguitata tutto il giorno; è una figura di donna ma non ancora riconoscibile.

Enrico venne di notte per poco tempo. Ho di nuovo udito quella musica mi rende alquanto triste. E’ una cosa così indefinita, è fantasia o meno, non lo posso dire, ma lo scrivo. Invece non voglio più scrivere quello che faccio per le povere anime, perchè è logico che faccio qualche cosa, e dovrò fare sempre di più.

28-29 Gennaio. Dolori, quindi pace. Durante la notte volli fare una prova ed ho chiamato Enrico. Ma inutilmente.

30 Gennaio. Molto strano. Venne Enrico e mi fece un cenno di andare con lui. Finsi di non vedere, allora mi venne molto vicino e mi disse: “Vieni con me!” Fu tutt’altro che simpatico e non mi mossi. Allora egli incominciò ad agitarsi tanto che io raccolsi tutto quel poco di coraggio che avevo e andai da lui. Suonavano allora le tre. Egli mi precedette fuori e poi giù fino alla porta della cantina sotto la cucina. Io aprii e scendemmo le scale. Una cosa davvero poco simpatica da fare! Arrivati di sotto mi mostrò un angolo e sparì. Stavo in piedi davanti al muro. Non vidi nulla. Che gioia, che c’é dappertutto la luce e potei accenderla, altrimenti sarebbe stato una cosa ancora più tremenda.

E’ meglio non descrivere quali tremendi pensieri colgono una persona in simili circostanze, eppure bisogna sopportare. Ma purtroppo io sono sempre ancora troppo “io!”

1 Febbraio. Enrico qui durante la notte; muto a tutte le domande. Ho pregato per lui.

L’ombra ora è ben riconoscibile. E’ la vecchia signorina cameriera Janette, che fu per 40 anni con la mia nonna. La vidi passare oltre accanto a me.

Quando tornata a casa dalla S.Messa, volli aprire la porta della mia stanza; la chiave si girò nella toppa e la maniglia in mano; e chi c’era ? Enrico. Mi sono proprio spaventata. Io: “Ho appena tanto pregato per te!” “Te ne sei accorto?” Lui: “Si” Io: “Allora dimmi, c’è qualcuno sepolto in cantina?” Lui: “No!” Io: “E allora perché mi hai condotto?” Lui: “Perché ho peccato lì” Io: “Hai ucciso qualcuno?” Lui: “No! Continua a far domande!” Io: “Ti fa bene se io lo so” Lui: “Si”. Io: “E’ un peccato contro il VI comandamento?” Lui: “Si!” Io: “Io non voglio più sapere altro, che cosa posso fare per aiutarti?” Lui: “Prega oggi!” Io: “Ma perchè proprio oggi?” Lui: “Perchè sei tutta pura!” Io: “Vuoi dire perchè ho ricevuto i S. Sacramenti?” Lui: “Si!” e disparve. (Io scrivo ciò solo per ubbidienza, non voglio perdere un pensiero. Solo che non mi vengano immaginazioni, altrimenti la purezza è bella e sparita).

2 Febbraio. Di nuovo la musica, che mi svegliò. Più tardi venne Enrico. Gli domandai: “Per quale motivo devi andare in giro così a lungo?” “Non ti sei potuto confessare?” Lui: Sì” Perdonato ma non ho espiato o fatto la penitenza!” Io: “Mi puoi dire perché tua cognata Barbara aveva una ferita alla nuca?” Lui: “No.” Io: “Vedi anche altre anime nel castello?” Lui: “Io posso vedere soltanto la mia S….. era (non si capiva, forse voleva dire sfera). Io: “Adesso non mi troverai più, perchè io vado via, ma continuerò a pregare per te”. Lui: “Non c’è spazio!” Io: “In che modo?” Lui: “Per la Misericordia di Dio!” E sparì.

Certamente è Dio che lo vuole, mi ha tutta acceso il pensiero che posso fare qualche cosa per lui, come mi sono comportata in modo deplorevole tutto questo tempo, pensando sempre soltanto a me.

Ciò dà all’anima una spinta, che la aiuta a vedere in mezzo alla paura e alla penosa sofferenza. Il buon Dio mi manda da fare. Oggi mi trovo in una situazione spassosa, completamente sdoppiata. Lo spirituale non permette all’umano di alzare la testa, ma sono così abile che nessuno se ne accorge. Devo comunque uscir fuori, ma sono contenta perchè io posso confidare tutto a chi mi conosce, anche se qualche volta mal volentieri, perché in fondo la mia anima è proprietà privata.

Visto il Cavaliere in chiesa durante il S. Rosario.

Incontrai gli amici Undici vicino al monte. Forse Enrico sa qualche cosa su di loro. Domanderò.

3 Febbraio. Il Cavaliere rimase lì durante quasi tutta la Messa, tanto da farmi pensare che gli inservienti dovessero sbattere contro di lui. Enrico fu qui solo per poco.

4 Febbraio. Enrico rimase quasi tutta la notte. Io gli dissi che dovevo andar via ed ero convinta che non mi avrebbe trovata. Allora mi disse: “La via è illuminata”.**

*Nota. “Il Sangue di Cristo continua a scorrere per tutti noi”. Quei “Signori” che la pensano diversamente a proposito del Santo Sacrificio della Messa e non credono più alla Transustanziazione, non sanno quello che fanno!

**Nota. Commento del suo Direttore Spirituale Sebastiano Wieser: Il viaggio avvenne fra il 4 e il 7 Febbraio. Ció che segue avvenne a Sch…., esattamente 100 chilometri lontani dal castello di Waal.

“Quando morirò?”
7 Febbraio. A Sch…, effettivamente Enrico venne di notte. Non dice niente. Ma penso che ci stavano altre anime in camera mia. Si sentiva continuamente mormorare intorno a me, cosa poco simpatica.

8 Febbraio. Enrico rimase a lungo. Si presenta bene. Io: “Verrai ancora spesso?” Lui: “Devi darmi ancora.” Io: “Che cosa?” Lui: “Mortificazione”. Devo riconoscere che in quest’ultimo tempo ho lasciato andare un po’, pensando che ormai gli andava meglio. Appena partito ho visto un’ombra che continua ad andare in su e in giù e ho anche udito diversi rumori.

9 Febbraio. Enrico venne due volte di giorno e più a lungo durante la notte. Io: “Puoi dirmi quando morirò?” Lui: “Tieniti preparata”. Io: “Allora presto?” Lui: “Quando tu matura”. Io: “Mi puoi indicare le mie mancanze?” Lui: “No!

Mentre lui parlava con me, ci fu improvvisamente un rumore e un bisbiglio in camera, che finora non avevo sentito, poi sparì tutto; che cosa succederà?

