Il diario della principessa Eugenia Von Der Leyen | Anno III: 1923


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1923

Il 31 Gennaio 1923 abitai per alcuni giorni in una stanza al terzo piano. Quando durante il giorno guardai nello specchio, vidi uscirne una testa di donna. Mi voltai, dietro di me stava una dama in rosa; ma all’istante era di nuovo sparita. Il suo vestito era il costume del XVI secolo, solo mi colpii subito il fatto che la sua pettinatura non si concordava col vestito.

La sera andai a dormire con presentimento non molto simpatico perché sentii nella camera vicina, che era disabitata, parlare la medesima voce, che se si è sentita una volta non si dimentica più. Io dormii benissimo sino alle tre, quando mi risvegliai con un senso di spavento. Ora sapevo, lei è qui. Accesi la luce ed eccola e anche un uomo in costume di cavallerizzo accanto a lei, stavano alla porta. Io ricorsi all’acqua santa e domandai: “Chi sei?”. “Barbara”. “Che vuoi?” nessuna risposta; essa mise il dito sulle labbra e mi fece cenno di uscire dalla porta con lei. Era tutto così naturale che mi vergognavo di uscire dal letto davanti all’uomo. Allora essi uscirono dalla porta ed io notai una ferita alla nuca di lei. Di qui la sua strana capigliatura. Io mi guardai bene di andare con loro; solo quando furono fuori guardai dietro e la vidi entrare nella cosiddetta camera da letto. Non sarei potuta entrarvi, perché era chiusa a chiave.

Il 5 Febbraio avevo da fare di sopra ed ecco Barbara sul corridoio che entrò di nuovo nella camera da letto. Io scesi di corsa presi la chiave e la seguii. La trovai che mi aspettava appoggiata alla parete. Io domandai: “Sei Barbara von L…V” (perchè nel frattempo avevamo guardato nella storia dove c’era pure un’altra Barbara) “Si’ “Vuoi pregare con me?”. Essa mi fece cenno di sì con uno sguardo cattivo. Io recitai: “Anima Christi…” e quando io dissi: “Acqua del Costato di Cristo lavami”, essa incominciò a piangere disperatamente e a singhiozzare nelle sue mani. Poi mi guardò ancora una volta con occhi pungenti e uscii fuori verso la torre. Ora da lungo tempo non la vedo, perché non vado più di sopra. Poi venne a stare di sopra una pittrice, noi saliamo spesso da lei per vedere, ma Barbara non la vedo.

Il 21 Febbraio all’una di notte mi sveglio con la precisa sensazione. Barbara e l’uomo sono lì in piedi. Io mi adirai proprio, perché di sotto io mi sentivo sicura da loro e dissi: “Perché non rimanete di sopra?” “Perché quelli non possono vedere”. Io domando all’uomo: “Come ti chiami?”. Barbara risponde per lui: “Tomaso” “Che vuoi ancora da me?” “Una S. Messa” dice Barbara. Io prego con loro e dico: “Non venite più, io vi prometto che si pregherà per voi”. Poi essi se ne vanno non li vidi più. Mi fa sempre meraviglia quale forza emani dagli spiriti per potermi svegliare dal sonno più profondo. Lo svegliarsi è qualche cosa del tutto singolare; uno capisce subito che cosa lo aspetta. Un vedere nel buio è escluso, una volta anche con Barbara io ho chiuso gli occhi per provare, ma allora non si vede niente!

La vecchia cuoca Crescenza e la donna che uccise il suo bambino!
Alla medesima epoca di Barbara, ci fu anche un’altra apparizione. Mentre il 1° Febbraio 1923 mi trovano con la cuoca in dispensa, ecco improvvisamente due donne in piedi fra noi. In una io riconobbi subito la nostra cuoca Crescenza che era rimasta da noi 42 anni ed era morta nel 1888. Vicino a lei una sconosciuta, che aveva un aspetto per niente simpatico. Crescenza aveva un sembiante molto bello, esattamente come da viva, molto simpatica. Due giorni dopo io le incontrai di sotto nel corridoio; ma poichè c’era qualcuno con me non potei parlare con loro.

24 Febbraio. Mi sveglio alle 4, accendo la luce ed eccola con la sconosciuta accanto al mio letto. Io dissi: “Cara Crescenza da dove vieni?” essa: “Dallo spazio”. Io: “Come mi hai trovata?” Allora essa fece un movimento per aria con la mano. Io dico: “Non venire più da me. Ti prometto che sarà pregato per te. Sia lodato Gesù Cristo!” Lei se ne andò e insieme pure la sconosciuta.

28 Febbraio alle 4 e mezzo viene la sconosciuta (paurosa)*, lei si ferma più di 10 minuti, io le dò acqua santa, prego, lei non si muove, solo mi guarda adirata. Io ho molta paura, non so infatti perchè non risponda una parola. Finalmente se ne va. E’ vestita poveramente, ha un fazzoletto da testa e un grembiule come una donna da lavoro, non mi è simpatica. Essa mi fa pensare alla donna che vidi in A…, che poi descriverò più tardi.

Io ho paura di quella espressione da donna depravata, non lo si può esprimere in altro modo!

3 Marzo. Sono le due di notte. Mi sveglio con quella sensazione che so che cosa mi aspetta e sono così vile, che non accendo subito la luce, ma poichè il Signore Iddio mi da forza, accendo. Ed ecco quel viso ripugnante quasi curvo su di me; Ma poi essa si allontana. Io: “In nome di Gesù io ti ordino di rispondermi: perchè vai intorno?” Lei: “Io ho tolto di mezzo il mio bambino! “Come ti chiami?” Lei: “Margherita”. “Sarà fatta celebrare una S. Messa per te ed io non ti dimenticherò. Non devi più venire”. Poi io prego con lei ed essa scompare. Fu una cosa molto dura da sopportare, ma sia come Dio vuole. Di giorno sopporterei più volentieri se queste dovessero venire.

*Nota. Il lettore troverà, lungo tutto il diario, come sono reali le parole religiose: “II peccato è orrendo, la virtù è bella”. La vista della bruttezza dell’uomo in peccato ci viene incontro in tutte le apparizioni. Ci deve far pensare quale tipo di esistenza presenti la vita mondana.

Michele il falegname
In estate io vidi tre volte ad A…. una donna alla villa andare in su e in giù con una espressione indimenticabilmente triste. Quando la interrogai, mi rispose: “Nessuno prega per me!”. Alle altre domande rimase muta. Allora non mi era ancora stato detto che io dovevo pregare con loro. Per questo l’apparizione durava sempre poco. Pregare è anche un sollievo per me. Dopo ho meno paura.

11 Marzo 1923. Ero appena a letto alle undici che qualche cosa entrò. Pensai che fosse mia sorella e non accesi subito la luce; ma poi sentii subito che cos’era. Sotto la porta c’era il falegname Michele, un ex sacrestano; non so quando egli morì. Gli dissi subito:

“Si falegname Michele, che vuoi da me?” Allora fece un grido e sparì. Ora è il mio bambino che devo curare. Adesso viene tutte le notti, fa paura, perchè non si sa che cosa fare con lui. Era rimasto una mezz’ora dalle 4 alle 4 e mezza. Cammina sospirando per la stanza, non ha un bell’aspetto. Ma il Signore mi aiuterà.

13 Marzo alle undici e trenta è di nuovo qui. Io dico: “Sabato viene celebrata una S. Messa per te, lasciami in pace; che cosa hai fatto? Rispondi una buona volta!” “Furto sacrilego!” grida. Io: “Posso aiutarti?” Egli fa un cenno col capo e sparisce.

Una quantità di donne e di uomini
21 Marzo 1923. Durante la notte venne Vittorio B… da me, mi guardò triste, non diede alcuna risposta e se ne andò.

22 Marzo. Mi svegliai all’una e mi sentii dire: “Vuoi aiutare questi, come hai aiutato me?” Io accesi la luce ed ecco che vidi accanto al mio letto il Parroco S……; non posso dire di sicuro perchè egli era ormai sparito. Allora vidi per la prima volta che cosa c’era ancora lì. Una quantità di donne e di uomini.

C’era di nuovo anche Vittore; era una cosa molto pesante, ma se ne andarono presto; non potei contare quanti erano.

23 Marzo di notte: ai nuovo, rimasero a lungo, sono 16. Io: “Si prega per voi, non dovete venire più”. Allora Vittore dice: “Noi dobbiamo”. Io: “E chi lo vuole?” Nessuna risposta. Essi si fermarono ancora un poco, mi guardarono tutti e poi se ne andarono. Vennero tutte le notti, ma non c’è niente da fare con loro. Io prego e dopo un po’ essi se ne vanno.

26 Marzo. Sono soltanto nove, del tutto sconosciuti. Domando: “Dove sono gli altri?” ma non ricevo risposta.*

Ora questi sono nove; vengono tutte le notti. Non è pesante; io prego e dopo un po’ essi se ne vanno.

29 Marzo. Tutti e sedici sono di nuovo qui. Una di loro che non conosco mi viene molto vicina e dice: “Ti ringraziamo”. Io non ho il coraggio di toccare la sua mano, lei mi stese ambedue le mani. Io domando: “Potete far Pasqua in Cielo?” Essa dice: “Alla luce”, molto chiaramente: non poté dire altro.

Allora mi vengono tutte vicine, non comodo, io aspergo con acqua santa, ed ecco subito spariscono. Strano che i sedici adoperavano ben poco spazio, stava davanti a me un piccolo mucchietto eppure erano figure grandi e piccole. Colei che mi parlò era molto giovane con una espressione amica, un vestito nero, una sciarpa bianca; tutte erano vestite da lavoro.

*Nota. Domande che esprimono soltanto curiosità e desiderio del sensazionale, non ricevono risposta. Il lettore potrà constatare ripetutamente questo fatto.

Il cameriere Nicolò
Da qualche tempo vedo il cameriere Nicolò, che rimase molto tempo con mio nonno, ma lo vedo solo al primo piano girare per le camere. Sembra che cerchi qualche cosa: non potei ancora parlare con lui perchè finora non ero mai stata sola.

Durante la notte, da Pasqua in qua’, devo passare sempre brutte notti. Sento che c’è qualche cosa molto vicina a me, ma non riesco a vedere, però sento camminare, respirare, sempre vicino a me, poi anche un mormorio o un rumore indefinibile, come “battere alla porta”. E’ una cosa molto più penosa che quando vedo qualche cosa. Una volta è incominciato alle undici ed è durato fino alle 5, impossibile dormire in queste condizioni. Mi sono alzata e mi sono seduta sul corridoio, ma il rumore mi seguì. Quando domandai: “Non potete farvi capire?” Qualche cosa mi toccò sulle spalle; fui molto spaventata.

