«Digiunate […] Durante quest’ultimo quarto di secolo il digiuno è stato dimenticato in seno alla Chiesa cattolica»

Oggi fa paura il vocabolo «sacrificio». Non si vuol più sentire parlare di sacrificio; si vuole invece vedere la vita, l’essere, l’agire, il vivere, così come il mondo ci ha istruiti a vederla: come una continua gratificazione dei sensi materiali, piacevole e fluida, senza nessuna tipologia di sforzo. Sacrificio è sinonimo di sforzo. Dunque il sacrificio è uno sforzo e lo sforzo è un sacrificio: entrambi sono interconnessi. Lo sforzo è un atto della volontà intellettiva che l’uomo sceglie di compiere consensualmente. Per salvarsi l’anima e andare in Paradiso occorre sforzarsi. Dunque la salvezza è un sacrificio perpetuo, perchè non si ottiene vivendo in peccato, ma vivendo in coerenza con Dio. E per fare ciò occorre uno sforzo continuo, che genera sacrificio.

La salvezza è un dono gratuitamente offerto da Dio che, tuttavia, necessita della cooperazione consensuale dell’uomo affinchè possa venire accettata e dunque ottenuta; è sì un dono gratuito, nel senso di gratuitamente offerto, ma non è imposto, né automatico e non preclude che l’uomo debba cooperare. L’uomo, pertanto, dovrà vivere in accordo con la parola di Dio, sinceramente pentito dei suoi peccati e in uno stato di grazia, affinchè possa presentarsi in comunione con Dio nell’atto del trapasso. Chiunque, invece, vive e dunque muore in peccato mortale, scegliendo a Dio l’opposizione a Dio stesso, andrà da se stesso all’Inferno. Le scelte sono libere e ciò che si ottiene dopo è una continuazione naturale del prima, in accordo con la propria scelta.

La salvezza è un dono, offerta per misericordia di Dio e non per la qualità delle opere dell’uomo, ma per far sì che l’uomo la ottenga è necessario che scelga di cooperare consensualmente, sforzandosi di intraprendere la Via del Vangelo. E allora la salvezza sarà ottenuta. Dio cancella i nostri peccati nel Sacramento della Confessione per i meriti della Dolorosa Passione di Cristo, il quale ci giustifica per grazia; ci dona la grazia affinchè la nostra volontà sia rafforzata e abbia la forza necessaria per rimanere in uno stato di amicizia con Dio; eppure, dinanzi a quanto Dio ci offre, occorre sempre e comunque il ‘‘lato B della medaglia’’: la cooperazione dell’uomo – il suo volersi pentire, confessare e vivere in grazia, spontaneamente e consensualmente. Dio c’è e dona gratuitamente: all’uomo è richiesto che risponda di propria volontà. Perchè? Perchè è libero.

Beh, vi dicevo. Oggi ci siamo allontanati pericolosamente dal concetto di sacrificio, preferendo ad esso la nullafacenza, l’ozio, la pigrizia e la nullità del libero arbitrio. Così si sono perse anche le pratiche e gli atti propri che il fedele ha sempre compiuto, nel senso di vissuto, per ascendere verso Dio. Si è persa la verità del sacrifico, inteso come sforzo, rinuncia; non come fine, ma come mezzo, per finalizzare la salvezza, aiutando l’uomo nel suo cammino di unione in grazia di Dio. Si è perso l’uso della volontà arbitraria per poter camminare verso Dio. Si è persa la preghiera come dialogo con il divino. Tra le verità istituite da Cristo, vi è anche il digiuno. Una forma di astinenza, e dunque di sforzo, indi di sacrificio, richiesto da Cristo ed offerto per combattere le tentazioni della carne e fortificare l’anima, istruendo il corpo quale Tempio dello Spirito Santo.

Se il corpo dev’essere tempio e l’anima dev’essere libera dalla schiavitù del peccato, il digiuno sarà necessario, essendo esso astinenza, e dunque preclusione, del peccato stesso! Se l’uomo vuol combattere il peccato, dovrà digiunare da esso: ecco il digiuno. Vi sono varie tipologie di digiuno, tra le più disparate: c’è un’ampia scelta di digiuni possibili; c’è il digiuno fisico e intellettivo, spirituale e morale. C’è il digiuno dalla pornografia, dal tabacco, dall’alcool, dai videogiochi, dai vizi, dalla masturbazione, dal mormorio, dalla parolaccia, dal pensiero iniquo, dall’ira. Quello più forte è il digiuno alimentare a pane ed acqua. Esso fortifica l’anima, astiene l’intelletto dalla debolezza al peccato e dona una marea di grazie senza fine.