11 Febbraio. Enrico improvvisamente in piedi accanto a me durante le mie preghiere del mattino. Gli dissi: “Vieni qua che voglio darti l’acqua santa”. “Sei contento?” Lui: “Si’. “Che vuoi ancora?” Lui: “La tua mano!” Io gliela diedi, lui prese anche l’altra e restammo così. Mi sembrava che se ne andassero via da me tutte le mie forze come uno sciogliersi della mia volontà. Allora dissi: “Per favore lasciami andare!” Lui: “Tieni duro, poi sono libero!” Egli mi teneva le mani strette fisse più di una morsa. Finalmente dissi: “Lasciami libera, mollami, altrimenti non faccio a tempo ad andare alla Comunione. E’ già tardi”. Allora mi lasciò ed io vidi per la prima volta un sorriso sul suo volto. Egli disse: “Grazie, sono nella luce!” Era sparito.

Rainardo
16 Febbraio. Ho incontrato sul corridoio un uomo anziano, che poi scomparve nella mia stanza. I rumori nella mia stanza sono sempre uguali.

18 Febbraio. Ho visto in giardino una donna, sempre vicino a me. Sembra molto triste. Quando cercai di parlarle era sparita.

19 Febbraio. Ho visto di nuovo l’uomo sul corridoio, non sembra che metta paura.

21 Febbraio. L’uomo venne da me di notte, sembrava molto contento. Mentre pregava rimase a lungo vicino a me e poi aprì un cassetto del comò come se volesse cercare qualche cosa.

22 23 Febbraio. Ebbi molto male. Non sentii niente, nè musica, nè rumori.

24 Febbraio. Venne l’uomo. Poichè ero stata consigliata di provare a non reagire a nulla, io feci così. Fu una cosa del tutto strana, l’uomo rimase immobile in piedi davanti a me fissandomi sembrava che mi si portassero via le forze. Mi sentii debolissima, poi quello si curvò su di me, soffiandomi addosso, fu una cosa tremenda. Volli continuare la prova e non mi mossi. Allora egli fece un urlo così forte che pensai dovesse crollare tutta la casa e disparve. Mi sentivo a terra, egli mi aveva preso qualche cosa; ma che cosa? Oppure era solo la conseguenza di una ipertensione nel resistergli? In ogni caso volli tentare ancora una volta. L’urlo fu sentito da mia nipote che pensò io avessi gridato nel sonno.

25 Febbraio. Trovai l’uomo nella mia stanza quando volli andare a dormire. Feci finta di non vederlo. Mentre recitavo le preghiere della sera egli mi diede un pugno assai forte, come una persona adirata. Ma io non volli farci caso, andai a dormire e spensi la luce. Lo sentivo vicino, nella mia stanza c’era molto rumore, sicchè pensai di accendere di nuovo la luce. Allora quello incominciò a correre intorno alla stanza, mi venne vicino e disse: “Perché mi resisti?” Non volli rispondere, allora si scagliò con tutta la forza su di me cioè strinse il mio collo e con un grido pauroso disparve. Adesso credo che basti con queste prove, devo nuovamente reagire. Udita di nuovo la musica.

26 Febbraio. Venne l’uomo gridando. Io: “Che cosa vuoi? Sono pronta ad aiutarti!” Lui: “Perché non mi hai ascoltato?” Io: “Perché non volevo, va da altri!” Lui: “Io posso venire solo da te”. Io: “Chi sei?” Lui: “Rainardo”. “Perché non hai pace?” Lui: “Ingannato”. Io: “Perché hai aperto il comò” Lui: “Denaro!” Io: “Come vi posso aiutare?” Lui: “S. Messa; io rubato!” Era sparito.

27 Febbraio. Rainardo fu qui per poco senza parlare.

28 Febbraio. Venne Rainardo, adesso non fa più così paura. Io: “Sei vissuto qui al castello?” Lui: “No!” “Dove sei sepolto?” Lui: “In Heidelberg”. Io: “Perché vieni qui?” Lui: “Perché il denaro l’ho preso qui”. Io: “Allora puoi stare tranquillo che farò celebrare la S. Messa”. Se ne andò. Nessuno sa niente di questo Rainardo: penso che forse è stato qui un tempo come domestico.

1 Marzo. Molto fracasso, ho visto anche nel corridoio una figura di donna. Di nuovo musica.

2 Marzo. Durante il giorno ci furono molte ombre nella mia stanza e un po’ troppo fracasso.

3, 4 e 5 Marzo. Sono stata ammalata, non venne nessuno.

6 Marzo. Una donna rimase con me tutta la notte. Ancora irriconoscibile. Parecchio agitata.

7 Marzo. Ho incontrato la donna sul corridoio. Durante la notte un fracasso quasi insopportabile nella stanza, nel cassettone, sotto il letto; provo tanta paura. Questa roba mi da sui nervi molto più che se vedessi qualche cosa.

8 Marzo. Di nuovo un frastuono quasi impossibile; nel frattempo venne la donna, il suo volto è ancora tutto avvolto nella nebbia.

9 Marzo. Stavo leggendo in camera mia. Improvvisamente fui travolta da una specie di temporale e io mi trovai in un denso fumo. Porte e finestre erano chiuse. Fu una cosa molto brutta.

Mi opprime assai il pensiero che tutto continui a crescere. Eppure sono molto contenta, perchè la sensazione della presenza di Dio mi prende così spesso, che vorrei, scappare da tutto e restare in questa presenza. Solo che potessi descrivete questa cosa.

D’altra parte sono convinta che tutto questo lo si può soltanto provare. Forse è ipertensione, ma non è un artificio da parte mia. Mentre mi trovo in allegra compagnia, esso sopravviene di colpo, ed io posso solo adorare, e questi secondi mi rendono felice per dei giorni. Io scrivo malvolentieri questa cosa, suona così fantastica, ma lo faccio nella certezza che Lei (il suo confessore) mi dirà se c’è qualche cosa di sbagliato.

11 Marzo. La donna venne tre volte durante la notte, ora si riconosce benissimo. La sofferenza è come impressa nella poveretta. La sua bocca è gonfia. Strano che mia nipote la sentì venire nella mia stanza. Era proprio quella l’ora.

12 Marzo. L’ho vista cinque volte durante il giorno, sempre come uno straccio.

14 Marzo. Venne da me come nel fuoco. Io le dissi: “Ma dimmi chi sei?” Lei: “Ermengarda Montfort”. Poi si gettò a terra e cominciò a piangere disperatamente. Mi fece tanta pena che mi inginocchiai vicino a lei e dissi: “Io faccio tutto quello che posso per te, hai qualche desiderio particolare?” Lei: “Mortificazione”. Io: “Mortificazione in che cosa?” Lei: “In questo corpo”. E disparve. Se io fossi diversa quanto potrei aiutare! Grazie a Dio, che ora gli spiriti mi educano.