Basette
21 Aprile 1923. Oggi vidi per la seconda volta in chiesa due donne inginocchiate durante il Santo Rosario del sabato; esse sparirono e poi ritornarono. Quando dopo, io entrai insieme al Signor Parroco sperando che le vedesse anche lui, esse erano effettivamente lì, ma quando volli parlare con loro sparirono. Nicolò incontrato quattro volte, egli passò come di corsa accanto a me.

Per alcuni giorni ebbi la febbre la sera e non potei dormire ma non vidi e non sentii niente. Ora che sto di nuovo bene esse tornano di nuovo.

26 Aprile. All’una di notte venne la “Hauserin” (governante) morta un anno fa, di cui non so il nome. Aveva una espressione molto triste, non rimase a lungo, continuava ad andare in su e in giù.

27 Aprile. Eccola di nuovo, rimase più a lungo; mi guardò fisso ma non disse niente, non rispose. Ho visto due volte Nicolò che cercava come sempre.

29 Aprile. La “Hauserin” accanto a me dalle tre alle quattro e mezzo molto triste. Lei vorrebbe parlare, ma non può; non la vedo molto volentieri perché essa mi guarda sempre con gli occhi sgranati. Ho visto le undici colonne nebulose.

I Maggio. Essa era già in camera mia quando andai a dormire. Io le porsi un fazzoletto, perché li premesse su la mano, lei venne molto vicina, ma non lo prese.

4 Maggio. Essa venne due volte durante la notte, si è curvata tutto su di me, cosa che mi disgusta assai. Ho rivisto anche Nicolò. Chiesi alla “Donna” come si chiamasse; lo feci più volte senza ottener risposta. Poi risuonò come un suono spaventoso… Ba … è…* , era molto triste. E’ molto contenta dell’acqua santa, perché fino che non gliela dò è molto agitata.

5 Maggio. Era di nuovo qui; ora so che si chiamava Babette. Mi stanca assai, perché resta sempre così a lungo. Vidi anche che ha un vestito molto sciupato; tiene anche qualche cosa in bocca, non si vede bene.

9 Maggio. Venne di nuovo due volte di notte; vidi pure gli undici.

12 Maggio. Incontro Nicolò sul corridoio, sembra molto contento.

13 Maggio. La “Hauserin” di nuovo lì, per niente comodo, si piegò su di me. La sua bocca è ripugnante come una ulcerazione, il labbro inferiore tutto nero. Ha pure brutti occhi; sarei felice di riuscire a far breccia su di lei, ma non se ne ricava nulla. Vorrebbe parlare ma non può.

14 Maggio. Dì nuovo, ha aperto la porta che io chiusi solo per provare.

15 Maggio. Ho visto di nuovo Nicolò.

18 Maggio. La “Hauserin” rimase vicina a me dall’una alle tre e mezzo, mi svegliò con un lamento. Poiché avevo ricevuto questo consiglio, le tenni davanti la reliquia della S. Croce e domandai: “Sei dannata?” Lei scosse il capo in senso negativo. Allora io dico: “Io ti scongiuro di dirmi che cosa vuoi! Non voglio più vederti!” Poi con suoni difficili da comprendere: “Sempre ingannato… Parroco..” La pregai di ripetere, perché non riuscivo a capire il senso, ma se ne andò aprendo di nuovo la porta.

22 Maggio. Venne tutta sconvolta, come uno che scappa, aveva un aspetto pauroso. Io dissi: “Ti ordino di dirmi perché continui a venire da me?” Allora mi venne vicina mi indicò la sua bocca. Io mi spaventai moltissimo. Poi mi sparì.

23 Maggio. Mi ero appena addormentata che lei era di nuovo qui. Io dissi: “Se adesso non mi dici che cosa vuoi, io non prego più per te!” Per lungo tempo non disse una parola, poi un mormorio incomprensibile. Io: “Dimmi una buona volta che genere di bugie hai detto!” Mi viene molto vicina e dice chiaramente: “Devo patire, ho mentito molto, ho diffamato, dillo al Parroco!” Io: “Perché non vai tu da lui?” Nessuna risposta.

24 Maggio. Venne con un’altra figura, che non potei riconoscere. Io avevo tanta paura, tenni davanti a loro la reliquia della Croce e dissi: “Vi prego, non venite più!” Riceverete una S. Messa. Vidi di nuovo le due donne in Chiesa.

*Nota. Il parroco Sebastiano Wieser conobbe molto bene la morta (Barbara Z.) quando era viva. Secondo la sua descrizione essa era una nubile, apparentemente molto pia, ma molto isterica, era una persona sensuale, che scriveva lunghe lettere ai sacerdoti e inganno uno di loro con molta raffinatezza. Alla fine ne nacque un bambino e poi in meno di un anno morì. “Hauserin” é il vecchio nome per Haushelterin governante o massaia.

La donna nel pollaio
28 Maggio. Vidi una donna nel pollaio che cercava su un mucchio di sterpi. Io pensai che fosse una mendicante e andai da lei. Lei mi venne incontro alcuni passi e sparì di colpo nel nulla. Il pomeriggio mi venne incontro un uomo con un fastello durante la corona delle cinque Piaghe, pareva un accaparratore.

Alcuni passi davanti a me e di colpo sparì.

Vidi nuovamente le due donne inginocchiate in Chiesa. Poi venne una donna vera nel medesimo banco. Poiché c’era poco posto potei vedere benissimo che le due figure erano come velo e non occupavano spazio.

29 Maggio. La donna era di nuovo nel pollaio ma per poco.

Vicino alla Liberazione
30 Maggio. Stavo aiutando le Suore in Ospedale a preparare i fiori. Appena fui sola, entrò Benedetto e mi venne molto vicino: Io dissi: “Benedetto sei presto in Cielo?” Un cenno affermativo. Io: “sei sempre qui intorno?” Di nuovo un cenno. Aveva un aspetto molto simpatico, come da vivo, con il suo grembiule blu in maniche di camicia. Mi guardò poi uscì dalla porta fino alla casa ed era sparito.

La Hauserin, grazie a Dio non viene più ed io posso di nuovo dormire.

31 Maggio. Durante la processione del Corpus Domini, quando ci inginocchiammo davanti all’altare accanto alla casa del falegname Fischer, uscì improvvisamente dalla porta di casa il falegname Michele. Aveva un aspetto molto diverso da come lo avevo visto prima, aveva gli occhi così contenti e qualche cosa di luminoso usciva da lui, sembrava come avvolto in un fazzoletto bianco e durante il Vangelo stette in piedi proprio davanti a me. Non capisco, perché gli altri non si accorgono di nulla. Egli rimase quasi fino alla fine, poi facendomi un cenno di saluto se ne andò fra la gente.

4 Giugno. La donna era di nuovo nel pollaio. Ha il volto molto triste. Di notte c’é un poco di rumore vicino a me, ma non riesco a veder niente. Sono dei passi e poi scricchiolio sul pavimento e nei mobili. Preferisco poter vedere qualche cosa.

7 Giugno. Vidi di nuovo la donna nel pollaio. Mi fissò con occhi che ardevano. Non la vidi mai così bene. Non si può parlare con Lei. Il mormorio nella notte si allontana nei vani adiacenti e nelle pareti niente tutta la notte.

Federico il pecoraio ucciso
11 Giugno 1923. Allo svegliarmi si curvò su di me una lunga figura scura, tutta avvolta nella nebbia; non so dire se uomo o donna, comunque niente di simpatico. Sono molto spaventata. Non si sentono più rumori.

14 Giugno. L’anima era di nuovo in camera quando volli andare a dormire. Allora ho recitato a voce alta le mie preghiere della sera, durante le quali esso mi venne molto vicino. Se non avessi le braccia direi che è come un albero del bosco. Si fermò circa venti minuti ma poi ritornò alle quattro.

16 Giugno. Fu una cosa molto penosa. Egli prese a scuotermi per le spalle. E’ un momento terribile. Io gli diedi un pugno e dissi: “Non puoi toccarmi!” Dopo di che si tirò indietro in un angolo. Quando gli diedi quel pugno non sentii niente di corporeo, era come un fazzoletto bagnato con acqua calda. Penso che non sarei riuscita a sopportare di frequente un simile spavento.

18 Giugno. Di nuovo quella cosa mostruosa. Voleva prendermi per il collo. Strabuzzai gli occhi. Nella mia angoscia pregai e presi in mano la mia reliquia della S. Croce. Dopo egli rimase in piedi davanti a me grande e grosso. Alle mie domande non diede alcuna risposta; poi uscì dalla porta che lasciò aperta.

19 Giugno. Ora riesco a capire che è un uomo. Rimase qui assai poco. Ho rivisto ancora anche le donne nella Chiesa, pare siano di un altro secolo.

Non risposero nulla; io ho chiesto loro se forse avevano rubato delle candele.

21 Giugno. Il mostro rimane nella mia stanza più di un’ora, durante la notte continua ad andare in su e in giù. Porta capelli irsuti e neri ed ha occhi che mettono paura e ribrezzo. Vidi anche la donna seduta nel pollaio guardarmi. Essa si fa sempre più amabile, non risponde però. Io me la guardai a lungo dalla casetta delle galline e vidi qualche cosa di strano: venne verso di lei dalla strada un gatto. Questo fece di colpo un salto spaventato in disparte. Come se avesse notato la donna.

Io sono felice, perché almeno il gatto vede come me!*

In una stalla una mucca giovane guarda con gli occhi atterriti in dietro per traverso, spaventata, poi benché legata alla catena nella mangiatoia con tutti e quattro i piedi mugolando e a rischio di strangolarsi. Viene poi calmata, si butta acqua santa, si riesce a riportarla, alzandola, al suo posto dopo averla slegata con molta difficoltà.

22 Giugno. Resta in camera vicino a me dall’una fino alle cinque, fu una cosa pesantissima. Egli si piegò più volte su di me, sedette sul mio letto. Ho perfino pianto per il terrore e l’angoscia, poi per non doverlo più vedere ho recitato la preghiera delle ore. Dopo egli corse di nuovo su giù e incominciò a sospirare paurosamente. Adesso mi si presenta un po’ più riconoscibile, però no riesco ancora a capire chi possa essere. lo sono diventata molto paurosa perchè talvolta devo fare uno sforzo per andare nella mia camera. Tuttavia di solito posso addormentarmi bene e dormire bene.

24 Giugno. Egli venne di nuovo, mi ha preso per le spalle. Io dissi: “Ma dimmi che cosa vuoi e poi non venire più da me.” Nessuna risposta; prese di nuovo a correre alcune volte per la stanza e poi se ne andò. Ma la pace se ne era andata del tutto.

