Cosa sono i sacramentali?

Un lettore del blog, tempo addietro, mi inviò un’email chiedendomi cosa fossero i sacramentali. L’epistola virtuale risale al mese di novembre. Essendo io stesso un fedele praticante della Chiesa di Cristo, mi ritrovo nel quotidiano a vivere i Sacramenti ed i sacramentali. Solamente con una piccola differenza: ho usufruito dei sacramentali senza sapere cosa fossero sacramentali. Soltanto dopo la domanda che mi è stata posta, mi sono reso conto di aver usufruito dei sacramentali senza aver mai saputo come si chiamassero e cosa fossero. Ecco dunque che quella benedizione sulla palma d’ulivo è un sacramentale ed io stesso non lo sapevo. Ironico, si direbbe.

Per saperlo con certezza assoluta, bisogna consultare le fonti ufficiali del magistero cattolico. Vediamo cosa sono i sacramentali, segni sacri istituiti dalla Chiesa Cattolica. Nel Catechismo della Chiesa Cattolica del 1992 è contenuta la spiegazione ufficiale e completa. Ci basta aprire il CC 1992 e volgere pagina all’art. 1667. Vediamo ancor prima cosa dice padre Angelo Bellon, sacerdote domenicano.

Cosa dice padre Angelo Bellon

Ad primum

1. il Codice di diritto canonico definisce i sacramentali in questo modo: “I sacramentali sono segni sacri con cui, per una qualche imitazione dei sacramenti, vengono significati e ottenuti per l’impetrazione della Chiesa, effetti soprattutto spirituali” (Can. 1166 ).

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Ad secundum

2. Si differenziano da sacramenti per diversi motivi:
primo perché i sacramenti sono di istituzione divina, mentre i sacramentali sono di istituzione ecclesiastica (sebbene si possa dire che Cristo li abbia istituiti indirettamente dando alla Chiesa il potere di farlo, e talvolta ne ha dato Egli stesso l’esempio come quando ha praticato gli esorcismi);
secondo, perché i sacramenti producono la grazia santificante, mentre i sacramentali conferiscono alcune grazie attuali e cioè alcuni aiuti;
terzo, perché i sacramenti producono la grazia per la loro intima efficacia (ex opere operato) a motivo del fatto che il celebrante principale dei sacramenti è Cristo stesso. I sacramentali invece sono efficaci a motivo della fede e della devozione della Chiesa, e cioè “ex opere operantis” (sottinteso: ex opere operantis Ecclesiae) ;
quarto, perché i sacramenti sono sette, mentre il numero dei sacramentali è indefinito e variabile.

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Ad tertium

3. I sacramentali sono istituiti per impetrare alcuni effetti spirituali e anche corporali, come ad esempio la salute e la conservazione dei beni.
Tuttavia tutti questi aiuti sono in qualche modo ordinati alla grazia santificante.
Dice infatti san Tommaso: “Tra le azioni visibili della Chiesa, alcune sono sacramenti, p. es., il battesimo; altre sacramentali, p. es., l’esorcismo.
Tra di esse esiste questa differenza: il sacramento è quell’azione della Chiesa che raggiunge l’effetto principale inteso nell’amministrazione dei sacramenti; il sacramentale invece è quell’azione la quale, benché non raggiunga l’effetto principale, tuttavia è in qualche modo ordinata ad esso” (Supplemento alla Somma teologica, 29, 1).
E anche: “L’acqua benedetta e le altre benedizioni non si chiamano sacramenti, perché non raggiungono l’effetto dei sacramenti che è il conseguimento della grazia.
Sono piuttosto delle disposizioni ai sacramenti: o in quanto rimuovono gli ostacoli, come l’acqua benedetta usata contro le insidie del demonio e contro i peccati veniali; oppure in quanto preparano l’amministrazione dei sacramenti: così si consacrano gli altari e i vasi per rispetto verso l’Eucaristia” (Somma teologica, III, 65, 1, ad 6).

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Leggi la risposta integrale qui.