15 Marzo. Lei rimase qui a lungo. Lei non è di quegli spiriti che mettono paura. Si ha soltanto compassione. Lei deve essere stata molto bella, soltanto la bocca è rovinata. Non ha detto niente, ma ha pregato volentieri.

16 Marzo. Durante la notte si fermarono al castello dei religiosi. Quando venne Ermengarda le dissi: “Vai un po’ dai Padri, che possono pregare meglio per te”. Lei: “Sono stata da loro ma essi non vedono”. Io: “Si deve vederti per poterti aiutare?” Lei: “Dai qualche cosa ai poveri, se essi non ti stendono la mano”? Io: “Sei vissuta qui?” Lei: “No, ma qui ho peccato!” Lei ha in sè qualche cosa di tanto profondamente triste che non ho mai visto sinora in nessun altro.

Di nuovo udita la musica dopo lungo tempo.

17 Marzo. Venne Ermengarda piangendo. Io le porsi il mio crocifisso dei morenti e lei lo baciò, non si riusciva a consolarla. Io: “Ma soffri così tanto?” Lei: “Ma guardami!” Sembrava cosparsa di fuoco, ma se ne andò subito. Verso mattina tornò. Io: “Perché devi tanto soffrire?” Lei: “Per i peccati di lingua, ho creato divisioni, discordie…” Non riuscii a capire il resto. Io: “Ti posso aiutare davvero?” Lei: “Si”‘. Io: “Ma dimmi, non ci sono più persone che possono aiutarti?” Lei: “Esse passano oltre”. Io: “Come hai fatto a trovarmi?” Lei: “Ho visto altre venire da te”. Allora mi si accostò guardandomi con occhi assetati! Mi sentii così impotente, lei disparve. Io non so proprio che cosa posso fare ancora per lei, perchè al momento anche i vivi esigono molto da me, e io posso dare così poco.

19 Marzo. Ho incontrato Ermengarda quattro volte durante il giorno. Dal 20 al 27 marzo ho avuto l’influenza. Non visto né sentito il minimo rumore. Vacanze!

28 Marzo. Ebbi la sensazione che c’era qualche cosa in camera, ma non vidi niente. Io: “Ermengarda sei tu?” Lei: “Si”. Io: “Dove sei stata tutto questo tempo?” Lei: “Vicino a te”. Io: “Perché non ti ho potuto vedere?” Lei: “Non potevi dar niente”. Io: “Ho pensato troppo a me stessa?” Lei: “Si”. Poi la vidi di nuovo. Che cosa straordinaria, è vero, ero tanto sfinita, che non pensai affatto altro che questo: “Voglio starmene in pace”.

29 Marzo. Lei si sedette sul mio letto. Niente da temere. Abbiamo pregato molto.

30 Marzo. Lei rimase con me parecchio durante il giorno, le ho domandato tante cose ma non mi ha dato risposta.

31 Marzo. Stava di nuovo tutta piangente vicino a me. Io: “Che cosa si può fare per aiutarti una buona volta?” Lei: “Con l’amore”. Io: “Ma io ho questo per te?” Lei: “Non abbastanza”. Poi ho pregato a lungo con lei. Non capisco bene come posso aver maggior amore per lei. Io do ciò che posso.

1, 2, 3 Aprile. Di nuovo ammalata, di nuovo nessuno.

4 Aprile. La vidi quasi tutto il giorno in tutte le stanze, corridoio e sulle scale.

5 Aprile. Venne verso il mio letto con le braccia aperte. Le diedi le mie mani e le dissi: “Quanto spesso verrai ancora da me?” Lei: “Dammi di più”. Io: “Che cosa?” Lei: “La S. Comunione” Poi disparve. Anche questo è strano perchè io feci sempre la S. Comunione per mia nipote ammalata.

7 Aprile. Durante il giorno mi ha veramente perseguitata. Era sempre lì all’improvviso e in ogni momento.

8 Aprile. Venne di notte. Si gettò sul mio letto e mi abbracciò. La cosa non mi fa paura con lei e non me lo so spiegare; lei però strappa più energie, che non gli altri. Potrebbe però anche darsi che io sia più stanca per l’assistenza che dò ai malati.

9 Aprile. Lei rimase con me tre ore. Le dissi: “Adesso ti dò quello che vuoi, no?” Lei: “Si”. Io: “Va meglio adesso?” Allora passò sul suo volto come un raggio di gioia e fece un cenno. Io: “Ma dimmi sono della tua discendenza? (I Monfort appaiono nel mio albero genealogico). Lei: “Si” Io: “Allora è per questo che sei venuta da me?” Lei: “No”. Io: “Come hai fatto a sapere che io sono della tua discendenza”. Lei: “Il sangue!” E ‘una cosa del tutto particolare come io arrivai a chiederle questa cosa, perché essa era così totalmente diversa dagli altri.

11 Aprile. L’ho vista a lungo; durante la notte ebbi pace.

12 Aprile. Lei venne di nuovo come volando nella mia stanza. Io: ‘Posso pregare con te?’ Lei: “Si”. Dopo aver pregato a lungo con lei, mi sussurrò qualche cosa, che purtroppo non potei capire! Sembrava parlasse in latino e suona come “ex usuris”* ma non posso dirlo con assoluta certezza. Poichè fu un lungo mormorio, potrebbe esser stato un versetto di un salmo.

13 Aprile. Lei arrivò in cappella mentre stavo mettendo in ordine i rami di palma. Io gliene porsi uno al ché lei sorrise.

*Nota. “Ex usuris” in italiano: “egli liberò le loro anime dall’usura e dall’ingiustizia…” così dice il salmo, 71 versetto 14.

Ermengarda aiuta a pregare
15 Aprile. Mia nipote stava molto male quando qualcuno mi svegliò di notte. Ermengarda mi seguì. Io: “Puoi aiutarmi a pregare?” Lei: “Si!” Sai se la bambina vivrà.,, Lei: “No!” Io: “Allora prega che almeno possa ricevere il Battesimo”. Lei accenna di si.

16 Aprile. Ermengarda rimase continuamente in camera intorno a me. La bambina fu battezzata e quando morì lei ne fu tanto contenta. Come sia difficile in simili momenti, stare con la gente non è possibile dirlo. Ci vuole la massima forza di volontà, per non farsi notare. Con ciò non voglio assolutamente vantarmi. E’ un dono del Signore anche questo.

17 Aprile. Mentre stavo preparando la bambina per la sepoltura, lei venne di nuovo e mi guardò, come una persona viva. Io: “Quando sarai là dove è quest’anima?” Lei non rispose, mi venne vicino e mi baciò, se si può dire così. Una pressione e un panno freddo sul volto.

