Il diario della principessa Eugenia Von Der Leyen | Anno I: 1921


Prima di iniziare, è bene fornire un po’ di contesto. La principessa Eugenia Von Der Leyen fù una nobile tedesca nata nel 1847 e morta nel 1929. Durante gli ultimi nove anni della sua vita, per ben otto anni, dal 1921 al 1928, la nobile visse delle esperienze mistiche di tipo sovrannaturale; ad ella fù infatti concesso di vedere e parlare con le anime del Purgatorio. Fù così che, fin dalla prima visione, la principessa iniziò ad annotare ogni avvenimento in un diario privato nelle cui pagine riversò ogni esperienza avuta, senza tralasciare dettagli propri dell’evento. In seguito alla sua scomparsa, il diario venne approvato dal direttore spirituale e diffuso nel corso del tempo, divenendo così un documento di interesse su scala internazionale. Proporrò gli estratti del diario procedendo per gradi, pubblicando ovvero un anno alla volta, fino a conclusione. Buona lettura!


Q&A

Cosa abbiamo? Il diario privato di una donna nata nel 1847 e morta nel 1929. Il diario è stato divulgato in formato cartaceo nel corso del secolo, per poi divenire una risorsa online accessibile a chiunque in tempi recenti.

Quali sono i contenuti del diario? Avvenimenti sovrannaturali descritti al dettaglio dall’autrice, giorno per giorno, nel corso degli anni.

Quante sono le annate del diario? Otto. Inizia nel 1921 e si conclude nel 1928.

Chi è l’autrice? La principessa tedesca Eugenia Von Der Leyen, una signora cattolica praticante.

E’ mai stata canonizzata? No. Per quanto ci è dato sapere, non è stata avviata nessuna causa di canonizzazione. Sulla principessa Eugenia Von Der Leyen, tuttavia, è possibile reperire il commento teologico-spirituale al diario ad opera del sacerdote Sciorio Sabatino, pubblicato dalla casa editrice Leonardo Da Vinci (Dogma e spiritualità in Eugenia von der Leyen di Sciorio Sabatino, Da Vinci Editore).

Qual’è il parere della Chiesa riguardo il diario? Pur non essendosi espressa, il diario ha ricevuto l’approvazione e il riconoscimento del parroco Sebastiano Wieser e del direttore spirituale, nonché l’interessamento delle autorità ecclesiali nel corso del tempo.

Esiste la versione cartacea? Certamente. Non ci è dato sapere quale sia stata la prima edizione cartacea sorgente (tedesca) né tantomeno quella italiana, e probabilmente non lo sapremo mai; tuttavia, sappiamo che il diario è stato pubblicato da Arnoldo Guillet Editore nel 1980. Ad oggi l’edizione sembra difficilmente reperibile, ma è comunque acquistabile se si ricerca su internet.

Noto delle frasi in generale che non sembrano corrette. Perchè? Sicuramente ciò è dovuto alla traduzione italiana dal tedesco, che ha portato con sé falle e margini di miglioramento discreti. Vi sono infatti alcune frasi che danno l’impressione di essere state risolute con google translator. Cio’ è per l’appunto dovuto alla traduzione, talvolta sommaria, dalla lingua sorgente. Mi sono permesso di apportare alcuni piccoli accorgimenti logici per ottimizzare le soluzioni grammaticali e linguistiche; il testo è comunque quello crudo e puro originale, così come è stato tradotto dal tedesco.

Le note presenti nelle singole annate le hai scritte tu? No, sono note già incluse nel documento e quindi opera di chi curò il diario ai tempi dell’editing. Io ho apportato alcune riforme linguistiche e grammaticali affinché le suddette note venissero ottimizzate; ho inoltre riscritto o diversificato alcune piccole note sparse qua e là tra le varie annate, sostituendo la nota sorgente con una di mia proprietà, ma solo in alcuni piccoli casi.


1921

La Monaca
9 Agosto 1921. Ore 5 pomeridiane, vidi in giardino fra due alberi una monaca in piedi. Poichè essa sembrava mi aspettasse e perchè credevo fosse una monaca che conoscevo da prima, mi affrettai a correrle incontro. Essa era sparita di colpo senza lasciar traccia. Rifeci la strada di ritorno per vedere se poteva essere stato l’inganno dell’ombra; ma il posto fra gli alberi era come sempre.

13 Agosto. La vidi venirmi incontro sulla strada che porta alla Chiesa.

19 Agosto. La vidi passare proprio accanto a me in giardino così che potei vedere chiaramente che aveva l’abito delle Mallersdorfer*.

