Humpty Dumpty e la metafora di Lucifero da “Alice nel Paese delle Meraviglie”


Che Lewis Carroll, autore di Alice nel Paese delle Meraviglie, fosse uno scrittore cristiano (di religione anglicana), si sapeva alquanto ed era cosa piuttosto nota perfino ai tempi in cui era vivo. E’ quindi risaputo che il brillante matematico e scrittore appartenesse alla schiera di maestri della letteratura di fede cristiana, come anche J.R.R. Tolkien, C.S. Lewis e altri, pur se ognuno appartenente ad una diramazione cristiana differente (Tolkien era cattolico-romano, mentre Carroll era per l’appunto anglicano, unito alla Chiesa di Inghilterra).

Saputo ciò, nei suoi due capolavori Alice in Wonderland del 1865 e Alice Through the Looking Glass del 1871 è possibile reperire una varietà di riferimenti più o meno diretti e sotto-testuali relativi al cristianesimo, ed è possibile scovarli con maggior enfasi se si ha un minimo di conoscenza della Sacra Scrittura e si ha le mani (e la mente) impasto nel Catechismo Cattolico; non che fosse specificatamente cattolico, come appurato, ma va considerato che la radice anglicana raccoglie in se una parte del cattolicesimo, coesistente con elementi teologali e dottrinali del protestantesimo, cosicché una parte o tutta delle informazioni ripartite nel libro combaciano con il cc. Consideriamo in aggiunta che la distanza tra certe diramazioni cristiane è relativa (ad esempio, la radice ortodossa non si discosta di troppo dalla nostra). E’ possibile estrarre, tra le righe di scritto del romanzo, vari elementi incorporati che rappresentano e raffigurano alcuni pezzi di cultura cattolica. E uno di questi è il celebre personaggio Humpty Dumpty.

Humpty-DumptyHumpty Dumpty è un personaggio che si incontra nel sequel di Alice in Wonderland, ovvero Alice Through the Looking Glass (Alice attraverso lo specchio), secondo romanzo pubblicato nel 1871. Egli è un personaggio senziente ed in quanto tale razionale e intelligente. Parla e ragiona come nessun’altro. Ma sarebbe meglio dire che egli è, a tutti gli effetti, un uovo che parla. Perchè la figura fisica del personaggio è quella di un uovo alla coque. La sua testa e il suo corpo sono una sola cosa: parti uniche di un uovo unico e compatto. Non vi è divisione tra le singole componenti. Alice incontra questo bizzarro personaggio nel capitolo VI di Alice attraverso lo specchio. Egli giace seduto sopra un muretto, in alto, ed è più in alto di tutti; è una posizione privilegiata, dove può vedere chiunque dall’alto verso il basso e dove può avere in aggiunta una panoramica sulla terra da nessun’altra parte possibile, nemmeno si trovasse in cielo.

Egli si espone come il più grande dei geni, il più grande delle creature, inarrivabile nell’intelletto e capace da se di determinate ciò che va determinato. Humpty Dumpty è colui che è: ciò che dice, è. Non gli si può controbattere, né si può pensare di averla vinta con lui; i suoi ragionamenti e il suo atteggiamento sono la perfetta esaltazione della superbia. In questo personaggio, giace il più grande riferimento “involontariamente” cattolico (involontario, per l’appartenenza religiosa dell’autore ad un altra radice cristiana) insito nel libro, nonché la metafora più evidente: Humpty Dumpty non rappresenta altro che Lucifero, l’angelo ribelle, il principe del mondo, Satana in persona. Va specificato che Satana è presente in tutte le radici cristiane, quindi la costruzione della metafora era perfettamente possibile pur se non appartenendo in modo esplicito alla dottrina cattolica.

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Egli è superbo e pieno di se, esattamente come lo era Lucifero prima della sua caduta avvenuta in cielo; ma non è in questa caratteristica della personalità che termina la referenza biblica consapevole. No, tutt’altro. Il bello deve ancora arrivare. C’è qualcosa che accade dopo l’iniziale incontro di Alice con l’uovo parlante. C’è qualcosa che succede… Alice discute, parla, controbatte, ma Humpty Dumpty distrugge qualsiasi argomentazione con una saccenteria irriverente, ostinata… badate, ostinata, che non si pente, né tantomeno torna sui suoi passi. Ergo, pieno di se. Egli si crede portatore di una verità oggettiva che nessuno può scardinare e, in quanto tale, ha dalla sua il complesso della superbia. Vi ricorda qualcuno? Ma il bello, come dicevo, deve giungere.

thurstanPerchè giunta ad un certo punto, notando l’arroganza ostinata del personaggio e la sua incapacità di dialogare e di aprirsi ad un opinione differente dalla sua, Alice decide di lasciarlo perdere e di andarsene. Fin quando, allontanatasi, sente un botto tremendo; qualcosa che smuove la superficie della terra nella sua interezza. Alice torna sui suoi passi per capire cosa è successo, e vi scopre che Humpty Dumpty, il grande arrogante, il superbo, è caduto. Esattamente: egli è caduto e ha perso per sempre il posto dov’era posizionato; lì in alto, privilegiato com’era. Lo notate? E’ una straordinaria metafora, completa nell’essenziale, di Satana. Lucifero, un tempo cherubino, un angelo creato da Dio, vivente in Paradiso, si ribellò, venendo per sempre scacciato dai cieli. Egli cadde e perse per sempre il suo posto nei cieli; cadde dall’alto e si frantumò sulla terra come una folgore. E ciò che lo fece cadere fu la sua superbia, perfetta e infinita; un atto della sua volontà, ostinato così com’era nei confronti della stessa, e fu l’eterna rovina.

Humpty Dumpty è una delle più belle metafore cristiane che siano mai state concepite. Egli è seduto in alto, in un posto di lusso a lui riservato ma, a causa della sua stessa superbia, cade, perdendo per sempre la posizione privilegiata d’origine. Il muretto “alto”, esclusivo, dove egli vive in alto fin quasi da toccare il cielo, è la metafora del Paradiso; la caduta rappresenta la caduta di Lucifero e il personaggio stesso altro non è che Lucifero in persona, tant’è che in lui vi sono superbia e arroganza, caratteristiche per mezzo delle quali egli decreta la sua eterna rovina, esattamente come l’angelo ribelle, un tempo angelo e portatore di luce, poi divenuto demonio e principe delle tenebre. Lewis Carroll, nella sua intelligenza e nella sua sapienza, ha infuso un po’ della sua cultura cattolica in quello che reputo essere uno dei libri più belli che siano mai stati realizzati.

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