Il pastore, la Madonna e il Frassino | Storia della statuina mariana che apparve nel 1510 (e di quel che è venuto dopo)

L’apparizione della Madonna del Frassino è un evento miracoloso avvenuto in epoca rinascimentale, nell’area dove oggi sorge il comune di Peschiera del Garda, in provincia di Verona. Personalmente ne sono giunto a conoscenza grazie a Luigi Castellini, il responsabile dei contatti che trovate nella preghiera della sanguinazione del Santo Volto di Gesù. Lo ringrazio per avermi fatto conoscere questa storia di cui avevo solo sentito qualche vago cenno lungo il corso della mia vita. Avendo quindi approfondito il fenomeno avvenuto in epoca cinquecentesca, vi presento quest’oggi uno speciale che ho fatto.


La storia dell’evento 

afrassino4Era il mattino dell’11 maggio del 1510. Siamo in piena epoca rinascimentale, post-medioevale, prima dello scisma copto. Un pastore di nome Bartolomeo Broglia stava lavorando nei campi quando venne aggredito da un serpente selvatico; egli, spaventato dalla ‘creatura strisciante’, alzò gli occhi al cielo e invocò l’aiuto divino, con fede e speranza. Fu lì che, tra i rami selvatici di un albero di Frassino, scorse, in una nube di luce che d’improvviso era giunta, una piccola statuina della Madonna, alta 14cm, con in braccio suo figlio, il bambino Gesù. Il pastore fu salvato dal serpente, che scomparve, e rimase meravigliato dall’accaduto; alla sera, concluso il lavoro, prese la statuina e la portò a casa sua, mostrandola ai familiari e raccontando loro quanto successo. Dopodichè rinchiuse la statuina in una sorta di cassettone personale, per custodirla per se ed onde evitare di farsela portare via.

Broglia iniziò a parlarne agli amici e nell’arco di un giorno la notizia iniziò a spargersi; in pochissimo tempo furono molti quelli che volevano vedere la statuina. Recatisi a casa del pastore, quest’ultimo acconsentì a mostrarla ai curiosi e agli amici ma quando aprì il cassettone, la statuina non venne trovata: era scomparsa. Il cassettone era completamente vuoto. Fu ritrovata tra i rami del Frassino dove era apparsa originariamente; la statuina era lì, che dispensava grazie a chiunque si recava presso l’albero.

In un secondo momento, il pastore Broglia si recò presso l’arciprete di Peschiera, mons. Cornacchi, raccontandogli quanto accaduto. Quest’ultimo partì e decise di andare presso il Frassino per accertarsi del prodigio celeste; successivamente decise di portare la statuina a Peschiera, nella Chiesa della Disciplina (tutt’ora esistente), per rinchiudere la piccola statuina. Mons. Cornacchi rinchiuse la statuina nel tabernacolo della Chiesa e affidò le chiavi ad un sacerdote. Il giorno dopo, con grande stupore di tutti, il tabernacolo venne trovato vuoto: la statuina era scomparsa. Venne ritrovata nuovamente tra i rami del Frassino. La Madonnina sfuggiva al desiderio di possesso da parte dell’uomo e veniva invece collocata dove Dio voleva.

“Allì 11 di maggio dell’anno 1510 mentre un contadino stava in campagna nella contrada della Pigna ad acconciar le viti, scorgendo quivi poco lontano uno spaventoso serpe, restò per timore, come privo di sensi. Onde alzando gli occhi al cielo, ed alla Vergine Santissima sua Avvocata, raccomandandosi vidde quivi fra le verdeggianti fronde di un Frassine la di lei figura; avanti la quale genuflesso, scacciato ogni timore, anzi pieno di gran consolazione rese le dovute grazie, si levò in piedi, e fatto ardito, ed accostatosi al Frassine, stese la mano, la levò di quivi, e tutto giubilante, se la portò a casa, e fattala vedere ai suoi domestici, la pose sotto chiave in una cassa, volendo egli solo essere il custode del acquistato Tesoro”