25 Agosto. Sulle scale dell’Oratorio.

30 Agosto. Mi aspetta sulla porta di casa.

11 Settembre. In giardino.

14 Settembre. Nell’oratorio. Prima della S. Messa vidi qualche cosa specchiarsi sulla finestra davanti a me; pensai che la finestra dietro di me non fosse fermata e quindi il movimento davanti a me, e così mi voltai! Stava subito dietro di me, io vidi molto bene il suo viso; grandi occhi neri con un’espressione triste, come una persona viva, non pallida, ma a me del tutto sconosciuta. Mi pareva che la figura fosse senza braccia. Io provai una sensazione orrenda, perché essa era così vicina a me.

17 Settembre. Sgusciare accanto a me in giardino.

19 Settembre. Io giocavo a palla con un bambino, ed essa passò fra mezzo. Devo aver fatto una faccia spaventata, perché il bambino mi domandò che cosa avevo visto.

22 Settembre. Essa stava seduta sulle scale dell’Oratorio.

2 Ottobre. Mentre raccoglievo dei fiori, lei stette sovrumanamente grande davanti a me. Non riuscii ancora a decidermi a parlare con lei, e quando ero arrivato a prendere coraggio, lei era sempre nuovamente sparita.

7 Ottobre. Essa arrivò purtroppo in camera mia; io mi svegliai con uno strano presentimento, accesi la luce, lei era accanto al mio letto. Io ebbi una tale paura che non riuscii a rivolgerle la parola; mi difesi contro di lei con l’acqua santa, poi passando sopra di me essa sparì nella parete. Fu una cosa tremenda.

11 Ottobre. Quando andai a dormire alle 10 non pensavo affatto a lei, perché mi ero divertita parecchio (si era in tempo di caccia) io accesi la luce nella mia stanza. Lei era là. Io passai davanti a lei per andare all’acquasantino, l’aspersi e domandai: “Che cosa vuoi da me?”. Essa mi guardò fisso negli occhi e disse senza muovere la bocca: “Io non ti ho mandato venti marchi per le Missioni”.**

Io non potrei dire, se le feci un segno di si o se le promisi di provvedere; perché il momento fu troppo impressionante, in ogni caso lei fu contenta perchè mi venne molto vicina come se volesse dirmi ancora qualche cosa. Ma io ebbi tanta paura, che subito la cospersi con l’acqua santa, dopo di che lei sparì dalla finestra. Benché fosse stato una cosa tremenda, io potei riposare benissimo dopo. I venti marchi furono consegnati alle missioni e furono celebrate delle Sante Messe per le povere anime.

Ebbi pace fino al 3 Novembre, in cui ebbi una grande gioia. Quando andai a dormire alle undici vidi l’interno della mia stanza illuminato.

Pensando che qualcuno avesse lasciato la luce elettrica accesa entrai. Ed ecco la monaca allo stesso posto come nell’ultima apparizione; ma quanto diversa! Usciva da lei come uno splendore di luce, il suo abito nero pareva come rivestito di splendore. Ma ciò che più riluceva era l’espressione del suo viso. Certamente i suoi occhi avevano già visto il Buon Dio. Essa mi guardò sorridente e felice. Le mani, che io vidi per la prima volta, erano incrociate sul petto. Il suo viso era paragonabile soltanto a un opale, non potrei trovare una espressione diversa. Io fui così gioiosamente sorpresa, che rimasi come impietrita e non riuscii a domandare altro che: “Come ti chiami?”. Allora essa fece soltanto festosamente il segno di croce, si fece buio e lei era sparita. Allora la luce non era rimasta accesa. Mi pare sia da escludersi una illusione, perchè dal nulla non si può sentir nulla di ciò che io provai. L’apparizione mi sembrò più grande del solito, e per la prima volta non stava in piedi sul pavimento. Questa fu l’ultima apparizione della monaca, ma forse essa mi aprì il senso per altra visione.

*Nota. Le suore Mallesdorfer (povere Francescane della Sacra Famiglia) sono un ordine femminile piuttosto diffuso in tutta la Baviera. La Casa Madre si trova nella Bassa Baviera, nella Marktgemeinde Mallersdorf (nel Comune mercantile di Mallersdorf).

**Nota. Chiunque sottragga denaro donato per scopo benefico, in caso di salvezza finirà per subire la sacrosanta giustizia di Dio. Questo peccato infatti è tra i più gravi, considerando le varianti e le conseguenze che esso porta con sé implicitamente. Chi infatti sottrae denaro per il godimento proprio, generalmente è anche artefice di ben altri peccati e autore di una vita vissuta nella coscienza sporca e nella mondanità . Avendo quindi il debito dei venti marchi e con esso le conseguenze della vita che ella visse sulla terra, l’anima si ritrovò in Purgatorio ad espiare la conseguenza della colpa.

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7 pensieri su “Il diario della principessa Eugenia Von Der Leyen | Anno I: 1921

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