Prima domenica dopo Pasqua: festa della Divina Misericordia | La storia del culto e le promesse di Gesù


Santa Faustina Kowalska è stata una delle piu grandi mistiche della storia, nonchè una di quelle sante che furono predilette per il disegno della Volontà Divina in modo particolare; essa fu la prescelta dal Signore per diffondere il culto della Misericordia Divina, attraverso le apparizioni di Cristo che la giovane polacca ebbe durante il corso della propria vita. Ad essa si deve il celebre Diario di Santa Faustina Kowalska, uno dei doni celesti piu belli che possono esistere; un tesoro di informazioni che qualsiasi persona dovrebbe avere con sé. Attraverso di lei Gesù diffuse il culto della Misericordia, accompagnate da un torrente di rivelazioni ad essa correlate, e non solo, in quanto istituì anche la festa della Divina Misericordia. Essendo caduta due giorni fa soltanto, è mio desiderio ripercorrerne la storia. Ogni persona ha il diritto di accedere alla Misericordia Divina; al fedele è poi richiesta la devozione particolare e la diffusione del culto.


Origine – La festa della Divina Misericordia corrisponde alla prima domenica dopo Pasqua (terzo ed ultimo giorno del Triduo pasquale, giorno della resurrezione); essa venne richiesta esplicitamente da Gesù a Santa Faustina Kowalska, apostola della Misericordia Divina. Santa Faustina ebbe l’apparizione di Gesù il 22 febbraio del 1931; tale apparizione fù annotata nei diari della santa. Nell’apparizione, Nostro Signore le parlò della sua richiesta.

La domenica è il giorno della festa ufficiale alla Divina Misericordia, e non ve ne sono altri, ed è il più importante a cui un fedele puo’ avere accesso; è senza dubbio uno dei momenti piu intensi dell’anno liturgico. La scelta di Nostro Signore Gesù di stabilire il giorno della festa, ove vi sia culto pubblico della sua Misericordia, nella prima domenica dopo il giorno di Pasqua, ha una sua motivazione specifica, che assume tra l’altro un senso teologico implicito: indica il legame consanguineo tra il mistero pasquale della Redenzione, l’opera salvifica di Cristo per mezzo della Passione, e la festa della Misericordia; Santa Faustina disse: “Ora vedo che l’opera della Redenzione è collegata con l’opera della Misericordia richiesta dal Signore“. Ecco quindi che il mistero della Redenzione e la Misericordia si uniscono, coesistendo nello stesso periodo liturgico; senza Misericordia non c’è Passione; Gesù ha vissuto la sua Dolorosa Passione per Misericordia nei nostri confronti. Gesù ha richiesto la devozione nei confronti della sua Misericordia per la salvezza delle anime.

“Io desidero che vi sia una festa della Misericordia. Voglio che l’immagine, che dipingerai con il pennello, venga solennemente benedetta nella prima domenica dopo Pasqua; questa domenica deve essere la festa della Misericordia.”

La novena – Gesù ha poi donato, sempre per mezzo di Santa Faustina Kowalska, lo strumento per prepararsi alla festa solenne. Gesù donò alla sua prescelta una novena che, come da Lui richiesto, va fatta a cominciare dal Venerdi Santo; essa è la novena della Divina Misericordia che ci prepara alla medesima festa. Gesù ha promesso che elargirà grazie di ogni genere a chiunque reciterà questa novena e ha dettato a Santa Faustina le condizioni affinchè ciò avvenga; esse richiedono che il fedele sia confessato, ovvero in grazia di Dio, abbia fiducia nel suo amore e pratichi atti di carità verso il prossimo. La novena inizia ordunque all’alba del Triduo pasquale e si chiude nel giorno della festa. Nonostante la novena sia stata rivelata soltanto dopo che Cristo rivelò di voler istituire la festa e il culto della sua Misericordia, sfrutto l’occasione per integrarla in questo speciale, affinchè ogni fedele sappia che puo’ recitare questa novena prima della festa.