I sacramentali sono segni sacri istituiti dalla Chiesa Cattolica ed istituzionalizzati in virtù dei Sacramenti. Se la Santa Messa è un sacramento, la benedizione della palma dell’ulivo è un sacramentale. I sacramentali servono in qualità di segni sacri per beneficiare di una serie di grazie di circostanza, da cui il fedele può trarne un giovamento spirituale particolare. Per mezzo di essi, la Chiesa Cattolica santifica la circostanza, a beneficio del fedele, e predispone il fedele stesso alla ricezione dei sacramenti.


I sacramentali

  • 1667 «La santa Madre Chiesa ha istituito i sacramentali. Questi sono segni sacri per mezzo dei quali, con una certa imitazione dei sacramenti, sono significati e, per impetrazione della Chiesa, vengono ottenuti effetti soprattutto spirituali. Per mezzo di essi gli uomini vengono disposti a ricevere l’effetto principale dei sacramenti e vengono santificate le varie circostanze della vita».326  
  • 1668 Essi sono istituiti dalla Chiesa per la santificazione di alcuni ministeri ecclesiastici, di alcuni stati di vita, di circostanze molto varie della vita cristiana, così come dell’uso di cose utili all’uomo. Secondo le decisioni pastorali dei Vescovi, possono anche rispondere ai bisogni, alla cultura e alla storia propri del popolo cristiano di una regione o di un’epoca. Comportano sempre una preghiera, spesso accompagnata da un determinato segno, come l’imposizione della mano, il segno della croce, l’aspersione con l’acqua benedetta (che richiama il Battesimo).
  • 1669 Essi derivano dal sacerdozio battesimale: ogni battezzato è chiamato ad essere una benedizione 327 e a benedire. 328 Per questo anche i laici possono presiedere alcune benedizioni; 329 più una benedizione riguarda la vita ecclesiale e sacramentale, più la sua presidenza è riservata al ministro ordinato (Vescovo, presbiteri o diaconi). 330
  • 1670 I sacramentali non conferiscono la grazia dello Spirito Santo alla maniera dei sacramenti; però mediante la preghiera della Chiesa preparano a ricevere la grazia e dispongono a cooperare con essa. «Ai fedeli ben disposti è dato di santificare quasi tutti gli avvenimenti della vita per mezzo della grazia divina che fluisce dal mistero pasquale della passione, morte e risurrezione di Cristo, mistero dal quale derivano la loro efficacia tutti i sacramenti e i sacramentali; e così ogni uso onesto delle cose materiali può essere indirizzato alla santificazione dell’uomo e alla lode di Dio». 331
  • 1671 Fra i sacramentali ci sono innanzi tutto le benedizioni (di persone, della mensa, di oggetti, di luoghi). Ogni benedizione è lode di Dio e preghiera per ottenere i suoi doni. In Cristo, i cristiani sono benedetti da Dio Padre «con ogni benedizione spirituale» (Ef 1,3). Per questo la Chiesa impartisce la benedizione invocando il nome di Gesù, e facendo normalmente il santo segno della croce di Cristo.
  • 1672 Alcune benedizioni hanno una portata duratura: hanno per effetto di consacrare persone a Dio e di riservare oggetti e luoghi all’uso liturgico. Fra quelle che sono destinate a persone – da non confondere con l’ordinazione sacramentale – figurano la benedizione dell’abate o dell’abbadessa di un monastero, la consacrazione delle vergini e delle vedove, il rito della professione religiosa e le benedizioni per alcuni ministeri ecclesiastici (lettori, accoliti, catechisti, ecc). Come esempio delle benedizioni che riguardano oggetti, si può segnalare la dedicazione o la benedizione di una chiesa o di un altare, la benedizione degli olii santi, dei vasi e delle vesti sacre, delle campane, ecc.
  • 1673 Quando la Chiesa domanda pubblicamente e con autorità, in nome di Gesù Cristo, che una persona o un oggetto sia protetto contro l’influenza del maligno e sottratto al suo dominio, si parla di esorcismo. Gesù l’ha praticato; 332 è da lui che la Chiesa deriva il potere e il compito di esorcizzare. 333 In una forma semplice, l’esorcismo è praticato durante la celebrazione del Battesimo. L’esorcismo solenne, chiamato « grande esorcismo », può essere praticato solo da un presbitero e con il permesso del Vescovo. In ciò bisogna procedere con prudenza, osservando rigorosamente le norme stabilite dalla Chiesa. 334 L’esorcismo mira a scacciare i demoni o a liberare dall’influenza demoniaca, e ciò mediante l’autorità spirituale che Gesù ha affidato alla sua Chiesa. Molto diverso è il caso di malattie, soprattutto psichiche, la cui cura rientra nel campo della scienza medica. È importante, quindi, accertarsi, prima di celebrare l’esorcismo, che si tratti di una presenza del maligno e non di una malattia.
  • 1674 Oltre che della liturgia dei sacramenti e dei sacramentali, la catechesi deve tener conto delle forme della pietà dei fedeli e della religiosità popolare. Il senso religioso del popolo cristiano, in ogni tempo, ha trovato la sua espressione nelle varie forme di pietà che accompagnano la vita sacramentale della Chiesa, quali la venerazione delle reliquie, le visite ai santuari, i pellegrinaggi, le processioni, la «via crucis», le danze religiose, il Rosario, le medaglie, ecc. 335
  • 1675 Queste espressioni sono un prolungamento della vita liturgica della Chiesa, ma non la sostituiscono: «Bisogna che tali esercizi, tenuto conto dei tempi liturgici, siano ordinati in modo da essere in armonia con la sacra liturgia, derivino in qualche modo da essa, e ad essa, data la sua natura di gran lunga superiore, conducano il popolo cristiano». 336
  • 1676 È necessario un discernimento pastorale per sostenere e favorire la religiosità popolare e, all’occorrenza, per purificare e rettificare il senso religioso che sta alla base di tali devozioni e per far progredire nella conoscenza del mistero di Cristo. Il loro esercizio è sottomesso alla cura e al giudizio dei Vescovi e alle norme generali della Chiesa. 337

