Medugorje | Messaggio del 2 agosto 2017


Il messaggio del 2 agosto avviene sempre in un periodo particolare; e infatti in quella settimana, la prima del mese, che avviene il mitico Festival dei Giovani, che attira ogni anno decine di migliaia di persone. Migliaia e migliaia di uomini sono così presenti durante l’apparizione di Maria SS. al mattino presto. La settimana del festival, tra l’altro, è tra le più belle di tutto l’anno. Ecco a voi il messaggio!


Messaggio 

Cari figli, per volontà del Padre Celeste, come Madre di Colui che vi ama, sono qui con voi per aiutarvi a conoscerlo, a seguirlo. Mio Figlio vi ha lasciato le impronte dei suoi passi, perché vi fosse più facile seguirlo. Non temete, non siate insicuri. Io sono con voi! Non fatevi scoraggiare, perché sono necessari molta preghiera e sacrificio per quelli che non pregano, non amano e non conoscono mio Figlio. Aiutateli vedendo in loro dei vostri fratelli. Apostoli del mio amore, prestate ascolto alla mia voce in voi, sentite il mio materno amore. Perciò pregate: pregate operando, pregate donando. Pregate con amore, pregate con le opere e con i pensieri, nel nome di mio Figlio. Quanto più amore darete, tanto più ne riceverete. L’amore scaturito dall’Amore illumina il mondo. La redenzione è amore, e l’amore non ha fine. Quando mio Figlio verrà di nuovo sulla terra, cercherà l’amore nei vostri cuori. Figli miei, lui ha fatto per voi molte opere d’amore. Io vi insegno a vederle, a comprenderle e a rendergli grazie amandolo e perdonando sempre di nuovo il prossimo. Perché amare mio Figlio vuol dire perdonare. Non si ama mio Figlio, se non si riesce a perdonare il prossimo, se non si riesce a cercare di capire il prossimo, se lo si giudica. Figli miei, a cosa vi serve la preghiera, se non amate e non perdonate? Vi ringrazio!

Riflessione

Non fatevi scoraggiare, perché sono necessari molta preghiera e sacrificio per quelli che non pregano, non amano e non conoscono mio Figlio.

Spesso, chi prega per la conversione di qualcuno capita di vivere una fase graduale di scoraggiamento, dovuto al fatto che non vede risultati immediati, e talvolta nemmeno dopo anni; questo perché, come ci indica Maria, occorre “molta preghiera e sacrificio”. Non basta insomma fare un rosario per vedere il proprio fratello, sorella o padre convertiti. Gesù richiede costanza e perseveranza: due elementi che dobbiamo mettere in pratica. Per farlo è importante pregare ogni giorno, perchè come un fiore si alimenta quotidianamente con l’acqua, allora anche la nostra vita, la nostra pace e le nostre virtù si alimentano pregando, e senza preghiera non possiamo procedere. Ci puo’ anche capitare di cadere e perdere costanza, fiducia, perseveranza; possiamo anche arrivare al punto in cui non preghiamo più. In questo caso, come suggeritoci anche dal papa, occorre rialzarsi, e non è troppo importante quante volte cadiamo, ma quante volte ci rialziamo dopo essere caduti, rimettendoci così in cammino. Maria ci indica quindi di pregare con perseveranza e di non mollare, anche dovessero passare degli anni. I risultati li vedremo. Come Monica ha pregato e ottenuto la conversione di suo figlio Agostino dopo 20 anni (divenendo entrambi Santa Monica e Sant’Agostino), noi possiamo fare altrettanto. Ma lei ha pregato e non ha mollato per 20 anni. Noi spesso ci scoraggiamo dopo pochi mesi. Pretendiamo risultati immediati. E non sempre funziona così. I tempi sono quelli di Dio, non i nostri. Così se dopo anni non vediamo risultati, significa che dobbiamo continuare, e che dopotutto è anche una prova per santificare la nostra perseveranza. Se poi non avremo ottenuto risultati, sarà perchè avremo pregato poco o perchè avremo mollato; per evitare questo bisogna sempre continuare a pregare, senza mai mollare. E anche se si molla per un certo quantitativo di tempo, l’importante è riprendere.

Non si ama mio Figlio, se non si riesce a perdonare il prossimo, se non si riesce a cercare di capire il prossimo, se lo si giudica. Figli miei, a cosa vi serve la preghiera, se non amate e non perdonate? Vi ringrazio!

Su questa parte del messaggio si potrebbe aprire un libro, ma non voglio dilungarmi troppo. E’ vero che spesso il cattolico pecca di incoerenza, di ipocrisia, di paganesimo: è vero quando si dice che il cattolico è un pagano in conversione. Molti, moltissimi, mettono in atto i sacramenti, pregano, ma poi non traducono in azioni concrete le parole del Vangelo. Parlare senza fare, dire senza mettere in pratica. Così si scade fin troppo spesso nel commento di qualità sulle persone, nei giudizi sugli altri, nel “cosa devono fare e chi sono” applicato al prossimo. Si pecca giudicando, commentando, sparlando; si pecca quando si parla bene, si parla e si parla ma non si mette in pratica nulla, esaltando il concetto popolare “predica bene ma razzola male”, omettendo così le opere e limitandosi alla sola preghiera. Maria ci invita a “cercare di capire il prossimo”, cosa che moltissimi non fanno mai, e a non giudicare, altro aspetto in cui falliamo fin troppo spesso. Nel fare questo occorre pregare, sforzarsi di mettere in pratica questi atteggiamenti e cercare di migliorarci nella nostra consapevolezza. Preghiamo e rendiamoci conto che non perdoniamo né amiamo; poi, cerchiamo, sforziamoci, almeno proviamoci, di amare e perdonare, migliorandoci nel tempo. Per fare questo occorre un cammino, che puo’ durare tutta la vita. Maria è qui per aiutarci!

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