19 Aprile. Lei fu qui quasi tutta la notte. Ora posso vedere anche al buio, però cerco di accendere la luce prima.

21 Aprile. L’ho vista quattro volte.

22 Aprile. Rimase qui a lungo. Ha recitato con me il Padre Nostro.

23 Aprile. Quasi tutta la notte accanto a me. Io: “Quando sei vissuta?” Lei: “Passato”. Io: “Dove sei sepolta?” Lei: “In Tettnang”.*

25 Aprile. Mi sembrò che ci fosse una seconda figura nella mia stanza. Lo chiesi poi a Ermengarda, senza ricevere risposta.

26 Aprile. Lei sembra più contenta. Non c’è dubbio c’era ancora qualche cosa in camera; forse era una figura maschile.

27 Aprile. Ermengarda aveva un espressione di felicità, e mi disse chiaramente: “Usque ad Domum Dei”. (Fino alla Casa di Dio) Io: “Sei libera ora?” Lei mi sorrise, mi venne incontro a braccia aperte e disparve.

29 Aprile. La figura è stata a lungo da me. E’ un uomo dalla barba bionda, si vede bene solo la testa. E’ molto agitato, ma finora non molto da temere.

30 Aprile. Mi svegliai con un senso di angoscia, ma non potei veder niente. Poi fui investita da un uragano. Pensai che fossero aperte porte e finestre, ma non era così. Finalmente vidi la figura correre di qua e di là. Quando incominciai a pregare si avvicinò al mio letto.

3 Maggio. Dopo tanto tempo di nuovo gli Undici. L’uomo visto a Sch…forse è rimasto lì.

4 Maggio. La musica di nuovo alla parete accanto al mio letto. Per trovarne l’origine, mi sono alzata e sono uscita fuori. I suoni mi risuonavano intorno; è bello ma inspiegabile.

La sensazione di cui spesso ho scritto, che mi sembra ravvicinanza di Dio ora è talmente grande, che a questo punto ne devo parlare. Diventa per me sempre più impossibile descriverla, ma è ora diversa da prima. Poichè io vedo, che tutto diventa luminoso intorno a me, come stessi davanti a un fuoco aperto. Poi qualche cosa sembra imprigionare tutta la mia capacità di pensare. Viene del tutto eliminato ciò che è umano e la mia anima gusta l’indescrivibile. Quando devo nuovamente tornare fra le persone, è come svegliarsi da un bellissimo sogno, con la sola differenza che qualche cosa rimane dentro di me, che mi permette di vivere l’Indescrivibile. E’ come se crescesse dentro di me qualche cosa. Prima questo sentire veniva per qualche minuto, poi tutto ritornava in me come prima; ora invece rimane in me un “Contatto” o un desiderio, non so io stessa coree chiamarlo. Spesso mi penso: “E’ mai possibile che io possa vivere una cosa così? Poi rei domando se forse è una immaginazione, ma dopo aver pensato di tutto, devo pur sempre riconoscere la realtà del fatto. Ritengo pure assolutamente escluso che qualcuno possa immaginarsi una cosa come questa”. Ho visto di nuovo il Cavaliere in Chiesa davanti alla S. Croce.

*Nota. Il vecchio castello in Tettnang, oggi municipio, apparteneva ai conti Montfort. L’ultimo Montfort in Tettnang morì senza lasciare eredi nel 1780.  Tettnang sorge a nordest del Lago di Costanza.

Appare il consigliere demaniale Fridolino Weiss
5 Maggio. Ora è qui l’uomo di Sch…. Ho paura che diventi difficile; è molto agitato e feroce.

6 Maggio. L’uomo quasi tutta la notte, è molto ostile (ripugnante, arruffato). La preghiera è una cosa indifferente per lui.

7 Maggio. Quando la sera rientrai in camera, l’uomo stava disteso sul pavimento. Una cosa penosa e difficile che uscii di nuovo. Ma non giovò a nulla, allora ripresi coraggio e rientrai. Gli diedi dell’acqua santa e mi inginocchiai vicino a lui, egli piagnucolava in modo sconvolgente. Credo di conoscerlo, ma non sono del tutto sicura.

8 Maggio. Molto duro; l’uomo rimase qui quasi tutta la notte ed è sempre molto agitato. Come sono sciocca, pur sapendo che non mi succede niente, aver sempre questa paura e ripugnanza.

9 Maggio. Entrò in camera prima di me, io ho incominciato a pregare, allora mi venne vicino. Sono quasi sicura, che egli è il consigliere Fr. W…,* ha un aspetto orrendo, come fosse rivestito di una massa attaccaticcia. Non reagisce affatto. Ho sentito la musica.

10 Maggio. L’uomo è molto seccante, continua a uscirgli di bocca quel gemito. Venne 4 volte durante la notte. Ho rivisto gli Undici.

11 Maggio. Mentre la sera alla finestra aperta stavo guardando le stelle, l’uomo venne come il volo verso di me attraverso l’aria. Una sensazione veramente spaventosa. Sono talmente spaventata quale da tempo non lo ero più, non fui capace di restare in camera mia e mi sedetti sul corridoio. Non mi segui. Quando mi fui di nuovo un po’ riavuta tornai dentro e lo trovai che mi aspettava. Ho fatto con lui la funzione di Maggio, egli stava in piedi immediatamente dietro le mie spalle. Rimase per poco e poi disparve, per ritornare come inferocito. Fu una cosa molto dura. Egli è il Consigliere Demaniale.

12 Maggio. Ho visto gli Undici ed ho incontrato sulle scale la cameriera di mia nonna.

Il Consigliere Demaniale fu qui due volte, egli si curvò su di me; è ripugnante, il volto pieno di buchi, senza occhi ma la barba rosso fuoco. Finora nessuna apparizione aveva così impresse le impronte di un teschio.

13 Maggio. Ho visto di nuovo la cameriera. W…qui a lungo. Un po’ più calmo; sembra contento di ricevere l’acqua santa. Udita la musica.

14 Maggio. Sempre la stessa cosa con W…., molto selvaggio e ripugnante. Ho udito la meravigliosa musica. Poichè io sono una persona che non se ne intende di musica non riesco a descriverla, comunque mi riempie di gioia.

15 Maggio. Ho visto un mucchio di cose; tre volte W…., 5 volte la cameriera, due volte gli Undici; ma niente di grave.

16 Maggio. W…. singhiozzante durante il giorno. Alla luce del giorno ha un aspetto ancora più pauroso. Io cerco di vedere se riesco a farlo parlare. Mentre pregavo stette un po’ più tranquillo.

17 Maggio. W…. sulla scala e anche nella stanza da fumo e insieme con l……e il bambino, faceva paura. Poi fu da me anche di notte.

18 Maggio. Egli si gettò su di me e mi prese per il collo. Io glielo impedii ed egli cadde sul pavimento. Rimase così a lungo; io avevo molta paura, perchè le sue occhiaie sembravano come di fuoco. Poi di colpo saltò in piedi e tentò di nuovo di lanciarsi su di me. Io gli tenni davanti la reliquia di S. Croce e non lo vidi più. Ho sentita la musica. Ho visto in Chiesa il Cavaliere.