Alle sei del mattino tornò. Di giorno fa ancora più paura, resiste combatte, appartiene ad una delle più miserevoli categorie di spiriti che vennero sinora. Io dissi: “non disturbarmi, devo prepararmi per la S. Comunione!” Allora mi venne vicinissimo e alzò le mani come pregando. Mi fece tanta compassione, che gli promise tante cose, poi dissi: “Non puoi parlare?” Egli scosse il capo. “Soffri molto?” Egli sospirò spaventosamente. Io lo aspersi con tanta acqua santa. Poi se ne andò.

27 Giugno. Venne di nuovo di notte, mi pare di conoscerlo; mi rompo il capo pensando chi sia. Non è affatto simpatico.

28 Giugno. Vidi nuovamente le due donne in chiesa.

29 Giugno. Quando andai a dormire era di nuovo in camera. Potrebbe essere Federico, il pecoraio ucciso. Gli chiedo subito ma egli non reagisce. Ho pregato con lui, poi mi fissò così duramente che io ebbi proprio paura. Lo pregai di andarsene ed egli se ne andò davvero.

30 Giugno. Venne per pochissimo tempo, mi hanno svegliato i suoi singhiozzi. Ma il suo viso è così nero, che duro fatica a riconoscere. La statura però, il naso e gli occhi, sono proprio “lui” l’ho visto tante volte quando era in vita.

2 Luglio. E ritornò di nuovo, non aveva più uno sguardo così brutto e cattivo e non si fermò a lungo. Parlai con lui come “Federico, il pecoraio” cosa che egli trovò, sembra, molto naturale.

3 Luglio. Venne pochi minuti. Io gli domandai: “Sei Federico? il pastore pecoraio assassinato?” Egli disse molto chiaro “Si!”.

4 Luglio. Egli venne da me al mattino, mi guardò triste e poi se ne andò di nuovo, ma non mi diede alcuna risposta.

5 Luglio: Ebbi l’impressione che tutto fosse più luminoso in lui. Durante la preghiera egli fece il Segno della Croce.

6 Luglio. Sono contentissima, perché adesso egli può parlare. Io gli chiesi: “Perché vieni sempre da me?” Lui: “Perché tu hai sempre pregato per me” (è vero perché quel povero uomo mi aveva sempre fatta tanta pena, aveva sempre uno sguardo così strano, fino da bambino). Io: “Che cosa ti ha salvato?” Lui: “Riconoscimento e pentimento.” Io: “Allora tu non sei morto subito?” Lui: “No”. Io: “Sarai liberato presto?” Lui: “No, a lungo … ancora”. Allora io dissi che poteva venire ancora, se ciò gli faceva bene. Come è strano che una persona mentre da viva era così rozza, una volta separata dal corpo, parli così. Ora non ho più paura di lui, io vorrei aiutarlo con tutte le mie forze. Quanto è Misericordioso Iddio!

Se il giovane veniva castigato, il vecchio tirava fuori tutti i registri della ribellione contro maestro e parroco. Io gli dissi prima che un giorno o l’altro egli avrebbe ricevuto le botte da questo unico figlio! “A 17 anni questo figlio grande e grosso, verso mezzanotte, uccise suo Padre e fu condannato a morte.” Federico il pecoraio entrò nell’eternità, vittima di una tragedia familiare. Nessuno seppe se era morto sul colpo o se poté ancora tornare in sé. Pare che così effettivamente sia stato. Il parricida lo aveva abbattuto nel fienile e abbandonato al suo destino. Soltanto al mattino fu trovato il povero morto. Ritorniamo ora indietro “al morto con i capelli arruffati e neri e occhi che incutevano terrore”, irriconoscibile fino al 27 Giugno. E da allora la sua figura si fa sempre più chiara e il 6 luglio egli racconta che non era morto sul colpo e che il “riconoscimento e pentimento dei suoi peccati” lo hanno salvato dalla dannazione!

Il 12 Luglio dice: “Io ardo,” preme il suo dito sulla mano della principessa e vi lascia sopra una scottatura rossa** che io stesso ha visto.

8 Luglio. Egli venne per poco.

9 Luglio. Venne alle sei, mi diede un pugno su una spalla e così mi svegliò. Altrimenti mi sarei riaddormentata. Io: ” Ti interessa tanto che io vada a messa?” Lui: “Così tu mi puoi aiutare molto”.

11 Luglio. Solo pochissimo.

12 Luglio. Abbiamo pregato insieme poi: “Che cosa devi soffrire?” Lui: “Io ardo!”*** poi mi si avvicinò e prima che mi potesse guardare, egli premette un dito sulla mia mano. Io fui tanto spaventata e mi fece tanto male, che gridai. Ora ho una macchia rossa, che spero vada via presto. E’ una cosa, è una sensazione del tutto insolita ed eccezionale, avere questo segno visibile dell’altro mondo.

Il dottor Guillet lo ha potuto avere in mano.

*Nota. E’ un fatto che gli animali possano anch’essi vedere le anime dei defunti, indipendentemente da quale delle tre destinazioni post-morte essi giungono. Dinanzi un anima di un defunto possono avere paura e timore, rifiutandosi di avvicinarsi ma piuttosto fuggendo. E’ celebre la sicura e provata apparizione di un anima in un cortile della canonica, dove il cane evitava la sommità di una scala, sopra la quale era stata vista più volte un anima. Mentre di solito il suddetto cane seguiva il suo padrone dappertutto.

**Nota. Ci sono parecchi libri dove si parla di impronte di fuoco lasciate dalle povere anime, Cfr. Libro: “Vivono i morti?” di X. famoso il libro di devozione, sul quale una mano si è marcata a fuoco attraverso diversi fogli.

***Nota. Il Parroco Sebastiano Wieser osserva: “Il comportamento di questa apparizione è come un eco della vita terrena. Io ho conosciuto molto bene il pecoraio Federico. Egli era un montone in Parrocchia. Descriverlo non interesserebbe a nessuno. Qui appare soltanto, perché è giusta l’osservazione: Come un albero è, era così e gli si conviene proprio. Poi perché in lui appare e si manifesta veramente la grande misericordia di Dio. In chiesa appariva raramente. Aveva un figlio solo che già nella scuola si era mostrato falso e bugiardo e diede un sacco di dispiaceri ai suoi superiori”.

Nota del traduttore: A.F. (TN) dove io fui Parroco per 22 anni i rumori di sera e di notte in canonica erano quasi continui tranne brevi pause. Una sera come tante si era in cucina, io e mia nipote due gatti dormivano nello scaldapiatti del forno, erano le nove e trenta suppergiù, un rumore di fuori e un salto sulla maniglia fuori sulla porta di cucina, succedeva spesso. Le due bestiole fecero un salto fuori e quasi volavano spaventate miagolando, si aprì la porta e uscirono precipitandosi su nel sottotetto. Fuori non c’era nessuno. Non son fantasie!

Sono nell’Abbandono
15 Luglio 1923. Dopo una breve sosta venne di nuovo stanotte. Io gli dissi, che non doveva più toccarmi, altrimenti non avrei più pregato per lui. Gli dissi anche di andare una volta dal signor Parroco

18 Luglio. Lo trovai che stava già in camera, quando volli andare a dormire. Mi sembrò che accanto a lui ci fosse ancora una figura, però non lo posso dire con sicurezza. Ora egli prega sempre insieme con me, cioè mormora qualche cosa vicino a me. Interrogato non risponde più.

21 Luglio. Adesso vengono effettivamente in due, ma non mi so immaginare chi sia l’altra. Fa orrore, è sporco, arruffato, non parla. Ho visto le due donne in chiesa, mi inginocchiai accanto a loro, sembrava a che non ci fosse più posto per me. Esse continuarono a guardarmi. Non potei dire loro niente, perché si stava recitando il Rosario.

Ho visto la donna nel pollaio, finalmente adesso parla, si chiama Adelgonda. Essa ha un aspetto molto fine e mi guarda amabilmente. Porta il vestito svevo di una volta, una donnina anziana. Quando le chiesi che cosa volesse da me, rispose: “Pregare!”.

24 Luglio. Il pecoraio Federico e l’altra vennero due volte durante la notte, tutto muto, ma per niente simpatico.

29 Luglio: Niente di speciale. I due vengono ogni notte. Il nuovo ha un aspetto spaventoso. Il Pastore Federico diventa sempre più chiaro. Alla domanda da quanto tempo andasse in giro, Adelgonda rispose: “Tre volte ottanta”.

1 Agosto. Ora conosco anche la seconda figura, è G….. *, che morì alcuni anni fa di vaiolo. Quando domandai al pecoraio Federico qualche cosa in merito, egli mi disse: “Vedi da te!” Egli mi venne di nuovo molto vicino, io ho nascosto in fretta le mani.

4 Agosto. Ambedue rimasero a lungo: io chiesi perché G… veniva da me. Risposta: “Egli ti cercò”.

9 Agosto. Non ebbi pace in tutta la notte, continuavano a venire. G…fa piuttosto paura, io lo pregai di lasciarmi in pace. Allora il Pastore Federico disse: “offri sacrifici per noi”. Ora mi vergogno di essere stato così dura di cuore.

10 Agosto. Il pecoraio Federico mi venne di nuovo tanto vicino, però aveva un bel viso, amico, tanto che gli domandai:”non devi più patire così tanto?” Egli: “No”. Io: “Dove sei sempre?” Lui: “Nell’Abbandono!” Io: “Tornerai ancora spesso da me?” Lui: “No”. Io: “Perché no?” Lui: “Non posso più.” Io: “Ti sono potuta essere di aiuto?” Lui: “Si”. Poi disparve. G…rimase solo, cosa per me non simpatica. Egli sospira e guarda in una maniera così cattiva! Ma se posso aiutare anche lui sono comunque contenta.

Ho dimenticato di segnare che all’ospedale vidi pure per due volte una che era prima superiora, ha un viso molto triste.

11 Agosto. Venne G…. quattro volte nella notte. Non rispose a niente. Non può assolutamente stare fermo. Continua a correre intorno. Proprio mi rincresce che il pecoraio Federico non viene più, dopo tutto egli era per me una specie di difesa. G…mi è molto antipatico, tuttavia voglio aiutarlo di buon grado.

In complesso pare che i miei nervi vadano meglio, mi sto abituando a questi ospiti non invitati e dopo quando se ne vanno posso dormire in pace.

12 Agosto. Brevissimo.

*Nota. Fu sostituito dal parroco Sebastiano Wieser e fu da questi sepolto. Egli era morto di vaiolo nero (tifo nero).

“Sono felice”
12 Agosto 1923. Ebbi una grande gioia. Mentre stavo raccogliendo del ribes rosso improvvisamente la vecchia “Holzmannin”* accanto a me. Io: “Oh, cara Holzmannin, non mi hai dimenticata, come va?” Lei: “Io sono felice! “Ed era sparita. Questa fu proprio un’apparizione veramente simpatica, avevamo raccolto tante volte in giardino insieme e una volta mi disse: “Certo è che io farò ancora una volta un giretto per questo giardino!” Abbiamo riso insieme ed io dissi: “Vieni ancora una volta a trovarmi!”. Ed essa poté veramente farlo!