Le richieste del culto – Gesù rivelò, in aggiunta, anche il modo in cui voleva che si festeggiasse la festa della Divina Misericordia; egli rivelò a Santa Faustina le modalità del culto ed espresse così due desideri: che il quadro della Misericordia venga esposto, solennemente benedetto e pubblicamente venerato nel giorno della festa e che i sacerdoti parlino della Sua Misericordia durante il giorno della festa stessa, in sostituzione dell’omelia liturgica classica. Gesù, quindi, richiese a Santa Faustina dapprima l’istituzione della festa, e poi, come desiderio che il fedele dovrebbe mettere in pratica per il suo bene, il culto dell’immagine della Misericordia, la venerazione dell’immagine esposta durante le funzioni liturgiche e la testimonianza dei sacerdoti affinchè la sua Misericordia venga sempre ricordata e promossa.

“Che il quadro della Misericordia sia quel giorno solennemente benedetto e pubblicamente, cioè liturgicamente, venerato.”

“Che i sacerdoti parlino alle anime di questa grande e insondabile misericordia Divina e in tal modo risveglino nei fedeli la fiducia.”

“Sì, la prima domenica dopo Pasqua è la festa della Misericordia, ma deve esserci anche l’azione ed esigo il culto della Mia Misericordia con la solenne celebrazione di questa festa e col culto all’immagine che è stata dipinta.”

“Nessun’anima troverà giustificazione finché non si rivolgerà con fiducia alla Mia Misericordia e perciò la prima domenica dopo Pasqua deve essere la Festa della Misericordia e i sacerdoti, in quel giorno, debbono parlare alle anime della Mia grande ed insondabile Misericordia.”

Le promesse – La grandezza sconfinata e l’immensità di questa festa sta nelle promesse di Gesù che egli rivelò alla sua discepola della Misericordia. Gesù non è solo colui che rivela, ma anche colui che promette, e le sue promesse sono sempre immense. Nel giorno della festa della Misericordia è possibile ottenere la remissione totale delle colpe e delle pene se ci si confessa e si fa la comunione. La comunione dev’essere fatta il giorno stesso, mentre la confessione puo’ essere fatta antecedentemente al giorno della festa. Gesù richiede anche fiducia nei confronti della sua Misericordia e che la si metta in pratica nella propria vita nei confronti del prossimo. Ecco la grande promessa di Gesù valida unicamente durante il giorno della festa.

Don I. Rozycki, teologo-postulatore degli scritti di Faustina, disse che: “La remissione totale delle colpe e castighi è qualcosa di decisamente più grande che la indulgenza plenaria. Quest’ultima consiste infatti solo nel rimettere le pene temporali, meritate per i peccati commessi (…). E’ essenzialmente più grande anche delle grazie dei sei sacramenti, tranne il sacramento del battesimo, poiché‚ la remissione delle colpe e dei castighi è solo una grazia sacramentale del santo battesimo. Invece nelle promesse riportate Cristo ha legato la remissione dei peccati e dei castighi con la Comunione ricevuta nella festa della Misericordia, ossia da questo punto di vista l’ha innalzata al rango di ‘secondo battesimo”. Aggiunse poi: “Negli anni successivi Gesù è ritornato a fare questa richiesta addirittura in 14 apparizioni definendo con precisione il giorno della festa nel calendario liturgico della Chiesa, la causa e lo scopo della sua istituzione, il modo di prepararla e di celebrarla come pure le grazie ad essa legate.”

Chiunque viene ammesso alla Misericordia Divina se la persona lo vuole liberamente e si pente sinceramente dei suoi peccati; anche il peccatore piu infangato dal germe dell’iniquità e anche colui che piu di ogni altro è in mano a Satana, puo’ ottenere una conversione e divenire un portatore di luce nel nome di Dio. La Misericordia Divina non esclude nessuno; se c’è pentimento, ci si confessa e si fa la comunione, le grazie vengono concesse a chiunque. Anche solo il sincero pentimento del cuore e il desiderio di riconciliazione con Dio puo’ portare miracoli di conversione. La Misericordia agisce su chiunque e puo’ convertire e sciogliere il cuore piu duro. Questa enorme promessa di grazie e di remissione totale della colpa e della pena non è legata a nessun altra devozione se non a quella della Divina Misericordia.