19 Maggio. Una cosa tremenda, ho avuto un terrore agghiacciante. W….. si slanciò contro di me. Fu come con Enrico, ma non perdetti conoscenza, benché forse sarebbe stato meglio per me. La cosa non è da descriversi, non vorrei mai più subire questo, cioè se proprio Dio lo vuole, allora si. W….., rimase ancora un pezzo dopo, ho pregato molto, ma sembra non ascolti.

20 Maggio. Molto bello, niente W….. solo la musica e un buon sonno.

*Nota. questo signore fu per lunghi anni amministratore presso il Castello di Waal.

Viene il Dottor G…..
21 Maggio. Una notte molto agitata. W…… rimase qui quasi sempre. Egli volle parlare ma non riesce; sembra comunque che capisca ciò che dico.

Sulla strada che porta al castello incontrato il dottor G……., che ebbe un colpo a 80 anni durante la caccia, alla stazione. Lo riconobbi subito. Egli mi venne incontro e mi porse la mano, sembrava proprio naturale come un uomo. Non potei far niente con lui, perchè purtroppo non ero sola. Egli camminò a lungo accanto a me. Un’altra volta ancora molto difficile, essere divisa. Speravo di rivederlo al ritorno, e perciò rimasi alquanto indietro, ma purtroppo non venne più. Invece quando arrivai a casa fui accolta dagli Undici.

22 Maggio. Musica. Dopo venne W….. sempre uguale ma non difficile.

Finalmente W……. parla. Io: “Sei Fr. W….. ?” Lui: “Si’. Io: “Soffri molto?” Lui: “Si”. Io: “In che modo posso aiutarti?” Lui: “Sacrificio!” Io: “E di che cosa?” Lui: “Te stessa”. Io: “Lo faccio pure”. Lui: “Non abbastanza!” Io: “Che cosa devo fare ancora?” Lui: “Devi staccarti!” Io: “Non puoi pretendere troppo da me, sono ancora tanto debole e non sto bene. Va da persone migliori!” Allora venne verso di me, poggiò la sua mano sul mio braccio e disparve. Lo so, sono attaccata ancora a molto. Avrò la forza di sopportare tutto? Per intanto non ancora, se voglio essere giusta. Mi riesce molto spassoso vedere così adesso il cerimonioso Consigliere Demaniale W……, per es. specialmente quando mi fa del male. Me lo ricordo ancora troppo umanamente.

24 Maggio. Egli venne, due volte; nemmeno una parola!

25 Maggio. Nella mia stanza ci fu un frastuono orrendo, strepitio e gemiti. Non potei vedere nulla. Io: “Chi è là?” Risposta “Molti”. Io: “E’ la voce di Fridolino?” Lui: “Si!” “Perchè non ti posso vedere?” Lui: “Perchè sei ammalata (ed era vero)”. Io: “Chi porti ancora con te?” Lui: “Non li conosco”. Io: “Dimmi perché non posso vedere quando sono ammalata?” Lui: “La capacità soffre insieme”. Io: “Potresti aiutarmi?” Lui: “No”. Io: “Come fai a vedere che soffro?” Lui: “Non attiri!” Io: “E allora perchè siete ancora qui?” Lui: “E’ la nostra strada”. Il frastuono intorno a me durò ancora a lungo ma non ottenni più alcuna risposta. Ebbi ancora per un pezzo l’impressione di non essere sola, cosa molto penosa. Sono molto mal soddisfatta di me stessa perchè penso troppo a me, sono scoraggiata e tanto stanca.

“Sono vissuto inutilmente”
27 Maggio. La cosa incomincia a diventare quasi insopportabile. Oltre W…… c’erano ancora nebbia in camera e un gemere che strappava il cuore. Io: “Sopportate pure il vostro castigo, perchè tormentate me, non voglio più sentirvi.” Lui: “Dov’è la tua misericordia!” Poi sparì. Rimase tuttavia quel gemere. Ora mi rimorde la coscienza perchè ero stata dura.

28 e 29 Maggio. Niente. Forse è finito a causa della mia cattiveria.

30 Maggio. W… triste, cosa che mi ha spinto a dirgli, che voglio continuare ad aiutarlo. Allora venne vicino, mi strinse il collo tanto forte che credetti di soffocare. Fu spaventoso. Io: “Perchè fai questo mentre io voglio aiutarti?” Lui: “Voglio costringerti”. Io: “Non voglio e non mi lascio costringere in questa maniera, assolutamente no.” Allora venne di nuovo contro di me con espressione cattiva, sicchè non so più ciò che accade.. Quando ritornai in me non c’era più. Ho udito la musica.

31 Maggio. Ho visto il Cavaliere: W….fu qui durante il giorno e ho un gran terrore di lui. C’è ancora qualche cosa nella stanza che riesco a vedere. Ma deve sempre andare avanti così?

1 Giugno. W…… fu qui. Dimmi: “E’ volere di Dio che tu venga da me?” Lui: “Noi possiamo”. Io: “Ma perchè mi tormenti, è già un tormento abbastanza grande il vederti!” Lui: “Perchè in me c’è l’invidia”. Io: “Perchè sei invidioso di me? Tu non puoi più dannarti, ma io si!” Lui: “Io non ho mai tenuto a freno la mia sensualità e sono vissuto inutilmente”. Io: “Come hai potuto essere salvato?” Lui: “Per mezzo del sacerdote”. Io: “Di che cosa puoi essere ancora invidioso, adesso non puoi più peccare!” Lui: “Il male (la cattiveria) è ancora dentro di me”. Allora lo vidi così odioso come non mai. Egli ritornò ancora 4 volte.

2, 3, 4 e 5 Giugno. Egli venne ogni notte in condizioni tremende e tremendamente ripugnante, fu una cosa molto penosa. Inoltre sentii ancora molte altre persone dalla nuvola e anche un piagnucolio lontano. Ho incontrato sulla scala la vecchia cameriera.

6 Giugno. Ho visto il cavaliere in Chiesa sempre uguale devoto e immobile. W….. a lungo qui, alquanto incomodo, troppo vicino e non mi diede alcuna risposta. Io mi sento di nuovo un po’ più consolata, io penso che il Buon Dio mi manda questa cosa perchè esercito troppo pochi atti di carità su questo mondo. Ora io non sono più capace di sopportare come prima, alla mattina sono così stanca e così quanto perdo!

9 Giugno. Non ho niente di particolare da dire …. W….. viene silenzioso ogni notte, ma è diventato molto inquieto. Il rumore solo un pochino.

La vecchia stracciaiola
11 Giugno. Oltre W…. è venuta anche una orribile figura di donna un vero “Monstrum”. Ho paura.

