L’intercessione dei santi ha un fondamento biblico

Tra gli aspetti più criticati secondo il (non) pensiero popolare, diffusi dalla riforma protestante in poi e mediante l’anima incauta, colui che non è consapevole della dottrina, vi è la preghiera ai santi, altresì conosciuta come intercessione dei santi. Rifiutata a priori da protestanti ed evangelici, criticata quale eresia da chiunque non sia cattolico e spesso anche dal cattolico di turno, valutata quale non necessaria e “offensiva” nei confronti di Dio, l’intercessione dei santi è un dono che Dio stesso ha desiderato darci, fin dai tempi dell’antica alleanza, ancor prima della venuta di Cristo!

Se aprite le Scritture e cercate tra i testi sacri dell’Antico Testamento, si possono trovare i versi scritturistici dell’intercessione mediante persona. È dunque possibile, Bibbia alla mano, destrutturare le formule contrarie all’intercessione create dall’uomo e convalidare la pratica della preghiera ai santi alla luce del logos divino. È possibile dimostrarne la validità teologica! Dio stesso chiede di pregare qualcuno – e non solo se stesso – quale intercessione. Egli stesso comanda di rivolgerci ai santi.

La parola di Dio

Il fondamento teologico puro è presente in Gb 42,8Giobbe 42, 8 […] Andate dal mio servo Giobbe […] il mio servo Giobbe pregherà per voi, affinché io, per riguardo a lui, non punisca la vostra stoltezza – Il commentario teologico de La Bibbia di Gerusalemme, annota: “Giobbe figura come intercessore a somiglianza di Abramo, Mosè, Samuele, Amos, Geremia. La sua prova sembra una ragione dell’efficacia della sua preghiera”. Sia il verso, che di fatto è il logos divino, che il commentario ad esso associato, precludono qualsiasi opposizione teologica e intellettuale.

Vi sono poi altri versi specifici ove è possibile reperire il fondamento scritturistico. Un ulteriore passo è manifesto in 2 Mac 15, 142 Mac 15, 14 Onia disse: «Questi è l’amico dei suoi fratelli, colui che innalza molte preghiere per il popolo e per la città santa, Geremia il profeta di Dio» – La Bibbia di Gerusalemme, caratterizzata da note teologiche ripartite all’interno dell’AT e del NT, reca: “Questa è la prima testimonianza di una credenza nella preghiera dei giusti defunti per i vivi”. Se la parola si identifica con Dio, esso la parola Dio stesso (celata in Dio, poi rivelata e dunque comunicata da Dio), l’uomo ha solamente da annuire dinanzi ad essa. La risorsa teologica di supporto sottopone la parola che Dio ci ha dato ad un processo teologico ed esegetico, aiutandoci nella comprensione.

È dunque errato affermare che non vi sono fondamenti scritturistici che di fatto danno la delibera all’intercessione dei santi e che non si possa pregare i santi come se si facesse un torto formale a Dio. È indi vero che si possa pregare qualcheduno quale intercessore presso Dio. Se ciò è comprovato dalla parola di Dio, l’idea che non si possa pregare un santo crolla in se stessa, non essendo partecipe delle Scritture. Il fedele, di suo, deve rapportarsi al vero in accordo con le Scritture ed il Magistero, non secondo ciò che egli ode dal primo di turno.

Dicono i santi

  • Diceva san Tommaso: “la devozione verso persone sante, vive o defunte, non ha il suo termine in esse, ma in Dio: poiché nei servi di Dio veneriamo Dio stesso” (San Tommaso, Somma teologica, II-II, 82, 2, ad 3).
  • Il Concilio di Trento (DS, 1821) annota: “E quindi è cosa buona e utile invocarli, supplicarli e ricorrere alle loro preghiere e al loro aiuto per impetrare benefici da Dio per il suo Figlio Gesù Cristo Signore nostro, che è l’unico salvatore e redentore”.
  • Il Concilio Vaticano II (Lumen Gentium, 49) afferma che “(i beati) ammessi nella patria e presenti al Signore (2 Cor 5,8), per mezzo di lui, con lui e in lui non cessano di intercedere per noi presso il Padre, offrendo i meriti acquistati in terra mediante Gesù Cristo, unico mediatore tra Dio e gli uomini (1 Tm 2,5), servendo al Signore in ogni cosa e dando compimento nella loro carne a ciò che manca alle tribolazioni di Cristo a pro del suo Corpo, che è la Chiesa (Col 1,24). La nostra debolezza è quindi molto aiutata dalla loro fraterna sollecitudine”.

Preghiamo i santi e chiediamone l’intercessione! L’autorità della Chiesa Cattolica custodisce il fondamento dell’intercessione dei santi, esponendosi a riguardo in qualità di custode della Dottrina nei rispettivi concili e attraverso i santi che Dio ha donato. Per ultimo ma non minore, eccovi una preghiera al beato seminarista martire Rolando Rivi. E che vada a fuoco l’eretica riforma protestante.

Preghiera al beato Rolando Rivi

O Dio, Padre misericordioso,
che scegli i piccoli
per confondere i potenti del mondo,

Ti ringrazio per averci donato,
nel seminarista Rolando Rivi,
una testimonianza di amore totale
al Tuo Figlio Gesù e alla sua Chiesa,
fino al sacrificio della vita.

Illuminato da questo esempio
e per intercessione di Rolando,
Ti chiedo di darmi la forza
di essere sempre segno vivo del Tuo amore nel mondo

e Ti supplico di volermi concedere la grazia (esprimerla)
che ardentemente desidero.

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