P. Bartolomeo Spiciani da Monzambano scrive riguardo l’accaduto

Santuario ‘Madonna del Frassino’ 

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Le istituzioni ecclesiastiche locali della Chiesa Cattolica, resosi consapevoli di ciò che stava accadendo e constatato il miracolo, decisero di costruire un tempio, un Santuario dedicata alla Madonna; quello che oggi è conosciuto come il Santuario Madonna del Frassino. Il 10 settembre del 1511 iniziarono i lavori di costruzione e venne così poggiata la prima pietra; essa venne posata da Roberto Stuart, comandante delle truppe francesi, presente quel giorno.Venne così avviato la costruzione del Santuario proprio dove vi era accaduto il miracolo, nell’area del Frassino. La struttura venne costruita tramite le offerte della popolazione locale e venne affidata all’ordine dei padri serviti. Attorno all’area dove si decise di costruire il tempio, sorse anche un piccolo borgo che, nel giro di tre anni, contava circa 300 abitanti, divenendo così una località sorridente e accogliente per i pellegrini.

Nel corso degli anni, il luogo divenne punto di riferimento per moltissime persone, che accorrevano da ogni parte d’Italia per pregare e omaggiare la Madre di Dio. Il luogo divenne meta di pellegrinaggi anche da parte di coloro che avevano ricevuto delle grazie e volevano così ringraziare la Madonna. Tra questi pellegrini vi fu anche Isabella d’Este, che scrisse una lettera di omaggio al Santuario.

Il Santuario passò in mano all’ordine dei frati minori francescani il 18 giugno del 1514, chiamati dal comune di Peschiera tramite decreto comunale. Da allora, i frati sono divenuti gli unici custodi del Santuario. Il 14 gennaio 1518 papa Leone X diede l’autorizzazione per la costruzione di un convento dove potessero alloggiare i frati. Nel corso dei secoli successivi il Santuario vide un espansione strutturale graduale: nel 1610 lo stile venne rifinito con stucchi in stile barocco; la cappella originale venne abbellita; nel 1652 venne aggiunto il coro sull’altare; nel corso del XVIII° secolo fu aggiunto l’organo. Ad oggi sono numerose le piccole cappelle presenti all’interno del Santuario.

Il 21 maggio del 1721, i frati francescani, occupati durante le prove del coro, vennero preservati da un fulmine. Nel 1810, per la soppressione napoleonica, i frati furono costretti a lasciare il santuario. Essi vennero allontananti dal convento e la Chiesa fu oggetto di profanazioni a causa dell’invasione napoleonica; per quasi mezzo secolo fù soggiogata dall’esercito. Nel 1848, il borgo che era stato costruito attorno al Santuario venne completamente raso al suolo in seguito ad un bombardamento, ma il Santuario rimase intatto per miracolo, salvandosi dalla devastazione della guerra, che causò danni e morti ovunque nell’area. Il convento fu poi usato per fini civili e militari, divenendo quartier generale dell’esercito piemontese e trasformandosi poi in ospedale comunale.

Nel 1860 fu riaperta la Chiesa mentre il 16 di novembre del 1898, sia il Santuario che il convento ritornarono nelle mani dei frati minori francescani, con grande gioia del popolo che ne richiedeva a gran voce il ritorno. Nel 1929 papa Pio XI concesse l’incoronazione della statua della Madonna del Frassino, avvenuta poi il 24 settembre del 1930.