14 Giugno. Visti due figure di uomini nel primo banco dell’altare della cripta; mi si presentarono così naturali, che mi inginocchiai nel banco dietro di loro per vedere chi era. Solo allora mi accorsi che cosa era. Indossano lunghi abiti neri, sono di un altro secolo. Io diedi loro dell’acqua santa dalla grossa pila, erano spariti.

Sentita la musica: W…… qui per poco tempo.

16 Giugno. Di nuovo la mostruosa donna, mi sembra di conoscerla, però non posso ancora affermarlo con certezza; solo che è sommamente antipatica.

Ho visto in Chiesa il Cavaliere
17 Giugno. La donna qui per un pezzo, l’ho riconosciuta. E’ una vecchia stracciaiola. Si chiama Blochem Nandl. Era il terrore della mia infanzia, ed era temuta da tutti. Credo sia morta verso il 1893 circa.

18 Giugno. W…pare non venga più. La Nandl però fu ancora molto difficile Ho di nuovo sentito la musica.

19 Giugno. Corpus Domini, potei vivere qualche cosa di bello.* Salii sul monte, proprio quando veniva data la Benedizione col Santissimo all’ospedale. Allora vidi gli Undici che si prostrarono per terra (come avevano fatto una volta a Natale). Fu una cosa tanto commovente che dovetti piangere. Che abbiano visto l’Incredibile?

Chi saranno questi Undici che assomigliano ancora a colonne di nebbia. Quando splende il sole essi sono straordinari.

20 Giugno. Proprio mentre stavo per flagellarmi per W…. egli fu accanto a me con espressione gioiosa e mi disse: “Mi hai liberato!” Risposi: “Non io, ma la Misericordia di Dio!” Lui: “Per mezzo tuo!” Io: “Adesso dove vai?” Lui: “In una sfera superiore”. Io: “Ma dimmi quando potrò fare in modo che le povere anime non vengano più?” Lui: “Sii generosa!” Poi se ne andò lasciandomi come avvolta in una nube di luce. Presto dopo venne la Nandl, ma io ero così contenta che questa volta non ci badai. Di nuovo musica.

21 Giugno. Ho visto il Cavaliere in Chiesa Nandl molto difficile, addirittura ostile.

22 Giugno. Tanto frastuono in camera che fui sconvolta da mille paure.

23 Giugno. Ho visto la Nandl quattro volte durante il giorno, i suoi occhi sono spaventosi diventerà sempre più difficile.

Dal 23 giugno fino al 14 luglio. Sempre la stessa cosa, troppo difficile da viverla, troppo noioso da scriverlo. Blochem Nandl ora ha parlato. Io: “Come posso aiutarti?” Lei: “Guarda che cosa mi manca!” Lei mi venne molto vicina e così vidi sul suo volto l’espressione di una tale tristezza quale non vidi mai sinora. “Hai nostalgia di Dio?” Lei: “Sì!” Io: “Devi stare ancora a lungo senza vederlo?” Lei: “Non sono ancora pura”. Io: “Posso aiutarti a diventare pura?” Lei: “Donami il Sacramento!” Io: “Devo offrire per te la S. Comunione?” Lei: “Si” Io: “Quante volte?” Lei: “Sette!” Io: “Perché proprio Sette?” Lei: “Tante volte indegnamente!” Poi ha preso a piangere in una maniera impossibile ad una persona. Era come uno scorrere nel dolore. Non potei fare altro, la abbracciai. Quando mi guardò dopo, tutta la cattiveria, il male, l’orrore era sparito, per ritornare però il giorno dopo in maniera anche più grande, tanto che credetti di non riuscire più a guardarla. Nemmeno L….nel tempo peggiore ha avuto una espressione così ripugnante. Poiché umanamente parlando o secondo il nostro modo di pensare umano, una cosa simile non esiste, non la posso nemmeno descrivere. Finora sono sempre stata tranquilla e in pace quando avevo male, ora questo sembra passato ormai. Se voglio essere sincera devo dire quasi non ne posso più, tanto sono diventata povera e miserevole nella mia fiducia in Dio.

18 Luglio. Fu eccezionalmente difficile. Le chiesi: “Perché mi tormenti tanto, io voglio pur fare quello che tu vuoi da me”. Lei: “Tu preferisci dormire!” Nel contempo mi diede un tal colpo che quasi svenni dalla paura. Ma lei ha avuto ragione, perchè io ero tanto “giù” da non riuscire più a vincermi.

19 Luglio. Lei stava seduta sul mio letto quando venni per andare a dormire. Qualche cosa mi stringeva da tutte le parti, ero come immobilizzata, ma non potevo veder niente. La cosa durò alcuni minuti. Vuol dire che ci sta qualche cosa ancora accanto a me. Finalmente verso mattina potei coricarmi.

20 Luglio. Tanto frastuono che non potevo nemmeno pensare di dormire. Blochem Nandl è di nuovo diventata muta. I suoi occhi sono molto impressionanti; è come se ne uscisse una forza, che ti costringa a guardarla. Ho anche l’impressione che mi vengano portate via le forze. In nessuna apparizione io ho provato una cosa simile. Dal 27 Luglio non ho più visto Blochem Nandl. Un sollievo. Ce ne sono troppi attorno a me. Riconoscibili sette figure, ma sconosciute. Esse si stringono vicino a me e sento le loro mani orrende che mi palpano, cosa la più spaventosa e impossibile per me. Mentre sto scrivendo ora, qualche cosa si è gettata sulla mia schiena; era una figura di donna.

Sento di non essere sola. Qualche cosa mi preoccupa, trascuro la mia anima, più nessuno sforzo per la virtù, non posso più far niente per me, non ho fatto molto, ma almeno mi sono sforzata.

4 Agosto. Una notte spaventosa. Non ho visto niente, ma sensazioni e sentite robe a non finire. Ho ricevuto anche molte botte, non mi potevo in nessun modo difendere ed avevo tanta paura. In fin dei fini non potrebbero essere stati degli spiriti malvagi?

6 Agosto. Tenevo in mano una certa mia chiave della porta, quando volli entrare nella mia stanza. Finalmente riuscii ad aprire, c’era una fitta nebbia dentro e sentii gemere. Ho asperso con tanta acqua santa, poi la cosa andò un po’ meglio. Vidi dopo quattro figure svincolarsi dalla nebbia e poi di nuovo immergervisi dentro. Ho visto quattro volte Barbara su al terzo piano, sembra molto contenta ed ha sorriso. Non essendo sola non potei parlarle.

7 Agosto. Le sette figure si potevano riconoscere molto chiaramente; rimasero con me dalle 10 fino all’una. Non mi hanno tormentato, ma la quantità diventa tuttavia opprimente. Per consolarmi ho sentito la musica. Fu molto strano osservare che durante un temporale i lampi li vedevo splendere attraverso quelle figure; era però una cosa che incuteva un grande terrore, tanto che ho preferito accendere cosa luce.