*Nota. Il parroco Sebastiano Wieser dice di lei, che era stata per lunghi anni ammalata e purificata dal dolore. Un tenero conforto per tante persone semplici, che oltre la loro povera condizione ebbero anche molto per le malattie! L’Amore di Dio le avvolge. “Holzmannin” era la donna che provvedeva la legna per accendere le stufe e che le accendeva poi anche al castello.

Un Cavaliere nella sua armatura!
14 Agosto. Vidi in chiesa davanti all’altare con la sua armatura stava in ginocchio. Dapprima credetti fosse un’illusione. Per poter osservarlo meglio, uscii dall’Oratorio passando accanto a lui. Egli si lasciò osservare per un certo tempo e poi disparve.

G… a lungo da me, è spaventosamente inquieto.

17 Agosto. G…di nuovo qui, adesso sta più attento quando prego.

19 Agosto. Di nuovo due volte nella notte. Adesso egli picchia quando sono nell’Oratorio: ma ogni volta che vado alla porta per vedere non c’è più niente.

20 Agosto. Vidi di nuovo il cavaliere in chiesa in piedi vicino all’altare: egli ha la statura di un gigante. Forse è l’uomo, che è sepolto nel coro della chiesa, che fu trovato quando si fece la nuova pavimentazione e che aveva uno scheletro eccezionalmente grande.

23 Agosto. Passai una notte molto scomoda. Sapevo che G… era qui ma la luce elettrica non funzionò. Io lo sentivo e ne avevo la sensazione della sua presenza, ma non lo potei vedere. Fu una cosa tremendamente angosciosa. Non ebbi il coraggio di alzarmi per andarmi a prendere dei fiammiferi. Dopo circa un’ora capii che se ne era andato, e questo più per intuizione che per averlo udito. E’ una cosa del tutto nuova anche questa.

24 Agosto. Riprende il picchiare alla porta dell’oratorio. Quando guardo fuori non c’è nulla. Appena rientro il rumore riprende, una cosa che disturba molto, perchè almeno lì vorrei potermene stare in pace.,

G…. quì a lungo, durante le litanie ha accompagnato con attenzione. Era un tantino meglio, non più così scuro.

30 Agosto. Sempre la stessa cosa. Il rumore all’Oratorio diventa spesso insopportabile, chiamare e picchiare. Il cavaliere lo si può vedere quasi tutti i giorni. All’ospedale vidi in cappella suor Edvige.*

2 Settembre. Quando tornai dal giardino, vidi G…. in piedi alla finestra che mi guardava dietro. Fu una cosa che mi turbò in modo nuovo ed avevo un po’ di paura ad entrare in camera mia, per fortuna però era vuota!

6 Settembre. Finalmente G…. parla. Io: “Dimmi una buona volta che cosa vuoi da me?” Lui: “Aiuto!” Io: “Perché devi patire?” Lui: “Peccati non espiati”. Io: “Ma e perchè vieni proprio da me?”. Lui: “Perchè la strada per venire da te è libera”. Io: “Come è libera?” Purtroppo non ebbi una risposta altrimenti avrei potuto forse ostruire questa strada.

7 Settembre. Vidi G… davanti a casa sua. Adesso a guardarlo non mette più tanto spavento, egli diventa sempre più benevolo. Non so spiegarmi perchè, dal momento che posso fare così poco per lui. Ritiro ciò che scrissi il giorno sei, non voglio ostruirgli la strada anche se lo potessi. Sarebbe tremendamente egoistico, anzi devo essere felice se lo posso aiutare un pochino.

*Nota. Waal ha un piccolo ospedale, dove Edvige Ostertag fu superiora.

Due Suore? Che avevano dato scandalo!
8 Settembre. Fu una giornata veramente paurosa. Rividi gli Undici dopo tanto tempo, hanno acquistato un po’ di più la figura di persone. Poi vidi in chiesa il cavaliere e le due donne, che finalmente mi hanno risposto. Io: “Perché siete sempre qui?” Esse: “Perchè abbiamo dato scandalo. Io: “Chi eravate?” Loro: “Siamo suore.” ed erano sparite. Avevano una brutta faccia e degli occhi molto pungenti!

Nel cortile delle galline c’era Adelgonda: le galline hanno visto insieme a me, sono volate via spaventate. Da vicino non è affatto vecchia, come pensai sempre. Aveva qualche cosa in mano, potrebbe essere stato un coltello ma non lo posso dire di preciso.

Quando vedo tante figure in un giorno, vivo più con loro, che con quanti mi circondano. Questo vedere non è tanto facile dimenticarlo, e non è facile non farmi notare dagli altri, alle volte è una vera fatica e mi stanca assai spiritualmente.

9 Settembre. Vidi nel recinto del luogo del tiro a segno il vecchio Heinz (Gianni) in piedi, mi sono proprio spaventata, perchè egli era tanto vicino. Ha un aspetto orrendo, spero solo che resti giù di sotto!

G… a lungo da me la notte, adesso è davvero bravo. Prima abbiamo pregato, poi parlato. Io: “Che cosa può esserti più utile, che io faccia?” Lui: “Andare alla Santa Messa. Io: “Hai già visto il buon Dio?” Lui: “Si.” Io: “Lo vedi ancora?” Lui: “No”. Io: “Perché no?” Lui: “Impuro!”. Io: “In che cosa consiste il tuo dolore?” Lui: “Fuoco!” (Può aver voluto dire anche un’altra cosa, fu soltanto un suono gorgogliato … Io: “Sai dove è Federico? il pecoraio, che non viene più a trovarmi?” Lui: “No!” e disparve.

13 Settembre. Fu qui per poco. Vidi di nuovo il cavaliere in chiesa.

15 Settembre. Gli Undici sono passati accanto a me, mi sembra che siano figure di donne, ma ancora avvolte nella nebbia.

Zia Maria Sch…….
16 Settembre. Quando la sera mi recai in biblioteca per prendere un libro mi trovai improvvisamente zia Maria Sch… lì in piedi davanti a me, che mi sorrideva affabilmente. Io: “Stai bene?” Lei: “Ti ringrazio.” Poi mi fece un cenno di saluto e disparve. Mi ha fatta felice. Com’è straordinario che vecchi conoscenti ora ritornino. Durante questi giorni, umanamente parlando ero stata molto richiesta e molto allegra e non pensai affatto a ciò che avevo vissuto in biblioteca.

Nell’Oratorio molto rumore e sempre quel grido “Tu! Tu!”, ma non si vedeva niente.

19 Settembre. G….. fu qui a lungo del tutto chiaro adesso. Io: “Dimmi, perchè proprio la strada che porta a me è libera?” Lui: “Tu ci attrai!” Io: “E come?” Lui: “Con l’anima”. Io: “La puoi vedere tu?” Lui: “Si’. Io: ” Ma io non sono affatto contenta che voi veniate da me, andate piuttosto da persone più buone!” Lui: “Io non vengo più, perché altri aspettano”. Io: “Ti va meglio adesso?” Lui: “Sì,”. poi mi guardò fisso con un bel sorriso ed era sparito. Ed ora che cosa succederti ancora? Confesso, io ho paura, perchè quanto tempo ci vuole sempre prima che una povera anima non sia più spaventosa. Ma si vede che deve essere così.

Adelgonda? La donna che uccise il suo bambino!
21 Settembre. Adelgonda venne con me di sopra, lei ha effettivamente un coltello in mano: essa ha pregato con me. Io: “Perché tieni in mano il coltello?” Lei: “Il mio bambino.” Io: “Come posso venirti in aiuto?” Lei: “Dammi la tua mano!” “Io avevo tanta paura che non ne fui capace. Sono così vile, adesso mi rincresce molto. Lei se ne andò via subito. Voglio vincermi se ritorna, ma è una cosa molto difficile, so bene quanto brucia!

Gli Undici e il cavaliere questi sono un calmante per i nervi. Talvolta nell’Oratorio c’é una fitta nebbia alla porta e sugli scalini, tanto che non posso vedere altrove. Se questa cosa ha da che fare con il rumore non lo so. Il rumore è sempre egualmente forte: purtroppo gli altri non sentono nulla.

Ho visto di nuovo Nicolò in stanza, dove eravamo tutti assieme, egli sembrò divertito.

23 Settembre. Adelgonda fu di nuovo qui, vuol sempre prendere la mia mano, io non riesco a dargliela, tutto si ribella dentro di me.

27 Settembre. Lei fu di nuovo qui. Essa mi riesce sempre più ripugnante, anche quando non mi è vicina, ma i suoi occhi mi perseguitano.

30 Settembre. Lei rimase con me quasi due ore, fu molto difficile. Vidi il cavaliere in chiesa in ginocchio vicino all’altare durante la Santa Messa solenne, stava fra gli inservienti.

2 Ottobre. Adelgonda continua a tormentarmi, corre intorno alla camera furibonda e mi guarda con i suoi occhi che ardono, cerca la mia mano. Io ho tanta paura e non riesco ancora a vincermi.

4 Ottobre. Io le ho chiesto, che cosa vuole da me. Risposta: “La tua mano”. Eppure non riuscii a dargliela. Ho pregato con lei, ma la cosa le era indifferente. Io le ho chiesto dove fosse sepolto il suo bambino, se lei aveva potuto confessare il suo peccato e altre cose. Ma nessuna risposta. Non posso descrivere quale indicibile spavento io provai davanti a lei.

5 Ottobre. Lei stava seduta sul mio letto, quando mi svegliai, ma solo per un momento.

6 e 7 Ottobre. Io stetti piuttosto male e lei non venne, benché io la attendessi proprio.

8 Ottobre. Grazie a Dio, io sono riuscita a vincermi: lei venne ed io le chiesi: “Come ti posso aiutare?” Lei: “Dammi la tua mano!”. Allora io le porsi ambedue le mani. Non si può spiegare quale lotta sia questa con la natura. Non mi ha bruciata, ma sentii delle ossa: non mi lasciò subito le mani, a me sembrò lungo … Poi disse: “Adesso non vengo più!” ed era sparita.

Le apparizioni di donne mi riescono molto più paurose di quelle di uomini. Ciò che mi colpì in Adelgonda fu che tutto pendeva come a brandelli eppure si aveva l’impressione di un vestito completo: non avevo mai notato una cosa simile.

Ora desidererei proprio un pò di pace, perchè sono tanto stanca, che mi addormenterei in piedi. Il rumore nell’Oratorio va meglio, solo ogni tanto.

Avevo sentimenti troppo terreni e materiali
12 Ottobre. Mentre stavo seduta alla scrivania, fui circondata in pieno giorno da una fitta nebbie o fumo inodore, non riuscivo più a distinguere i quadri alla parete. Domandai se erano gli Undici, ma non ebbi risposta. Allora aspersi con l’acqua santa e tutto fu di nuovo chiaro.