“Non so se l’avete notato, è una Madonna silenziosa, non ha detto una parola sola. Lei tace: l’umiltà del suo silenzio. Poi avete notato che quasi quasi voi ed io siamo presi da un certo stupore, perché cerchiamo un’immagine della Madonna e ci troviamo dinanzi ad una piccola statua, ma così piccola: è l’umiltà della sua piccolezza, di Lei che sempre amò chiamarsi Piccola. E poi ancora questo strano fatto: l’immagine scompare e si trova là soltanto dove è apparsa la prima volta: l’umiltà di essere nelle mani di Dio che la colloca là dove Egli vuole… Maria nel suo silenzio, ci rimanda alla parola della Scrittura santa e ci rimanda al Figlio suo che ha parlato sì con le labbra, ma che ha parlato ancora più eloquentemente donando se stesso sulla croce… Anche tu non cercare mai di essere grande, rimani piccolo, resta così. Il Signore poi ti farà crescere, sarà il suo amore che ti farà grande, sarà il suo amore che ti darà prestigio, perché sei suo figlio. Ma non dimenticare che devi essere piccolo”

Eugenio Ravignani | durante un omelia dell’11 maggio 1990

Contatti

Ecco qui di seguito ognuno dei singoli contatti reperibili nei limiti del possibile, per poter acquisire qualsiasi informazione, organizzare visite guidate, risolvere dubbi di vario tipo e quant’altro.

  • Per chiamare il Santuario: 045.7550500
  • Sito internet: www.santuariodelfrassino.it
  • Per scrivere via email: redazione@santuariodelfrassino.it
  • Per raggiungere il Santuario: località Frassino, 4 – 37019 Peschiera del Garda (VR)


Qui di seguito giungiamo a termine del nostro cammino di scoperta agiografica e storica. Secondo quanto esposto, possiamo quindi dedurre che:

  • Il Santuario è meta di pellegrinaggi, di Messe, di confessioni quotidiane e di grazie. Dalla qualità implica del frutto si riconosce l’albero e di seguito si può dunque appurare, pur senza alcuna conferma ecclesiale, che l’albero è buono.
  • Il Santuario è ancor oggi gestito dai frati, i quali vivono in modo stabile e si occupano quotidianamente della struttura e del programma ad essa associata.
  • Dai tempi in cui avvenne il fenomeno sovrannaturale, ovverosia dal 1510 ad oggi, si può constatare la qualità e la continuità dei frutti spirituali, potendo quindi specificare la veridicità implicita del prodigio divino. Tutto ciò che è venuto era nel disegno di Dio: la volontà di istituire la preghiera, la Messa e la devozione mariana alla Madre di Dio nella piccola località di Peschiera del Garda.

Ad oggi, chiunque può visitare il luogo e fare un piccolo pellegrinaggio spirituale verso la cappella della statuina originale. E non ve ne pentirete di certo. La Madonna ha grazie da donarvi!

4 pensieri su “Il pastore, la Madonna e il Frassino | Storia della statuina mariana che apparve nel 1510 (e di quel che è venuto dopo)

    1. Ciao Roberto, grazie per aver condiviso il tuo pensiero. Tu sei credente di tuo o sei di tutt’altra corrente (non credente, agnostico etc…)? Solo per sapere. Nel secondo caso è normale che tu non creda e non avrei niente da ridire 🙂 In ogni caso, l’apparizione del serpente non era altro che il maligno che si mostrò come tale. Pur essendo il serpente una creatura di Dio, spesso il maligno (Satana) usa la sua forma per mostrarsi in modo sensibile e concreto. Così accadde a tanti santi in passato e così è accaduto anche durante casi di possessione diabolica avvenuti negli ultimi tempi. E’ piuttosto risaputo che il diavolo ha un “debole” per la forma del rettile. Non c’è nulla di cui dubitare. Casi analoghi ne sono successi a quintali. Satana puo’ mostrarsi come vuole secondo il permesso divino. Padre Pio, spesso, lo vedeva sottoforma di bestia o “dragone”. Santa Gemma Galgani, quando attaccata dal maligno durante il giorno, si sentiva stringere il corpo da un serpente, pur non vedendo nulla accanto. E’ la realtà del creato: c’è una realtà sensibile e materiale ed una spirituale, invisibile ad occhio nudo, ma reale.

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