9 Agosto. Mi accadde una cosa spaventosa. Dormivo e mi svegliai con un rumore, accesi la luce ed ecco piegato su di me qualche cosa di infinitamente ripugnante, che al solo pensarci mi sento ancora piena di terrore. Era una testa gigantesca, con occhi così penetranti, quali non ce ne sono, oppure forse tutta la faccia era occhio. Tutto mi fissava in esso. Io: “Vattene via, che cosa cerchi da me?” Lui: “La pace”. Io: “Io non te la posso dare”. Lui: “Tu devi!” Io: “Cosa mi può costringere?” Lui: “Tu devi amare il tuo prossimo che te stessa!” Io: “E se non ho la forza?” Lui: “Allora prega!” Poi se ne andò.

Che tali parole possano provenire da una cosa così mostruosa! Adesso voglio di nuovo, poichè deve essere. Come mi educano gli spiriti! Adesso mi metto a raccontare una cosa, che mi si presentò come un saluto da parte del Buon Dio. Forse è da ridere. Ma mi ha reso felice.

Ero molto avvilita, tutto mi spaventava e mi tornava continuamente il pensiero, se era veramente volere di Dio, che io dovessi subire queste cose. Allora mi misi a pregare che il Buon Dio mi volesse dare un piccolo segno, come mi aveva dato altre volte. Mi trovavo in giardino, ed ecco una rondine cadde di colpo sulla strada. Io la raccolsi, la accarezzai ed essa se ne volò via di nuovo. Per me fu un segno, non volli più lamentarmi.

10 Agosto. Quella testa fu di nuovo qui, adesso ha pure un corpo. Domando: “Chi sei?” Lui: “Wolfango”. Io: “Come mai puoi già parlare?” Lui: “E’ da molto tempo che io sono vicino a te”. Io: “E perchè non ti ho visto?” Lui: “Gli altri avevano preso la tua capacità”. Io: “Mi vuoi aiutare”. Lui: “Si”. Io: “Allora dimmi ciò che in me c’è di peggio”. Lui: “Tu sei divisa”. Io: “Che cosa vuoi dire?” Lui: “Corpo anima”. Io: “Lo so, devo essere solo anima ma non lo posso ancora. E che ci vedi d’altro?” Lui: “La superbia!” Poi disparve. Fu una bella cosa, ora voglio un po’ incomodare gli spiriti per conto mio.

Ho sentito la musica, ho visto il cavaliere. In Chiesa qualche cosa mi ha scrollato le spalle.

Dal 16 Agosto, ho ignorato le mie visite, perchè qualcuno mi aveva dato questo consiglio. Quali tormenti furono legati a ciò, non occorre che lo descriva tanto. Basti sapere, che ogni notte vengono Wolfango e sette figure. E’ molto più facile occuparsi di loro. Si prova un po’ meno quanto i nervi siano ipertesi e quanta forza ci viene portata via.

*Nota. Quanto soffrirebbe oggi la principessa che visse tutta per la S. Messa e la S. Comunione e fu tanto contenta dell’Adorazione degli Undici; oggi dove il Misterium Fidei, lo stesso mistero della Fede è negato o messo in dubbio da molti sacerdoti, religiosi e teologi.

Mantenuta la sua promessa
Il 24 Agosto venne durante il giorno Alfredo S….., mi venne sorridente incontro e tese le mani. Io: “Alfredo, sei proprio tu?” Lui: “La mia promessa!” Io: “Dove sei?” Lui: “Nella visione!” Poi mi fece un cenno di saluto e disparve.*

La cosa mi ha fatto molto piacere, ma mi ha anche molto impressionato perché lo scorso anno, su per giù in questo tempo, mentre parlavamo di queste cose, mi ha promesso sorridendo di venire, se gli era possibile. Era in tutto come da vivo. Io avrei dovuto oppormi ad una cosa del genere ma con gli altri finora, 11 settembre, non ho più parlato.

Quando venne Wolfango gli dissi: ” Perchè continui a venire?” Io non ho badato a te per niente, affinchè tu mi lasci in pace”. Lui: “Tu sei stata senza Misericordia”. Io: “Che cosa vuoi?” Lui: “Una S. Messa”. Io: “Dove sei sepolto?” Lui: “Ad Augusta”. Io: “Come hai fatto a trovarmi?” Lui: “Basta che tu preghi”. E disparve. Le sette figure sono ancora in uno stato molto triste. Solo che il loro gemere è intollerabile.

Ho visto il Cavaliere in Chiesa alla sera. Poichè ero sola mi avvicinai per chiedergli se aveva qualche cosa a che fare con la reliquia della S. Croce. Lui non mi diede alcuna risposta e continuò intanto a pregare. Egli ha uno sguardo meravigliosamente bello ed è del tutto diverso dagli altri.

17 Settembre. Una notte molto difficile, prima delle sette ombre, poi Wolfango poi venne qualche cosa, di cui non so rendermi ragione. Era come una nuvola che giaceva sul mio letto e si piegava sempre di più, una sensazione veramente spaventosa, un incubo nel peggior senso della parola. Si fece così fitto intorno a me, che non vedevo più la mia luce. Poi sentii come “tormentum malit…”** qualche cosa di simile.

Era l’ultima parola ma più lunga. Io sparsi molta acqua santa e finalmente divenne di nuovo tutto chiaro intorno a me. Però fu una cosa tanto paurosa e difficile.

Da quattordici giorni niente di nuovo. La nube che era intollerabile, si è trasformata in una figura. Sembra sia una donna, niente da temere perchè è tranquilla e contenta, quando mi metto a pregare.

Adesso sento di nuovo molto spesso la musica alla parete.

9 Ottobre. Al castello in D…., ho visto una vecchia signora, camminò parecchio accanto a me.

11 Ottobre. Ho visto una cosa molto strana. Stavo in giardino ed ecco venirmi incontro una cosa molto bella, colori e luci che non posso esprimere, sentivo anche la musica. Quanto essa era bella agli occhi, così l’anima mia sentì qualche cosa mai accaduta. Posso farmi mille domande in tutti i sensi, non posso dire che cosa era, ma vorrei riviverla ancora. Fu come un attingere di forze, ed io ne ho tanto bisogno e ne sono tanto felice.

14 Ottobre. Svegliata da un rumore fastidioso. Il mio letto era spinto di qua e di là, una sensazione terribile; non potei veder nulla. La cosa durò una mezz’ora poi tutto spari. II mio letto era inclinato. Più tardi venne una figura di donna.

17 Ottobre. Rivissuta di nuovo quella bella cosa nella mia stanza, quindi non può provenire dalle luci dell’autunno. Mi trovavo come in una sfera di luce di una infinita bellezza di colori alla vista, e una indescrivibile gioia nell’anima, un salire, un qualche cosa di e celestiale. Ciò che scrivo mi sembra tanto strano, eppure lo devo scrivere perchè è cosa inspiegabile, ciò che mi è permesso di sentire.