Ho visto in chiesa il cavaliere. Uscii dall’Oratorio e gli chiesi “Posso fare quanche cosa per te?” Egli continuò a pregare senza badarmi. Da vicino ha un aspetto simpatico nella sua splendida armatura, come un pezzo da museo. Io non sono abbastanza competente per stabilire di che secolo sia. Ho tanta paura che mi succedano ancora cose gravi.

Dal momento che le mie annotazioni devono dire la verità, deve anche dire che senza la Santa Comunione non ce la farei a resistere.

13 Ottobre. Ho passato una notte davvero molto movimentata. All’Ospedale ho visto Suor Edvige, ed ho parlato con lei sulla scala. Io: “Perché sei sempre qui?”. Lei: “Io ero troppo attaccata alla terra.” Poi entrò in dispensa. Non ha più un aspetto così triste.

15 Ottobre. Gli Undici mi passano davanti come in volo, non rispondono. Durante la notte un fracasso orrendo vicino a me, ora vengono tre figure irriconoscibili.

17 Ottobre. Durante il giorno di nuovo nebbia intorno a me, poi l’inconfondibile sensazione che c’è qualche cosa qui.

19 Ottobre. Sento un urlo vicino a me e mi sveglio di soprassanto, poi una confusione di suoni e ancora nebbia.

20 Ottobre. C’è qui una figura.

21 Ottobre. Le figure nebulose corrono su e giù per la stanza, non si sa che fare con loro, esse saltano intorno anche mentre sto pregando.

Non mi riesce di descriverle come sono esattamente. La parola “Nebbia” non è forse quella giusta, piuttosto una forma di vapore. Finora non c’è ancora niente da temere, solo è antipatico. Esse assomigliano agli Undici, ma sono anche diverse, sono più scure.

Ho visto di nuovo il cavaliere. Egli è di un’altra categoria da quelle che ho visto finora. Egli ha un bellissimo aspetto di felicità e continua a pregare senza muoversi.

24 Ottobre. L’apparizione si fa un tantino più chiara, sembra una figura di donna: delle tre striscie di nebbia non si vede più niente.

25 Ottobre. Molto fracasso, quasi insopportabile.

Caterina!
27 Ottobre. Ora riconosco una donna, anche se è ancora torbida, è molto inquieta.

28 Ottobre. La donna è orribile, specialmente la sua bocca tutta gonfia e ripugnante. Dà l’impressione di un’amarezza adirata, è avvolta da una specie di brandello scuro.

29 Ottobre. La trovai in camera la sera, i suoi occhi mi perseguitano, non può parlare.

30 Ottobre. Essa venne che mi ero appena alzata. Io dissi: “Va, via, mi dai fastidio”, ma lei non ci badò. Poi ho recitato assieme le preghiere del mattino, lei se ne andò dopo. Ho paura a vedermela davanti, mi ripugna, potrei anche diventare dura con lei. Dove è il mio amor del prossimo? Queste cose mi opprimono sempre di più, specie, perchè durante il giorno devo sempre stare con la gente e non posso pensare a me stessa. Sono sempre divisa, la anima è nel mondo di là, cioè impegnata con loro e l’altro io deve mostrare interesse a cose, che, di fatto, non ne hanno. Questo sdoppiamento mi stanca ed io mi sento sempre meno coraggiosa.

31 Ottobre. Una notte tremenda: lei venne due volte e rimase sempre a lungo. Essa si appoggia alla parete e mi guarda con sfida, ha davvero un aspetto spaventoso. Non reagisce a niente. Mentre prego però sta quieta. La sua bocca è orrenda, un grande gonfiore rosso, e poi i capelli arruffati e neri. E’ sempre indicibilmente estranea.

1 Novembre. Ho lottato con lei metà della notte, perché non mi venisse tanto vicina, ma naturalmente non ci sono impedimenti per lei. Allora la ho minacciata di non pregare più per lei, se continua a tormentarmi, ed essa disparve.

2 Novembre. Fu la notte peggiore, che io avessi mai passata. La figura è come una furia, io non sapevo più come difendermi, sono scappata fuori dalla camera. Ma io devo sopportarmi tutto da sola, non voglio svegliare nessuno. Lei mi inseguì nel corridoio, e allora io sono rientrata. Ho cercato di pregare, ma molto male, perché ero sconvolta dalla paura. Essa continua a venirmi tanto vicina, che é quasi impossibile sopportare. C’é in lei qualche cosa di così orrendo, che non riesco a descriverlo, pur con la migliore buona volontà. Rimase da me dalle undici fino alle 5: sono stata molto impaurita.

3 Novembre. Essa venne solo alle 5, così ho potuto passare una notte un po’ più tranquilla. Mi sono subito messa a pregare con lei senza guardarla, ed ecco di colpo la sua testa così vicina alla mia che percepii un mormorio incomprensibile. Io dissi: “Se vuoi che io preghi ancora per te, stai lontana da me, io non posso sopportare la tua vicinanza.” Allora si mise a gridare forte e disparve. Ora sono molto triste, perchè è chiaro che le ho fatto male.

4 Novembre. Sono molto contenta, lei mi ha perdonato ed è venuta di nuovo. Ha cercato di muovere le sue labbra orrende per parlare, ma io non capii niente. Le dissi: “Se posso aiutarti davvero, dammi un segno e vieni a svegliarmi alle cinque, dopo io farò anche molto di più per te.” Dopo ho dormito benissimo. In punto alle cinque sentii un grido e lei mi stava accanto. Sono stata tanto contenta di questo. Ora sono di nuovo disposta a sopportare tutto.

I bravi Undici stavano di nuovo vicino al monte, io non ho mai paura da loro.

Il cavaliere si può vedere quasi sempre in chiesa.

5 Novembre. Una notte molto difficile, perchè essa venne così spesso ed era così inquieta. Le ho fatto tante domande, ma non ho avuto nessuna risposta. Improvvisamente si gettò su di me e mi soffiò qualche cosa all’orecchio, che non potei capire. Quando glielo dissi incominciò a singhiozzare in modo da trafiggere il cuore: io le promisi tante cose, poi se ne andò.

6 Novembre. Venne in camera mentre suonavano le campane per la preghiera della sera, andò vicino al vaso dell’acqua santa e attese lì. Io le diedi l’acqua santa, poi se ne andò, ma tornò durante la notte di nuovo. Adesso è molto più chiara ed io non ho più tanta paura. Ho trovato che se rinuncio molto alla mia volontà, posso così aiutarla, perchè in questi giorni è più amabile; adesso sto attenta a tutto. Finora ho evitato di scrivere tutte queste cose: ma poichè mi sono richieste, così lo faccio.

Anche questa è una cosa che devo dire. Mentre lavoro ed anche quando mi trovo con altre persone, mi succede qualche cosa, che non mi so spiegare. E’ un sentimento di altissima gioia, un salire in qualche cosa di diverso, un sentire la vicinanza di Dio, una cosa che non è possibile descrivere. Non so dire quando mi succede questo, spesso quando io non penso affatto a Dio. Io provo queste cose ormai da tanto tempo, ma forse è bene ora lo dica, per avere qualcuno che lo sa come me. Le cose stravaganti mi furono sempre antipatiche, ma ora devo cooperare con ciò, che succede in me, e prego accoratamente, che mi si dica ciò che non va. Anche la mia vita di preghiera è diversa, non so se in meglio o in peggio. E’ come un’immersione nell’infinito senza formule di preghiera mi sento semplicemente nell’abisso del mio nulla davanti a Dio.

7 Novembre. La sconosciuta mi venne molto vicina e mi sussurrò qualche cosa all’orecchio, ma purtroppo non ho capito niente. Ora riesco a vedere il suo vestito, fine secolo XVI, cavallerizza. Ho perduto quell’angoscia tremenda. Non riesco mai a capire, come mai sento subito, appena uno spirito si trova accanto a me. Anche da sveglia, al buio, senza sentire il minimo rumore, so con certezza che non sono più sola. Non mi sono mai sbagliata finora.

8 Novembre. Essa rimase con me quasi tutta la notte, assolutamente quieta. Ho inventato una nuova preghiera, che evidentemente va bene per lei: il suo sguardo divenne molto più simpatico. Ma non mi arrischio ancora a riprendere il sonno alla sua presenza.

10 Novembre. Lei mi ha nuovamente sussurrato qualche cosa all’orecchio, potrebbe essere “senza pace”, ma non posso affermarlo con sicurezza. Io le ho chiesto, ma lei ha scosso la testa con grande tristezza.

11 Novembre. Il cavaliere assistette alla messa solenne, tutta. E’ ormai la seconda volta la domenica: che abbia forse da che fare con la reliquia di Santa Croce? Lei venne durante il giorno.

12 Novembre. Finalmente essa può parlare. Si chiama Caterina. Per il resto tornò ad essere muta, come un automa, continuava a ripetere: “Senza pace! Senza pace!” e correva intorno. Non ha più risposto a niente, spero tuttavia di poter sentire ancora qualche cosa da lei.

Ho visto di nuovo anche gli Undici.

13 Novembre. Caterina rimase a lungo: ho incominciato diverse preghiere per vedere quale fosse quella da lei desiderata. Ma continua a scuotere il capo, finchè mi venne in mente quella preghiera che già una volta avevo osservato, che le era gradita. Per la prima volta essa ha piegato il suo viso verso di me, destando una sensazione del tutto singolare. Poi domandai: “Sei vissuta qui al castello?” Lei: “Sì. Io: “Sei sepolta qui?” Lei: “No!”. Alle altre domande rimase muta.

14 Novembre. Ho vissuto una cosa del tutto singolare. Ero molto stanca ed avevo il cattivo proposito di continuare a dormire e non andare in chiesa. Ed ecco che sognai una povera donna, che continuava a chiedere ed io non le davo niente. Mi svegliai spaventata, ed ecco Caterina vicina al mio letto con le mani stese, come a chiedere l’elemosina. Io dissi: “Ti ringrazio di avermi svegliata: come hai fatto a conoscere i miei pensieri?” Lei: “Io sono legata a te”. Io: “In che modo?” Non mi rispose. Lei: “Farai ancora sacrifici?” Io: “Sì, e che cosa devo fare ancora per te?” Lei: “Dammi la pace!” Io: “E come posso farlo?” Lei: “Con l’amore!”. Poveretta, ora voglio proprio occuparmi di lei. Purtroppo io penso ancora molto alla mia comodità: potrei offrire tanti sacrifici, se non fosse cosa. Se potessi vivere unicamente per i miei spiriti, sarebbe più facile, ma devo stare con la gente, e perciò le mie energie fisiche spesso non resistono. Scrivere tutto questo è un sollievo per me, perchè non sono ancora tanto progredita, da poter fare senza conforto umano e soprattutto ho la sensazione precisa, che qualcuno veglia su di me.

