Medugorje | Messaggio del 25 dicembre 2017


Secondo messaggio di Natale dato a Jacov durante l’apparizione straordinaria che il veggente riceve ogni 25 dicembre dell’anno, ogni anno, dal 1998.


Messaggio

Cari figli! Oggi, in questo giorno di grazia, vi invito a chiedere al Signore il dono della fede. Figli miei, decidetevi per Dio e iniziate a vivere e a credere in ciò a cui Dio vi invita. Credere, figli miei, significa abbandonare le vostre vite nelle mani di Dio, nelle mani del Signore che vi ha creati e che vi ama immensamente. Non siate credenti soltanto con le parole ma vivete e testimoniate la vostra fede attraverso le opere e con il vostro esempio personale. Parlate con Dio come con il vostro Padre. Aprite e offrite i vostri cuori a Lui e vedrete come i vostri cuori cambieranno e potrete ammirare le opere di Dio nella vostra vita. Figli miei, non c’è vita senza Dio e perciò come vostra Madre intercedo e prego mio Figlio affinché rinnovi i vostri cuori e riempia la vostra vita con il Suo amore immenso. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

Riflessione

Oggi, in questo giorno di grazia, vi invito a chiedere al Signore il dono della fede.

Chiedere il dono della fede è qualcosa a cui spesso pensiamo poco o nulla. Si prega spesso chiedendo di tutto, mentre la fede la si da per scontata, come se fosse già in noi allo stato perfetto. Si crede spesso di essere già proprietari della fede, come se andare a Messa, frequentare i Sacramenti e pregare significasse avere una fede già perfetta, che non ha bisogno di crescita, maturità e fortezza. Maria sa quello che chiede, ed è evidente che se ci indica di chiedere il dono della fede, è per via del fatto che vede quanta fede c’è nei nostri cuori. Io credo che siano pochi ad avere una grande fede, mentre molti si arrampicano ad una fede lastricata, ancora in crescita, che ha bisogno di abbeverarsi alla fonte. Preghiamo quindi per l’aumento della fede, ne abbiamo bisogno.

Non siate credenti soltanto con le parole ma vivete e testimoniate la vostra fede attraverso le opere e con il vostro esempio personale.

Qualcosa che nel mondo, sopratutto quello cattolico, è fin troppo imperante. Essere di fede solo a parole, agire solo a parole, dire cose belle, sentirsi coerenti con la Dottrina solo a parole, mentre poi, giunti ai fatti, si cade. Maria lo sa e ci chiede le opere. Queste opere richiedono coscienza, consapevolezza, coraggio. Non possono essere attuate se viviamo senza essere consapevoli di vivere unicamente a parole. Per far si che vengano dei lumi, dei pensieri, delle ispirazioni che ci indicano la via delle opere, bisogna pregare. E da qui che partirà così la sorgente di un cammino autentico, che vedrà luce non soltanto a parole, ma con i fatti.

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