Al quinto giorno, Dio creò il gatto

Genesi,
primo dei cinque libri del Pentateuco,
Antico Testamento

E’ narrata la creazione, quella animale, avvenuta al quinto giorno, e quella di Adamo ed Eva, progenitori dell’umanità. Possiamo immaginare questo momento? Possiamo provarci. Possiamo usare qualsiasi forma, qualsiasi idea creativa, qualsiasi strumento per poter idealizzare quel giorno. Possiamo provarci con un pennarello, una videocamera, una matita o con un semplice pensiero umano all’interno della nostra scatoletta cranica, nella sua infinita piccolezza.

“Voglio dare vita ad una creatura in cui si possa rispecchiare la dolcezza e la forza e in cui io possa riversare il mio alito, dando vita ad una creatura che sarà buffa, curiosa, giocherellona e testarda; una creatura dove chiunque potrà vedere il riflesso della mia creatività ed il soffio della mia bontà. Creerò una creatura che si eleverà in dolcezza, bellezza e simpatia rispetto a qualsiasi altra creatura del quinto giorno. Creature della terra, del cielo e dell’acqua saranno altrettanto belle e tutte alitate dal mio spirito, ma nessun’altra creatura del quinto giorno sarà pari a questa” ——- è vero, non posso emulare né tantomeno credere di sapere cosa Dio abbia pensato durante l’atto in cui creò il gatto. No, non è possibile, nemmeno riunendo tutte le intelligenze della terra. Questo pezzo che trovate non è nient’altro che un “umanizzazione” consapevole del pensiero divino durante la creazione. Dio concepì il gatto e nell’istante in cui ne generò il pensiero, la creatura prese vita. Non furono attimi di tempo figli di un processo creativo, ma un istante della sua volontà.


Baffi. E baffetti furono.
Occhi. E occhiettoni furono.
Coda. E codina fu.
Orecchie. E orecchiette furono.
Zampe. E zampotte furono.
Muso. E musino fu.


Un istante della sua volontà e un essere peloso e pacioccoso ebbe così vita, ricevendo in dono la vita terrestre animale e un habitat naturale ad esso consono. E’ peloso, tanto peloso. E’ dolce, tanto dolce. E’ curioso. Rincorre qualsiasi cosa si muova, ama la quiete e la tranquillità. Ama stare in mezzo alla natura. Dopo questo atto creativo, Dio non si è limitato ad una sola versione di questa creatura, ma si è premurato di fornire una marea di varianti di ogni tipo, colorando il mondo con le mille variant a costo zero di ogni colore e forma.

“Ecco…”
“Così la voglio.”
“Dei bei baffettoni tondi e lisci che la aiuteranno a districarsi nella natura.”
“Occhietti paciocchiosi da mille e una notte per mezzo dei quali avrà una vista di giorno e di notte.”
“Un musino triangolato che lo aiuteranno tramite il dono dell’olfatto”.
“Delle zampette che saranno la sua arma per difendersi, oltre alle intelligenze e agli intuiti che gli dono. Chiunque guarderà questa creatura, proverà verso di essa simpatia e tenerezza”

Dio creò il gatto e vide che era cosa buona e giusta.

Miao! 

2 pensieri su “Al quinto giorno, Dio creò il gatto

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