Io vorrei sempre tacere e non parlare di ció che mi succede di particolare, ma se si vuole dipingere un quadro perfettamente, non si può trascurare nessun colore. Ed ora lo faccio per obbedienza. Nello scrivere si infiltrano alcuni pensieri di autocompiacimento, cioè io penso perchè anche altre persone non hanno questo? Sarebbe meglio! Ora sono costretta a pensare di più a me stessa e allora il contrappeso si trova da se.

15 Novembre. Lei rimase qui a lungo senza parlare. Se non avesse quella bocca così ripugnante, non mi impressionerebbe così tanto. Io spero che diventerà un po’ più comunicativa.

Ho visto gli Undici e il cavaliere.

Ho visto per la seconda volta in giardino il vecchio Gianni, ha un aspetto che mette paura.

Come fare ad aiutare tanti?!

Mentre mi trovavo assieme agli altri durante il giorno, ecco improvvisamente Caterina lì di fronte a me e mi fece cenno con la mano di andare, ma io non lo potei fare. Il fatto di aver visto tante cose mi rallegrò, perchè durante la Santa Messa avevo pregato il buon Dio, di mandarmene molti oggi, se questo servizio Gli era gradito. Ora sono tranquilla. Questo fu il più bel regalo per il mio onomastico!

“Ho sempre creato divisioni fra la gente”
16 Novembre. Caterina venne alle una di notte. Pregai a lungo con lei poi le chiesi?: “Mi puoi dire che cosa hai alla bocca?” Lei: “Vedi questa cosa?” Io: “Sì, ma dimmi perchè è così” Lei: “Io ho sempre creato divisioni fra la gente”. Poi incominciò a singhiozzare disperatamente. Io: “Mi fai tanta pena! Devi soffrire ancora a lungo?” Lei: “Si!”. Io: “Ti aiuto quando vieni da me?” Lei: “Sì. Io: “E come?” Lei: “Pace!” Io: “Spiegati meglio!” Lei: “Tu mi dai pace!” Io: “Ma come lo posso fare?” Allora mi venne molto vicina e mi sussurrò qualche cosa all’orecchio, non si poteva capire, e disparve. Strano, come passa il tempo con le povere anime! Quando lei venne il mio orologio segnava presto l’una e se ne andò alle 4 e mezzo. Pensavo che fosse rimasta qui al massimo mezz’ora. E’ vestita bene con una lunga catenina d’oro: se potessi dipingere: non è vecchia, forse 40 anni. Spero che venga ancora, ormai mi è quasi simpatica.

17 Novembre. Adesso lei viene a cercarmi anche in altre stanze, si fece vedere nove volte.

19 Novembre. Due giorni di continua pace, è stato molto comodo.

20 Novembre. Caterina è rimasta con me quasi tutta la notte, sempre quieta, sta soltanto qui così. Gianni venne anche, ha un aspetto orrendo, si riconosce molto bene. Egli non ha pace e sospira in una maniera angosciosa. Domandai a Caterina: “Vedi la povera anima che qui con te?” Lei: “No”. Io: “Perché no?” Lei: “Perché io unita soltanto a te.”…. e aggiunse ancora qualche cosa, che non capii. Io: “Verrai ancora spesso da me?” Lei: “Se posso”. Io: “Chi è che te lo permette?” Lei: “La Misericordia!” Poi disparve.

Dopo pranzo vidi il cavaliere in chiesa. Andai da lui per domandargli qualche cosa, egli però non si muove, continua a pregare. Ho toccato la sua armatura, era dura. Non è un uomo vecchio, porta lunghi capelli biondi.

21 Novembre. Gianni qui molto a lungo e guarda come fosse adirato. Egli continua a piagnucolare. Il pregare lo rende ancora più inquieto direi quasi rabbioso. Caterina venne verso mattina. Io fui molto contenta di non essere più sola con Gianni. Essa incominciò da sola la preghiera, che le è cara, ne fui tanto commossa che dovetti mettermi a piangere. Mi sento tanto pentita di pensare ancora sempre a me stessa. Gianni era lì in piedi. La differenza fra i due è molto grande come giorno e notte, come l’ira e la mansuetudine. Caterina è del tutto cambiata. Io dissi: “Adesso stai meglio?” Lei: “Io vedo la luce!” Io: Allora io posso dedicarmi completamente alle altre povere anime?” Lei: “Non abbandonarmi ancora!” Poi sparirono tutti e due. Se io mi potessi raccogliere di più per aiutarle! Si, io potrei digiunare ancora di più, ma allora non posso più soddisfare tutti gli altri non ho più la forza di nascondere durante il giorno, ciò che soffro di notte.

Caterina morta il 1680
22 Novembre. Ho una gran voglia di cancellare ciò che scrissi ieri, ma non lo faccio, perchè si sappia quanto poca carità abbia e quanto sia pusillanime. Come potei pensare che Dio non mi avrebbe dato la forza?

Furono qui di nuovo tutti e due. Gianni sente ripugnanza alla preghiera e lo dimostra in faccia. Ho notato un cambiamento nella bocca di Caterina: qualche volta lei sorride anche. Io dissi: “Ma dimmi, quando sei morta?” Lei: “Hornung 1680”. Io: “Dove sei sepolta?” Lei: “In Kempten.”

Nota. Kempten è il Capoluogo dell’Allgiiu, nota soprattutto per la Basilica di San Lorenzo e il Castello principesco residenziale, costruiti dal celebre architetto dell’epoca barocca, Michele Beer del Voralberg.

Io: “Perché la tua anima è qui?” Lei: “Io ho messo discordie!” Io: “Conosci forse la Barbera?” Lei: “Sì” Io: “Dimmi di più!”. Ma lei era sparita. Gianni deve poterla vedere, perchè mentre lei parlava venne molto vicino a lei.

24 Novembre. Furono qui tutti e due a lungo, ma non ci fu niente da fare con loro. Sono molto contenta se è qui anche Caterina con Gianni, allora la cosa non è più così tremenda.

25 Novembre. Gianni solo qui. Egli era così violento, che io continuavo a pensare che sarebbe finito col cadere nel mio bagno. Io dissi: “Hai da dirmi qualche cosa?” Allora egli si inferocì e scappò via, tornò di nuovo e incominciò a sospirare paurosamente: fu una cosa veramente difficile da sopportare.

26 Novembre. Di nuovo i due. Io dissi a Caterina: “Credevo che la tua Patrona di cui porti il nome ti avesse liberata, perchè ieri non sei venuta”. Allora lei disse: “Caterina da Siena!” e lo disse così in fretta che io quasi dovetti mettermi a ridere.

27 Novembre. Non stavo bene, ma non potevo dormire e aspettavo i miei amici. Non vennero, come sempre, quando ho dei dolori. E’ straordinaria questa riservatezza.

28 Novembre. Di nuovo dolori senza spiriti!

29 Novembre. Gianni venne solo. Pregare e fare delle domande lo irrita.

30 Novembre. Caterina mi stava gia aspettando, quando andai a dormire, recitate con lei le preghiere della sera, dissi: “Perché sei stata così a lungo senza venire?” Lei: “Io ti ero vicina!” Io: “Perchè non ti ho vista?” Lei: “Tu mi hai donato molto, guarda qui, e indicò la sua bocca, dove tutto quell’orrore era sparito. Non posso descrivere quanta gioia io provai! Io: “Adesso non devi più soffrire così tanto!” Lei: ” No!”. Io: “Dimmi quando ti posso aiutare di più?” Lei: “Quando non pecchi!” Io: “Purtroppo non ne sono ancora capace!” Lei mi sussurrò di nuovo qualche cosa all’orecchio che io non riuscii a capire! Forse una parola come “Unione o Comunione”. poi disparve. Non peccare, solo che lo potessi! Qualche volta sono piena di risentimento dentro di me, che ribolle e allora sono tanto falsa che non lo lascio vedere!

Gianni violento. Salvata dalle elemosine
1 Dicembre. Passai una notte veramente brutta. Il vecchio Gianni rimase qui a lungo e faceva paura. Domandai se aveva sparato lui a mio nonno* allora. Ciò lo fece inferocire. Prima che riuscissi a difendermi fece un balzo su di me e mi prese per il collo con tanta forza che credetti di soffocare. Fu solo un istante, ma fu spaventoso e rimasi completamente sconvolta. Non dimenticherò mai quegli occhi beluini. Ogni volta che uno spirito mi tocca o mi colpisce (tre volte finora) io provo piuttosto una sensazione di disgusto che di dolore, come se dovessi accarezzare un rospo o un serpente.

*Nota. Il nonno di Eugenia si chiamava Carlo Eugenio Ervino 1 (1798-1879), era sposato con Sofia Teresa SchónbomBuchheim (+1876). Il quadro del nonno é appeso nel salone.

Tutto questo non lo si può descrivere
2 Dicembre. Egli rimase da me dalle due alle sei, ed era così impertinente, che a malapena riuscii a difendertisi. Gli misi davanti la Reliquia di Santa Croce, allora emise un urlo e si rifugiò in un angolo, dove rimase accovacciato come un cane che ringhia rabbioso!

Fu una cosa molto penosa: Io desideravo tanto che venisse Caterina.

La domenica si poté veder di nuovo il cavaliere assistere a tutta la Santa Messa solenne. Ho visto gli Undici, che per me sono un vero indovinello.

3 Dicembre. Dapprima venne Gianni, poi Caterina. Io le domandai: “Non lo puoi vedere nemmeno adesso quell’altro spirito?” Lei: “No!” Io: “Perché non lo puoi vedere?” Lei: “Questa cerchia è superata per me!” Io: “Per favore, dimmi se è uno spirito cattivo?” Lei: “Salvalo!” Ho pregato a lungo con lui. Gianni stette quieto, era tuttavia sempre ripugnante.

4 Dicembre. Al mattino un’ombra mi precedette, su per le scale e poi in camera mia, ma (quando entrai non c’era più niente. Gianni venne di nuovo la notte, ho pregato con lui, cosa che gli é del tutto indifferente. Mi fa sempre una strana impressione il fatto che da principio i fantasmi sono sempre così scuri in volto: il viso si fa più chiaro solo quando possono parlare.

5 Dicembre. E’ venuta soltanto Caterina. Io:”Puoi pregare per me?” Lei: “Si,” Io: “Vorresti pregare che le povere anime non venissero più da me?, perché così potrei avere ancora la mia pace?” Lei: “No!” Io: “Perché?” Lei: “E’ volere di Dio!” Ora non ci devono più essere” “Perché?”, e non devo più pensare a me stessa, perchè quelle parole mi colpirono come un ordine di Dio!