“In quel giorno, chi si accosterà alla sorgente della vita (la comunione, Nd) questi conseguirà la remissione totale delle colpe e delle pene.”

“Desidero che la Festa della Misericordia sia di riparo e di rifugio per tutte le anime e specialmente per i poveri peccatori. In quel giorno sono aperte le viscere della Mia Misericordia, riverserò tutto un mare di grazie sulle anime che si avvicinano alla sorgente della Mia Misericordia. L’anima che si accosta alla confessione ed alla Santa Comunione, riceve il perdono totale delle colpe e delle pene. In quel giorno sono aperti tutti i canali attraverso i quali scorrono le grazie divine. Nessuna anima abbia paura di accostarsi a Me anche se i suoi peccati fossero come lo scarlatto. La Mia Misericordia è talmente grande che nessuna mente, né angelica, né umana, riuscirà a sviscerarla pur impegnandovisi per tutta l’eternità. La Festa della Misericordia è uscita dalle mie viscere; desidero che venga celebrata solennemente la prima domenica dopo Pasqua. L’umanità non troverà pace finché non si rivolgerà alla sorgente della Mia Misericordia.”

Briciole di storia – Il cardinale Franciszek Macharski con la Lettera Pastorale per la Quaresima (1985) ha introdotto la festa nella diocesi di Cracovia; sulla scia del suo esempio, molti altri vescovi l’hanno istituita nelle varie diocesi in Polonia. Il culto della Divina Misericordia era però già stato avviato e si poteva celebrare nella prima domenica dopo Pasqua nel santuario di Cracovia – Lagiewniki già nel 1944. Santa Faustina Kowalska fu la prima nella storia a celebrare questa festa individualmente, con modalità private, con il permesso del suo confessore. Oggi si celebra nella Chiesa Universale ogni prima domenica dopo Pasqua; quest’anno è successo proprio due giorni fa, il 23.

La festa della Divina Misericordia è fondamentale e concede la piu grande delle grazie; essa ci richiede la nostra devozione semplice e disinteressata nei confronti della Misericordia di Dio, il nostro amore coerente e il nostro pentimento, affinchè la confessione abbia effetto. Altro non è che una richiesta di amore; amare la Misericordia, esserne devoti e praticarla nei confronti del prossimo.

“Le anime periscono, nonostante la Mia dolorosa Passione. (…) Se non adoreranno la Mia misericordia, periranno per sempre.”


Ricapitoliamo…
Festa della Divina Misericordia 

  • Fu rivelata da Gesù a Santa Faustina Kowalska; è possibile leggerne la storia ne Il diario di Santa Faustina Kowalska.
  • Essa si tiene nella prima domenica dopo la domenica di Pasqua (giorno della resurrezione | terzo ed ultimo giorno del Triduo).
  • Gesù richiese a Santa Faustina che la festa venisse celebrata con il quadro della Misericordia esposto, solennemente benedetto e pubblicamente venerato e con i sacerdoti impegnati a parlare alle anime della Sua Misericordia durante il giorno della festa.
  • La novena della Divina Misericordia prepara alla festa e concede grazie di ogni genere; va iniziata nel giorno del Venerdi Santo e dura nove giorni, duranti i quali è richiesto lo stato di grazia, la fiducia nei confronti della misericordia di Gesù e la pratica di atti di carità.
  • Se ci si confessa e si fa la comunione nel giorno della festa, si ottiene la piena remissione delle colpe e delle pene.
  • Santa Faustina fu la prima a celebrarla individualmente con il permesso del sacerdote.
  • Ad oggi è stata ormai da tempo istituita ufficialmente dalla Chiesa e viene celebrata in tutto il mondo.

Le promesse di Gesù 

Chiunque si confessa e riceve la comunione nel giorno della festa della Divina Misericordia ottiene la remissione totale delle colpe e delle pene; questo a patto che il fedele sia pentito dei suoi peccati, sia fiducioso nella Misericordia e sia misericordioso nei confronti del prossimo.

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