19 Ottobre. La figura di donna a lungo con me, ha un volto giovanile quale non vidi mai finora. Ho fatto un nuovo tentativo, ho recitato il S. Rosario e le ho messo in mano una corona che avevo con me ed essa la tenne durante la preghiera. Quando se ne andò la corona era sul pavimento. Mi sembra che in lei cambi la statura. Quando viene lei è piccola, quando se ne va è alta come la porta. E’ un tipo nuovo, per niente da temere, mi è molto cara.

20 Ottobre. Di nuovo lo sbattere del letto, poi la donna.

21 Ottobre. La donna parla, si chiama Eva, non si poté ricavare altro da lei. Ha mosso ancora a lungo le labbra ma non si poteva capire.

29 Ottobre. Eva a lungo qui. Le domandai: “Perchè vieni? Posso aiutarti?” Eva: “Tu mi hai già aiutata”. Io: In che modo? Non ho fatto proprio niente per te” Eva: “Io sono l’anima abbandonata per la quale tu… (non ho capito altro). Io: “Sei l’anima per la quale io ho pregato già quando ero piccola?” Eva: “Si”. Io: “Perchè non ti sei mostrata prima?” Eva: “Non ero libera”. Io: “Che cosa hai fatto di male?”. Allora lei mi ha sussurrato qualche cosa, impossibile capire, mi ha sorriso ed è sparita.

30 Ottobre. Dopo il nostro anniversario vidi il nonno nel nostro oratorio. Aveva un’espressione molto contenta e mi sorrideva. I suoi capelli bianchi splendevano, purtroppo non potei parlare con lui, perchè non ero sola. Ne fui comunque felicissima. Rivedere qualcuno che è caro tocca in modo particolare. Senza dubbio egli volle mostrarmi che dopo quella S. Messa era libero.

1 Novembre. Ho visto tante cose. Troppe: Gli Undici, il Cavaliere e i due uomini nel banco davanti all’altare della cripta. Nel giorno dei morti non ho visto niente. Dall’apparizione di Ermengarda in Sch…. posso dedurre che lei è veramente esistita. Era la sorella della contessa von Geroldseck, nata a Montfort, è vissuta nel 1642, il suo castello era nelle vicinanze di Spremberg, è sepolta nel Monastero*** di Wittich.

11 Novembre. E’ sempre tutto inquieto intorno a me. Eva non viene più. Delle figure si muovono intorno a me con sospiri e qualche volta gridano. Non riesco ancora a riconoscerle.

*Nota. In proposito il parroco Sebastiano Wieser scrive: “Alfredo S…. fu una personalità molto altolocata. Questa apparizione è una dimostrazione ed una conferma contro coloro che dicono: non è possibile che i morti tornino indietro”.

**Nota. Probabilmente deve essere stato “Tormentum Malitiae” che è uguale a tormento oppure dolore a causa della cattiveria.

***Nota. E’ evidente si tratti del Monastero delle Clarisse, che c’era una volta a Wittichen, nella Selva Nera, che era stato fondato da S. Luitgarda von Wittichen. La Santa del Grembo di Maria, 1976 Casa Editrice Cristiana, Stein am Rhein.

Anche a Monaco nessuna tregua!
16 Dicembre. Anche le tre settimane passate a Monaco furono senza pace. Già il secondo giorno vidi venirmi incontro una figura di donna, con mani aggressive, deformate dal dolore. Essa continuo poi a venire tutte le notti tanto da essere quasi insopportabile. Deve essere stata una domestica, perchè portava un grembiule e vestiva dimessamente. Poté poi finalmente parlare. Si chiama Anna, ed ha molto calunniato. Alla domanda per quanto tempo ancora dovrò; andare in giro, rispose: “Tre volte Avvento”. A Monaco vidi pure una cosa molto interessante. Mi trovavo nella casa del celebre pittore Francesco von Lenbach* presso conoscenti.

Mentre si stava mangiando, questi apparve improvvisamente di fronte a me, orrendo, come una bestia, ma perfettamente riconoscibile. Io lo conobbi molto bene quando era vivo. Io mi spaventai talmente che gli altri se ne accorsero e mi chiesero se non mi sentivo bene. Non guardai più ma sentivo la sua presenza. Alla fine del pranzo, lo vedevo ancora. Non lo vidi invece più negli altri locali.

Anna viene ora anche a Waal. Io: “Come vieni anche qui?” Lei: “Ti sono sempre vicina”. Io: “Ma io non ti vedo sempre”. Lei: “Tu non lo puoi sopportare”. Io: “Perchè no?” Anna: “La tua anima non è ancora libera”.

22 Dicembre. Lei fu qui quasi tutta la notte ed anche altri. Io le dissi: “Ora l’Avvento è quasi finito, dopo non vieni più?” Lei: “Tu pensi in maniera umana.” Io: “Non posso fare diversamente, finchè sono in vita”. Anna: “Tu puoi liberarti”. Poi disparve.

24 Dicembre. Essa tornò. Io: “Dimmi, come posso liberarmi?” Lei: “Se tu segui quello che ti attira”. Io mi spaventai perchè non lo voglio sapere, almeno non da lei, credo comunque di capire che la cosa abbia a che fare con il meraviglioso sentire, che ora mi assorbe tanto che mi sento come staccata da me stessa, in un altro mondo. Potei osservare, che quando viene quella sensazione, il mio corpo perde la possibilità di muoversi. Ho provato a sprangare la porta, quando sentii che si avvicinava quel sentimento, ma non ne fui più capace e dopo venne la Luce ed io ero indifferente a tutto. Solo gustare fino in fondo!

*Nota. Francesco von Lenbach fu uno dei più celebri ritrattisti del suo tempo. Fu amico di Bócklin e di Bismark, di cui egli fece circa 80 ritratti commemorativi. Morì nel 1904.

Padre O….., mio anziano maestro di religione
27 Dicembre. Adesso viene da me ma P. O…… in una condizione molto triste. Egli fu… e per parecchio tempo mio insegnante di religione. Ancora non può parlare. La sua tristezza mi tocca moltissimo, perchè io gli ho voluto tanto bene. Ora si vedono quasi sempre gli Undici, quando passo sotto il monte. Essi diventano più piccoli. Ora sono quasi come bambini.

30 Dicembre. Una notte terribile. La mia camera era piena di figure, ma nessuna riconoscibile. Per la prima volta mi sentii avvolta in un pessimo odore. Esse si gettarono sul mio letto, ne potei contare sette, ma erano parecchie di più. Si continua ad entrare e uscire dalla finestra. Io sono piuttosto timida, e se la cosa va avanti così, non ne posso più dalla stanchezza.

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3 pensieri su “Il diario della principessa Eugenia Von Der Leyen | Anno IV: 1924

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