Allora le mostrai la Reliquia di Santa Croce e le chiesi: “Conosci questa?” Lei: “Si!” “Che cosa è?” Lei: “SANTO!”.

6 Dicembre. La nuova ombra di nuovo sulla scala, assomiglia agli Undici forse è una di loro. Gianni qui quasi tutta la notte. La reliquia della Santa Croce è la mia difesa, allora non mi viene più così vicino.

7 Dicembre. La mia cara Caterina resta a lungo. Io: “Ma dimmi perchè sei dovuta restare tanto in Purgatorio? Hai creato proprio tanto male con la tua lingua?” Lei: “Sì, senza confessarmi, senza pentirmi!” Io: “Ma allora come fosti salvata?” Lei: “Elemosine!” Io: “Perché sei morta senza Sacramenti?” Lei: “Annegata!” Io: “Che cosa posso fare ancora per te?” Lei mi sussurra nuovamente qualche cosa all’orecchio: “Partecipazione al Corpo di Cristo”, ma non posso affermarlo con sicurezza, di sicuro ho capito soltanto ‘Partecipazione…a Cristo”, poi andò via. Subito dopo venne Gianni, sempre il medesimo. Io riesco a fare sempre così poco per lui, sono sempre divisa, e il poco che posso offrire non basta per due. Mi accorsi che ora non mi spavento più, se succede qualche cosa, posso vedere anche al buio, però alla luce è più comodo per me.

8 Dicembre. Gianni sembrava una belva. Egli si gettò sul pavimento, io mi sono raccomandata alla Madonna, allora si quietò un pochino. Ma queste mie preghiere sono molto distratte, solo un pregare con le labbra perchè tutto il mio essere e il mio pensiero sono rivolti al fantasma, che per la paura che mi mette non perdo mai di vista.

Alle tre di notte se ne andò, ma ritornò alle 5. Io dissi: “Vattene via, chè voglio andare in Chiesa, colà posso pregare meglio per te. Allora emise un urlo pauroso. Io ripresi a pregare per lui, e lui ha incominciato a singhiozzare tanto amaramente, che io gli volli dire qualche cosa di amichevole, una parola amica. Così gli dissi: “Io ti ringrazio ancora, perchè tu spesso mi hai procurato delle piccole gioie, quando ero bambina, ed io non lo ho dimenticato. Ma dimmi come ti posso venire in aiuto, che lo faccio volentieri. (Mi ero ricordata che quando ero piccola egli mi passava spesso delle prugne oltre la staccionata e così glielo ricordai). Egli come risposta fece come un suono gorgogliante e mi porse la mano: io la presi: era caldissima. Allora il suo viso si fece più amabile, se si può dire così, perchè è pur sempre ancora molto ripugnante. Io dissi:”adesso va via, che devo andare in chiesa, ed egli se ne andò. Ora penso che la nostra amicizia sia incominciata, perchè appena gli mostrai un po’ di amore invece che paura, diventò più buono.

Gli Undici mi stavano aspettando ai piedi del monte: visti vicini alla neve, essi sono molto scuri.

“Non mi puoi raccontare niente dell’aldilà?”
9 Dicembre. Ero appena sveglia quando venne Caterina e potei rilevare una cosa nuova, che mi fece pensare alla luce elettrica. Nel medesimo istante che lo spirito arriva, il mio proprio essere è come illuminato, un “crac” nel mio cervello e tutti gli altri miei pensieri spariscono. Il soprannaturale ha una forza avvincente. Purtroppo non ho dolori: mi sarebbe interessato vedere se sparivano anche quelli.

Essa mi venne molto vicina e accostò la sua mano alla mia fronte come se volesse farmi una gentilezza. Io: “Perchè sei così cara oggi?” Lei: “Tutto chiaro”. Io: “Dove chiaro?” Lei: “In me e in te”. Io: “Che cosa puoi veder ancora in me?” Lei: “Desiderio.” Poi disparve. Dal momento che devo essere sincera, devo dire che proprio ero stata tanto contenta alla Santa Comunione, ma non mi piace scrivere queste cose, mi sembra di entrare in un campo di cose stravaganti.

Gianni fu qui, niente di straordinario.

Anche il dieci dicembre suppergiù lo stesso.

11 Dicembre. La nuova ombra venne nuovamente in camera di giorno, durante la notte fu qui Caterina, molto cara. Io: “Non puoi raccontarmi niente dell’aldilà?” “No!”. Io: “Non ti è permesso?” Lei: “CREDI!”* Io: “E’ come hai creduto?” Lei: “Si.” “Allora, dimmi perchè non ti vedo, quando ho male?” Lei: “Perchè allora tu non hai alcuna forza.”

*Nota. Anche la principessa tanto dimentica di sè subì la stessa cosa che una domanda curiosa premesse alle labbra. La risposta “Credi” è un ordine preciso, perchè se al posto della fede il mondo colpito dal peccato avesse una conoscenza scientifica, sarebbe tolta agli uomini la libertà. Soltanto la Fede rende possibile la libertà di dire si o no alle verità religiose. Dio tiene lontana dall”uomo qualsiasi costrizione, per questo egli diventa una persona responsabile anche nel male.

Poi venne Gianni sempre uguale.
12 Dicembre. La nuova ombra stava di nuovo accanto a me, nessuno se ne accorse. Gianni* fu qui a lungo, un po’ meglio, pare che anche verso la preghiera non abbia più sentimenti così ostili. Allo stesso momento c’era ancora qualche cosa nella mia stanza, forse l’ombra, non riuscii a distinguere nulla, quasi per tutta la notte. Ero tanto stanca che la pregai di andarsene, ed ecco il tremendo gemere e piagnucolare. Allora ritirai la mia richiesta e incominciai di nuovo a pregare. Ho avuto un cattivo pensiero, perché ho invidiato gli altri che possono dormire.

14 Dicembre. Li ho visti tutti, gli Undici, il Cavaliere, l’ombra, Caterina e Gianni ma non si è parlato.

15 Dicembre. Una pessima notte. Sembrava che un grosso uccello continuasse a sbattere contro la finestra. Pensando che le contro le finestre dell’inverno non fossero fermate, mi alzai per vedere. Era tutto in ordine, nemmeno c’era bufera e vento, ma si vedeva una grande ombra nera e una figura, che mi riempì di terrore, più bestia che uomo. Ne ho avuto una tremenda angoscia e scappai via dalla finestra. Fui molto sollevata quando, dopo, arrivò Caterina.

Io: “Hai visto quella cosa orrenda?” Lei: “No, ma la tua angosciosa paura.” Io: “Sei sempre qui?” Lei: “Si”. Io: “Perché non ti vedo?”. Lei disparve. Il buon Dio mi difenderà da quel mostro.

16 Dicembre. C’era di nuovo il solito rumore alla finestra, però non ho visto niente. Caterina rimase a lungo, mentre recitavamo la preghiera che le è cara, si è inginocchiata, poi disse: “Ti ringrazio!” Io: “Hai un aspetto del tutto diverso, non devi più espiare?” Lei: “Per me è una gioia!” Io: “Non vieni più?” Lei: “No.” Poi mi venne molto vicina e disse qualche cosa che non capii, come una lingua diversa, disparve. Sono quasi triste di non vederla più. Lei era una difesa per me, perchè ho tanta paura dal mostro alla finestra; quello è completamente diverso da quanto vidi finora. Ho domandato molte cose; scrivo solo quelle alle quali mi fu risposto.

Ho visto il Cavaliere e gli Undici; l’ombra è in piedi vicino a me una nuvola nera, devo pregare. Ora dopo 10 minuti è sparito.

17 Dicembre. Gianni, il Cavaliere e l’Ombra. Il frastuono alla finestra era mescolato col temporale, non posso dire niente di preciso.

18 Dicembre. Nella cappella dell’ospedale ho visto Suor Edvige, aveva un viso contento. Quando tornai, Gianni stava nella mia stanza. Io: “Ho appena tanto pregato per te, allora dimmi quello che vuoi ancora!” Lui: “Perdono!” Io: “Hai ucciso tu mio nonno?” Lui: “Provocato, calunniato!” Io: “Ti perdono volentieri, devi soffrire ancora molto?” Lui: ” Si!” Io: “Posso chiederti se eri ammalato o posseduto?” Lui: “Posseduto”. Io: “Da chi?” Lui: “Lo spirito della menzogna!” Egli disse tutto questo in tono di pianto e aveva l’espressione di chi chiede misericordia.

Sono stata contenta perchè finalmente parla. (Mi sembra come una ingiustizia, rivelare le colpe delle povere anime come una cattiveria rispetto allo loro fiducia. Obbedienza e amore del prossimo sono un po’ in contraddizione dentro di me).

Si mostra ancor oggi l’orifizio dello sparo. Ora egli riconosce di aver provocato il colpo cosi fatale e risponde alla mia primitiva domanda, se era ammalato di mente (alienato) o se era posseduto (ossesso), risponde di essere stato posseduto dallo spirito della menzogna. Il motivo per cui io avevo fatto e proposto quella domanda è questo, perché io sono dell’idea che una gran parte “dei poveri pazzi” sono ossessi. (Nota personale del traduttore: Un medico americano la pensa così di tutti gli ammalati negli ospedali).

In tutte le apparizioni io trovo la loro infelicità nel loro comportamento. Purtroppo non sono molto capace nè di descrivere, né di disegnare.

*Nota. Il Parroco Sebastiano Wieser scrive: “conosco il vecchio Gianni altrettanto quanto Federico il pecoraio ed altri. Egli stava di casa di fronte a casa mia e nei giorni della sua alienazione sono spesso andato a trovarlo. Gianni morì circa 50 anni fa.”

“Il Mostruoso”
19 Dicembre. Il mostro fu da me, ora posso distinguerlo chiaramente. E’ grandissimo, arruffato, e nero, ansima in maniera spaventosa. Io mi sono difesa con la reliquia della Santa Croce e con l’acqua Santa. Lui mi guardò fisso e uscì dalla finestra.

lo non ho mai visto nei serragli una cosa così mostruosa; è ora nella mia stanza.

Verso mattina venne Gianni. Io: “Vuoi pregare per me?” Lui: “Si” Io: “Ti alleggerisce un po’?” Lui: “Si” Io: “Perché mi hai di nuovo preso per il collo?” Lui: “Nel tormento.” Io: “Non lo farai più” Lui: “No!” Io: “Perché non vai dai tuoi parenti?” Lui: “Non c’é strada!” Adesso è del tutto diverso quando prego.

20 Dicembre. Il mostro rimase con me quasi tutta la notte. Io era sveglia e avevo la luce accesa, quando egli entrò con fracasso dalla finestra. Per fortuna rimase sempre lontano da me, ma quegli occhi! Io penso che spesso non potrei farcela in notti come questa. Gianni venne due volte, sembra che egli avverta il mostro, perchè una volta si voltò verso di lui; e non mi ha dato nessuna risposta.