326. Concilio Vaticano II, Cost. Sacrosanctum Concilium, 60: AAS 56 (1964) 116; cf CIC canone 1166; CCEO canone 867.
327.  Cf Gn 12,2.
328. Cf Lc 6,28; Rm 12,14; 1 Pt 3,9.
329. Cf Concilio Vaticano II, Cost. Sacrosanctum Concilium, 79: AAS 56 (1964) 120; cf CIC canone 1168.
330. Cf Benedizionale, Premesse generali, 16 e 18 (Libreria Editrice Vaticana 1992) p. 26. 14-15.
331. Concilio Vaticano II, Cost. Sacrosanctum Concilium, 61: AAS 56 (1964) 116-117.
332. Cf Mc 1,25-26.
333. Cf Mc 3,15; 6,7.13; 16,17.
334. Cf CIC canone 1172.
335. Cf Concilio di Nicea II, Definitio de sacris imaginibus: DS 601; Ibid.: DS 603; Concilio di Trento, Sess. 25a, Decretum de invocatione, veneratione et reliquiis sanctorum, et sacris imaginibus: DS 1822.
336. Concilio Vaticano II, Cost. Sacrosanctum Concilium, 13: AAS 56 (1964) 103.
337. Cf Giovanni Paolo II, Esort. ap. Catechesi tradendae, 54: AAS 71 (1979) 1321-1322.

In sintesi

Uno

1677 Si chiamano sacramentali i sacri segni istituiti dalla Chiesa il cui scopo è di preparare gli uomini a ricevere il frutto dei sacramenti e di santificare le varie circostanze della vita.

Due

1678 Fra i sacramentali, le benedizioni occupano un posto importante. Esse comportano ad un tempo la lode di Dio per le sue opere e i suoi doni, e l’intercessione della Chiesa affinché gli uomini possano usare i doni di Dio secondo lo spirito del Vangelo.

Tre

1679 Oltre che della liturgia, la vita cristiana si nutre di varie forme di pietà popolare, radicate nelle diverse culture. Pur vigilando per illuminarle con la luce della fede, la Chiesa favorisce le forme di religiosità popolare, che esprimono un istinto evangelico e una saggezza umana e arricchiscono la vita cristiana.

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