Santa Caterina Labouré | La vita, l’apparizione della Madonna e la nascita della Medaglia Miracolosa


Caterina Labouré fu la suora religiosa a cui apparve la Madre di Dio nel 1830, a Rue du Bac di Parigi; a lei venne chiesto, da Maria in persona, di realizzare la Medaglia Miracolosa e di coniarne un modello aderente a quanto la giovane suora aveva visto durante una visione, per poi diffonderla nel mondo. La sua storia è ben nota e la medaglia è ad oggi diffusa a livello planetario. Ripercorriamo in breve il percorso terrestre di questa donna già canonizzata dalla Chiesa da ormai 70 anni.


Cenni biografici.
Santa Caterina Labouré nasce a Fain-lès-Moutiers, in Francia, il 2 maggio 1806; nona di undici figli, è la figlia del fattore Pierre Labouré e Madeleine Louise Gontard. La madre morì il 9 ottobre 1815 quando Caterina aveva solo 9 anni. Quando ciò avvenne, la storia racconta che Caterina prese in mano una statuina della Vergine Maria e la baciò, dicendo “ora sarai tu mia madre”. Dopo poco tempo, la piccola Caterina andò a vivere presso la casa degli zii a Saint-Rémy, un piccolo villaggio a 9km dalla casa paterna. Due anni dopo ritornò in casa dal padre ed ebbe in affidamento le cure domestiche della struttura.

All’età di 12 anni fece la prima Comunione. Caterina era una ragazza estremamente devota e osservante e cercava con grande costanza e impegno di conciliare il lavoro casalingo e la preghiera quotidiana, retta da devozione mariana, caposaldo della sua esistenza. Ancora giovane, decise di farsi suora e di entrare nell’ordine fondato da San Vincenzo de Paoli, a seguito di un sogno avuto in cui il Santo la invitava ad unirsi nella comunità delle sue suore. Il padre, inizialmente, si oppose a tale scelta, avendo già dato una figlia ad un Istituto religioso e riluttante all’idea di privarsi anche di Caterina, considerando l’aiuto che essa apportava in casa, data l’assenza della madre.

Decise così di mandarla presso la casa di un altro dei suoi figli che viveva a Parigi, e una volta giunta nella capitale dal fratello, aiutata dalla moglie di lui la giovane Caterina riuscì a seguire la vocazione religiosa di consacrarsi interamente a Dio. Il 12 aprile 1830 entrò come postulante tra le Figlie della Carità. In seguito fu inviata presso la Casa Madre per il noviziato, a Rue du Bac di Parigi, dove poi sarebbero accadute le apparizioni straordinarie della Vergine Immacolata. Fù infatti il 18 luglio del 1830 il giorno in cui ebbe la famosa apparizione della Madonna nella cappella del convento, ove la suora poté parlare con la Mamma Celeste per ben due ore. Apparizione che si ripeté più volte fino a che non avvenne l’apparizione cruciale che oggi ha fatto storia, quella ovvero del 27 novembre del 1830, dove rivide la Madonna e dove ebbe in visione la Medaglia Miracolosa, che fece poi coniare due anni più tardi sotto richiesta di Maria SS.

Dopo il fenomeno dell’apparizione e l’arrivo della medaglietta nel mondo, la suora spese il resto della sua vita prendendosi cura degli infermi e degli anziani, trascinando sempre con sé la preghiera, la fede in Cristo, la devozione mariana e i dolci ricordi degli incontri con la Vergine. Caterina Labouré muore il 31 dicembre 1876 all’età di 70 anni. E’ stata beatificata il 28 maggio del 1933 da papa Pio XI e canonizzata il 27 luglio del 1947 da papa Pio XII. La ricorrenza della santa avviene il 28 novembre. Oggi la Medaglia Miracolosa, simbolo di fede e di appartenenza mariana, è presente ovunque, in tutto il mondo.


Visioni ed esperienze mistiche.
Furono varie le esperienze mistiche che la giovane Caterina ebbe lungo il corso della propria vita. Se ne possono annoverare tre, sostanzialmente. Tra le prime si può annoverare il sogno che ella ebbe riguardo San Vincenzo de Paoli che la invitava a diventare suora in una delle sue comunità.

La seconda accadde nell’aprile del 1830, quando i resti di San Vincenzo de Paoli furono trasferiti presso la Chiesa Vincenziana di Parigi. Per tre sere consecutive, non appena fatto ritorno dalla chiesa a Rue du Bac, Caterina riportò un’esperienza mistica vissuta all’interno della cappella del convento; una visione riguardante il cuore di San Vincenzo sopra un santuario contenente una reliquia dell’osso dal suo braccio destro. Ad ogni sera, il cuore appariva con un colore diverso: bianco, rosso e cremisi. Ella interpretò questa visione come un segno di prosperità relativo alle comunità di San Vincenzo e come segno che ci sarebbe stato un cambiamento del governo.

La terza fù l’ultima e anche la più celebre della storia, ad oggi tra gli avvenimenti storici più importanti mai accaduti. Il 18 luglio del 1830, la giovane suora fù svegliata da un angelo ai piedi del letto che le disse di seguirlo presso la cappella, dove Caterina ebbe una visione della Madonna. La suora e la Madre di Dio ebbero un dialogo durato due ore. Le apparizioni seguirono lungo il corso dei mesi, fino a che, il 27 novembre dello stesso anno, Caterina rivide la Madre di Dio. Fù li che ebbe la visione della Medaglia Miracolosa, con una voce interiore che le chiese di coniare una Medaglia secondo quanto visto nella visione. Fu così che nel 1832 fu coniata fatta coniare la medaglietta, ad oggi stampata e diffusa in miliardi di copie.


Ieri, data di scrittura di questo pezzo, era il giorno in cui Caterina vide Maria nel 1830, quando ebbe la visione da cui poi sarebbe nata la medaglietta. Oggi, giorno di pubblicazione, è invece la festa memoriale della santa, ovvero la ricorrenza nel calendario liturgico. Dedico quindi a te questo mio pezzo, Santa Caterina di Francia, sperando che dall’alto riservi una preghiera anche per noi.

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