21 Dicembre. Apparsa l’Ombra nella mia stanza. Gianni qui a lungo. Io: “Puoi vedere l’infelice che ieri era qui con te?” Lui: “Sì”. Io: “E’ ancora più infelice di te?” Lui: “Sì”. Io: “Sai chi è?” Lui: “No” Io: “In che modo posso aiutarti meglio?” Lui: “Sacramenti”. Io. “Ti accorgi quando ho ricevuto i Santi Sacramenti?” Lui: “Sì”. Io: “Come?” Lui: “Attiri”. Allora incominciò il fracasso e Gianni disparve. Io cercai di pregare anche con questo allora venne più vicino, nella mia paura ho di nuovo lasciato lì subito. Ha l’aspetto di una grande scimmia.

23 Dicembre. La cosa più tremenda subita finora. Il mostro venne con molto rumore e si accovacciò in un angolo, fissandomi sempre con gli occhi. Poichè ieri sono stata tanto vile e cessai di pregare, io raccolsi il mio poco coraggio e incominciai. Avevo appena dette poche parole, che il mostro si gettò con violenza su di me. Non ci fu dolore, che provassi ma qualche cosa di così spaventoso che io perdetti conoscenza. Che cosa fu non so, in ogni caso mi ripresi subito, trovai la luce ancora accesa ma non c’era più nulla. Io ero sfinita per questo, e potei riposare un poco. Poi venne Gianni ma solo per poco.

Visti il Cavaliere e gli Undici. L’Ombra mi seguì per le scale e mentre si stava facendo l’albero di Natale venne anche lì.

E quasi un po’ troppo, perchè è molto difficile a nascondere tutte le impressioni e vivere come una persona normale in mezzo agli spiriti.

24 Dicembre. Gianni a lungo con me; guarda fuori meglio. Io: “Stai più bene?” Lui: “Si”. Io: “Allora sei presto liberato?”. Lui: “18 x 7′. Io: “Dimmi almeno se ci sono ancora altre povere anime qui con me che non posso ancora vedere?”. Lui: “Si’. Io: “Perché non le posso vedere?”. Lui: “Sono esse che non possono”. Disparve. L’Ombra venne di nuovo dopo cena. E gli Undici scesero con me per la Messa di Mezzanotte. Dopo questa Messa io ero ancora in piedi e venne quell’infelice. Poichè ero in piedi vidi che era quasi il doppio della mia statura. Provai tanto spavento che volevo correre fuori sul corridoio. Ma lui si mise davanti a me. Io: “Non puoi farmi niente, è la Santa Notte!” Egli prese ad urlare e andare in su e in giù. Io mi inginocchiai davanti al mio presepio, senza pregare e senza pensare, ma solo piena di spavento di quello che mi potrebbe ancora accadere. Sempre quel gemere insopportabile vicino a me. Finalmente riuscii a dire: “Se non puoi parlare dammi un segno, che ti posso aiutare”. Allora si gettò a terra e prese a urlare come un animale. Io lo aspersi di acqua santa e l’ho accarezzato un po’ perché era Natale ma fu una sensazione terribile. Ho detto le preghiere a voce alta ed egli non si mosse e non mugolò. Non si può descrivere il suo aspetto, non ha vestiti, soltanto la pelle e quegli occhi! Eppure mi sento confortata perchè se fosse un cattivo spirito non lo potrei aiutare.

Gianni mi svegliò per la Messa del mattino, sentii una chiamata mi svegliai e dissi: “Chi è?” Risposta: “Gerardo”.*

Io mi accorgo e mi convinco sempre di più che le povere anime mi hanno sempre svegliato. L’Ombra venne di nuovo in sala da pranzo, e non riuscii quasi ad evitare la sorpresa, mi chiesero che cosa avevo da non riuscire più a mangiare. Ho tenuto duro e ho continuato a nascondere, tanto non mi capirebbero.

*Nota. Egli aveva due nomi: “Gerardo e Giovanni”.

Noi andiamo in giro di notte.
26 Dicembre. II poveraccio, come chiamo ora il mostro restò solo poco con me. Gli Undici davanti alla porta di casa. Sono sempre ancora uguali, con loro non si riesce a nulla, comunque essi sono ben disposti verso di me. L’Ombra rimase a lungo in camera mia durante il giorno.

27 Dicembre. Il poveretto a lungo con me. Volevo pregare e di colpo era vicino a me e tacqui. Ho visto che è tutto coperto di tumefazioni che sanguinano. Spaventosamente ripugnante, solo che non mi tocchi più. Come è debole il mio amore per quel miserabile, perchè mi è ancora sempre ripugnante. E quanto ho desiderato di non aver cuore per lui, ed ecco improvvisamente Caterina è in piedi davanti. a me e indica la sua bocca che anche era cosi ripugnante prima. Adesso è tutta splendente. Io fui tanto contenta per lei e lei mi sorrise. Io: “Sei ancora sempre con me?” Lei: “No”. Io: “E perchè adesso sei qui?” Lei: “Perchè eri debole”. Io: “Sì sono sempre tanto debole, ma a guardarlo ho ben motivo di aver paura di lui, lo puoi vedere?” Lei: “No, superato”. Lei sparve. Fu una cosa tanto bella e sono riconoscente, che gli spiriti mi aiutino ora a diventare migliore. Anche il poveretto se ne andò presto, io mi sono vinta e gli ho detto: “Torna presto!” (E’ molto triste che alla mia età non abbia ancora compreso il sacrificio, col pensiero è “Si”, di fatto è “No”.

28 Dicembre. Gianni qui. Poichè egli era così triste gli domandai il perchè? Lui: “Non mi hai dato niente.” Io: “Scusami, lo so, ti ho trascurato perchè anche gli altri mi fanno tanta pena; adesso provvederò prima a te. Sai chi viene da me oltre che tu?” Lui: “Noi andiamo in giro tutti nella notte!” Più tardi venne il poveretto, lo ho osservato bene; una pelle bruna, e fra mezzo rigonfiamenti e ferite, sicchè pensai che il pavimento doveva essere insanguinato. Era ripugnante. Egli mi venne vicino e mi guardò fisso. Io: “Non posso ancora aiutarti molto, devo prima aiutare qualcun altro.” Allora incominciò a urlare e a correre intorno per la stanza, poi mi venne incontro con un braccio alzato, riuscii in fretta a mettergli di fronte la reliquia di S. Croce. Egli continuò a ringhiare come un cane rabbioso ma restò fermo. La sua presenza mi fa venire il batticuore, perchè egli mi guarda così sfacciatamente e mi spaventa. Non ha un aspetto triste, soltanto cattivo. Ora incomincia la lotta che ho già altre volte subito; gli devo voler bene e non posso, eppure soltanto quando io amo l’anima avvolta nell’orrore, posso fare sacrifici.

L’Ombra venne tre volte, sono molto curiosa che cosa ne verrà fuori ancora, non è inquietante, è come un pezzo di parete che si muove. E’ del tutto singolare ciò che mi intimidisce, e io me ne sono meravigliata spesso, quelle cosette piccole mi colpiscono di più che non cose veramente spaventose, mi sconvolge il crepitio in camera, poi quando l’apparizione entra dalla finestra invece che dalla porta, poi sentire il respiro vicino a me, fracasso alla parete, ecc.

29 Dicembre. Gianni qui; ho fatto molte domande ma non ho avuto alcuna risposta. Egli ha pregato volentieri e quando gli detti l’acqua santa, rimase tranquillo.

Il poveretto venne più tardi, si rincantucciò in un angolo e mi guardò fisso. Io gli dissi: “Vieni qui, voglio pregare con te”. Perchè sei come una bestia?” In un attimo fu accanto al mio letto.

Quando incominciai a pregare gridò paurosamente ed era come in convulsioni, un gomitolo sul pavimento. Purtroppo la reliquia della Croce non era vicina a me, gli diedi acqua santa. Pian piano il suo crampo si sciolse ed egli rimase disteso sul pavimento. Potei vedere molto bene quanto è grande e coperto di tumefazioni. Il suo viso è soltanto una massa con degli occhi. Si deve commuoversi davanti a una cosa simile.

Mi sono alzata e mi sono inginocchiata accanto a lui e gli ho detto: “Perchè non mi lasci pregare? Io voglio aiutarti, voglio solo aiutarti, adesso lasciami pregare con te. Vedrai che ti farà bene!”. Poi recitai il Padre Nostro, egli ascoltò quieto ma poi mi strinse col suo braccio spaventoso, fu una cosa molto penosa. Lasciai fare però gli dissi: “Io ti aiuto più volentieri, se tu non mi tocchi.” Egli rimase nella stessa posizione ed io continuai a pregare, e poichè egli singhiozzava destai con lui il pentimento. Vedendo la sua grande miseria io stessa dovetti piangere. Accade qualche cosa di straordinario: egli mi lasciò e si inginocchiò accanto a me. Allora gli ho parlato a lungo della grazia del Natale. Povera creatura quanto tremendamente deve patire! Io gli dissi: “Non puoi ancora parlare?” Egli fece un cenno di no scuotendo il capo. Io: “Mi capisci?” Fece cenno di sì. Adesso siamo diventati amici. Sparì subito. Fu una cosa molto dura. Ma ora sono felice. Fare una gioia ad un’anima è assai più bello che rendere felici le persone. Quanto è buono Iddio, io ho sentito la sua presenza come non mai, deve anche essere così; perchè altrimenti nulla potrei.

Devo purtroppo affermare che adesso faccio poche cose per me, sono sempre allo stesso punto e se la sera guardo il mio tavolino non vi trovo niente di buono.

L’Ombra era di nuovo lì all’ora di mangiare e poi sul corridoio incontrati anche gli Undici.

30 Dicembre. Gianni qui a lungo, ma qualunque genere di preghiera incominciassi egli era sempre malcontento, cosa che si manifestava con sospiri e agitazioni. Finalmente mi sovvenni del “Memorare” allora si calmò. Pensai che certamente era stata la Madonna a salvarlo. Così gli domandai: “Come è avvenuto che ti sei salvato?” Nessuna risposta. Io: “Lo voglio sapere.” Lui: “Madre ….. cordia (Misericordia)” non si capiva. Io: “L’hai sempre venerata?”

Lui: “Si”. Queste comunicazioni riscaldano il cuore ed io ne fui felice. Quante di queste domande ho fatto gia senza aver risposta.

31 Dicembre. Il poveretto qui a lungo, molto inquieto.

Mentre si era a tavola venne di nuovo l’ombra, io rimasi a bocca aperta nel bel mezzo della conversazione e tutti dissero: “Che ti succede, che fai quella faccia?” ed essa divenne ancora più stupita di prima. Una nuova difficoltà, rimaner naturali di fronte al soprannaturale.

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