  1. Il fondamento biblico del digiuno

Matteo 17, 21 Certa specie di demoni si scaccia solo con la preghiera e col digiuno

Marco 9, 29 Questa specie di demoni non si può scacciare in alcun modo, se non con la preghiera

Luca 18, 11 O Dio, ti ringrazio che io non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adulteri; neppure come questo pubblicano. 12 Io digiuno due volte la settimana; pago la decima su tutto quello che possiedo

Matteo 6, 16 E quando digiunate, non assumete aria malinconica come gli ipocriti, che si sfigurano la faccia per far vedere agli uomini che digiunano. In verità vi dico: hanno gia ricevuto la loro ricompensa. 17 Tu invece, quando digiuni, profumati la testa e lavati il volto, 18 perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo tuo Padre che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà

  1. I santi parlano del digiuno

San Giovanni Crisostomo disse, nel commento a Mt 17,21: “Parole che si riferiscono non solo al genere dei demoni lunatici, ma a ogni classe di demoni. Il digiuno effettivamente dà molta sapienza, rende l’uomo simile a un angelo del cielo e combatte i poteri incorporei. Però è anche necessaria la preghiera, come elemento principale; e colui che prega come conviene e digiuna non necessita di molte cose, e così non diventa avaro, ed è pronto all’elemosina. Colui che digiuna è poi leggero, prega con vigilanza, estingue le concupiscenze dannose, rende Dio propizio, e umilia l’anima superba. Chi dunque prega con il digiuno ha due ali, anche più leggere degli stessi venti. Infatti non sbadiglia né si addormenta durante l’orazione (come accade a molti), ma è più infiammato del fuoco ed è superiore alla natura terrestre. Questo uomo è conseguentemente il nemico terribile del demonio, poiché non c’è niente di più poderoso dell’uomo che prega come si deve; e se hai il corpo infermo per digiunare, non l’hai tuttavia per pregare. E se non puoi digiunare, puoi astenerti dai piaceri illeciti; e questa non è una cosa di scarsa importanza, né molto distante dal digiuno”

  1. Il digiuno nei messaggi di Medugorje

 «Cari figli, vi invito a pregare e a digiunare per la pace nel mondo. Voi avete dimenticato che con la preghiera e il digiuno si possono allontanare anche le guerre e persino sospendere le leggi naturali. Il digiuno migliore è quello a pane e acqua. Tutti, eccetto gli ammalati, devono digiunare. L’elemosina e le opere di carità non possono sostituire il digiuno» (21-07-1982)

 «Digiunate. Il digiuno è di grande importanza nella vita spirituale. Durante quest’ultimo quarto di secolo il digiuno è stato dimenticato in seno alla Chiesa cattolica» (31-05-1984)

«Cari figli, vi invito a rinnovare il vostro digiuno in tutti i vostri sensi: digiuno della gola e degli occhi, delle orecchie e della lingua. Fate mortificazioni. In questo modo rinnoverete la preghiera del vostro corpo» (14-01-1989)

«Cari figli, anche oggi vi invito alla preghiera, ora come non mai, da quando il mio piano ha cominciato a realizzarsi. Satana è forte e vuole ostacolare i miei progetti di pace e di gioia e farvi pensare che mio Figlio non sia forte in ciò che ha deciso. Perciò vi invito, cari figli, a pregare e a digiunare ancora più intensamente. Vi invito a qualche rinuncia per la durata di nove giorni, affinché con il vostro aiuto si realizzi tutto ciò che voglio realizzare secondo i segreti iniziati a Fatima. Vi invito, cari figli, a comprendere l’importanza della mia venuta e la serietà della situazione. Voglio salvare tutte le anime e presentarle a Dio. Perciò preghiamo affinché tutto quello che ho cominciato si realizzi completamente» (25-08-1991)

«Chi prega non ha paura del futuro, chi digiuna non ha paura del male» (25-01-2001). 

Vi è una preparazione «mentale»
che va impartita
per istruire il fedele.
Posso dunque terminare
dandovi ciò che a me è stato dato.

Senza elevarmi a teologo,
ecco i suggerimenti finali.

    Possiamo terminare affermando che:

  • Il digiuno non è un esercizio futile e privo di significato, non è un vanto, un atto di superbia o di orgoglio. Non va vissuto mettendo i manifesti e vantandosi dinanzi gli altri. Esso non è alimento per l’orgoglio, ma sacrificio per Cristo da offrire nel proprio intimo.
  • Il digiuno non implica che Dio debba rispondere a tutti i costi in rapporto a ciò che crediamo “attraverso” il digiuno. “Sia fatta la tua volontà” è l’obiettivo, la parola divina ed il fine ultimo dell’anima.
  • Il digiuno è un’astinenza voluta per combattere ed astenersi dallo spirito pagano e dalle tentazioni della carne, affinchè il corpo si precluda i piaceri mondani e l’anima riesca a congiungersi a Dio alimentando la fortezza nella quale abita. Esso è utile per combattere la lussuria ed i peccati contro il Sesto Comandamento. Esso è un mezzo utile alla santificazione dell’anima mediante la mortificazione del corpo. È Dio che ci santifica, dandoci la grazia proporzionale al digiuno che offriamo.

Parlo con cognizione di causa avendo offerto almeno tre anni di digiuni a pane ed acqua. Vi consiglio spassionatamente di vivere, di offrire, il digiuno biblico a pane ed acqua: si vivranno effetti benefici e grazie particolari, in particolar modo nella lotta ai peccati contro il VI° Comandamento. Non ve ne pentirete.

2 pensieri su “«Digiunate […] Durante quest’ultimo quarto di secolo il digiuno è stato dimenticato in seno alla Chiesa cattolica»

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...